Gennaro Savastano

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Gennaro Savastano
Gennaro Savastano.png
UniversoGomorra - La serie
Lingua orig.Napoletano
SoprannomeGenny
Autore
1ª app. inIl clan dei Savastano
Interpretato daSalvatore Esposito
SessoMaschio
Luogo di nascitaNapoli
Data di nascita29 aprile 1990
Professionecamorrista

Gennaro "Genny" Savastano è un personaggio immaginario interpretato dall'attore Salvatore Esposito, protagonista della serie televisiva Gomorra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del boss camorrista Pietro Savastano e della moglie Immacolata, Genny è il principale personaggio della serie, unico ad essere apparso in tutti gli episodi dal primo, che subisce una notevole evoluzione nel corso della trama. All'inizio è un ragazzo immaturo, viziato e arrogante, quasi ignaro della realtà criminale in cui vive. Di ritorno dall'Honduras diventa un uomo superbo e violento, carismatico e molto irascibile.

Il personaggio di Genny Savastano è ispirato alla figura di Cosimo Di Lauro, figlio maggiore del boss camorrista Paolo.

Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Come figlio del boss, Genny viene esentato dal partecipare ad agguati o attività criminose anche di "alto livello". Una sera Genny ha un diverbio col figlio di un boss rivale locale e trova la sua motocicletta rotta, al che, per vendicarsi, scrive sui muri di tutto il paese insulti al boss e alla città stessa. don Pietro, decide di risolvere la questione in modo brutale e fa uccidere il boss.

Don Pietro decide il "battesimo del fuoco" a suo figlio e lo manda con Ciro Di Marzio alle Vele di Scampia con il preciso scopo di uccidere; Genny non riesce e mente al padre circa l'accaduto.

La sera stessa il ragazzo ha un incidente in moto; mentre il padre viene arrestato dalle forze dell'ordine, finendo perfino al 41 bis. La moglie Imma diviene la nuova capoclan, e Genny (nominalmente ritenuto il vero successore) viene mandato in Honduras a trattare con i narcotrafficanti "produttori diretti" della droga venduta dala Clan.

Dopo quasi tre settimane di assenza, Genny torna a casa profondamente cambiato: è diventato un uomo superbo e violento, auto-ritenendosi pronto per comandare il clan e negando a Ciro un posto di favore. Una delle prime mosse di Genny e candidare come sindaco della città di Giugliano l'amico Michele e, attraverso minacce e brogli elettorali, riesce a farlo diventare primo cittadino. Genny ordina al nuovo sindaco di Giugliano di realizzare un progetto edilizio sul quale il clan Savastano potrà esercitare una forte speculazione. Nel progetto è coinvolto anche Tonino Russo, un imprenditore spregiudicato e uomo fidato del boss Salvatore Conte. Tonino Russo viene trovato morto pochi giorni dopo, e Conte (fino a quel momento risiedente in Spagna) rientra a Napoli.

Genny ordina a Ciro di trovare l'assassino di Tonino Russo. Danielino, un giovane ragazzino conosciuto da tutto il quartiere, e Genny convoca una riunione tra uomini della vecchia guardia e nuove leve, condannando a morte Conte per quest'affronto. I vecchi affiliati fedeli a don Pietro sono contrari mentre le nuove leve fedeli a Genny sono favorevoli. A sua volta Conte progetta di uccidere Genny. Inizia così una vera e propria faida interna tra i vecchi e i nuovi membri del clan facendo così trasparire che Genny è totalmente inadatto a gestire e controllare il clan, non distinguendo tra alleati e traditori. Le condizioni di salute del padre periscono . Sotto consiglio di Imma, però, Genny convoca una nuova riunione dicendo che il padre vuole che il clan sia unito contro il nemico comune: Salvatore Conte. La vecchia guardia, però, non gli crede, dando inizio ad una vera e propria scissione. Il giorno dopo Imma, la madre di Genny, viene trovata morta. Cercando in una sua borsa, Genny trova un CD nel quale è contenuta una registrazione di Ciro che minaccia e insulta una giovane ragazza. Questa era la fidanzata di Danielino, il ragazzino che era stato ucciso pochi giorni prima da Conte. Era stato infatti Ciro a ordinargli di uccidere Tonino Russo, per poi progettare di uccidere il ragazzino stesso.

