Gerrit Rietveld

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Gerrit Rietveld nel 1927

Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 24 giugno 1888Utrecht, 25 giugno 1964) è stato un architetto e artigiano olandese. Fu uno tra i principali esponenti del neoplasticismo nel campo dell'architettura e del design.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

sas

Stile[modifica | modifica wikitesto]

L'oeuvre di Rietveld rappresenta una delle massime espressioni della poetica del De Stijl. A contatto con le esperienze di Mondrian e van Doesburg, cantori di una coscienza estetica che rifiutava quanto non si risolvesse in un rigido ricorso alle linee rette, ortogonali, e ai soli colori primari (rosso, giallo e blu) e ai non colori (nero, grigio e bianco), Rietveld divenne uno degli interpreti più sensibili del verbo neoplastico nei campi dell'architettura e nell'arredamento, attività nelle quali diede in ambedue i casi prove eccellenti:

La Rietveld Schröder House

« In Gerrit Thomas Rietveld [...] sembrano emergere due personalità, così ben definite da far sembrare la sua opera come non appartenente ad un unico artista. La prima, quella dell’ebanista artigiano del linguaggio primordiale, che reinventa sedie e mobili come se prima di lui nessuno ne avesse mai costruiti, seguendo un suo codice strutturale del tutto personale; la seconda, quella dell’architetto dalle formule eleganti, impegnato ad affermare nel contesto dell’architettura europea la tesi razionalistica e neoplastica. Le due attività si alternano, si sovrappongono e si fondono in una perfetta osmosi, dipanandosi in una logica sequenza »

(Cassina[1])

I rigorosi codici sintattici e ideali della metodologia neoplastica trovano espressione in Rietveld in una prosa architettonica finalizzata a enfatizzare l'esperienza dello spazio, finalmente emancipato dalla schiavitù del superfluo e dell'ornato. Lo spazio architettonico, secondo il giudizio di Rietveld, è perfettamente godibile dal fruitore solo se coerentemente modulato attraverso un'attenta scansione di piani geometricamente esatti, spogliati da quegli elementi futilmente decorativi e così finalmente apprezzabili nella loro integrità e pulizia. In questa composizione architettonica quasi astraente, dominata dal rigoroso intreccio di linee e superfici, interviene poi il «peso» dei vari colori fondamentali (nero, rosso, giallo, bianco e blu), i quali nelle costruzioni rietveldiane sembrano quasi estrapolati da un quadro di Piet Mondrian.[2] L'assoluta razionalità e purezza formale delle architetture di Rietveld, poi, trova espressione anche nella ponderata scelta dei materiali costruttivi (linoleum, compensato ...), anch'essi finalizzati a suggerire esperienze spaziali intatte, trasparenti e pulite.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I maestri, Gerrit Thomas Rietveld, Utrecht/Utrecht, 1888/1964, su cassina.com.
  2. ^ Rietveld, Gerrit Thomas, Sapere.it.
  3. ^ (EN) Ida van Zijl, Marijke Kuper, Rietveld Gerrit: The Complete Works, Utrecht, 1992, pp. 16-17.

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