Generazione perduta

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Le etichette usate in sociologia per indicare le diverse generazioni (in inglese)

Generazione perduta (Lost Generation) è una definizione resa popolare dallo scrittore statunitense Ernest Hemingway nel suo libro Festa Mobile. In quel volume Hemingway attribuisce la frase a Gertrude Stein, che allora era sua mentore e mecenate.

La generazione perduta include le persone nate tra il 1883 ed il 1900, in particolare i Ragazzi del 99, che compirono 18 anni sul fronte della Prima guerra mondiale. Con la morte di Nabi Tajima (4 agosto 1900 – 21 aprile 2018), si ritiene che questa generazione si sia estinta.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Come descritto da Hemingway nel capitolo Une Génération Perdue di Festa mobile (pubblicato dopo la morte sia di Hemingway che di Stein), la frase "generazione perduta" sarebbe stata coniata da Gertrude Stein prendendola in prestito dal proprietario del garage parigino che custodiva l'auto della Stein, una Ford T. Quando un giovane meccanico non riuscì a riparare la macchina in modo soddisfacente, il proprietario del garage gridò al ragazzo: "siete tutta una 'génération perdue'". Stein, nel raccontare la storia di Hemingway, ha aggiunto: "Questo è ciò che si è. Questo è ciò che tutti sono ... tutti voi, giovani che avete prestato servizio nella guerra. Voi siete una generazione perduta".

L'espressione fu poi resa popolare da Hemingway nell'epigrafe del romanzo Fiesta e nel suo libro di memorie Festa mobile. Nel secondo egli spiegò: «Ho provato a bilanciare la citazione che la signorina Stein ha preso dal proprietario del garage con una proveniente dall'Ecclesiaste»; poche righe dopo, ricordando i rischi e le perdite della guerra, aggiunge: «Ho pensato alla signorina Stein e a Sherwood Anderson e all'egoismo e alla pigrizia mentale opposte alla disciplina, e mi sono detto: "Chi definisce chi una generazione perduta?"»

Ideologie culturali e politiche[modifica | modifica wikitesto]

La Prima guerra mondiale aveva interrotto un lungo periodo di pace (la Belle époque) per ragioni essenzialmente nazionalistiche. Si può dire che l'ideologia nazionalista e la corsa al riarmo furono il comun denominatore dell'agire dei politici europei di questo periodo.

Produzione culturale[modifica | modifica wikitesto]

Le figure che s'identificano con la Lost Generation includono autori e poeti come Hemingway,[1][2] Francis Scott Fitzgerald, John Steinbeck [3], Thomas Stearns Eliot, John Dos Passos, Alan Seeger, Erich Maria Remarque[4], Henry Miller,[5] Ezra Pound[5] e Sherwood Anderson[2], ma anche pittori come Waldo Peirce e Abraham Walkowitz e artisti come Isadora Duncan.

Altro autore da non dimenticare, perduto e maledetto nel narrare il reale e il sociale del sud statunitense, è Erskine Caldwell, narratore degli ultimi quanto i contemporanei Faulkner e DosPassos, ma centrato in un sud profondo privo di illusioni o di possibile riscatto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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