Non trovandolo aveva rapito, torturato e ucciso la sua fidanzata. È Ciro, infatti, il traditore, ed è sempre Ciro che, poco prima, aveva ucciso Imma. Genny lo capisce e dà inizio ad una vera caccia all'uomo contro Ciro, mentre i suoi scagnozzi massacrano quasi tutti i vecchi affiliati del clan, accusati di essere passati con Conte. Intanto Genny, grazie ad una soffiata, viene a sapere che Ciro presenzierà alla recita scolastica della figlia e si reca a prenderlo per ucciderlo. Lo stesso fanno i suoi scagnozzi, a bordo di altre auto, i quali vengono intercettati da Conte e dai suoi uomini e massacrati. Si trattava infatti di un tranello; Ciro avvertito da Conte che Genny non era sull'auto, cerca di scappare con moglie e figlia ma ormai è troppo tardi. Nello scontro che segue Ciro ha la meglio, colpendo con molti proiettili Genny e lasciandolo riverso per terra in una pozza di sangue. Mentre don Pietro viene fatto evadere dal carcere, Genny, a terra, muove lievemente una mano: è ancora vivo.

Seconda stagione[modifica | modifica wikitesto]

Genny viene ricoverato d'urgenza e dopo un anno è completamente guarito. Si fidanza con Azzurra Avitabile, figlia di un boss napoletano residente a Roma.

Ristabilitosi, si intrattiene in affari criminali internazionali: torna in Honduras al fine di ripristinare gli accordi con i narcotrafficanti di Copán per l'acquisto di nuovi carichi di cocaina destinati a vari capoclan tra cui il padre di Azzurra, Giuseppe; successivamente si reca a Colonia, in Germania dove suo padre don Pietro (evaso dal carcere di Poggioreale) si nasconde da un boss calabrese, scissionista di un clan 'ndranghetista. Il boss viene ucciso in un agguato di 'ndrangheta, e l'attenzione delle forze dell'ordine costringono Genny e don Pietro a fuggire dalla Germania.

Genny, deluso dall'indifferenza del padre, lo abbandona e torna nella sua abitazione romana. Sempre a Roma, Genny incontra i vecchi amici sopravvissuti alla strage di Conte: ’o Track, ’o Cardillo e Capa e Bomba. ’o Track ha un duro confronto con Genny.

A Napoli, il nuovo boss di Scampia-Secondigliano Ciro di Marzio avverte di voler trattare solo con Genny e Pietro gli fornisce una pistola artigianale per ucciderlo e vendicare Imma. All'incontro, che avviene a Trieste, Genny trova e coglie di sorpresa Ciro, ma non lo uccide e lo lascia andare. Il giorno dopo c'è l'incontro con don Aniello e Ciro dove si pattuisce che Genny rifornirà l'alleanza con la sua cocaina e che don Pietro e tutti i suoi uomini saranno confinati al rione in cui si trovano.

Don Pietro è molto arrabbiato con il figlio e mal sopporta il suo atteggiamento. Genny poi subisce il tradimento di ’o Track, che ferisce Malammore per poi autoproclamarsi capoclan indipendente.

Genny si incontra più volte con il boss affiliato di Ciro ’o Principe, rifornendolo di cocaina all'insaputa dei suoi alleati con lo scopo di tradirli alle spalle al momento giusto. ’o Principe viene poi ucciso da don Pietro nonostante gli venga rivelato il doppiogioco a suo favore. Ciro scopre le responsabilità di don Pietro smascherando Angelo Sepino, basista del boss, e scoppia una nuova faida di camorra tra il clan Savastano e i restanti clan di Scampia-Secondigliano uniti.

Genny abbandona Roma e corre precipitosamente a Napoli, gestendo personalmente il traffico di droga con Giuseppe Avitabile. Genny decide di sbarazzarsi del futuro suocero, incastrandolo proprio durante il matrimonio della figlia. Genny ammette il voltafaccia ad Azzurra che decide di rimanere accanto al marito per amore suo e del figlio che stanno aspettando.

