Geronio

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Geronio o Ruderi di Gerione
Ruderi di Gerione (mosaico).png
Ruderi di Gerione
Civiltà Pre-romana
Epoca III-IV secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Casacalenda
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°45′07.92″N 14°53′26.16″E / 41.7522°N 14.8906°E41.7522; 14.8906Gereonio o Geronio fu un'antica città italica, prima frentana, poi romana. Dopo essere stata distrutta dal terremoto del 1456 non fu più ricostruita o, almeno, come scrive il Tria, si andò disolando.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Del suo etimo non si sa quasi niente. Gerio, o Gerione, o Geriunum, viene citato dal vescovo larinate Mons. Tria anche con le varianti di Girone e Gironia[1] e poi altrove nello stesso capitolo menziona altre varianti come Giron, Gerone, Geronio,[2] e, come se non bastasse, Gerunio[3] Qualcuno azzardò l'ipotesi che Girone, Gironio o Geronio che dir si voglia, cogliendovi una certa assonanza col nome, avesse attinenza con Cirignola.

Sito[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi di Gerione

Della sua ubicazione si sono fatte svariate ipotesi, ma ormai si dà per certo che Gerione fosse situato nei pressi di Larino. Il Tria come il Romanelli sono concordi a situarla « ad un declivio di monte detto Cerro, Tra Casacalenda, Montorio, Montelongo e Bonefro, a destra del fiumiciattolo Cigno, presso la strada che da Casacalenda mena a Montorio ». Il Cluverio e il Cellario la ipotizzano addirittura a Dragonara, castello già da alcuni secoli distrutto[4] Il Kiriatti, molto campanilisticamente, situa Gerione a Cerignola.[5] Facendo riferimento a Livio,[6] Il Tria compiaciuto, insiene ad altri storiografi, come il Romanelli, considerando la grande distanza di Cerignola e Dragonara, pone l'ilare domanda: « come avrebbe egli, (Annibale), ... stare a vista del nemico, che si ritrovava ne' Campi Larinati, e due miglia lontano da Gerione? ». L'Alberti non fa che confermare quanto già detto da Plinio, e poi il Tria, il Romanelli, ed altri, sebbene scambi il fiume Tiferno per il Fortore, travisando un po' le distanze.[7]

La localizzazione di Geronio secondo il Mommsen sarebbe «...cinque leghe a nord di Lucera....»[8]. Per Salmon invece «Geronium non era lontano dalla moderna Casacalenda[9].» Altrove, ancora dal Tria, viene riportata l'ipotesi di qualcun altro che vuole che questa città, così contesa, venga collocata in terra di San Martino[10]. Nella primavera dell'anno 2003 ha avuto inizio lo scavo del sito di Gerione (Casacalenda in provincia di Campobasso) condotto dall'Università degli Studi di Bologna - Cattedra di Topografia dell'Italia Antica. Il ritrovamento di un raro frammento calcareo di stele punica (III-II secolo a.C.) con la raffigurazione del crescente lunare e il cerchio solare, simbolo di Tanit, dea protettrice di Cartagine confermerebbe l'identificazione di Gerione con la Gereonium nota dalle fonti letterarie antiche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi di Gerione

Passata alla storia per essere stata espugnata da Annibale durante la seconda guerra punica, laddove vi pose il suo acquartieramento. Gerione fu spianata letteralmente, conservandone però intatte le mura, avendo il Cartaginese in mente di poterle utilizzare a scopo di difesa. Racconta Polibio che Annibale, avendo saputo che a Luceria vi fossero abbondanti scorte di frumento e, pensando di poter utilizzare Gerione come granaio, qui appunto pensò di svernare.[11] Tito Livio parla di Gerione allo stesso modo[12] confermando entrambi gli autori la posizione dell'esercito romano in agro Larinate[13] vicino Calela (Casacalenda),[14] e quello di Annibale che andò poi a fermarsi a circa due miglia da esso.[15] Ma vuoi per imperizia di Minucio, luogotenente di Fabio, vuoi per l'abile strategia e l'innata scaltrezza di Annibale, poco mancò che l'esercito romano subisse una clamorosa disfatta, come quella che avvenne poco tempo dopo, nella ben più memorabile battaglia di Canne. Soccorso dunque dal ben più ponderato Fabio Massimo, l'onta della sconfitta fu per ora evitata.

