George Santayana

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Un ritratto di George Santayana del 1936

George Santayana, nato Jorge Agustín Nicolás Ruiz de Santayana y Borrás (Madrid, 16 dicembre 1863Roma, 26 settembre 1952), è stato un filosofo, scrittore, poeta e saggista spagnolo, rappresentante del cosiddetto realismo critico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Educato negli Stati Uniti d'America dove ha trascorso ventotto dei suoi ottantanove anni di vita, ha scritto tutte le sue opere in inglese, ed è considerato a tutti gli effetti uomo di lettere e filosofo statunitense. Ricorda tuttavia Bertrand Russell: «Benché tutti e due i suoi genitori fossero spagnoli, era stato allevato a Boston e aveva insegnato ad Harvard. Però si sentiva sempre come un esule dalla Spagna»[1].

Formatosi negli Stati Uniti, al "Boston Latin School" e alla Università di Harvard sotto l'influsso di Josiah Royce e di William James, Santayana proseguì i suoi studi a Berlino e a Cambridge, per ritornare poi a Harvard, dove iniziò la carriera di docente nel 1898, rimanendovi fino al 1912, quando si trasferì in Europa per trascorrere nel vecchio continente il resto della sua vita. Scrisse diciannove libri e riuscì a centrare un ottimo successo editoriale con il romanzo The Last Puritan. Sostenne, anche economicamente, molti scrittori, tra i quali spicca Bertrand Russell.

È ricordato particolarmente per una citazione spesso discussa e contenuta in Reason in Common Sense, primo volume del suo più complessivo lavoro The Life of Reason:

(EN)

«Those who cannot remember the past are condemned to repeat it»

(IT)

«Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo»

Morto a Roma, è sepolto nel Panteon de la Obra Pia espanola, nel Cimitero del Verano.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Partito da una posizione naturalistica che individua tanto nella storia del soggetto, quanto nella storia dell'umanità, il progressivo emergere dalla primitiva matrice naturale, della ragione e dello spirito (come fasi successive, cui corrispondono, sul piano della prassi, rispettivamente la vita attiva e la contemplazione), approdò a un realismo dualistico, distinguendo rigorosamente la sfera dell'esistenza (spazio-temporale, soggetta a divenire, condizionata) da quella dell'essenza (atemporale, a-spaziale, non soggetta a condizionamento e divenire).

Le essenze sono riconoscibili sul piano della ragione; ma la fede animale salva l'uomo dallo scetticismo radicale e lo induce a tradurre le essenze stesse in strumenti conoscitivi: di qui la mediazione tra aspetto formale e materiale, fra essenza ed esistenza che rende possibile il conoscere e quindi l'operare umano. Uno dei temi fondamentali espressi nelle opere di Santayana, è il rapporto ambivalente tra natura e ragione, che lui stesso indicherà come quello tra "forze meccaniche" e ordine della vita oppure tra esistenza ed essenza.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fra le opere filosofiche e letterarie principali di Santayana sono da ricordare:

  • The Sense of Beauty (Il senso della bellezza, del 1896)
  • The Life of Reason, or the Phase of Human Progress (La vita della ragione o le fasi del progresso umano, del 1905-1906, in 5 volumi)
  • Realms of Being (Sfere dell'essere, pubblicato fra il 1927 e il 1940 in 4 volumi, e nel 1942 in una nuova edizione in un volume unico)
  • The Idea of Christ in the Gospels (L'idea di Cristo nei Vangeli, del 1946)
  • The Last Puritan (L'ultimo puritano, romanzo del 1935)
  • The Essential Santayana. Selected Writings. Antologia delle opera compilata ed introdotta da Martin A. Coleman. Bloomington: Indiana University Press, 2009.

Le sue opere complete - scritte tutte in lingua inglese - furono pubblicate a New York a partire dal 1936.

Traduzioni in italiano:

  • George Santayana, Il pensiero americano e altri saggi, con una introd. di Antonio Banfi, Bompiani, Milano, 1939.
  • George Santayana, L'idea di Cristo nei Vangeli, o Dio nell'uomo; traduzione di Augusto e Cordelia Guzzo, Milano: Edizioni di comunità, 1949.
  • George Santayana, Il senso della Bellezza, ediz. italiana a cura di Giuseppe Patella, Palermo, Aesthetica Edizioni, 1997, pp. 208. ISBN 88-7726-041-6
  • George Santayana, L'ultimo puritano : una memoria biografica, in forma di romanzo; trad. di Camillo Pellizzi, Milano: Bompiani, 1952; Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2005, ISBN 888490501X.
  • George Santayana, Giuseppe Patella, Filosofia del viaggio, Roma, UniversItalia, 2013, ISBN 978-88-6507-427-5.
  • George Santayana, La tradizione signorile nella filosofia americana e altri saggi, Milano, Bompiani , 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bertrand Russell, Ritratti a memoria, op. cit., p. 103

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nynfa Bosco, Invito al pensiero di George Santayana, Mursia, Milano, 1987.
  • John Mc Cormick, George Santayana a biography, New York, Alfred A. Knopf, 1987, nuova ed.: Transaction Publishers, 2003, ISBN 0765805030, ISBN 978-0-7658-0503-4, testo in parte on-line [1]
  • Bertrand Russell, «George Santayana». In: Ritratti a memoria; traduzione di Raffaella Pellizzi, Coll. "I super pocket" n. 210, Milano: Longanesi, pp. 103-109, 1971
  • Antonio Santucci (a cura di), Il pensiero di George Santayana, Torino: Loescher, 1975.

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