Intanto a Napoli, Pietro Savastano è sempre più potente e ora ha il controllo di tutte le piazze di spaccio di Secondigliano e Scampia, gestite da Malammore. I rapporti tra Genny e Pietro, ormai sempre più tesi, si rompono definitivamente: la piccola Maria Rita Di Marzio, figlia di Ciro, è stata uccisa da don Pietro e Genny è profondamente deluso da questo e inoltre , suo padre lo costringe a tornare da lui a Napoli , sebbene egli stia per avere un figlio. Dopo una discussione con Patrizia don Pietro decide di incontrare in un cimitero Genny, ma al suo posto trova Ciro all'incontro , infatti Genny ha venduto il suo stesso padre a Ciro, e don Pietro viene freddato davanti alla tomba di sua moglie. Nel frattempo a Roma, Azzurra partorisce un figlio maschio e Genny decide di chiamarlo Pietro.

Con la morte del padre, diventa don Gennaro Savastano, ormai unico boss di Scampia-Secondigliano.

Terza stagione[modifica | modifica wikitesto]

Genny vive un periodo felice e di dominio a Secondigliano come erede di don Pietro, legando anche con gli altri 4 boss "padroni" di Napoli (detti confederati) ed appropriandosi degli affari del suocero Avitabile approfittando della sua detenzione e del legame di parentela tra di loro. All'uscita dal carcere, costretto agli arresti domiciliari, Avitabile comincia a sospettare di Genny e a sentirsi tradito da lui e dalla figlia Azzurra, avanzando l’ipotesi che possano essere stati loro ad averlo mandato in prigione. Così con i suoi uomini di fiducia, smaschera una truffa di Genny che coinvolgeva i confederati, pesta e tortura Genny, gli blocca le piazze di spaccio, invia una lettera di denuncia anonima e soprattutto lo priva della moglie e del figlio minacciando anche fisicamente Azzurra in caso di fuga. Un affranto Genny trova peró l’inaspettato aiuto di Ciro, dopo una sua breve parentesi da corriere in Bulgaria, che gli presenta Enzo Sangueblù, capo di un clan che aspira a Napoli centro avendo come tramite Valerio, amico fraterno di Enzo, e gli garantisce il supporto dei suoi uomini. Così Genny si prepara ad affrontare la Confederazione del suocero procedendo però in maniera cauta e progressiva. Inizialmente offre ad Avitabile un compromesso sulla produzione e sulla vendita della droga che però non basta. La prossima mossa è proporre al Boss la vita di Sangueblù ma per i Confederati non è abbastanza così rilanciano la posta chiedendo anche Ciro. Genny è messo alle strette e tenta un’ultima e fallimentare mediazione con Scianel, che gli aveva voltato le spalle passando dalla parte del suocero, prima di mettere a punto un agguato ai Confederati. Dopo avere visto Azzurra ed il piccolo Pietro, informa ’o Sciarmant, braccio destro di Avitabile, della posizione di Ciro e Sangueblù così i suoi uomini si recano sul posto ma trovano solo Enzo, che intima loro di passare dalla sua parte, chiamare Avitabile dicendo di aver ucciso lui e Ciro ed infine uccidere ’o Sciarmant. Nel frattempo Avitabile, credendo di aver vinto, se ne va ma la sua auto viene fatta esplodere da Ciro ed anche Patrizia darà un contributo importante , infatti lei uccide lo sgherro di Avitabile che doveva uccidere anche Azzurra e suo figlio alla consegna di entrambi. Arriva così a completarsi la sua vittoria sul suocero. A questo punto Ciro consiglia a Genny di chiedere la pace ai Confederati, ora passati sotto il comando di ’o Stregone, per evitare altri spargimenti di sangue , oltretutto l'anziano leader dei Confederati per dimostrare il suo interesse per la pace ordina l'uccisione di Scianel per mano di Patrizia , dopo la morte di 'o Sciarmant per mano degli scagnozzi di Enzo. In seguito alla pace stipulata i fratelli Capaccio uccidono 'o Stregone , così facendo entrambi sono diventati gli unici capi dei Confederati. Per festeggiare apparentemente la vittoria di Genny e la sua conquista di Forcella, lo stesso Enzo invita Genny e Ciro sul suo yatch ma rivela le sue vere intenzioni, ovvero uccidere Genny. Ciro si sacrifica per lui ammettendo di aver ucciso la sorella di Enzo, Carmela (cosa in realtà fatta da Genny stesso per dare la colpa ai Confederati e portare Sangueblu contro di loro). Enzo allora costringe Genny ad uccidere l’amico ed a gettare il corpo in mare.

