Georg Raphael Donner

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Georg Raphael Donner

Georg Raphael Donner (Essling, 24 maggio 1693Vienna, 15 febbraio 1741) è stato uno scultore e prete austriaco, le cui opere si caratterizzarono per il passaggio dallo stile barocco a quello neoclassico[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Georg Raphael Donner, medaglia realizzata da Stefan Schwartz

Il suo percorso formativo seguì gli studi dapprima svolti sotto la guida dell'orafo Johann Kaspar Prenner,[2] e poi con lo scultore veneziano Giuliano Giuliani,[3] di cui fu già un valido aiutante per i lavori effettuati nel palazzo Liechtenstein viennese e nella abbazia di Heiligenkreutz.[4]

Dopo di che, intorno all'anno 1715, Donner soggiornò a Venezia dove eseguì un pregevole Ritratto del conte Gunner von Althan che portò con sé a Vienna (Accademia), dove eseguì numerosi lavori importanti, quali la cappella del castello Harrach. Artista girovago, sempre negli stessi anni lo ritroviamo a Linz per le sculture sulla facciata della cappella locale dei Cavalieri Teutonici, e poi a Klosterneuburg, per un Mercurio e Cupido e un Purgatorio sul portale del cimitero.[4]

Dal 1725 lo scultore si trasferì a Salisburgo, dove eseguì pregevoli sculture per lo scalone del castello di Mirabell,[3] tra le quali un Paride; due anni dopo realizzò San Giovanni Nepomuceno nuovamente per il castello Harrach.

Dal 1728 passò a Presburgo dove si attivò per numerosi lavori, la cui cronologia però è incerta. Le notizie certe sono che fino al 1732 operò per la decorazione della cappella di San Giovanni Elemosinario nel duomo,[3] caratterizzandola con elementi barocchi, arricchendola con statue raffiguranti la Storia della passione e altre riferite al suo mecenate, l'arcivescovo Esterházy.[4]

Seguirono altre opere presso il duomo di Presburgo e per la cappella Esterházy, dei Gesuiti di Zagabria mentre negli stessi anni trenta del secolo rientrò a Vienna per lavori al Municipio,[2] al Belvedere, come la Vittoria e il Carlo VI,[1] oltre che per la celebre Fontana della Provvidenza (1738-1739) del Neuer Markt,[3][1] contraddistinta dai raffinatissimi Fiumi (Museo dell'Arte Barocca di Vienna), e infine per un altro dei suoi capolavori, la Crocifissione del duomo di Gurk,[3] ultimato dai seguaci nel 1767.[4][2]

Le sue sculture furono realizzate inizialmente in marmo e bronzo, ma successivamente preferì utilizzare il piombo, le cui caratteristiche si adattavano bene alla sua modellatura, ai contorni decisi e alle figure peculiari della sua arte.[2]

Seppur appartenente alla corrente classica,[3] i suoi lavori furono sempre meditati e ravvivati da una originale e coinvolgente scelta di luci che risolvono le trame pittoriche in forme solenni ed eleganti.[4]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Georg-Raphael-Donner, su britannica.com. URL consultato il 28 luglio 2018.
  2. ^ a b c d (EN) Georg Raphael Donner Facts, su biography.yourdictionary.com. URL consultato il 28 luglio 2018.
  3. ^ a b c d e f Georg Raphael Donner, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 28 luglio 2018.
  4. ^ a b c d e le muse, IV, Novara, De Agostini, 1964, p. 247.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) K. Blauensteiner, G. R. Donner, Vienna, 1947.
  • (DE) A. Feulner, Storia della scultura tedesca, Monaco, 1953.
  • (EN) Nicolas Powell, From Baroque to Rococo, 1959.
  • (EN) Eberhard Hempel, Baroque Art and Architecture in Central Europe, 1965.
  • (DE) Constantin von Wurzbach, Donner, Georg Raphael, in Biographisches Lexikon des Kaiserthums Oesterreich, vol. 3, Vienna, C. Dittmarsch & Comp, 1858, pp. 366–369.
  • (DE) Karl Weiß, Donner, Georg Raphael, in Allgemeine Deutsche Biographie, vol. 5, Lipsia, Duncker & Humblot, 1877, p. 335.
  • (DE) Zdrawka Ebenstein, Donner, Georg Raphael, in Neue Deutsche Biographie, vol. 4, Berlino, Duncker & Humblot, 1959, p. 73.

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