Georgij Vasil'jevič Čičerin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Georgij Vasil'jevič Čičerin.

Georgij Vasil'jevič Čičerin (in russo Георгий Васильевич Чичерин) (Karaul, 24 novembre 1872Mosca, 7 luglio 1936) è stato un diplomatico russo, Commissario del popolo agli esteri della neonata Unione Sovietica dal 13 marzo 1918 al 21 luglio 1930. Siglò la pace con gli Imperi Centrali a Brest Litovsk nel 1918. Ottenne il riconoscimento internazionale da parte delle potenze europee negli anni ‘ 20. Nel 1922 siglò il Trattato di Rapallo con la Repubblica di Weimar (Germania). Isolato da Stalin dopo la sua ascesa al potere, a cominciare dal 1929, l’anno successivo si ritirò a vita privata.

Biografia[1][modifica | modifica sorgente]

Čičerin a Rapallo in occasione della firma del trattato.

Nato a Karaul, città nell'oblast' di Tambov, 480 km a sud di Mosca, iniziò la carriera in veste di uomo di Stato e diplomatico zarista, funzionario del ministero degli esteri russo. Nel 1904 un rapporto della polizia politica zarista, la Ochrana lo sospettò di attivismo rivoluzionario. Cicerin, nel 1905, appoggiò la rivoluzione a fianco dei socialrivoluzionari. Soffocata la protesta nella cosiddetta “domenica di sangue”, egli fu costretto ad emigrare prima a Berlino (19051907), e – in séguito – a Parigi, ove resterà sino al Febbraio 1918, quando fece ritorno in Russia. Nel 1907, da menscevico, divenne segretario generale dell'organizzazione rivoluzionaria russa all'estero. Verso il 1909 passò allo schieramento bolscevico, il ramo maggioritario del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, che si era scisso al congresso di Minsk nel 1903. Allo scoppio della Prima guerra mondiale (1914), egli assunse un rigido atteggiamento patriottico. Presto però si riavvicinò agli internazionalisti e prese attivamente a collaborare con “Nashe Slovo”, il giornale edito a Parigi e diretto da Trotsky, di cui fu amico. Successivamente venne arrestato a Londra nel 1917 ed espulso per pacifismo. Cicerin era presente come aiutante di Trotsky alla sigla del Trattato di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) che – a costo di immense perdite territoriali – sanciva la pace tra Russia bolscevica ed Imperi Centrali (Germania ed Impero Austroungarico). Dieci giorni dopo ricevette la carica di ministro degli esteri (Commissario del Popolo agli Affari Esteri) direttamente succedendo a Trotsky. Mantenne la carica di Commissario del popolo agli affari esteri fino al 1930, quando la caduta di Trotsky al termine della faida che scoppiò alla morte di Lenin (21 gennaio 1924), fece di Stalin il nuovo padrone assoluto della Russia. A Rapallo nel 1922, con gli accordi sottoscritti assieme al suo omologo Walther Rathenau con la Germania, ruppe l'isolamento politico ed economico della Russia. Germania e Russia rinunciavano ai contenziosi territoriali ed alle riparazioni di guerra ed avviavano il rispettivo riconoscimento diplomatico. Una postilla segreta permetteva ai tedeschi, impossibilitati a provare armamenti sul proprio territorio nazionale a causa del Trattato di pace di Versailles, di sperimentarli in territorio russo, fino all’avvento al potere di Hitler, 1933, che pose fine alla collaborazione militare (che garantì – peraltro – alla Russia l’accesso alle tecnologie di base per la costruzione di carri armati, sommergibili, bombardieri, caccia, mitragliatrici portatili e cannoni contraerei e controcarro, tutte armi che i tedeschi si troveranno di fronte durante la Seconda guerra mondiale). Operò anche per ottenere il riconoscimento del suo paese da parte di Gran Bretagna ed Italia nel 1924 e da parte degli Stati Uniti nel 1933 (postumo). Guidò le delegazioni sovietiche alle conferenze di Genova e Losanna, rispettivamente nel 1922 e nel 1923. Trattò anche la normalizzazione dei rapporti diplomatici con la Turchia, restituendole, nel 1921, la regione di Kars. Con l’ascesa al potere di Stalin, l’amicizia di Cicerin per Trotsky lo rese inviso al nuovo dittatore che lo costrinse alle dimissioni (1930). Čičerin morì nel 1936.

La tomba di Čičerin.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ MIA - Sezione italiana: Enciclopedia Marxista

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "I Propilei : grande storia universale Mondadori"; vol. IX. "Il secolo XX" (!966).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95224384 LCCN: n50054512