Georges Picquart

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Georges Picquart

Georges Picquart (Strasburgo, 6 settembre 1854Amiens, 19 gennaio 1914) è stato un ufficiale e politico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marie George Picquart nacque - quinto di sei figli - a Strasburgo il 6 settembre 1854, da Marie Charles Franàois Hubert Picquart (musicista, morto nel 1865), e Louise Henriette Mélanie Debenesse, fervente cattolica. In seguito si dichiarò agnostico.

Suo nonno era comandante della piazza militare di Strasburgo.

Nel 1856, la famiglia si trasferì per più di sei anni a Geudertheim, dove suo padre era appena stato nominato collaboratore diretto del colonnello Weitersheim, prima di tornare a Strasburgo. Vinse una borsa di studio presso la Scuola Imperiale di Strasburgo (ora Fustel-de-Coulanges High School) Dopo la perdita dell'Alsazia-Lorena nel 1871, Louise Picquart optò per la Francia all'inizio del 1872 per lei e i suoi figli e la famiglia lasciò l'Alsazia.

Dopo essersi diplomato, frequentò l'accademia militare di Saint Cyr, classificandosi quinto su trecentoquattro. Divenne sottotenente del 20° reggimento di fanteria nel 1874, entrando nell'École d'application de l'état-major (classificandosi secondo su venticinque) e nel 1875 fu promosso tenente. Venne poi assegnato al 7° Reggimento di cuirassiers come stagista, e poi al 4° Reggimento degli Zuavi nel 1879, con il quale prestò servizio in Algeria fino al 1880. Ritornato in Francia, prestò servizio nella fanteria, nel 6° battaglione di cacciatori a piedi, e nello stesso anno, fu promosso capitano del 126° reggimento di fanteria, con il quale fece uno stage presso lo staff della 34a Divisione (1882-1883); poi fu comandato nello staff del corpo di spedizione di Tonkin (1885-1888), dove fu notato dai superiori per le sue qualità. Al suo ritorno in Francia, promosso maggiore, fu assegnato nel 1888 al 144° reggimento di fanteria e poi al 9° reggimento di fanteria. Dal 1890 al 1893 fu professore di topografia alla l'École supérieure de guerre, dove ebbe tra gli allievi anche Alfred Dreyfus. Fino al 1896, quando fu coinvolto nella vicenda Dreyfus, fu oggetto della maggior parte delle lodi dalla gerarchia militare: "gentile e amichevole", intelligenza "superiore", educazione "perfetta" e cultura "molto ampia", giudizio 'molto retto', moralità, condotta, abito 'perfetto', 'audace e buon comandante', 'robusto e prestante'.

Il suo ruolo nell'Affaire Dreyfus[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1895, promosso tenente colonnello, venne chiamato a dirigere la Sezione Statistica (Servizio di Intelligence Militare) dal colonnello Jean Sandherr. Qui fu incaricato dal generale Raoul de Boisdeffre di cercare ulteriori prove contro il capitano Alfred Dreyfus, che era già stato condannato per tradimento. Personalmente convinto della sua colpevolezza, tuttavia, scoprì che le prove contro di lui erano state falsificate. In particolare, scoprì un pezzo di carta strappato, noto come il "piccolo blu", un telegramma inviato dall'addetto militare tedesco ad un ufficiale francese di nome Esterhazy. Quando consultò le lettere di Esterhazy, scoprì che la calligrafia era identica e che il vero traditore era Esterhazy. Comunicò allora questi risultati ai suoi superiori, che si rifiutarono di riaprire il caso. Su consiglio del generale Charles Arthur Gonse, Picquart fu inviato in un tour di ispezione dal ministro della guerra Jean-Baptiste Billot. Poi fu trasferito in Algeria ed in Tunisia (4° reggimento algerino dei Cannonieri).

