Georgij Konstantinovič Žukov

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Georgij Konstantinovič Žukov
Georgy Zhukov 1.jpg

Ministro della difesa dell'Unione Sovietica
Durata mandato 9 febbraio 1955 –
26 ottobre 1957
Capo del governo Nikolaj Bulganin
Predecessore Nikolaj Aleksandrovič Bulganin
Successore Rodion Jakovlevič Malinovskij

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature I, II, III, IV
Circoscrizione Oblast' di Černivci (I), Circoscrizione speciale (II), Oblast' di Sverdlovsk (III, IV)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Università Accademia militare M. V. Frunze
Professione Militare e Politico
Firma Firma di Georgij Konstantinovič Žukov
Georgij Konstantinovič Žukov
Zhukov LIFE.jpg
SoprannomeSalvatore, Ariete, Uragano, Invincibile
NascitaStrelkovka, 1º dicembre 1896
MorteMosca, 18 giugno 1974 (77 anni)
Cause della mortenaturale
Luogo di sepolturaNecropoli delle mura del Cremlino
Dati militari
Paese servitoRussia Impero russo
RSFS Russa RSFS Russa
Unione Sovietica Unione Sovietica
Forza armataFlag of Russian Empire for private use (1914–1917).svg Esercito imperiale russo
Red Army flag.svg Armata Rossa
USSR Army flag.jpg Esercito sovietico
RepartoPrima armata di cavalleria russa
Anni di servizio1915 - 1957
GradoMaresciallo dell'Unione Sovietica
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra civile russa
Seconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Russia
BattaglieBattaglia di Khalkhin Gol
Operazione Barbarossa
Assedio di Leningrado
Battaglia di Mosca
Battaglia di Ržev
Battaglia di Stalingrado
Operazione Marte
Offensiva Ostrogožsk-Rossoš'
Battaglia di Kursk
Quarta battaglia di Char'kov
Offensiva del basso Dnepr
Offensiva di Žytomyr-Berdyčiv
Battaglia di Korsun'
Offensiva Proskurov-Černivci
Battaglia di Kam'janec'-Podil's'kyj
Operazione Bagration
Operazione Vistola-Oder
Battaglia di Berlino
Comandante diGovernatore militare della Zona di occupazione sovietica della Germania
Capo di stato maggiore generale delle Forze armate sovietiche
1º Fronte Bielorusso
Fronte di Leningrado
Fronte di riserva
Fronte occidentale
Distretto militare di Kiev
Distretto militare di Odessa
DecorazioniEroe dell'Unione Sovietica
Ordine di Lenin
Ordine della Bandiera Rossa
Ordine di Suvorov di I classe
Ordine della Vittoria
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
Ordine della Gloria
PubblicazioniMemorie e battaglie (memorie) 1970.
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Georgij Konstantinovič Žukov (in russo: Георгий Константинович Жуков?; Strelkovka, 1º dicembre 1896Mosca, 18 giugno 1974) è stato un generale e politico sovietico, Maresciallo dell'Unione Sovietica.

La data di nascita è 19 novembre 1896 secondo il calendario giuliano. Di umili origini, aderì alla rivoluzione bolscevica e combatté nei ranghi della famosa 1ª Armata di cavalleria dell'Armata Rossa, distinguendosi per coraggio e decisione. Dopo la fine della guerra civile, rimase nell'esercito e iniziò una brillante carriera che lo portò ai massimi vertici di comando dell'Armata Rossa.

Estremamente determinato, tenace, in alcune circostanze anche brutale nella sua conduzione militare, Žukov divenne il principale generale di Stalin ed ebbe un ruolo fondamentale, come comandante sul campo delle forze sovietiche, in molte battaglie decisive della seconda guerra mondiale sul Fronte orientale che permisero la liberazione del territorio dell'Unione Sovietica occupato dalla Wehrmacht tedesca. Nella fase finale della guerra Žukov ricevette il comando diretto del 1º Fronte Bielorusso, il principale raggruppamento dell'Armata Rossa sulla direttrice della Germania, e diresse con grande energia l'offensiva Vistola-Oder nell'inverno 1944-45 e la battaglia finale di Berlino che si concluse con la conquista della capitale tedesca, e la fine del Terzo Reich di Hitler.

