Giampaolo Ceramicola

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Giampaolo Ceramicola
Giampaolo Ceramicola.jpg
Giampaolo Ceramicola con la maglia del Lecce (1993)
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182[1] cm
Peso 79[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Alessandria (in 2ª)
Ritirato 1997 - giocatore
Carriera
Giovanili
Riccione
Squadre di club1
1980-1981 Riccione 27 (2)
1981-1982 Rimini 31 (4)
1982-1983 Pistoiese 21 (0)
1983-1984 Rimini 31 (1)
1984-1986 Ancona 62 (5)
1986-1987 Brescia 24 (1)
1987-1988 Cesena 25 (1)
1988-1989 Ancona 35 (1)
1989-1990 Bari 11 (0)
1990-1991 Salernitana 33 (5)
1991-1995 Lecce 131 (19)
1995-1996 Reggina 28 (4)
1996-1997 Montevarchi 12 (0)
Carriera da allenatore
2002-2005 Misano
2005-2009 600px BlauGrana (Strisce).png Fontanelle
2009-2011 SPAL (in 2ª)
2011-2012 Carpi (in 2ª)
2013 Alessandria (in 2ª)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 19 marzo 2013

Giampaolo Ceramicola (Rimini, 10 aprile 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, attuale vice allenatore dell'Alessandria.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima esperienza professionistica risale alla stagione 1981-1982 con la maglia del Rimini in Serie B. La stagione si conclude con la retrocessione dei romagnoli e il giovane Ceramicola viene ceduto in prestito alla Pistoiese sempre nel campionato cadetto. Nella squadra del mitico presidente Marcello Melani si distingue per dinamismo e acume tattico ed è una pedina fondamentale nello scacchiere dell'allenatore Enzo Riccomini, ogni volta che è chiamato in causa. Viene schierato sia nel ruolo di difensore che di centrocampista, disponendo di un buon piede, discreta elevazione e ottima tecnica di base. L'anno successivo, forte di 21 presenze in cadetteria con la maglia arancione, che contribuiscono in modo determinante alla salvezza della squadra, torna alla casa madre, il Rimini, che milita in C1. Il ragazzo ha stoffa e lo dimostrerà anche nel prosieguo della carriera. Dal 1983 al 1986 Ceramicola gioca con Rimini e Ancona.

Nel 1986 passa al Brescia e arriva l'opportunità di giocare in Serie A. Nel primo campionato in massima categoria colleziona 24 presenze e mette a segno un gol alla 25ª giornata nella partita Torino-Brescia terminata 2-2[2]. Negli anni successivi veste le maglie di Cesena, Ancona, Bari e Salernitana alternandosi tra Serie A e B. Nel 1991 viene acquistato dal Lecce. Con i salentini conquista al secondo tentativo la promozione in massima serie. Ma l'esperienza in A dura solo una stagione. Il campionato si conclude con una retrocessione segnata da record negativi (solo 11 punti, peggior attacco e peggior difesa del torneo). Dopo la seconda retrocessione consecutiva che porta il Lecce in Serie C1 Ceramicola lascia il Salento e si trasferisce a Reggio Calabria, dove con la maglia della Reggina disputa un campionato di Serie B. Nel 1997 chiude la carriera professionistica a Montevarchi.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver allenato nelle categorie dilettantistiche il Misano e il Fontanelle di Riccione, dal 2009 è entrato a far parte dello staff di Egidio Notaristefano, che ha seguito rivestendo il ruolo di vice-allenatore alla SPAL[3], al Carpi e poi all'Alessandria[4].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lecce: 1995-1996

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bari: 1990

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 29.
  2. ^ Italy Championship 1986/87, RSSSF. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  3. ^ Ceramicola, molto più di un vice-allenatore, Lospallino.com, 6 gennaio 2011. URL consultato il 1º settembre 2015.
  4. ^ Francesco Conti, Egidio Notaristefano, finalmente a casa, Radiogold.it, 19 marzo 2013. URL consultato il 19 marzo 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]