Giacomo Tazzini

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Giacomo Tazzini (Baggio (Milano), 30 marzo 1785Milano, 22 febbraio 1861) è stato un architetto e ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gacomo era il figlio primogenito di Antonio Tazzini e Giuseppa Bossi e nacque a Baggio. Di origini modeste, si trasferisce all'età di quattordici anni a Milano nell'estate del 1799 lasciando dietro di se la numerosa famiglia (erano 12 fratelli) e come unico aiuto un cugino del padre. Condividerà un appartamentino con uno studente e un architetto di 35 anni che conosce Luigi Canonica. Lentamente molti fratelli lo raggiungono a Milano e nel 1815 si sposa con Giuseppa Seveso, figlia di un ricco tappezziere.[1] Studiò all'Accademia di Brera sicuramente fra il 1800 e il 1803 quando ricevette il suo primo incarico come "Disegnatore presso la Soprintendenza Generale delle Fabbriche Nazionali".

Allievo del Canonica[2], si forma al suo fianco nei Cesarei Regi Fabbricati, dove lo affianca a partire dal 1808. Nel 1814-1815 ha modo di sostituire temporaneamente il suo maestro e gli subentra definitivamente a partire dal 1824. Nel 1831 svolge l'incarico di ispettore delle Fabbriche del Reale Palazzo di Milano a Tazzini spetta anche la cura della Chiesa di Santa Maria alla Rosa, San Giovanni in Conca, la cancelleria vicereale e la Villa e il Parco di Monza[3].

Viene ricordato in particolare per il suo ruolo all'interno del completamento del Parco di Monza, al quale si dedica a tempo pieno dal 1831 al 1859 affiancando i direttori dei giardini Giambattista Rossi e Giuseppe Manetti. Realizzerà diverse architetture all'interno del Parco, in continuità stilistica e formale con quanto cominciato dal Canonica. Nel 1838 l'arciduca Ranieri lo nomina ingegnere di I classe e così riceve il titolo di "Ispettore degli Imperial Regi fabbricati di Corte e ingengere di I classe"[4].

Andò in pensione nel 1860, all'età di 75 anni, con la nomina reale di Sindaco di Macherio. Morì di polmonite nel suo appartamento di funzione che aveva nel Palazzo Reale il 22 febbraio 1861. Fu sepolto nel cimitero milanese di San Gregorio, oggi scomparso.[5].

Per il lavoro svolto ricevette, dopo la sua dipartita, il titolo da Cavaliere[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Flavio Eusebio, La formazione di Giacomo Tazzini (PDF), 2010, pp. 20-23.
  2. ^ Flavio Eusebio, GIACOMO TAZZINI, ARCHITETTO DI TRE CORTI (PDF), 2010, pp. 7.
  3. ^ Giuliana Ricci e Francesco Repishti, La cultura architettonica nell'età della restaurazione, Mimesis Edizioni, 2002, p. 110, ISBN 9788884831996.
  4. ^ Giuliana Ricci e Francesco Repishti, La cultura architettonica nell'età della restaurazione, Mimesis Edizioni, 2002, p. 112, ISBN 9788884831996.
  5. ^ Flavio Eusebio, GIACOMO TAZZINI, architetto di tre corti (PDF), 2010, pp. 258.
  6. ^ Flavio Eusebio, Dalla caduta di Ranieri alla corte di Savoia (PDF), 2010, pp. 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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