Per le sue notevoli capacità militari, Žukov, considerato tra i migliori generali della seconda guerra mondiale, è stato definito come il "generale che non ha mai perduto una battaglia" e i soldati che combatterono sotto il suo comando lo ribattezzarono "Spasitel'" (in russo: Спаситель?), il salvatore, e anche "Ariete", "Uragano" e "Invincibile".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Žukov nacque nel 1896 a Ugodskij Zavod, cittadina nell'Oblast' di Kaluga rinominata "Žukov" in suo onore nel 1974. Partecipò al primo conflitto mondiale come soldato di cavalleria. Dopo il crollo dell'Impero russo e la Rivoluzione d'Ottobre, Žukov si arruolò nell'Armata Rossa, durante la guerra civile, come comandante di squadrone nella I armata di cavalleria. In questo ruolo partecipò nel 1921 alla campagna contro la rivolta di Tambov. Comandante di reggimento di cavalleria nel 1925, venne ripreso ufficialmente per ubriachezza e violenze nel 1929, il che non impedì che nel 1933 venisse promosso alla testa della IV divisione cosacchi del Don.

I successi in Estremo Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1937 ebbe il comando del VI Corpo d'armata cosacchi. Nel 1938 fu spedito in Estremo Oriente, al comando del Primo Gruppo d'Armate Sovietiche in Mongolia per organizzare e comandare la guerra di frontiera contro i giapponesi, impegnati nella zona con l'Armata del Kwantung. Dopo un periodo di scontri di frontiera combattuti senza che venisse dichiarata la guerra, le scaramucce si estesero in un conflitto vero e proprio, con l'impiego da parte dei giapponesi di circa 80 000 uomini, 180 carri armati e 450 aerei. Punto di svolta del conflitto fu la battaglia di Khalkhin Gol. Žukov, ottenuti rinforzi il 15 agosto 1939 passò all'offensiva, ordinando un finto attacco frontale: tenne di riserva due brigate di carri armati che accerchiarono i giapponesi. L'intera Sesta Armata giapponese, circondata e senza più rifornimenti, catturati anch'essi, si arrese pochi giorni dopo. Per questa operazione Žukov ottenne il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, ma rimase poco conosciuta fuori dell'Unione Sovietica: il 1º settembre era iniziata la seconda guerra mondiale. Anche l'uso innovativo dei carri armati non fu studiato in Occidente, lasciando il campo libero alla Blitzkrieg tedesca, utilizzata contro Polonia e Francia.

Grazie a questa vittoria, Žukov divenne si affermò a livello nazionale e fu stimato dai vertici dello Stato Maggiore. Nel 1940 fu nominato Comandante del Distretto Militare di Kiev e più tardi Capo di Stato Maggiore generale. In qualità di generale di Stato Maggiore collaborò col generale Timošenko, con il quale seppe riorganizzare l'Armata Rossa, gravemente indebolita dalle Grandi Purghe.

La Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941 venne in contrasto con Stalin sulla necessità di abbandonare Kiev a causa dell'invasione tedesca. Perciò fu esonerato da Generale di Stato Maggiore, restandone tuttavia membro, divenendo comandante del fronte di riserva. In tale nomina riuscì a bloccare, sul fronte del settore di Smolensk, l'avanzata tedesca che puntava su Mosca.

L'8 settembre 1941 prese il comando del fronte di Leningrado e nell'ottobre assunse il comando del fronte occidentale riuscendo a imporre una quasi definitiva battuta d'arresto ai tedeschi e a difendere magistralmente Mosca. Dopo altri contrasti con Stalin e conseguenti declassamenti, riemerse nuovamente riuscendo a organizzare, in condizioni sfavorevoli, la difesa di Stalingrado e il successivo contrattacco grazie a cui l'Armata Rossa riuscì ad annientare la VI armata tedesca di Friedrich Paulus.

L'incontro a Berlino tra Žukov, Rokossovskij e Montgomery

Nel novembre 1942 fu inviato nel settore centrale del fronte orientale per organizzare e dirigere l'operazione Marte che peraltro sarebbe fallita, a partire dal 25 novembre 1942, con pesanti perdite. Nel frattempo a Stalingrado, l'operazione Urano (diretta da Vasilevskij) aveva avuto completo successo, e quindi Žukov si riportò a sud e partecipò alla direzione della successiva operazione Piccolo Saturno. Il 1º gennaio 1943, Stalin nominò Žukov, in riconoscimento dei suoi meriti a Leningrado, Mosca e Stalingrado, Maresciallo dell'Unione Sovietica.

Nel febbraio 1943 Žukov si spostò nel settore settentrionale del fronte orientale per coordinare la prevista offensiva contro la sacca di Demjansk. Nonostante tutta l'energia prodigata e la pronta ritirata delle forze tedesche, il clima proibitivo e alcuni errori organizzativi e di esecuzione non permisero di ottenere l'auspicato successo strategico[1]. Inoltre una parte delle forze dovette essere precipitosamente dirottata a sud per fermare la controffensiva tedesca di Char'kov (alla fine di marzo lo stesso Žukov si sarebbe diretto, su ordine di Stalin, nella regione di Kursk per organizzare il fronte difensivo).

