Georges Maurice Jean Blanchard

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Georges Maurice Jean Blanchard
9 dicembre 1877 - 23 novembre 1954
Nato a Orléans, Francia
Morto a Neuilly-sur-Seine, Francia
Dati militari
Paese servito Francia Francia
Forza armata Francia Armée de terre
Arma fanteria
Specialità artiglieria
Anni di servizio 1897-1940
Grado generale d'armata
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Campagne Battaglia di Francia
Battaglie Fall Gelb
Comandante di 1º Gruppo di Armate

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Georges Maurice Jean Blanchard (Orléans, 9 dicembre 1877Neuilly-sur-Seine, 23 novembre 1954) è stato un generale francese, comandante della 1ª Armata, e successivamente del 1º Gruppo di armate, durante la battaglia di Francia del maggio-giugno 1940.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Orléans il 9 dicembre 1877, si arruolò volontario entrando all'École Polytechnique di Parigi nel 1897 frequentando successivamente la Scuola di applicazione di artiglieria e genio,[1] nel 1899. Nel 1913 frequentò la Scuola superiore di guerra, ed allo scoppio della prima guerra mondiale prestava servizio come capitano presso il 56° Reggimento d'artiglieria.

Partecipò alla battaglie di Morhange, Lunéville, Gerbévillers, della Woëvre, e di Ypres, Nel marzo del [[1915 entrò presso lo stato maggiore del XVI Corpo d'armata, passando a quello della Ie Armée nel mese di luglio. Durante il servizio sul fronte occidentale ricevette due citazioni al valore[1] e la promozione a maggiore per meriti di guerra, entrando a far parte dello stato maggiore del generale Joseph Joffre[1] comandante supremo dell'esercito francese. Nel marzo del 1918 viene colpito dai gas asfissianti durante un attacco tedesco. Dopo la fine delle ostilità continuò la sua carriera militare, divenendo dapprima colonnello del 181° Reggimento d'artiglieria e poi sottocapo di Stato Maggiore dell'Armée du Rhin[1] il 25 novembre 1927, mantenendo questo incarico fino al 12 maggio 1930. Durante lo svolgimento di tale incarico fu promosso generale di brigata nell'agosto 1929.[2]

Dal 12 maggio 1930 ricoprì l'incarico di Capo di stato maggiore del generale Adolphe Guillaumat, membro del Conseil supérieur de la guerre, mantenendolo fino al 27 dicembre 1932. In quella stessa data fu promosso generale di divisione, assumendo il comando dell'artiglieria della 2ª Regione militare. Il 17 maggio 1935 diviene generale di corpo d'armata ed assume il comando della 7ª Regione militare, con Quartier generale a Besançon, incarico che mantenne fino al 1938. L'11 febbraio di quell'anno fu nominato alla direzione del Centro degli Alti Studi Militari (Centre des hautes études militaires), assumendo anche quella di Ispettore generale dei centri di insegnamento militare (Inspecteurs général des centres d'enseignement militaire).[1] Contemporaneamente divenne membro del Conseil Supérieur de la Guerre e ottenne la promozione al grado di generale d'armata.

La seconda guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 settembre 1939, all'indomani dello scoppio della seconda guerra mondiale, assunse il comando della Ie Armée,[3] con Quartier generale a Cambrai. Questa grande unità faceva parte del 1º Gruppo di armate al comando del generale Gaston Billotte.[3]

Il 10 maggio 1940 scattò l'offensiva tedesca ad ovest e la 1ª Armata, in ossequio al Piano Dyle-Breda[4] emanato dal generale Maurice Gamelin[4] penetrò in Belgio, avanzando di circa 25 miglia, prima di scontrarsi con la 6ª Armata tedesca del generale Walther von Reichenau. La 1ª Armata si batte contro le forze blindate tedesche, dapprima nella battaglia di Hannut, e successivamente in quella di Gembloux,[5] che si chiuse con una vittoria tattica francese. Poi la 1ª Armata francese fu costretta a ripiegare su Lilla, in seguito alla ritirata messa in atto delle altre grandi unità francesi, partecipando alla battaglia di Lilla, e subito dopo iniziando il ripiegamento verso i porti del Canale della Manica.

