Gennaro Savastano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Quanno stevo là in Honduras, stevo dint'a 'na capanna e 'nzieme a me ce steva 'n'americano ca parlava, parlava pecché teneva paura. E intanto e sorde tuoje nunn'arrivavano. 'Na sera gli honduregni me mettettero 'nu macete 'mmano e me alluccavano: "Accidile Accidile!". Je pregavo, pregavo ca coccheduno me veneva a salva', ca tu me venive a salvà! Ma niente... E llòro continuavano a grida' "Accirle! O accirimmo nuje a tte!" E allora l'aggio fatto: aggio abbíato a taglia' primma 'a capa, po' 'e bbracce, po' 'e mmane! L'aggio fatto piezze piezze! »
(Gennaro Savastano)
Gennaro Savastano
Gennaro Savastano.png
Genny Savastano
Universo Gomorra - La serie
Lingua orig. Napoletano
Soprannome Genny
Autore
1ª app. in Il clan dei Savastano
Interpretato da Salvatore Esposito
Sesso Maschio
Professione criminale
Parenti
  • Pietro Savastano (padre, deceduto)
  • Immacolata Savastano (madre, deceduta)
  • Azzurra Avitabile (moglie)
  • Pietro Savastano Jr (figlio, avuto da Azzurra)
  • Giuseppe Avitabile (suocero)
  • Noemi (ex fidanzata)
  • Jessica (ex fidanzata)

Gennaro "Genny" Savastano è il personaggio interpretato dall'attore Salvatore Esposito, protagonista della serie televisiva Gomorra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del boss camorrista Pietro Savastano e della moglie Immacolata Savastano, Genny è uno dei principali personaggi delle due stagioni, che evolve gradualmente dallo stereotipo del giovane spaccone poco sveglio al ruolo di boss. All'inizio è presentato come adolescente immaturo, viziato e arrogante che ostenta le proprie ricchezze insieme agli amici piuttosto che ascoltare i consigli del padre (che lo vede come unico suo successore). Genny, nonostante sia un ragazzo gentile, romantico e fiducioso negli amici, spreca il suo tempo facendo il galletto in qualche discoteca e mettendosi spesso nei guai. Genny è molto influenzato dall'amico Ciro Di Marzio, che considera un mentore e modello. Dopo il ritorno dall'Honduras diventa un uomo superbo e violento, minaccioso nei confronti dei suoi stessi uomini ed assai irascibile. Rimane comunque semi-inadatto al ruolo di boss, cedutogli dalla madre. Inoltre, dimentica la sua amicizia con Ciro, ponendosi spesso in maniera ostile e fredda nei suoi confronti.

Il personaggio di Genny Savastano è ispirato alla figura di Cosimo Di Lauro, figlio maggiore del boss camorrista Paolo.

Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Genny vorrebbe seguire Ciro Di Marzio nell'attentato contro il dissidente Salvatore Conte, ma il padre glielo nega, temendo che possa rimanere ferito o ucciso. La sera stessa, arrabbiato e amareggiato, Genny va a divertirsi con gli amici in una discoteca a Casavatore, dove cerca di corteggiare una ragazza che stava già chiacchierando con un amico del boss locale. Genny lo insulta e lo minaccia. All'uscita dal locale trova la sua motocicletta nuova rotta. Genny, per vendicarsi, scrive sui muri di tutto il paese insulti al boss e alla città stessa. Don Pietro, che non vuole guai, si reca da Parisi, il boss di Casavatore, cercando di risolvere la questione. Parisi esige che Genny pulisca di persona tutti i muri, umiliandolo. Don Pietro non accetta e pochi giorni dopo ordina a Zecchinetta e a Malammore di ucciderlo. I due sicari lo sorprendono in un resort mentre è in intimità con la sua amante. Don Pietro, nel tentativo di rendere il figlio più maturo e consapevole ordina a Ciro Di Marzio di portare Genny alle Vele di Scampia e di costringerlo a sparare ad un tossicodipendente. Genny, sorpreso e spaventato, lo ferisce senza trovare il coraggio di ucciderlo. Sarà Ciro a finire il lavoro, consigliando a Genny di mentire al padre circa l'accaduto. Don Pietro, come ricompensa, gli regala una nuova motocicletta. Genny, molto provato, esce la notte a fare una corsa in motocicletta, ma è vittima di un incidente. Quella stessa notte il padre viene arrestato. Durante il giorno di colloquio tra detenuti e familiari, qualche tempo dopo l'incidente, don Pietro comunica a Genny di tenersi pronto a prendere le redini del clan in sua assenza, anche se la moglie Imma ha dei dubbi. Qualche tempo dopo don Pietro viene recluso al 41 bis. Sebbene il clan abbia bisogno di lui, Genny continua a comportarsi in modo irresponsabile ,pensando solo alla fidanzata Noemi. Imma, allora, decide di diventare boss al posto suo, contro il volere del marito. Poco tempo dopo, Imma ordina a Genny di recarsi in Honduras per cercare con i narcotrafficanti honduregni un nuovo accordo più proficuo riguardo al prezzo della cocaina. Dopo quasi tre settimane di assenza, Genny torna a casa profondamente cambiato sia nel corpo che nello spirito. Genny è diventato un uomo superbo e violento e per dimostrare ciò agli affiliati del clan uccide a sangue freddo un giovane cameriere, suo ex compagno di classe, che aveva fatto una battuta infelice sul suo conto. Genny si sente pronto per comandare il clan e, tra le altre cose, nega a Ciro un posto ai vertici di questo. Genny, però, continua a dimostrare rancore nei confronti della madre e le rivela che quando era in Honduras è stato costretto a uccidere e a tagliare a pezzi un uomo solo perché si lamentava troppo. Imma allora gli fa notare che lo aveva mandato là proprio per temprarlo. Genny vuole subito affermare la sua autorità prendendo controllo anche della politica. Convince infatti Michele, un suo amico, a candidarsi come sindaco della città di Giugliano in Campania e, attraverso minacce e brogli elettorali, riesce a farlo diventare primo cittadino. Genny ordina al nuovo sindaco di Giugliano di realizzare un progetto edilizio sul quale il clan Savastano potrà esercitare una forte speculazione. Nel progetto è coinvolto anche Tonino Russo, un imprenditore spregiudicato e uomo fidato del boss Salvatore Conte. Tonino Russo, però, viene trovato morto pochi giorni dopo, facendo andare su tutte le furie Conte, che crede che sia stato per ordine di Genny. Genny, allora, ordina a Ciro di trovare l'assassino di Tonino Russo. Tornato in Italia, Conte uccide Danielino, un giovane ragazzino conosciuto da tutto il quartiere, e Genny convoca una riunione tra uomini della vecchia guardia e nuove leve, condannando a morte Conte per quest'affronto. I vecchi affiliati fedeli a don Pietro sono contrari mentre le nuove leve fedeli a Genny sono favorevoli. A sua volta Conte progetta di uccidere Genny. Inizia così una vera e propria faida interna tra i vecchi e i nuovi membri del clan facendo così trasparire che Genny è totalmente inadatto a gestire e controllare il clan, non distinguendo tra alleati e traditori. Cercando consiglio, Genny va a trovare il padre in carcere, che però appare catatonico e deperito, neanche in grado di parlare. Sotto consiglio di Imma, però, Genny convoca una nuova riunione dicendo che il padre vuole che il clan sia unito contro il nemico comune: Salvatore Conte. La vecchia guardia, però, non gli crede, dando inizio ad una vera e propria scissione. Il giorno dopo Imma, la madre di Genny, viene trovata morta. Cercando in una sua borsa, Genny trova un CD nel quale è contenuta una registrazione di Ciro che minaccia e insulta una giovane ragazza. Questa era la fidanzata di Danielino, il ragazzino che era stato ucciso pochi giorni prima da Conte. Era stato infatti Ciro a ordinargli di uccidere Tonino Russo, per poi progettare di uccidere il ragazzino stesso. Non trovandolo aveva rapito, torturato e ucciso la sua fidanzata. È Ciro, infatti, il traditore, ed è sempre Ciro che, poco prima, aveva ucciso Imma. Genny lo capisce e dà inizio ad una vera caccia all'uomo contro Ciro, mentre i suoi scagnozzi massacrano quasi tutti i vecchi affiliati del clan, accusati di essere passati con Conte. Intanto Genny, grazie ad una soffiata, viene a sapere che Ciro presenzierà alla recita scolastica della figlia e si reca a prenderlo per ucciderlo. Lo stesso fanno i suoi scagnozzi, a bordo di altre auto, i quali vengono intercettati da Conte e dai suoi uomini e massacrati. Si trattava infatti di un tranello; Ciro avvertito da Conte che Genny non era sull'auto, cerca di scappare con moglie e figlia ma ormai è troppo tardi. Nello scontro che segue Ciro ha la meglio, colpendo con molti proiettili Genny e lasciandolo riverso per terra in una pozza di sangue. Mentre don Pietro viene fatto evadere dal carcere, Genny, a terra, muove lievemente una mano :è ancora vivo.

Seconda stagione[modifica | modifica wikitesto]

Genny viene ricoverato d'urgenza e dopo alcuni mesi di convalescenza si riprende.

Ritorna in Honduras al fine di ripristinare gli accordi con i narcotrafficanti di Copán per l'acquisto di nuovi carichi di cocaina per vari clan tra cui quello di Giuseppe Avitabile a Roma. Entrato ormai in società con gli honduregni viene da questi rispettato e temuto e proprio il loro boss lo considera un fratello.

Tempo dopo si reca a Colonia, in Germania dove don Pietro è latitante e cerca di ricostruire il suo impero trattando con Mico, il boss di un clan di calabresi. Don Pietro scambia con Mico due bottiglie piene di diamanti che però sono di qualità M, abbastanza bassa, con un carico di armi. In una cava i due boss si incontrano e provano le armi. Infatti Mico spara un razzo contro un cumulo di roccia mentre Genny e Pietro si occupano di alcuni fucili d'assalto tedeschi.

