Geografia dello Zambia

Lo Zambia ha una superficie di 752612 km², pari a circa due volte e un terzo quella dell'Italia; conta una popolazione di 18913000 abitanti e presenta una densità di 25,1 abitanti per km².[1]
Situato interamente nella zona torrida, lo Stato dello Zambia si estende in latitudine approssimativamente dagli 8°15' ai 18° S e in longitudine dai 22° ai 33°40' E. Il suo territorio è privo di sbocchi al mare ed è compreso in larga parte nel bacino idrografico dell'alto e medio Zambesi. Confina a nord con la Repubblica Democratica del Congo e la Tanzania, a est con il Malawi, a sud con il Mozambico, lo Zimbabwe e la Namibia, e infine a ovest con l'Angola.[1]
Morfologia
[modifica | modifica wikitesto]La struttura geologica del territorio dello Zambia è, nelle sue linee generali, assai semplice. La formazione più importante è costituita da una vasta massa cristallina di età precambriana, alla quale, in epoche successive, si sono addossati e sovrapposti terreni di origine sedimentaria, formatisi nel Precambriano superiore, nel Paleozoico e nel Mesozoico. Tale massa rocciosa è designata da alcuni autori come «rhodesiana» e rappresenterebbe il termine di transizione tra le regioni geologiche del Congo e dell'Africa orientale, da un lato, e quelle dell'Africa australe dall'altro.[2]
I limiti della massa «rhodesiana», per il Paese in esame, sono dati verso nord dalle diverse formazioni del Congo e dell'Africa orientale; a est sono più nettamente delineati dalle fratture che inquadrano il lago Malawi e che formano parte integrante della Rift Valley; verso sud, infine, sono marcati dalla presenza della valle dello Zambesi, che segna il confine meridionale del Paese. A ovest, invece, tali limiti risultano molto più incerti e sfumano al di sotto delle sabbie del deserto del Kalahari. Nel complesso si può osservare come la massa «rhodesiana», entro i limiti anzidetti, assuma la forma di un'ampia semicupola, digradante lentamente tutt'intorno, ad eccezione del settore orientale, dove si interrompe bruscamente per la presenza della Rift Valley, e di quello meridionale, dove è delimitata dal profondo solco del fiume Zambesi.[2]
In generale, il territorio è costituito prevalentemente da rocce di origine antichissima, che hanno subito per lunghissimo tempo l'azione livellatrice dell'erosione meteorica; per questo motivo vi dominano gli altopiani. Essi sono generalmente situati a quote superiori ai 1000 m di altitudine e raggiungono le massime elevazioni nella catena dei monti Machinga, con il monte Schitane, che culmina a 2030 m. Relativamente depressi rispetto al resto del Paese sono invece i bacini che racchiudono il lago Bangweulu (pur situato a 1140 m) e il lago Moero, o Mweru (931 m).[2]
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Lo Zambia si trova interamente nella zona torrida, ma il suo clima risulta sensibilmente mitigato dall'altitudine; inoltre, la presenza di vaste depressioni e di catene montuose determina una notevole varietà climatica da luogo a luogo.[2]
Nel complesso, le temperature sono leggermente più elevate e le piogge più abbondanti che nel vicino Zimbabwe. A Mbala (8°21' di latitudine S e 1557 m s.l.m.) la temperatura media del mese più freddo è di 17,3 °C, quella del mese più caldo raggiunge i 22,6 °C; la media annua si attesta intorno ai 20 °C. A Mansa (11°12' di latitudine S e 1167 m s.l.m.) i valori corrispondenti sono di 16,6 °C per il mese di luglio, 25 °C per novembre e 21,4 °C come media annua. Nella sezione più meridionale del Paese, a Livingstone (17°40' di latitudine S e 914 m s.l.m.), si registrano 16 °C come media di luglio, 27,8 °C in ottobre e 22,8 °C come temperatura media annua.[3]
Le precipitazioni sono generalmente abbondanti e risultano più consistenti nei distretti orientali del Paese. Le piogge iniziano in genere nel mese di ottobre e cessano completamente in aprile. I valori medi annui relativi alle tre stazioni considerate sono di 1116 mm a Mbala, 1179 mm a Mansa 759 mm a Livingstone.[3]
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio dello Zambia è quasi interamente compreso nel bacino dello Zambesi. Quarto fiume d'Africa per lunghezza (2260 km), lo Zambesi possiede un bacino idrografico di circa 1430000 km². La sua portata media si aggira intorno ai 20000-22000 m³/s presso le cascate Vittoria e scende a circa 10000 m³/s in prossimità della foce, collocandolo, sotto questo profilo, al terzo posto tra i fiumi africani.[3]
