Gen di Hiroshima

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Gen di Hiroshima
はだしのゲン
(Hadashi no Gen)
Gen di Hiroshima Volume 2.jpg
Copertina del secondo volume dell'edizione italiana (Planet Manga), raffigurante il protagonista Gen
Generestorico[1]
Manga
AutoreKeiji Nakazawa
EditoreShūeisha (serializzazione), Chuokoron-Shinsha (tankōbon)
RivistaWeekly Shōnen Jump, Shimin, Bunka Hyōron, Kyōiku Hyōron
Targetshōnen, seinen
1ª edizione22 maggio 1973 – 1987
Tankōbon10 (completa)
Editore it.Panini Comics, 001 Edizioni
1ª edizione it.30 dicembre 1999 – 30 marzo 2001
Volumi it.4 (completa)
Film anime
Hadashi no Gen
AutoreKeiji Nakazawa
RegiaMori Masaki
SceneggiaturaKeiji Nakazawa
Char. designKazuo Tomisawa, Kazuo Tomizawa
Dir. artisticaKazuo Oga
MusicheKentarō Haneda
1ª edizione21 luglio 1983
Rapporto16:9
Durata83 min
Film anime
Hadashi no Gen
AutoreKeiji Nakazawa
RegiaAkio Sakai, Toshio Hirata
SceneggiaturaHideo Takayashiki
Char. designAkio Sakai, Kazuo Tomizawa
Dir. artisticaMasayoshi Banno
MusicheKentarō Haneda
StudioGEN Productions
1ª edizione14 giugno 1986
Rapporto16:9
Durata85 min

Gen di Hiroshima (はだしのゲン Hadashi no Gen?, lett. "Gen a piedi nudi") è uno shōnen manga di Keiji Nakazawa pubblicato in Giappone in 10 volumi tra il 1973 ed il 1987. È un racconto autobiografico, in quanto l'autore è un superstite al bombardamento di Hiroshima[2][3].

Il fumetto ha avuto tre adattamenti cinematografici tra il 1976 e il 1980; due film d'animazione rispettivamente nel 1983 e 1986 ed infine nel 2007 ne è stato tratto un dorama, ovvero una miniserie televisiva in due episodi mandati in onda da Fuji TV.

L'edizione italiana del fumetto è stata pubblicata in quattro volumi tra il 1999 e il 2001 dalla Panini Comics[4]. Una nuova edizione in tre albi è stata pubblicata da parte di 001 Edizioni[5].

Trama e temi affrontati[modifica | modifica wikitesto]

La storia inizia nel 1945 nei dintorni di Hiroshima dove Gen, un bambino di sei anni, vive assieme alla famiglia fino alla mattina infausta del 6 agosto[6].

Come tutti subiscono le conseguenze della guerra, vessati dal dovere di comportarsi come membri effettivi della società in omaggio all'imperatore. A causa della propria convinzione, che il coinvolgimento dei giapponesi nella spirale della guerra è dovuto all'avidità della classe dirigente ricca, il padre pittore di Gen rifiuta la dottrina politica e militare del regime, pagando con la famiglia l'emarginazione e lo stigma di traditori della patria.

Gen e gli altri si trovano così combattuti tra il loro legame di fedeltà umana reciproca ed il rispetto nei confronti di un governo che è disposto ad inviare senza alcuno scrupolo dei ragazzi poco più che adolescenti in missioni suicide kamikaze. Questo contrasto Gen lo dovrà affrontare a scuola, là ove gli viene imposta e fatta memorizzare la versione ufficiale dello Stato, e in casa ove sente il padre parlare liberamente contro tutta la situazione tragica venutasi a creare.

A fianco dei temi che affrontano la lotta tra guerra e pace, abbiamo quelli del potere e del dominio, della sopraffazione sugli altri, della resistenza al male del mondo e della lealtà.