Nel luglio del 1943, ritrovato slancio e potenza, l'Armata Rossa sotto il controllo di Žukov e Vasilevskij bloccò l'ultima grande offensiva tedesca nella battaglia di Kursk e avanzò verso ovest, portata avanti con varie offensive che portarono alla liberazione dell'intera Russia Bianca, l'Ucraina e infine alla invasione degli stati balcanici alleati di Hitler. In particolare, Žukov diresse con grande energia e abilità tattica la quarta battaglia di Char'kov, la successiva avanzata verso il fiume Dnepr (estate 1943) e la grande marcia sui Carpazi del marzo 1944.

Nel settembre del 1944 fu inviato in Polonia a combattere nel saliente di Varsavia. Il 15 novembre condusse la conquista di Berlino. Mentre inglesi, canadesi e statunitensi avanzavano dalla Francia, conquistando il lato ovest della Germania, Žukov, varcò l'Oder, batté gli americani sul tempo conquistando per primo le macerie di Berlino. L'8 maggio 1945 ricevette la dichiarazione di resa di tutte le forze armate tedesche firmata da Keitel.

Žukov è considerato uno fra i più grandi strateghi della seconda guerra mondiale e tra i migliori sovietici. Nonostante un carattere e un comportamento a volte violento e brutale, i suoi metodi ottennero spesso l'impossibile e salvarono la situazione soprattutto a Leningrado e Mosca nel 1941. Ufficiale di vaste vedute strategiche e capace di concepire grandiosi progetti offensivi, a volte per eccesso di precipitazione commise errori nella fase esecutiva (con gravi perdite). Esempi di suoi insuccessi sono: l'operazione Marte del dicembre 1942 (seconda battaglia di Ržev) e la battaglia di Rumancevo nel febbraio 1943 (sacca di Demjansk). Anche nella battaglia finale di Berlino, il maresciallo, per eccessiva fretta, compì alcuni costosi errori tattici. Alcune grandi operazioni brillantemente condotte da Žukov furono invece la quarta battaglia di Char'kov (agosto 1943), la marcia sui Carpazi nel marzo 1944 (offensiva di Proskurov) e la formidabile offensiva dell'Oder, nel febbraio 1945.

Il dopoguerra e gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo ciò fu nominato comandante delle truppe sovietiche in Germania. A causa delle crescenti ostilità con Stalin, che lo mise sotto indagine della NKVD poiché temeva Žukov come un pericoloso concorrente del favore popolare, fu destinato a incarichi di scarsa importanza, prima come comandante della Regione militare di Odessa, poi degli Urali. Durante le commemorazioni per la battaglia di Berlino tenutesi il 4 maggio 1948 la stampa non lo citò mai, nell'ottica di una spersonalizzazione della storia della guerra che mise in primo piano il semplice soldato e il Partito.

Ministro della Difesa nel 1955, fu fondamentale nello sventare il tentativo di allontanare dal potere Nikita Sergeevič Chruščëv, allora Primo Segretario del PCUS, portato avanti da numerosi appartenenti al Presidium, tra cui Malenkov, Molotov, Pervuchin, Saburov, Kaganovič, Vorošilov e Bulganin. Approfittando di un viaggio del Primo Segretario all'estero, ne chiesero le dimissioni durante la riunione del Presidium del 18 giugno 1957, ma Chruščëv, non accettando la decisione, chiese che in merito si pronunciasse il Comitato Centrale del Partito. Žukov organizzò il trasporto su aerei militari di tutti i membri del Comitato sparsi per l'Unione, permise a quest'ultimo di rovesciare la decisione del Presidium, salvando il potere di Chruščëv.

Ma proprio l'importanza raggiunta in questa occasione dal Maresciallo fu la causa della sua destituzione, motivata dallo stesso Chruščëv con il "culto della personalità di Žukov e della sua tendenza all'avventurismo, che apre la strada al bonapartismo"[2]. Dopo un voto del Plenum del Comitato Centrale, l'ormai ex ministro fu anche costretto a fare pubblica autocritica sulla Pravda e il suo posto fu occupato dal maresciallo Rodion Jakovlevič Malinovskij.

Visse quindi come semi-recluso e lontano dalla vita pubblica fino al 9 maggio 1965. Per il ventesimo anniversario della resa tedesca, avvenuta l'8 maggio 1945, in occasione delle celebrazioni ufficiali fu invitato a un banchetto al Cremlino da Leonid Brežnev. Dopo di che, pur riabilitato ufficialmente, non ricomparve più in pubblico fino alla morte.

Onorificenze e medaglie[modifica | modifica wikitesto]

Žukov fu uno dei militari sovietici più decorati in assoluto e l'unico a ricevere quattro volte il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica oltre a Brežnev, che però se li attribuì da solo. Inoltre fu uno dei tre ufficiali a ricevere due volte l'Ordine della Vittoria. Di seguito alcune onorificenze sovietiche e di altri paesi.

