Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Gezabele

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio di persona femminile, vedi Gezabele (nome).
La morte di Gezabele, di Gustave Doré

Gezabele (ebraico אִיזֶבֶל|אִיזָבֶל Izével) è il nome di due donne menzionate nella Bibbia.

Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Nella Tanakh Gezabele è una regina dell'antico Israele, la cui storia è narrata in 1 Re. Fu una principessa fenicia, figlia del re Ithobaal I di Tiro, che sposò il re ebreo Acab. Era dotata di una personalità molto forte e nel racconto biblico si ha l’impressione che fosse lei a gestire il potere e a dominare il marito, che regnerà dall’869 al 850 circa a.C.

Il fine politico di Acab con il matrimonio doveva essere quello di allearsi con potenti vicini fenici per staccare definitivamente il regno di Israele da quello meridionale di Giuda. Era necessario dargli un’identità religiosa nuova che impedisse ai cittadini di continuare a far riferimento solo al tempio di Gerusalemme, capitale del regno di Giuda. Così mentre Acab continua ad atteggiarsi formalmente fedele a Jahwe, Gezabele introduce in Israele il culto del dio fenicio Baal ("Signore”), nomina ben 850 nuovi sacerdoti e favorisce la costruzione di un complesso di templi e santuari. Questo scatena contro la regina la fiera opposizione e l'ostilità dei sacerdoti ebrei e del profeta Elia. La posizione dei sovrani però era solida e la successione garantita dai due figli maschi della regina, Acazia e Ioram. Nella Bibbia è narrato l'episodio dell'uccisione di Nabot, organizzata senza scrupoli da Gezabele con false testimonianze di reato, per compiacere lo sposo, che ambiva a possedere una vigna confinante alle sue proprietà.

Dopo la morte di Acab in battaglia contro i nemici, Gezabele rimane vedova e i suoi figli salgono al trono. Però Acazia, il primogenito, muore per una caduta e il secondo, Ioram è vittima del colpo di stato promosso dal generale Ieu, sostenuto dai sacerdoti. La regina, saputo della morte del figlio e che Ieu stava arrivando a palazzo con l'esercito, capì di essere la prossima vittima. Coraggiosamente, Gezabele si truccò gli occhi, si abbigliò e si acconciò i capelli e si mise di vedetta presso un'alta finestra (secondo libro dei Re 9,30). Da lì ebbe il coraggio di insultare Ieu, mentre passava nella strada sottostante, chiamandolo anziché sovrano, “assassino del suo signore”. Subito i suoi stessi servi, all'incitazione di Ieu "Chi è con me?", per ingraziarsi ii nuovo re, la scaraventano giù dalla finestra del palazzo, facendola morire. Il suo corpo è lasciato temporaneamente insepolto all'aperto, per spregio. Quando andarono a recuperarlo, lo trovarono parzialmente mangiato dai cani, come aveva predetto il profeta Elia.

Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel Nuovo Testamento è chiamata Gezabele una profetessa della città di Tiatira.

Ella è accusata nell'Apocalisse di Giovanni 2,20 di indurre i membri della chiesa locale a sacrificare agli idoli e a commettere atti impuri.

Gezabele quindi è divenuta col tempo il simbolo stesso della lussuria, della superbia e del peccato contro Dio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia della Bibbia III. Torino, Elle Di Ci, 1970

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]