Scampato fortunosamente alla bomba, Gen e gli altri familiari superstiti sono abbandonati al destino, dovendo affrontare le terribili condizioni del dopoguerra.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Il manga, scritto e disegnato da Keiji Nakazawa, è stato serializzato dal 22 maggio 1973 sulla rivista Weekly Shōnen Jump di Shūeisha[7][8] ma dopo un anno e mezzo la pubblicazione è stata interrotta ed è stata spostata su tre testate meno famose: Shimin, Bunka Hyōron e Kyōiku Hyōron[9]. La serie è stata raccolta in volumi tankōbon dal 1975 ad opera di Chuokoron-Shinsha[10][11].

In Italia la serie è stata pubblicata da Panini Comics sotto l'etichetta Planet Manga dal 31 dicembre 1999[12] al 30 marzo 2001[13] in 4 volumi, i quali si basano sulla riedizione del 1975. Successivamente 001 Edizioni ha riproposto l'intera opera[14] in tre volumi usciti tra il 31 maggio 2014[15] e il 4 luglio 2017[16].

Volumi[modifica | modifica wikitesto]

Data di prima pubblicazione
Italiano
130 dicembre 1999[12]
227 febbraio 2000[25]
330 gennaio 2001[26]
430 marzo 2001[13]

Live action[modifica | modifica wikitesto]

Dalla serie sono stati tratti anche tre film live action. Il primo è Hadashi no Gen (はだしのゲン? lett. "Gen a piedi nudi") uscito il 24 gennaio 1976[27], seguito poi da Hadashi no Gen: Namida no bakuhatsu (はだしのゲン 涙の爆発? lett. "Gen a piedi nudi: Esplosione di lacrime") distribuito il 26 marzo 1977[28] e infine da Hadashi no Gen: Hiroshima no tatakai (はだしのゲン Part 3 ヒロシマのたたかい? lett. "Gen a piedi nudi: La battaglia di Hiroshima") il 5 luglio 1980[29].

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata adattata anche in due film d'animazione, entrambi diretti da Mori Masaki e prodotti da un'azienda fondata dallo stesso Nakazawa.

Il primo è Hadashi no Gen (はだしのゲン? lett. "Gen a piedi nudi"), uscito il 21 luglio 1983, mostra il bombardamento dal punto di vista degli americani, in modo molto ordinato ed impassibile; immediatamente il tutto è mostrato con crudo realismo - sebbene grafico - all'interno della prospettiva giapponese, con le persone che vengono incenerite all'istante, gli edifici che crollano per poi essere risucchiati dall'ascesa del nefasto fungo atomico[30][31]. Il padre, la sorella e il fratello muoiono sepolti dalla macerie. Gen - riparatosi fortuitamente dal flash atomico - sopravvive insieme alla madre gravemente ferita e incinta. Il film ha vinto il Ōfuji Noburō Award e il Mainichi Film Award[32] ed è entrato nella lista dei cinque migliori film anime usciti in DVD dal settimanale Time[33].

Il secondo invece è Hadashi no Gen 2 (はだしのゲン2? lett. "Gen a piedi nudi 2"), distribuito il 14 giugno 1986, il quale racconta gli eventi a tre anni dopo la caduta della bomba atomica, concentrandosi sui quotidiani atti di sopravvivenza di Gen e degli altri orfani[34].

In Italia entrambe le pellicole sono state proiettate al Future Film Festival 2015 in versione sottotitolata[35].

Dorama[modifica | modifica wikitesto]

Una miniserie dorama è stata trasmessa in due parti nelle sere del 10 e 11 agosto 2007 su Fuji Television[36].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati pubblicati anche 10 libri dedicati a Gen di Hiroshima.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono stati anche gli adattamenti teatrali prodotti in Giappone.

Nel luglio 1996 il primo adattamento teatrale in inglese è stato presentato in anteprima al Crucible Theatre a Sheffield nel Regno Unito[37]. La produzione è stata frutto di una collaborazione tra il Crucible Theatre e il Theatre Zenshinza di Tokyo. Nel 1994 il regista teatrale britannico Bryn Jones si è recato in Giappone per chiedere il permesso a Nakazawa per adattare il primo volume del manga in uno spettacolo. Il permesso gli fu concesso e Jones tornò a Sheffield per preparare la produzione; ricerca, design e drammatizzazione con la compagnia Crucible, Tatsuo Suzuki e Fusako Kurahara. Successivamente Nakazawa si è recato nel Regno Unito per assistere alle prove finali e ha tenuto alcuni discorsi dopo la messa l'esibizioni d'apertura dello spettacolo. L'ultimo volume del manga è stato adattato da Tatsuo Suzuki e Bryn Jones e tradotto da Fusako Kurahara. La produzione ha ricevuto un Japan Festival Award nel 1997 per i risultati eccezionali per promuovere la comprensione della cultura giapponese nel Regno Unito.