Il 23 maggio 1940[6] egli fu chiamato a sostituire il generale Billotte,[6] deceduto in un incidente stradale,[6] al comando del 1º Gruppo di armate francesi.[7] Fu il primo generale alleato ad apprendere del messaggio radio mandato dal Re Leopoldo III del Belgio, in cui si annunciava l'intenzione dell'esercito belga di arrendersi ai tedeschi. Le truppe belghe, ormai allo stremo e quasi senza munizioni, si arresero ufficialmente il 28 maggio 1940. La trasmissione radio venne captata dal servizio di ascolto radio francese diretto dal colonnello Thierry. Con la resa dell'esercito belga la situazione del 1º Gruppo di Armate divenne insostenibile, ed il 29 maggio 1940 il suo comando venne ufficialmente sciolto.

L'ultima parte della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Colleghi britannici, come il Generale Alan Brooke, annotarono severamente che durante quei giorni lui "merely existing and hardly aware of what was going on around him" ("esisteva soltanto ed era appena consapevole di quello che stava avvenendo attorno a lui"), ed inoltre che era completamente sconcertato ed incapace di emettere ordini. Il 29 maggio un inferocito Brooke minacciò di arrestarlo in caso gli ordini da lui emanati contravvenissero con lo svolgimento dell'evacuazione verso l'Inghilterra[8] delle truppe anglo-francesi, diretta dallo stesso Brooke. Intrappolato nella sacca di Dunkerque assieme alle sue truppe, lasciò la Francia a bordo di un cacciatorpediniere francese il 1º giugno 1940, sbarcando successivamente in Inghilterra.

Rientrato in Patria, nel giugno 1940 in quello stesso mese fu insignito della Gran Croce di Cavaliere della Legion d'onore dal primo ministro francese Paul Reynaud, su raccomandazione del generale Maxime Weygand, in merito alle sue azioni che permisero l'evacuazione di un così alto numero di soldati francesi da Dunkerque.[9] Sotto il regime di Vichy venne nominato Ispettore della 9ª e 12ª Regione militare, mantenendo tale incarico dal 6 luglio al 29 agosto 1940. Transitato nei ruoli della riserva il 20 agosto, e andò ufficialmente in pensione alla fine dello stesso anno. Si spense a Neuilly-sur-Seine il 23 novembre 1954, totalmente dimenticato.[10].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1940

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Dildy 2015, p. 12
  2. ^ Ammentorp, Steen. "Blanchard, Georges-Maurice-Jean, General". generals.dk. http://www.generals.dk/general/Blanchard/Georges-Maurice-Jean/France.html. Retrieved 14 July 2015.
  3. ^ a b Shepperd 2009, p. 11
  4. ^ a b Shepperd 2009, p. 30
  5. ^ Shepperd 2009, p. 40
  6. ^ a b c Shepperd 2009, p. 83
  7. ^ Alla morte accidentale del generale Bilotte gli venne rimproverato di non avere assunto "d'autorità" il comando del 1º Gruppo di Armate (GA1), ma aspettato che il Gran Quartier Generale (GQG) gli segnalasse che egli era il più vecchio in grado tra i generali dell'esercito.
  8. ^ Shepperd 2009, p. 88
  9. ^ 2 Generals of France Honored in Gettysburg Times, 3 giugno 1940.
  10. ^ Georges Blanchard in Toledo Blade, 24 novembre 1954.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Alan Brooke, Alex Danchev, Daniel Todman, War Diaries, 1939–1945, London, Phoenix Press, 2001.
  • (FR) Bruno Chaix, En mai 1940, fallait-il entrer en Belgique ?: décisions stratégiques et plans opérationnels de la campagne de France, Paris, Economica, coll. Campagnes & stratégie (n o 35), 2000, ISBN 2-7178-4149-0.
  • (EN) Doug Dildy, Fall Gelb 1940 (2): Airborne assault on the Low Countries, Botley, Osprey Publishing, 2015, ISBN 1-47280-274-8.
  • (EN) Alistair Horne, To Lose a Battle: France 1940, Boston, Little, Brown, 1969.
  • (EN) Benoît Lemay, Erich Von Manstein: Hitler's Master Strategist, Havertown, CASEMATE, 2011, ISBN 1-93514-955-5.
  • (EN) Marc Romanych, ‎John White, ‎Martin Rupp, Maginot Line 1940: Battles on the French Frontier, Botley, Osprey Publishing, 2009, ISBN 1-78200-874-8.
  • Alan Shepperd, La guerra lampo in Francia, Botley, Osprey Publishing, 2009, ISBN 0-81317-174-1.