Temendo che sarebbe morto in un incidente o in una battaglia, scrisse una memoria sui fatti che aveva ricostruito e li confidò all'amico avvocato Louis Leblois il quale trasmise la memoria al senatore alsaziano Auguste Scheurer-Kestner, considerato un'autorità morale della Repubblica, presentando il caso al generale de Pellieux. Nel frattempo, Esterhazy chiese di aprire un procedimento penale militare per dimostrare la sua innocenza. Il processo si svolse a porte chiuse e fu diretto contro Picquart: il giudice designato dovette ricordare al generale de Pellieux che Picquart non era l'imputato. Esterhazy fu scagionato all'unanimità e Picquart fu arrestato per aver fatto trapelare segreti di Stato e falsificato prove. Fu per questo imprigionato per 60 giorni nella fortezza di Mont Valérien. Picquart fu quindi portato davanti a un comitato d'inchiesta nel 1898, che lo riformò per cattiva condotta grave. Il 26 febbraio 1898 una decisione presidenziale approvò questa misura disciplinare. Accusato di aver fabbricato le prove contro Esterhazy, fu imprigionato per quasi un anno. I dreyfusards ne fecero un eroe, come Octave Mirbeau che scrisse nella prefazione al Tributo degli Artisti a Picquart (febbraio 1899): "Dal momento che Dreyfus era stato condannato, colpevole di essere innocente, sapeva che Picquart sarebbe stato condannato, doppiamente colpevole di un doppia innocenza: quella di Dreyfus e la sua". Il 1° giugno 1898 il nuovo ministro della guerra, Godefroy Cavaignac, tenne un discorso alla Camera dei deputati in cui confermò tutte le accuse contro Dreyfus. Nel mese di settembre Picquart fu arrestato e portato nella prigione militare Cherche-Midi di Parigi dove trascorse i successivi 11 mesi. Il processo contro di lui iniziò il 26 novembre, concludendosi con un verdetto di colpevolezza. Tuttavia, il verdetto fu sospeso l'8 dicembre.

Dopo il processo di Rennes, che confermò la condanna a Alfred Dreyfus, "azzerato dai [suoi] pregiudizi e passioni", come scrisse elegantemente Mathieu Dreyfus, si separò dai Dreyfus perché in disaccordo con la decisione della famiglia di chiedere la grazia per Alfred.

Picquart fu riabilitato lo stesso giorno di Dreyfus.

Dopo l'Affaire Dreyfus[modifica | modifica wikitesto]

Fu nominato generale di brigata nel 1906. Comandò quindi la 10a divisione di fanteria, dove fu assistito dal comandante Mordacq al quartier generale.

Divenne Ministro della Guerra tre mesi dopo la riabilitazione, nel primo governo di Clemenceau (25 ottobre 1906 - 23 luglio 1909). Prese quindi il comando del 12° Corpo d'Armata ad Amiens (1910).

Morì il 19 gennaio 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, a causa di una caduta da un cavallo in Picardia (edema al volto che causò soffocamento). Il governo prese in considerazione l'ipotesi di tenere un funerale nazionale per onorarlo per il suo ruolo nella vicenda Dreyfus e quale ex ministro della guerra, ma non se ne fece nulla, in accordo con i suoi ultimi desideri, come riportato nel su testamento: "Poiché non appartengo ad alcuna confessione religiosa, mi oppongo assolutamente alla celebrazione di qualunque cerimonia di culto al mio funerale". I funerali svolsero il 21 gennaio ad Amiens, nell'ambiente familiare, poi le sue ceneri furono riportate a Parigi e depositate nel cimitero di Père-Lachaise per un tributo nazionale ufficiale. Il 23 settembre 1919, dopo il ritorno della città in Francia, le sue ceneri furono trasferite a Strasburgo e riposte con onori militari al cimitero di Saint-Urbain.

È commemorato dalla Rue du Général Picquart a Strasburgo, e dalla Place Marie-Georges Picquart a Geudertheim.

Picquart fu un amante delle arti e delle lettere: andava a teatro, concerti e mostre di pittura e frequentava fiere d'arte. In particolare, frequentò il salone musicale del fratello di Georges Clemenceau, Paul Clemenceau e di sua moglie Sophie Szeps, frequentato anche da Maurice Ravel, Paul Painlevé, Marya Freund, Alfredo Casella, contessa Greffulhe, Gustav Mahler. Era appassionato di letteratura e filosofia tedesca e membro della Ligue des droits de l'homme fondata nel 1898. Sottoscrisse i Cahiers de la Quinzaine, una pubblicazione di riflessione filosofica, culturale e umanistica diretta da Charles Péguy. Picquart era un ospite abituale della famiglia Chaigneau, le cui figlie formarono il Trio Chaigneau.

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Controllo di autoritàVIAF (EN37060670 · ISNI (EN0000 0000 6651 7353 · LCCN (ENno2009111970 · GND (DE118742426 · BNF (FRcb132117516 (data) · WorldCat Identities (ENno2009-111970
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