Opere e musical[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni sono state anche presentate diverse opere e musical a tema.

Lungometraggio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, un produttore di Hollywood si dichiarò interessato a un possibile lungometraggio sul manga[38].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Al 2013, il manga ha venduto più di 10 milioni di copie in tutto il mondo[39].

Enrico Azzano di Quinlan.it trattò del primo film d'animazione affermando che riusciva a "narrare l'inenarrabile", descrivendo la tragedia in una maniera unica, tra orrore e meraviglia[35]. La valenza pittorica e l'efficacia delle tavole di Oga, il design e la fluidità delle animazione, la compattezza narrativa e lo strettissimo legame con testo originale non cancellavano qualche perplessità sulla parte finale, il cibo per Tomoko e l'epilogo[35]. Azzano affermò che trovava incomprensibile il fatto che la pellicola fosse misconosciuta in Italia e terminò aggiungendo che il seguito era degno di essere tale[35].

Daniele Croci di Fumettologica definì il manga come un'opera seminale, importante per il fumetto giapponese ma anche per quello occidentale, in quanto ha direttamente o indirettamente influenzato una generazione di narratori a cavallo tra la storia e l'autobiografia, fra i quali Art Spiegelman di Maus e Marjane Satrapi di Persepolis[40]. Concluse la recensione dicendo "una riprova del fatto che le grandi testimonianze generano grandi frutti"[40].

Il sito web Goo Ranking ha intervistato 2 310 lettori di Weekly Shōnen Jump tra il 19 giugno e il 3 luglio 2020 e questi hanno classificato la serie all'ottavo posto tra quelle più commoventi pubblicate dalla rivista[41].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012, l'accesso a Gen di Hiroshima era diventato limitato nelle scuole elementari e medie della città di Matsue in Giappone[42], dopo che è stato affermato che Gen di Hiroshima "descrive atrocità da parte delle truppe giapponesi che non hanno avuto luogo"[43]. La faccenda è stata riesaminata dopo che 44 dei 49 presidi scolastici intervistati in città hanno voluto rimuovere tale restrizione[44], quest'ultima è stata poi rimossa nell'agosto 2013[45].