Il fiume nasce con il nome di Liombey da alcune sorgenti situate a circa 1100 m di altitudine, a breve distanza dalla frontiera nord-occidentale del Paese, presso lo spartiacque con il bacino congolese. Dopo un brevissimo percorso in direzione nord, volge verso ovest addentrandosi in Angola. All'uscita dal territorio angolano assume una direzione nord-sud, per poi piegare progressivamente verso est, descrivendo un'ampia curva che lo condurrà fino al Mozambico, dopo aver costituito, per un lungo tratto, il confine dello Zambia con la Namibia prima e con lo Zimbabwe poi.[3]
Nella prima parte del suo corso lo Zambesi scorre in un alveo relativamente poco profondo, tanto che nel Barotseland inonda periodicamente le pianure circostanti, fertilizzandole con il proprio limo. Successivamente, dopo le cascate Ngonye (o Sioma), il fiume si incassa in una valle stretta e profonda, simile a un imponente canyon. Il suo corso è quindi interrotto più volte da cascate, tra cui ricordiamo quelle di Bumba, di Katima-Mulilo, le celebri cascate scoperte da Livingstone nel 1855 e da lui intitolate alla regina Vittoria, e infine, ormai in Mozambico, le rapide di Cahora Bassa. Solo a valle di queste il fiume rientra in una vasta pianura, divenendo nuovamente navigabile fino al mare, dove sfocia con un delta di circa 8000 km².[3]
Nel suo lungo percorso lo Zambesi riceve numerosi affluenti, particolarmente ricchi d'acqua quelli di sinistra. Da questo lato confluisce il Kabompo, che drena gran parte della Provincia Occidentale, nascendo nei pressi del confine con il Katanga. Più a valle, oltre la stretta di Kariba, si trova la confluenza con il Kafue, il maggiore fiume interamente compreso nel Paese (circa 800 km), anch'esso con sorgenti prossime al confine katanghese. Il Kafue drena vaste aree paludose, tra cui quelle di Lukanga, e forma una notevole cascata poco prima di gettarsi nello Zambesi. Ancora sulla sinistra, al confine con il Mozambico, confluisce il Luangwa, che scorre approssimativamente da nord a sud per circa 640 km, costeggiando i versanti orientali dei monti Muchinga e segnando, nel suo tratto inferiore, la linea di frontiera tra Zambia e Mozambico.[3]
Da destra lo Zambesi riceve alcuni affluenti di rilievo, con sorgenti in Angola e corso almeno parzialmente zambiano, come il Lungwebungu e il Luanginga, nonché altri provenienti dallo Zimbabwe, quali lo Shangani e il Sanyati. La sezione settentrionale del Paese appartiene invece al bacino del Congo.[3]
Al territorio zambiano appartengono inoltre l'estremità meridionale del lago Tanganica, il più esteso dei laghi della fossa estafricana, e la maggior parte del lago Moero o Mweru. Quest'ultimo, situato a 931 m di altitudine, ha come emissario il Luvua, affluente di destra del Congo, ed è alimentato principalmente dal Luapula, emissario a sua volta del lago Bangweulu (1140 m), di cui è tributario il fiume Chambezi.[3]
Flora e fauna
[modifica | modifica wikitesto]Sull'altopiano, il paesaggio è dominato dal caratteristico bioma noto come miombo: una copertura arborea semicontinua, dominata da piccoli alberi di leguminose dei generi Brachystegia e Julbernardia, accompagnati da un cospicuo sottobosco erbaceo. A causa degli incendi che si verificano regolarmente durante la stagione secca, questi alberi hanno sviluppato una corteccia spessa, suberosa e resistente al fuoco. Un altro tipo di copertura arborea è costituito dal mopane, in cui predomina il Colophospermum mopane, ma nel quale spicca anche il baobab; tale formazione si sviluppa nei settori più secchi e caldi della valle dello Zambesi meridionale e nella valle del Luangwa. Il teak dello Zambesi (Baikiaea plurijuga) si incontra nella fascia meridionale del Paese, coperta dalle sabbie del deserto del Kalahari. Il mukwa (Pterocarpus angolensis), importante essenza da legname, cresce soprattutto nella regione del lago Bangweulu. Oltre a un decimo del Paese è stato destinato a riserva forestale o area forestale protetta; nel complesso, circa due quinti del territorio nazionale risultano sottoposti a qualche forma di tutela.
