Georgij Evgen'evič L'vov

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Georgij Evgen'evič L'vov
Георгий Евгеньевич Львов
Г. Е. Львов.jpg
Georgij Evgen'evič L'vov prima del 1917.

Primo ministro del primo Governo della Russia post-zarista
Capo del Governo Provvisorio Russo
Durata mandato 15 marzo 1917 –
21 luglio 1917
Monarca Michele II
Nessuno
Predecessore Nikolaj Dmitrievič Golicyn
Successore Aleksandr Fëdorovič Kerenskij

Dati generali
Partito politico Partito dei cadetti

Principe Georgij Evgen'evič L'vov (in russo: Георгий Евгеньевич Львов?; Dresda, 2 novembre 1861[1]Parigi, 7 marzo 1925) è stato un politico russo, Primo ministro della Federazione Russa e capo del Governo Provvisorio Russo dal 15 marzo al 21 luglio 1917.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del principe Ievgueni Vladimirovitch L'vov (1831-1878) e di Varvara Alexeïevna Mosolova (1828-1924). Georgij L'vov nel 1901 sposò Ioulia Alexeïevna Bobrinskaïa (1867-1903), figlia del principe Alexeï Pavlovitch Bobrinski e di Alexandra Alexeïevna Pisareva.

Prima della rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della famiglia L'vov.

Il principe Georgij L'vov era nato a Dresda, appartenente a una famiglia della dinastia Rurik: era discendente del principe di Yaroslavl. Quando ancora Georgij era neonato, si trasferì con la sua famiglia lasciando la Germania per andare nella casa di famiglia a Popovka, nella regione d'Aleksin presso Tula. Si laureò in diritto all'università di Mosca, poi lavorò nel servizio pubblico fino al 1893. Nel 1905 L'vov entrò nel Partito Democratico Costituzionale Liberale e aderì alla massoneria [2]. Nel 1906 vinse le elezioni e guadagnò un posto nella prima Duma, ottenendo la nomina a nominato ministro. L'Vov divenne presidente del sindacato «Tutti-Russi» di zemstvo nel 1914; dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1915 divenne uno dei capi dell'Unione e membro dello zemstvo di Zemgor, un comitato misto dall'unione di zemstvo e di città che avevano contribuito a fornire le tende per i soldati feriti.

Durante e dopo la rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rivoluzione di febbraio e l'abdicazione del 15 marzo da parte dello zar Nicola II (1894-1917) - alla quale L'vov contribuì - L'vov divenne capo del governo provvisorio russo. Ma fu incapace di raccogliere una maggioranza sufficiente per poter governare; per questo il 21 luglio 1917 rassegnò le dimissioni in favore del suo ministro della guerra Aleksandr Fëdorovič Kerenskij.

Con la rivoluzione d'Ottobre i bolscevichi di Lenin presero il potere rovesciando il governo Kerenski; L'vov fu fatto arrestare, ma riuscì a fuggire e riparò a Parigi, dove passò in esilio il resto della sua vita. Morì il 7 marzo 1925 a sessantatré anni e fu sepolto nel cimitero russo ortodosso di Nostra Signora dell'Assunzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ calendario gregoriano: 2 novembre 1861, calendario giuliano: 21 ottobre 1861
  2. ^ Encyclopédie de la franc-maçonnerie (dir. Éric Saunier)

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