Genos

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Genos (in greco γένος; plurale γένη ghene, traducibile come "genere", "parentela", "stirpe") era un antico termine greco antico che indicava piccoli gruppi parentali che identificavano se stessi come un'unità, contraddistinta da un unico nome.

In Omero, il genos non è generalmente molto esteso: comprende, di norma, il capofamiglia (basileus), sua moglie, i figli maschi, le loro mogli e la loro prole, assieme a qualche parente stretto. Alla morte del basileus il suoi beni venivano divisi in parti uguali ai figli maschi che formavano géne distinti[1].

Il termine indicava la comune discendenza, la provenienza da uno stesso ceppo, i vincoli di sangue, ma generalmente non esprimeva vincoli di appartenenza politica.

Molti gene sembrano essere stati composti di famiglie nobili.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oswyn Murray, La Grecia delle origini, Il Mulino, 1996, pag. 43.
  2. ^ Erodoto usa il termine per indicare le famiglie nobili

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fine, John V.A. The Ancient Greeks: A Critical History. Harvard University Press, 1983. ISBN 0-674-03314-0
  • Hornblower, Simon, and Anthony Spawforth ed. The Oxford Classical Dictionary. Oxford University Press, 2003. ISBN 0-19-866172-X