Gerolama Orsini

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Gerolama Orsini
Ritratto di principessa Farnese - Galleria nazionale di Parma.jpg
Gerolama Orsini in un ritratto del XVI secolo
Duchessa di Parma e Piacenza
Armoiries Farnèse-Parme.svg Coats of arms of the House of Orsini.svg
In carica 19 agosto 1545
10 settembre 1547
Predecessore Titolo creato
Successore Margherita d'Austria
Duchessa di Castro
In carica 15371547
Predecessore Titolo creato
Successore Diana di Francia
Nascita Pitigliano, Stato Pontificio, 1504
Morte Viterbo, Stato Pontificio, 1569
Luogo di sepoltura Isola Bisentina[1], Lago di Bolsena
Dinastia Orsini per nascita
Farnese per matrimonio
Padre Ludovico Orsini
Madre Giulia Conti
Consorte Pier Luigi Farnese
Figli Alessandro
Vittoria
Ottavio
Orazio
Ranuccio
Religione Cattolicesimo

Gerolama Orsini (anche chiamata Girolama) (Pitigliano, 1504Viterbo, luglio 1569[1]) era un membro della famiglia Orsini e fu moglie di Pier Luigi Farnese; fu quindi duchessa di Parma per matrimonio e prima duchessa di Castro[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gerolama discendeva da una nobile famiglia aristocratica romana, gli Orsini, i cui rappresentanti influenzarono la vita politica nella capitale apostolica fin dal Medioevo. Alcuni ricercatori suggeriscono che discendesse dal nobile romano Gentile Orsini, signor Pitigliano, Munano, Penna e Nettuno, nonché fratello minore di papa Niccolò III.

Gerolama nacque intorno al 1503, probabilmente a Pitigliano, dalla famiglia del condottiero Ludovico Orsini, conte di Pitigliano, e da sua moglie, Giulia Conti. Da parte paterna era la nipote di Niccolò II Orsini, conte Pitigliano, e di Elena Conti. Da parte materna era nipote di Giacomo Conti, signore di Carpineto, e di Elisabetta Carafa, nipote del cardinale Francesco Conti[3][4].

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1513, su iniziativa del cardinale Alessandro Farnese, iniziarono le trattative sul matrimonio tra il suo primogenito Pier Luigi Farnese e Gerolama. A quel tempo esistevano già vincoli matrimoniali tra le famiglie Orsini e i Farnese. Il 26 marzo 1513 venne firmato il contratto di matrimonio, dove veniva indicata l'entità della dote della sposa, che ammontava a novemila ducati e due feudi, Cellere e Pianzano. La cerimonia nuziale ebbe luogo il 15 gennaio 1519 a Valentano. Nonostante fu un matrimonio senza amore, Gerolama rimase una moglie fedele e devota, tollerando gli eccessi di Pier Luigi, la sua brutalità e stravaganza con dignità.[5]

La coppia ebbe cinque figli:

Duchessa[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il matrimonio, la coppia ha vissuto a Palazzo Farnese a Valentano e trascorreva l'estate a Palazzo Farnese a Gradoli. Nel 1534, il suocero di Gerolama, con il quale aveva un buon rapporto, divenne papa con il nome di Paolo III. L'influenza della famiglia Farnese a Roma aumentò notevolmente, ma ciò non influì in alcun modo sul suo comportamento. Secondo la testimonianza dei suoi contemporanei, era una donna intelligente con una forte volontà. Gli scandali legati al comportamento bisessuale di suo marito non la ferivano particolarmente. Gerolama corrispondeva con umanisti ecclesiastici e laici: Marcello Cervini, il futuro papa Marcello II, Paolo Giovio, Giovanni Della Casa e Bartolomeo Cavalcanti[4].

Il 14 marzo 1537 Paolo III concesse a Pier Luigi il Ducato di Castro, e sua moglie ricevette il titolo di Duchessa. Nel 1541 lo stesso papa le diede una pensione annuale di 100.000 scudi, insieme a pagamenti ad altri membri della sua famiglia. La duchessa ha speso la maggior parte dei suoi fondi personali per l'acquisto di tessuti costosi per abiti per sua figlia e le sue damigelle d'onore. Per risolvere problemi economici, doveva spesso viaggiare tra Roma e i possedimenti della famiglia. Il 26 agosto 1545 Paolo III concesse a Pier Luigi il Ducato di Parma e Piacenza. In onore della nuova duchessa, Parma annunciò come suo patrono San Girolamo, in suo onore. Quando il marito si stabilì a Piacenza, chiamò a sé la moglie e il figlio maggiore, Alessandro, chiedendo aiuto nella gestione del feudo, ma il suocero di Gerolama non glielo permise[4].