Di sera il gruppo è al ristorante Da Remo gestito da Mico. Genny però viene informato dai suoi amici calabresi che stanno venendo a uccidere Mico e riesce ad avvisare il padre giusto in tempo, infatti poco dopo arrivano tre auto dei sicari calabresi, che con Ak47 in pugno fanno una strage massacrando Mico e tutti i suoi uomini. Genny e Pietro riescono a sfuggire alla polizia tedesca. In un tratto di foresta però don Pietro accusa un malore e Genny allora lo porta in braccio fino ad un luogo sicuro. Subito dopo si reca ad una stazione di servizio e costringe un uomo a portare l'auto da Pietro. Dopodiché lo carica in auto e uccide l'uomo. Poi raggiunge un magazzino abbandonato dove accende un fuoco e passano la notte.

La mattina dopo Pietro gli comunica di voler tornare a Secondigliano da solo; Genny, deluso dal padre, torna a Roma dagli Avitabile, essendosi ormai fidanzato con la figlia di don Giuseppe, Azzurra. A Roma, Genny incontra alla sua festa di compleanno i vecchi amici sopravvissuti all'attacco di Conte nella prima stagione : ’o Track, ’o Cardillo e Capa e Bomba. Però ’o Track ruba un orologio in bagno a uno degli invitati. Genny, venutolo a sapere, lo picchia furiosamente e se ne va.

A Napoli i capi dell'alleanza scelgono di voler trattare solo con Genny e dunque Pietro lo richiama da Roma e gli fornisce una pistola artigianale con la quale dovrà uccidere Ciro Di Marzio e vendicare la madre Imma.

Genny a Trieste, seguendo le istruzioni del padre, riesce a raggiungere Ciro, ma non lo uccide, per non avere contro tutti i capi-clan dato che Giuseppe non potrà difenderlo avendo garantito per lui con don Aniello Pastore. Il giorno dopo c'è l'incontro con don Aniello e Ciro dove si pattuisce che Genny rifornirà l'alleanza con la sua cocaina e che don Pietro e tutti i suoi uomini non possono uscire dal rione Berlingieri.

Don Pietro è molto arrabbiato con il figlio che non ha ucciso Ciro e ha fatto un patto sulla sua pelle, ma Genny gli spiega che le conseguenze sarebbero state disastrose. Genny poi ha un incontro con i suoi ex amici capeggiati da ’o Track che però, arrabbiato per la proposta di Genny di tornare nel clan alle stesse condizioni di prima, prende la pistola uccidendo Angelo, un uomo di don Pietro, e ferendo alla pancia Malammore per poi dire a Genny che ora i ragazzi del Vicolo sono una banda a parte.

Genny si incontra più volte con ’o Principe, rifornendolo di cocaina e facendogli fare un profitto più alto alle spalle dell'alleanza con lo scopo di colpirla dall'interno al momento giusto. Don Pietro però uccide ’o Principe nonostante questi gli abbia detto che lavora per Genny. Alla scoperta di tutto da parte di Ciro, dopo l'interrogatorio ad Angelo Sepino, altro uomo di don Pietro, inizia la guerra tra l'alleanza ed i Savastano.

Genny allora rimane in disparte a Roma, gestendo il traffico di droga con Giuseppe Avitabile, dove scopre inoltre che la fidanzata Azzurra è rimasta incinta e che dunque tra pochi mesi diventerà padre. Però non volendo più essere il secondo di nessuno, Genny decide di sbarazzarsi del futuro suocero, vendendo un suo uomo, latitante in seguito all'omicidio di un funzionario che stava intralciando gli affari degli Avitabile, alla polizia che in tale modo acquisisce una testimonianza. Giuseppe viene così arrestato proprio durante il matrimonio tra Genny e la figlia Azzurra. Quest'ultima però sospetta di Genny dato che a sapere del latitante erano in pochi. Allora a cena Genny ammette il tutto ad Azzurra che decide di rimanere accanto al marito per amore suo e del figlio che stanno aspettando.

Intanto a Napoli, il padre Pietro è sempre più potente e ora controlla di nuovo tutte le piazze di spaccio di Secondigliano e Scampia, che sono gestite da Malammore. I rapporti tra Genny e Pietro però sono sempre più tesi, in quanto il padre lo continua a trattare con sufficienza e relegarlo ad un ruolo secondario e Genny, in seguito all'uccisione della piccola Maria Rita Di Marzio, figlia di Ciro, voluta da don Pietro per vendicare l'assassinio di Imma, non approvando l'uccisione di una bambina innocente (seppur per vendicare la madre) decide di tradire il padre, vendendolo a Ciro. Allora don Pietro va al cimitero per un incontro con il figlio, ma al suo posto vi trova invece Ciro, accecato dal dolore per la morte dell'amatissima figlia, che non esita a sparargli un colpo in testa, uccidendolo, per poi fuggire. Nel frattempo a Roma, Azzurra partorisce un figlio maschio e Genny decide di chiamarlo Pietro, come il nonno paterno appena assassinato con il suo benestare.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione