Giacinto Brandi

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Caduta degli Angeli Ribelli
flagellazione
Deposizione
San Bruno
Gesù nel giardino dei Getsemani

Giacinto Brandi (Roma, 23 febbraio 1621Roma, 19 gennaio 1691) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver atteso l'apprendistato nella bottega di Alessandro Algardi, passò nel 1633 in quella di Giovanni Giacomo Sementi. In seguito lavorò presso Giovanni Battista Magni e Giovanni Lanfranco sino al 1646.

Dopo aver lavorato a Napoli, dal 1647 si stabilì a Roma, dove entrò nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon. Dal 1651 frequentò l'Accademia di San Luca, di cui fu eletto principe nel 1668.

La sua attività pittorica è visibile negli affreschi e dipinti presenti in molte chiese barocche, come il ciclo pittorico ad olio su muro della volta e delle pareti (1662-3) e la pala d'altare (1664) del succorpo di Sant'Erasmo nella cattedrale di Gaeta, sua città natale, della volta della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, gli affreschi di San Silvestro in Capite, il Martirio di San Biagio nella Chiesa di San Carlo ai Catinari, la decorazione della Chiesa di Gesù e Maria con la pala d'altare Incoronazione della Vergine (1680), il Martirio di Sant'Andrea (1685) nella Basilica di Santa Maria in Via Lata, la Trinità nella Chiesa di Santa Francesca Romana, i Santi quaranta martiri nella Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco. Pregevole anche il ciclo di affreschi visibile nel Palazzo Pamphilj a Piazza Navona. Nella barocca chiesa di San Rocco a Parma si trova un pregevole quadro della Circoncisione di Gesù dipinto ad olio. È presente inoltre nel Santuario della Madonna di Caravaggio in Codogno un San Sebastiano inizialmente attribuito all'amico Mattia Preti.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Cristo
— 1653[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonella Pampalone, Giacinto Brandi, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Pampalone, Inediti di Giacinto Brandi, in “Commentari”, 21, 1970, pp. 306-315.
  • A. Pampalone, Brandi, Giacinto, in Dizionario biografico degli italiani 14, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1972, pp. 15-17.
  • G. Borghini, Giacinto Brandi: un documento ed alcuni dipinti inediti, in “Commentari”, 23, 1972, pp. 385-393.
  • A. Pampalone, Per Giacinto Brandi, in “Bollettino d'arte”, 5, 58, 1973, pp. 123-166.
  • G. Serafinelli, L'Adorazione del Cristo morto con i Santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova. Un capolavoro di Giacinto Brandi ritrovato, in “Rolsa” (Rivista del Dipartimento di Storia dell'Arte dell'Ateneo Sapienza Università di Roma), 8, 2007, pp. 53-72.
  • G. Serafinelli, Giacinto Brandi (Roma 1621 - 1691): scoperte documentarie attorno alla sua vicenda biografica e un dipinto inedito, in "Arte documento", 25, 2009, pp. 152-157.
  • G. Serafinelli, Giacinto Brandi e la chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco in Roma: un caso di felice congiuntura documentaria, in "Arte Documento", 26, 2010, pp. 208-215.
  • G. Serafinelli, La decorazione pittorica di Giacinto Brandi nella cripta del Duomo di Sant'Erasmo in Gaeta: nuovi documenti e letture iconografiche, in "Arte Documento", 27, 2011, pp. 132-141.
  • G. Serafinelli, Giacinto Brandi (1621-1691). Catalogo ragionato delle opere, Torino, Umberto Allemandi Editore, 2015, 2 voll.

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