Quarta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Genny fa appena in tempo a piangere e commemorare la morte dell'amico fraterno Ciro Di Marzio, e deve subito guardarsi dall'attacco dei fratelli Capaccio. Per mantenere la parola data alla moglie Azzurra, di finirla con la vita da malavitoso, cerca di far terminare la guerra prima ancora che inizi facendo affidamento sull'aiuto dei Levante, un potente clan di Napoli nord. Questi sono inoltre suoi parenti poiché la moglie di Gerlando Levante, capostipite della famiglia, era cugina di donna Imma, sua madre. Con il furto di una razza rara di cardellino, la regala a suo zio Gerlando, di cui ne è un allevatore, e ottiene il suo appoggio. I figli di Gerlando, Saro e Francesco, sistemano un ordigno all'interno di un'auto, e tramite una donna la fanno parcheggiare di fronte a una sala scommesse. Li questa esplode con o'Crezi che resta gravemente ferito nell'attentato. Genny stabilisce la tregua in presenza di Sangue Blu, Valerio, i Capaccio, e Patrizia nella tenuta di suo zio, e affida il controllo di Secondigliano alla donna. Questa poi si impegna a procurare per poi distribuire la droga nelle altre zone dell'Alleanza a prezzi concordati. Stabiliti gli accordi per la pace, annuncia il ritiro e cambia vita, reinventandosi imprenditore. Attraverso l'acquisto di alcune società cerca di costruire una seconda zona aeroportuale in Campania, e si affida alle capacità manageriali di Alberto Resta, un imprenditore che da tempo è travolto dai debiti. Genny cerca di realizzare il progetto in maniera pulita, ma i problemi anche nel mondo della finanza, non tardano ad arrivare. Ha inizialmente difficoltà ad acquistare un lotto di terreno, poiché contaminato dallo stesso proprietario per difficoltà economiche. La moglie di questi sta morendo per via del veleno dentro i fusti di terreno. Genny scopre la verità e riesce ad acquistare la parte di terreno che gli serve per l'aeroporto, ricattando il proprietario di spargere la verità sulle origini della malattia di sua moglie, in caso di rifiuto. Conclude a Londra l'acquisto di un'altra società per l'aeroporto con l'aiuto di Alberto e Azzurra, che fanno da intermediari con dei manager inglesi. Leena però, una donna di vecchia conoscenza di Alberto, cerca di imbrogliarlo facendogli acquistare inizialmente una società inesistente, per potergli rubare il suo oro, e scappare a Singapore con il suo fidanzato. Genny scopre tutto attraverso un suo uomo di fiducia in Inghilterra, e riesce a recuperare il suo patrimonio. Risparmia Leena, solo per concludere l'affare vero della società, per poi farla uccidere travolgendola più volte con la macchina dal suo assistito. A Secondigliano intanto si interrompono le forniture di droga a causa di un sequestro derivante da denuncia anonima. Genny è al corrente tramite Patrizia e chiede il nome dell'autore della denuncia. Presta poi dei soldi a lei per darli a sua volta ai Capaccio, che non vogliono aspettare l'arrivo di un nuovo carico e vogliono investire subito in un altro canale. Nella costruzione del parcheggio multipiano emergono degli scheletri dal sottosuolo, e Genny su consiglio di Tiziana Palumbo, l'assistente personale di Alberto, presenta una denuncia anonima, consapevole anche di una futura inchiesta della magistratura. A una festa a scuola di suo figlio conosce il magistrato Walter Ruggieri, padre di uno dei compagni di asilo del piccolo Pietro. Nel confronto capisce che avrà un nemico in più , nella realizzazione dell'aeroporto. Ruggieri inoltre è gia a conoscenza del suo passato e della sua famiglia. Alberto Resta intanto è con la procura antiriciclaggio alle costole, ed è tentato più volte di fare il nome di