Ghiacciaio dei Forni

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Ghiacciaio dei Forni
GhiacciaioForni.jpg
Il ghiacciaio come si presentava nel 2016
StatoItalia Italia
Regione  Lombardia
Provincia  Sondrio
CatenaAlpi
Coordinate46°23′53.52″N 10°35′17.16″E / 46.3982°N 10.5881°E46.3982; 10.5881
Tipovallivo
ValleValfurva - Valtellina
Corso d'acqua alimentatoForni-Frodolfo-Adda
Altitudine2,600−3,670 m s.l.m.
Superficie10,83[1] km²
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Alpi
Ghiacciaio dei Forni
Dati SOIUSA
GruppoOrtles Cevedale

Il ghiacciaio dei Forni è il secondo ghiacciaio delle Alpi Italiane per estensione dopo quello dell'Adamello; si trova nel gruppo Ortles-Cevedale in Alta Valtellina all'interno del settore lombardo del Parco nazionale dello Stelvio. Fino al 1995, prima cioè che il ghiacciaio dell'Adamello venisse riclassificato in un unico corpo glaciale, era il più grande ghiacciaio vallivo italiano e l'unico di tipo himalayano, originato da tre bacini collettori con tre lingue glaciali distinte confluenti a quota 3000 m in un'unica lingua di ablazione che nel XIX secolo si spingeva nel fondovalle fino a quote prossime ai 2000 m.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La conca del ghiacciaio nel 2005. A sinistra vi è la punta Taviela ed al centro la punta Cadini.

Le principali vette della zona dove insiste il ghiacciaio dei Forni sono anche chiamate le tredici cime e la loro ascensione concatenata, che richiede generalmente da due a più giorni di percorrenza, costituisce un noto richiamo per alpinisti allenati. Le principali cime da concatenare sono: monte Cevedale, monte Rosole, Palon de la Mare, monte Vioz, punta Taviela, cime di Peio, rocca Santa Caterina, punta Cadini, monte Giumella, monte San Matteo, punta Dosegù, punta Pedranzini, pizzo Tresero.

Per la geologia del sito, sono predominanti le rocce metamorfiche: micascisti ricchi in quarzo, muscovite, clorite e albite (formazione delle filladi di Bormio)[2].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il ghiacciaio attualmente si estende per poco meno di 11 km². Negli ultimi 150 anni la superficie glaciale si è ridotta intensamente, circa del 36%,[3][4] e la lingua è arretrata di circa 2 km[3]. Lo spessore del ghiacciaio si è ridotto sulla lingua di ben 70 m nel periodo 1929-1998[5]. Dal 2015 è separato in due apparati distinti a causa del distacco della lingua orientale[1].

Monitoraggio[modifica | modifica wikitesto]

La quantificazione della riduzione glaciale è possibile grazie al fatto che il ghiacciaio dei Forni è uno dei ghiacciai italiani monitorati da più lungo tempo (da fine '800) a cura dei volontari del Comitato glaciologico italiano, l'ente che da oltre 100 anni rileva le variazioni di lunghezza e superficie dei principali ghiacciai italiani.

I dati glaciologici raccolti sui Forni e su altri ghiacciai campione studiati in Italia vengono poi divulgati a livello internazionale tramite il World Glacier Monitoring Service (WGMS)[6] di Zurigo, l'ente internazionale che raccoglie e divulga i dati di variazione glaciale di tutti i ghiacciai del Pianeta monitorati.

Il ghiacciaio dei Forni è stato studiato anche nell'ambito del progetto Share Stelvio, conclusosi nel 2013[7], programma di monitoraggio ambientale gestito da EvK2CNR e FLA (Fondazione Lombardia per l'ambiente) e finalizzato a rilevare e quantificare gli impatti del cambiamento climatico in una vasta area protetta italiana. Nell'ambito del progetto vengono monitorati criosfera, idrosfera ed atmosfera nell'area del Parco per rilevarne le variazioni e le mutue relazioni.

È inoltre molto importante ricordare che su questo ghiacciaio dal 2005 è attiva la prima stazione meteorologica permanente supraglaciale italiana (Automatic Weather Station o AWS) installata dall'Università degli Studi di Milano e dal Comitato EvK2CNR ed inserita nel network di monitoraggio ambientale SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment) e nel progetto CEOP GEWEX[8][9]. I dati della stazione, rilevati a cadenza oraria, hanno permesso di quantificare il bilancio energetico e di massa del ghiacciaio negli ultimi anni[10][11][12].