Dove si verificano inondazioni stagionali – nelle paludi e nelle pianure alluvionali, in particolare nelle regioni di Bangweulu e Lukanga, lungo il corso superiore dello Zambesi e nelle piane del Kafue – si sviluppano ampie distese erbose aperte. Sull'altopiano, la copertura arborea è imoltre interrotta dalle aree erbose dei dambos, valli poco profonde a forma di conca, spesso prive di corsi d'acqua superficiali permanenti.
La fauna dei mammiferi dello Zambia è particolarmente ricca, con grandi concentrazioni nelle principali pianure alluvionali, soprattutto nei parchi nazionali delle valli del Luangwa e del Kafue. Tuttavia, la fauna selvatica ha subito un grave declino a causa dell'espansione delle attività umane al di fuori delle aree protette e del bracconaggio, praticato talvolta anche al loro interno. Il traffico illegale del corno di rinoceronte ha portato alla quasi completa scomparsa del rinoceronte dal Paese, mentre il bracconaggio degli elefanti per l'avorio ne ha fortemente ridotto le popolazioni, nonostante le misure adottate dal governo per contrastare tale fenomeno. Accanto ai grandi mammiferi è presente una vasta gamma di specie di piccola e media taglia, monché un'avifauna numerosa e diversificata. L'aquila pescatrice africana, emblema nazionale, è comune in prossimità delle grandi superfici d'acqua.
Tra i rettili si annoverano coccodrilli, tartarughe terrestri e acquatiche, numerose specie di lucertole e molti serpenti, velenosi e non. Gli insetti, appartenenti a quasi tutti gli ordini, sono ampiamente rappresentati. I termitai, spesso di grandi dimensioni e dalla forma di veri e propri pinnacoli, costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio di alcune regioni e possono ostacolare le attività agricole.
La fauna selvatica è tutelata in numerosi parchi nazionali e riserve di caccia, che complessivamente coprono circa un terzo del territorio nazionale. Alcuni di questi parchi dispongono di strutture turistiche; tra essi si ricordano South Luangwa, North Luangwa, Kafue, Lochinvar, Blue Lagoon, Sumbu, Nyika e Mosi-oa-Tunya. Il parco nazionale di Kafue, il più antico e il più esteso (22400 km²), si trova sull'altopiano e ospita generalmente basse densità di grandi mammiferi, ma è noto per l'elevata varietà di antilopi. Il lago Itezhi-Tezhi, bacino artificiale creato da una diga sul Kafue, ha sommerso parte del parco. Il South Luangwa (9100 km²) conserva una delle maggiori concentrazioni di elefanti dell'Africa, sebbene in diminuzione. Il North Luangwa è celebre per i safari a piedi; nella valle del Luangwa è inoltre endemica la giraffa di Thornicroft. Gli altri parchi sono di dimensioni più ridotte. Lochinvar, nelle piane del Kafue, riveste particolare importanza per il birdwatching, con oltre 400 specie di uccelli censite; di queste pianure è endemico il lichi del Kafue. Il parco nazionale di Mosi-oa-Tunya protegge le aree circostanti le cascate Vittoria ed è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il parco nazionale di Nyika è stato istituito per preservare gli ultimi lembi di un particolare tipo di foresta montana, mentre Sumbu, sulle rive del lago Tanganica, è noto per la facilità di avvistamento del raro sitatunga, un'antilope acquatica.[1]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Il Milione, vol. 14, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1964.
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