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Croce di San Giorgio di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di III Classe
Croce di San Giorgio di IV Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di IV Classe

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica (4) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (4)
— 29 agosto 1939, 29 luglio 1944, 1º giugno 1945 e 1º dicembre 1956
Ordine di Lenin (6) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (6)
— 16 agosto 1936, 29 agosto 1939, 29 luglio 1944, 1º giugno 1945, 1º dicembre 1956 e 1º dicembre 1971
Ordine della Vittoria (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria (2)
— 10 aprile 1944 e 30 marzo 1945
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
— 22 febbraio 1968
Ordine della Bandiera Rossa (3) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (3)
— 31 agosto 1922, 3 novembre 1944 e 20 giugno 1949
Ordine di Suvorov di I Classe (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Suvorov di I Classe (2)
— 28 gennaio 1943 e 28 luglio 1943
Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ič Lenin al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ič Lenin al valor militare
Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945
Medaglia per la difesa di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Mosca
Medaglia per la difesa di Leningrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Leningrado
Medaglia per la difesa di Stalingrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Stalingrado
Medaglia per la difesa del Caucaso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa del Caucaso
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
Medaglia per la vittoria sul Giappone - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sul Giappone
Medaglia per la cattura di Berlino - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la cattura di Berlino
Medaglia per la liberazione di Varsavia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la liberazione di Varsavia
Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica
Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca
Medaglia commemorativa per il 250º anniversario di Leningrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 250º anniversario di Leningrado

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
— 1945
Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia)
— 1945
Medaglia dell'amicizia sino-sovietica (2 - Cina) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'amicizia sino-sovietica (2 - Cina)
— 1953 e 1956
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia)
— 1945
Ordine della Libertà (Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Libertà (Jugoslavia)
— 1956
Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)
— 1969
Ordine di Sukhbaatar (3 - Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Sukhbaatar (3 - Mongolia)
— 1968, 1969 e 1971
Ordine della Bandiera Rossa (2 - Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (2 - Mongolia)
— 1939 e 1942
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia commemorativa per i 50 anni dalla Rivoluzione popolare in Mongolia (Mongolia)
— 1971
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 50 anni dell'Esercito Popolare della Mongolia (Mongolia)
— 1971
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 30 anni di Khalkhin Golskoy (Mongolia)
— 1969
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 30 anni della vittoria sul Giappone (Mongolia)
— 1945
Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
— 1945
Croce di Cavaliere dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Croce di Commendatore con Placca dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore con Placca dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 1968
Croce di Commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 1973
Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia)
Medaglia per Varsavia 1939-1945 (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per Varsavia 1939-1945 (Polonia)
— 1946
Medaglia dell'Oder, di Nisa e del Baltico (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Oder, di Nisa e del Baltico (Polonia)
— 1946
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 1945
Commendatore in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. Erickson, The Road to Berlin, Cassel 1983.
  2. ^ Nicolas Werth, Storia della Russia nel Novecento, Il Mulino, Bologna, 2000, pp. 477-478.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Georgij Zukov, Da Mosca a Berlino, Editori Riuniti, Roma, 1968
  • Georgij Zukov, Memorie e battaglie, Rizzoli, Milano, 1970

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alan Clark, Operazione Barbarossa : il conflitto russo-tedesco 1941-1945, Garzanti, 1965.
  • (EN) John Erickson, The road to Stalingrad, Cassel, 1975, ISBN non esistente
  • Richard Overy, Russia in guerra, 1941-1945, Milano, il Saggiatore, 2000, ISBN 88-428-0890-3.
  • Seweryn Bialer, I generali di Stalin, Arnoldo Mondadori editore, 1972
  • Igor Ickov - Marina Babak, Tra Hitler e Stalin. Battaglie, crisi e trionfi del Maresciallo Zukov, Ponte alle Grazie, 1994
  • Andrea Graziosi, L'Urss di Lenin e Stalin. Storia dell'Unione Sovietica 1914-1945, Il Mulino, Bologna, 2007, ISBN 978-88-15-11931-5.
  • David M. Glantz, Jonathan M. House, La grande guerra patriottica dell'Armata Rossa 1941-1945, LEG edizioni, 2019, ISBN 9788861024854
  • Richard Overy, La strada della vittoria, Il Mulino, 2002, ISBN 978-88-15-23382-0

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Georgij Zukov - I comandanti della seconda guerra mondiale, su Youtube

I generali di Stalin su Youtube

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro della difesa dell'Unione Sovietica Successore Flag of the Soviet Union (1955-1980).svg
Nikolaj Aleksandrovič Bulganin 1955-1957 Rodion Jakovlevič Malinovskij
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