Panoramica del SIC "Valle e Ghiacciaio dei Forni - Val Cedec - Gran Zebru' - Cevedale"

Protezione[modifica | modifica wikitesto]

Il ghiacciaio dei Forni, per le sue caratteristiche morfologiche e dimensionali, per l'impatto estetico sulla valle che lo ospita, per le vicende storiche che qui si sono svolte e delle quali si conserva traccia alla superficie del ghiacciaio e per la lunga serie di studi che qui sono stati condotti, è inserito nella lista dei geositi della provincia di Sondrio[13].

L'area glaciale è inoltre compresa in un sito di interesse comunitario denominato Valle e Ghiacciaio dei Forni - Val Cedec - Gran Zebrù - Cevedale. Il sito è gestito dal Parco nazionale dello Stelvio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Referenze bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Citterio, M., Diolaiuti, G., Smiraglia, C., Verza, G., and Meraldi, E., Initial results from the Automatic Weather Station (AWS) on the ablation tongue of Forni Glacier (Upper Valtellina, Italy), in Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, vol. 30, 2007, pp. 141–151.
  • Comitato Glaciologico italiano, Campagne Glaciologiche, in Bollettino del Comitato Glaciologico Italiano, Serie I e II, 1913-1977.
  • Comitato Glaciologico Italiano, Campagne Glaciologiche, in Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, vol. 1-35, 1978-2011.
  • Diolaiuti, G., Smiraglia, C., Verza, G.P., Chillemi, R., Meraldi, E., La rete micrometeorologica glaciale lombarda: un contributo alla conoscenza dei ghiacciai alpini e delle loro variazioni recenti., in Smiraglia, C., Morandi, G., Diolaiuti, G. (a cura di), Clima e Ghiacciai, la crisi delle risorse glaciali in Lombardia, Regione Lombardia, 2009, pp. 69–92.
  • Diolaiuti G. and Smiraglia C., Changing glaciers in a changing climate: how vanishing geomorphosites have been driving deep changes in mountain landscapes and environments, in Géomorphologie: relief, processus, environnement, vol. 16, n. 2, 2010, pp. 131-152.
  • Garavaglia V., Diolaiuti G., Smiraglia C., Pasquale V., Pelfini M., Evaluating Tourist Perception of Environmental Changes as a Contribution to Managing Natural Resources in Glacierized Areas: A Case Study of the Forni Glacier (Stelvio National Park, Italian Alps), in Environmental Management, 2012.
  • Merli, F., Pavan, M., Rossi, G., Smiraglia, C., Tamburini A., Ubiali, G., Variazioni di spessore e di volume della lingua del ghiacciaio dei Forni (Alpi Centrali, Gruppo Ortles-Cevedale) nel XX secolo. Risultati e confronti di metodologie, in Suppl. Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, V, 2001, pp. 121-128.
  • Pelfini, M., Contributo alla conoscenza delle variazioni oloceniche del Ghiacciaio dei Forni, in Natura Bresciana, Annali del Museo Civico di Scienze Naturali, vol. 24, 1988, pp. 237–257.
  • Pozzi, R., Geologia del Parco dello Stelvio, in Istituti di geologia e paleontologia dell'università degli studi di Milano, vol. 22, nuova Serie, 1969.
  • Regione Lombardia, I geositi della Provincia di Sondrio (PDF), a cura di Irealp, 2009, pp. 1-139.
  • Senese, A., Diolaiuti, G., Mihalcea, C. Smiraglia, C., Meteorological evolution on the ablation zone of Forni Glacier, Ortles-Cevedale Group (Stelvio National Park, Italian Alps) during the period 2006-2008, in Bollettino della Società Geografica Italiana, Serie XIII, III, fascicolo 4, Roma, 2010, pp. 845-864.
  • Senese A., Diolaiuti G., Mihalcea C., Smiraglia C., Energy and Mass Balance of Forni Glacier (Stelvio National Park, Italian Alps) from a Four-Year Meteorological Data Record, in Arctic, Antarctic, and Alpine Research, vol. 44, n. 1, 2012a, pp. 122–134.
  • Senese, A., Diolaiuti, G., Verza, G.P., Smiraglia, C., Surface energy budget and melt amount for the years 2009 and 2010 at the Forni Glacier (Italian Alps, Lombardy), in Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, vol. 35, n. 1, 2012b, pp. 69-77.
  • Smiraglia, C., The medial moraines of Ghiacciaio dei Forni, Valtellina, Italy: morphology and sedimentology, in Journal of Glaciology, vol. 35, n. 119, 1989, pp. 81–84.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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