Georg Bachmayer

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Georg Bachmayer
12 agosto 1913 – 8 maggio 1945 (31 anni)
Nato aFridolfing
Morto aMünzbach
Cause della mortesuicidio
Dati militari
Paese servitoGermania Germania nazista
Forza armataFlag of the Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
Arma3rd SS Division Logo.svg SS-Totenkopfverbände
Anni di servizio1933-1945
GradoSS-Hauptsturmführer (capitano)
ComandantiFranz Ziereis
GuerreSeconda guerra mondiale
Comandante diCampo di concentramento di Mauthausen (vicecomandante)
"fonti nel corpo del testo"
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Georg Bachmayer (Fridolfing, 12 agosto 1913Münzbach, 8 maggio 1945) è stato un militare tedesco.

Hauptsturmführer (capitano) delle SS e membro delle SS-Totenkopfverbände, fu vicecomandante nel campo di concentramento di Mauthausen con competenza sulla custodia dei prigionieri e sul controllo di tutti i campi satelliti. Supervisionò anche la produzione di granito nella cava del campo e diresse la costruzione del campo di Ebensee. Era considerato un sadico brutale..[1]

«Bachmayer era chiaramente un sadico. La sua specialità era quella di avere due mastini, di cui uno chiamato Lord (1940), che scagliava contro i detenuti così che venissero sbranati vivi. Nel gergo del campo questa morte atroce era conosciuta come "il bacio del cane". La vera causa di morte da un punto di vista medico era di solito per dissanguamento, quando il detenuto non moriva prima d'infarto. Delle migliaia di detenuti che Bachmayer uccise o seviziò, qui se ne vuole menzionare uno in particolare.

Un giorno durante l'appello serale, nel blocco 20 i conti non tornavano: un detenuto era mancante. Le sfortunate vittime della cosiddetta "Aktion K", venivano rinchiuse nel famigerato blocco 20 sotto speciali misure di sicurezza [...] e lì venivano lasciate letteralmente morire di fame. Fin quando un detenuto fuggito non veniva ritrovato, tutti gli altri detenuti del campo dovevano rimanere in piedi nello spiazzo dell'appello. Il detenuto mancante fu infine trovato in uno dei blocchi comuni dove si era nascosto nella speranza di evitare la morte per fame. Quando Bachmayer ricevette il rapporto che il detenuto era stato ritrovato, si trovava a due passi dal sottoscritto; cominciò a tremare per l'eccitazione e la gioia e disse fra sé "questo qui me lo uccido io" e così fece.»[2]

Bachmayer si suicidò l'8 maggio 1945, dopo aver sparato alla moglie e ai due figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Ernst Klee, Das Personenlexikon zum Dritten Reich - Wer war was vor und nach 1945, 4ª ed., Frankfurt am Main, Fischer, 2005, pp. 736, ISBN 978-3596160488.
  2. ^ Testimonianza di Gerhard Kanthack, ex funzionario governativo e prigioniero politico a Mauthausen.(AMM V/3/20)

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