Gerolama ha dedicato quasi tutto il suo tempo alla vita dei suoi figli. La loro corrispondenza divenne particolarmente frequente nel 1546, quando i due figli della duchessa, Alessandro e Ottavio, arrivarono presso l'imperatore, che si preparava alla guerra con i protestanti.

Gerolama attribuiva grande importanza al matrimonio dell'unica figlia di Vittoria. Nel gennaio 1545 iniziarono i preparativi per il suo matrimonio con Fabrizio Colonna, principe ereditario di Paliano. Questo matrimonio avrebbe dovuto porre fine ad anni di controversie tra le due famiglie. Tuttavia, Paolo III non gli diede il suo consenso. Il progetto di un matrimonio dinastico con Vespasiano Colonna fu respinto per il fatto che lo sposo sembrava non abbastanza maturo. In corrispondenza con suo marito, Gerolama gli chiese di persuadere suo padre a dare in sposa la figlia a un degno candidato il prima possibile. Il 29 giugno 1547, a Roma, Vittoria sposò Guidobaldo della Rovere[4].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 settembre 1547, Pier Luigi venne ucciso da un gruppo di congiurati. La duchessa vedova si rivolse a Marcello Cervini, allora legato pontificio a Bologna, per chiedergli di prendere il corpo di suo marito per seppellirlo nella tomba di famiglia nel monastero dei Cappuccini sull'isola Bisentina. Gerolama riuscì a seppellire il marito solo nel luglio 1548, quando le sue spoglie da Parma furono portate sull'isola dal figlio Ottavio, che divenne il nuovo Duca di Parma e Piacenza, e suo fratello Orazio ricevette il Ducato di Castro.

Nel 1549 morì il suocero di Gerolama. Insieme ai figli, sostenne l'elezione in conclave per il candidato del partito filofrancese, con l'intento di assicurare ai Farnese il Ducato di Parma e Piacenza. Eletto papa Giulio III, il candidato del partito filo-ispanico, i Farnese sono stati privati di tutti i privilegi. Il nuovo pontefice tentò di strappare loro il ducato di Castro. Gerolama non riconobbe la legalità delle sue azioni e ottenne il ritiro dell'esercito papale dal territorio del ducato. Nel maggio 1552 il feudo tornò alla famiglia Farnese e fu effettivamente governato da Gerolama. Nell'agosto dello stesso anno muore il figlio più giovane, Orazio. Da quel momento fino alla morte non lasciò quasi mai i confini del ducato, abitando nei palazzi di Valentano e Capodimonte. Ospiti frequenti della Duchessa vedova erano i suoi figli e gli ambasciatori stranieri. Nel 1556, a Viterbo, costruì un monastero per i Benedettini (o Cistercensi), ora conosciuto con il soprannome di "monastero della duchessa".

Gerolama Orsini morì nel luglio 1569 e fu sepolta accanto al marito nella tomba di famiglia presso la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull'isola di Bisentina, in mezzo al lago di Bolsena[4].

Titoli e trattamento (dal matrimonio)[modifica | modifica wikitesto]

  • 31 ottobre 1537 - 16 settembre 1545 Sua Altezza la Duchessa di Castro
  • 16 settembre 1545 - 10 settembre 1547 Sua Altezza la Duchessa di Parma
  • 10 settembre 1547 - luglio 1569 Sua Altezza la Duchessa Madre di Parma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Girolama Orsini, su Dizionario Biografico degli italiani. URL consultato il 15 ottobre 2018.
  2. ^ Canino Info Onlus 2005
  3. ^ Litta P. Famiglie celebri di Italia. Orsini di Roma, Torino, 1835.
  4. ^ a b c d e Girolama Orsini, duchessa di Parma e Piacenza Dizionario Biografico degli Italiani - Volume LVI (2001)
  5. ^ Leo van de Pas, Gerolama Orsini, su Genealogics.org. URL consultato il 25 ottobre 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duchessa consorte di Parma Successore Armoiries Farnèse-Parme.svg
Titolo creato 15451547 Margherita d'Austria
Predecessore Duchessa consorte di Castro Successore Duchy of Castro CoA.svg
Titolo creato 15371547 Diana di Valois
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