Dopo il periodo punico, molto ben documentato da svariati autori sia classici che moderni, fino al terremoto del 1456, di Gerione non se ne sa granché. Il Tria annota nelle sue Memorie che Gerione « appresso però ricevute altre percosse si andò disolando; e vado conghietturando, che assai contribuì il gran terremuoto dell'anno 1456, quando Larino sobbissò fin da fondamenti con morte di 1313 Persone ... tantoché poi a poco a poco si distrusse totalmente, ed al presente se ne vedono i suoi vestigj ; e dobbiamo figurarci, che colla sua distruzione si fussero o accresciuti, o edificati altri Castelli, e Terre, che si vedono in quelle vicinanze, ... »[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Andrea Tria, Memorie ..., op. cit. lib.I, cap.V, num.2. - « Senza dubbio noi qui tra i Larinati abbiamo Gerione, Girone, è detto anche Gironia
  2. ^ Giovanni Andrea Tria, Memorie ..., op. cit. lib.I, cap.V, num.4. - Sino al presente questo luogo ritiene il nome di Giron , Gerone, Gerione, Geronio
  3. ^ Giovanni Andrea Tria, Memorie ..., op. cit. lib.I, cap.V, num.5. - crederei, che questo, di cui si parla sia quel Gerione , Girone, o Gerunio, che si appelli, dove si accampò Annibale Cartaginese
  4. ^ Filippo Cluverio, Italia Ant. ... op. cit., tom.2 lib.4. cap.12. pag.1213 - « Tractus, atque intervallum docent, Gerionem fuisse id Oppidum, quod vulgo nunc dicitur Tragonara ».
  5. ^ Kiriatti Teodoro - Memorie istoriche di Cerignola, rist. anast. Napoli, 1785.
  6. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, lib.XXII, 24. - Deinde Castra ipse propius hostem movit, duo ferme a Gerione milia in tumulum hosti conspectum.
  7. ^ Leandro Alberti, Descrizione di tutta l'Italia, ... op. cit., pag. 431. - « ... Petrella, Castellineo, Morono, et Giovenisso. Giacciono tutti questi castelli appresso al fiume Fortore, benché chi più, chi meno. Poscia ritrovasi in quei campi, che sono di spatio di 16 miglia insino alla Marina, i vestigi dell'antichissimo Gerione tanto nominato da Livio ... che Annibale si fermò appresso alle mura di Girione, ove haveva lasciato pochi tetti, havendolo pigliato per forza, et abbruciato ... Quindi a due miglia, vedesi Casa Calenda castello, et dopo sei, Larino nuovo castello, edificato appresso l'antico due miglia, hora rovinato ».
  8. ^ Mommsen T.: Storia di Roma Antica, vol.I,741; Sansoni Editore 1967, Firenze
  9. ^ Salmon E.T.: Il Sannio e i Sanniti; Einaudi Editore 1985, Torino
  10. ^ Giovanni Andrea Tria, Memorie, op. cit., lib.I, cap.V, num.5. - ... « Gerione fusse situato in S. Martino, Terra, per altro distante circa sei miglia da Larino, e luogo della medesima Diocesi, come va discorrendo Dainnant ».
  11. ^ Polibio, Historiae, lib. III. - « Hannibal ab exploratoribus admonitus Luceriae, et Gerunii magnam esse frumenti copiam, Geriunumque ad usum horreorum opportunum esse locum, in eo tractu hibernare statuit; et praeter montem Liburnum ad nominatas urbes ducit.
  12. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, lib. XXII, cap.18. - « Hannibal pro Gerionis moenibus, cuius urbis captae atquae incensae abs se in usam horreorum pauca reliquerat tecta, stativa habebat... »
  13. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, lib. XXII, cap. 23. - « Romanus tunc exercitus in agro Larinate erat...  »
  14. ^ Polibio, Historiae. lib. III. - « in arcem in Larinate agro sitam, cui nomen est Calela ».
  15. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, lib. XXII, cap. 24. - « deinde Hannibal castra ipsa propius hostem movit, duo ferme a Gerione millia in tumulum hosti conspectum  »
  16. ^ Giovanni Andrea Tria, Memorie ..., op. cit. lib.I. cap.V, num. 16

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Polibio, Historiae, lib. III.
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, lib. XXII.
  • Giovanni Andrea Tria, Memorie Storiche Civili, ed Ecclesiastiche della Città e Diocesi di Larino, Roma, 1744.
  • Filippo Cluverio, Italia Antiqua,1624.
  • Leandro Alberti, Descrizione di tutta l'Italia, Venezia, presso Paulo Ugolino, 1596, (www.liberliber.it), pdf file, pag. 431. Ma vd. ora l'edizione aggiornata dell'intera regione pugliese: La Puglia. Saggio di edizione dalla "Descrittione di tutta Italia" (Venezia, 1568) di fra Leandro Alberti, a cura di Michele Orlando, Editrice Uniservice, Trento 2009.
  • Mommsen T.,: Storia di Roma Antica,vol.I,741; Sansoni Editore 1967, Firenze
  • Salmon E.T.: Il Sannio e i Sanniti; Einaudi Editore 1985, Tor

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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