Genny dietro l'affare dell'aeroporto, ma desiste, anche di fronte al magistrato Ruggieri. Patrizia invece convola a nozze con Michelangelo Levante, il secondogenito della famiglia, con il quale aveva instaurato una relazione. Genny accompagna la donna all'altare facendole come regalo il pieno controllo di Secondigliano. Poi viene a conoscenza della convocazione di Alberto in procura, tramite Tiziana, e nonostante gli viene riferito che egli non abbia fatto il suo nome dinanzi a Ruggieri, ha il timore che possa parlare in colloqui futuri e lo fa uccidere tagliandogli i freni della sua auto mentre l'imprenditore vi è a bordo. Dopo la sua morte Genny nomina Tiziana nuovo amministratore delegato, e confida ad Azzurra dei dubbi riguardo fatto finora sul progetto dell'aeroporto. Vuole tagliare ancor di più i ponti con il passato togliendosi la cicatrice in volto e il tatuaggio al collo fatto nel periodo in cui viveva in Honduras, ma ci ripensa. Decide di tornare alla vita di prima quando viene a sapere, tramite Patrizia, dell'ambizione dei Levante. Loro sono difatti gli autori del sequestro, e vogliono prendersi Secondigliano facendo saltare l'Alleanza perché non viene accettata una donna come leader. Genny raduna i suoi uomini appartenuti al suo clan in passato, tra cui Fernando, un tempo molto devoto a Ciro Di Marzio, e ottiene l'appoggio di uno nuovo leader camorristico riconosciuto come Maestrale. Lo scopo è ovviamente quello di riprendersi Secondigliano. Cerca in seguito di procurare un buon avvocato per Patrizia, finita in carcere a seguito di una retata della polizia, prima che possa parlare dinanzi alla magistratura. Ma la donna decide di collaborare dopo un agguato mancato, dentro la casa circondariale, da parte dei Levante, e viene nascosta in gran segreto da Ruggieri. Genny chiede dunque aiuto a Gerlando per trovare il luogo del nascondiglio, ma questi rifiuta di aiutare il nipote per via dell'odio che cova nei confronti della nuora (infatti egli sarà intenzionato ad ucciderla personalmente). Capisce perché in passato, suo padre non ha mai voluto avere a che farci con loro. Per un dito si è quasi ritrovato senza un braccio. La risposta non si fa attendere e in seguito Genny fa uccidere Gerlando, sua moglie e la scorta, in una vera e propria carneficina. Risparmia soltanto Grazia, unica figlia femmina della famiglia, per lasciarle il messaggio del suo ritorno da riferire ai fratelli. Con l'aiuto di o'Diplomato riesce poi a trovare il rifugio dove è nascosta Patrizia, e manda Fernando a recuperarla, uccidendo gli uomini di scorta messi a disposizione della donna dalla procura. Genny li imbarca su un aereo, e prima di farli partire ha un colloquio in privato con Patrizia per annunciarle il suo ritorno. Le chiede poi se ha fatto il suo nome dinanzi a Ruggieri, ma nonostante Patrizia neghi, non le crede e dopo l'uccisione di Michelangelo nell'aereo la uccide (nonostante aspettasse una figlia), sia per aver smesso di fidarsi di lei, sia perché Azzurra, sua moglie, lo ha esortato a toglierla di mezzo. Infine si reca a Secondigliano e si rinchiude in un rifugio dove ha inizio la sua latitanza.

Il film Spin Off[modifica | modifica wikitesto]

Compare alla fine del film L'immortale, spin-off completamente dedicato a Ciro Di Marzio, che fa da ponte tra la quarta e quinta stagione della serie televisiva. Raggiunge l'amico creduto scomparso dopo la fine della terza stagione, a Riga, in Lettonia, dove si è rifatto una nuova vita. Lo omaggia con un pacco regalo contenente all'interno la testa di Don Aniello, con le lacrime di commozione agli occhi per la felicità per averlo ritrovato ancora vivo.

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