La moglie vedova di Nakazawa aveva espresso il suo shock nel sapere che l'accesso a tale storia fosse stato limitato ai bambini e questa affermò "La guerra è brutale. Lo esprime in immagini e voglio che la gente continui a leggerlo"[46].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jennifer Sherman, Barefoot Gen Manga to Be Used as School Material, in Anime News Network, 21 marzo 2012. URL consultato il 23 novembre 2020.
  2. ^ Filmato audio Future Film Festival 2015 - Intervista a Antonio Scuzzarella, su YouTube, Future Film Festival, 10 maggio 2015. URL consultato il 24 novembre 2020.
  3. ^ (EN) Kyoko Niiyama, Cairo University professor translates Barefoot Gen into Arabic in hopes of conveying A-bombing catastrophe to Egypt, su Hiroshima Peace Media Center, 14 luglio 2020. URL consultato il 30 novembre 2020.
  4. ^ Le nostre collane - Gen di Hiroshima, Panini Comics. URL consultato il 22 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  5. ^ Gen di Hiroshima, 001 Edizioni. URL consultato il 22 novembre 2014.
  6. ^ (EN) Hiroshima: 70 Years After the A-bombing: A-bomb films, manga stories reach beyond national borders, su Hiroshima Peace Media Center, 8 dicembre 2014. URL consultato il 24 novembre 2020.
  7. ^ (EN) Barefoot Gen a.k.a. Gen of Hiroshima, su Don Markstein's Toonopedia. URL consultato il 24 novembre 2020.
  8. ^ (JA) "はだしのゲン, su Media Arts Database, Agency for Cultural Affairs. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2016).
  9. ^ (EN) Asai Motofumi e Richard H. Minear, Barefoot Gen, The Atomic Bomb and I: The Hiroshima Legacy, su Japan Focus, 1º gennaio 2008. URL consultato il 24 novembre 2020.
  10. ^ a b (JA) ①[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2015).
  11. ^ a b (JA) ⑩[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  12. ^ a b Gen di Hiroshima 1, AnimeClick.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  13. ^ a b Gen di Hiroshima 4, AnimeClick.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  14. ^ Gen di Hiroshima: Genbaku bungaku, la letteratura della bomba atomica, AnimeClick.it, 12 febbraio 2015. URL consultato il 25 novembre 2020.
  15. ^ Gen di Hiroshima Vol.1, Amazon. URL consultato il 25 novembre 2020.
  16. ^ Gen di Hiroshima: 3, Amazon. URL consultato il 25 novembre 2020.
  17. ^ (JA) ②[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  18. ^ (JA) ③[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  19. ^ (JA) ④[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  20. ^ (JA) ⑤[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  21. ^ (JA) ⑥[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  22. ^ (JA) ⑦[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  23. ^ (JA) ⑧[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  24. ^ (JA) ⑨[コミック版]はだしのゲン, Chuokoron-Shinsha. URL consultato il 23 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  25. ^ Gen di Hiroshima 2, AnimeClick.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  26. ^ Gen di Hiroshima 3, AnimeClick.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  27. ^ (EN) Hadashi no Gen, su Internet Movie Database. URL consultato il 24 novembre 2020.
  28. ^ (EN) Hadashi no Gen: Namida no bakuhatsu, su Internet Movie Database. URL consultato il 24 novembre 2020.
  29. ^ (EN) Hadashi no Gen part 3: Hiroshima no tatakai, su Internet Movie Database. URL consultato il 24 novembre 2020.
  30. ^ (JA) はだしのゲン, Madhouse. URL consultato il 24 novembre 2020.
  31. ^ (JA) Stuart Galbraith IV, The Japanese Filmography: 1900 through 1994, McFarland, 1996, p. 112, ISBN 0-7864-0032-3.
  32. ^ (EN) War through the Eyes of Children, su Hiroshima Peace Memorial Museum. URL consultato il 24 novembre 2020.
  33. ^ (EN) Richard Corliss, 5 Top Anime Movies on DVD, su Time, 31 luglio 2005. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2013).
  34. ^ (JA) はだしのゲン2, Madhouse. URL consultato il 24 novembre 2020.
  35. ^ a b c d Enrico Azzano, Barefoot Gen, su Quinlan.it, 3 ottobre 2016. URL consultato il 24 novembre 2020.
  36. ^ (EN) Hadashi no Gen, su Internet Movie Database. URL consultato il 24 novembre 2020.
  37. ^ (EN) Barefoot Gen, Maya Productions. URL consultato il 24 novembre 2020.
  38. ^ (EN) Egan Loo, Berserk, Baki, Barefoot Gen Pitched to Hollywood, in Anime News Network, 18 agosto 2009. URL consultato il 24 novembre 2020.
  39. ^ (JA) Kim Sumiko Lighter, はだしのゲン, su Kotobank.jp, Asahi Shinbun, 2013. URL consultato il 23 novembre 2020.
  40. ^ a b Daniele Croci, La grande bomba su Hiroshima, e la piccola storia di Gen, su Fumettologica, 6 agosto 2015. URL consultato il 24 novembre 2020.
  41. ^ Lucia Lasorsa, Weekly Shonen Jump: la classifica dei manga più commoventi, in MangaForever, 19 novembre 2020, p. 2. URL consultato il 20 novembre 2020.
  42. ^ (EN) Maren Williams, Barefoot Gen Pulled from Matsue School Libraries, Comic Book Legal Defense Fund, 20 agosto 2013. URL consultato il 24 novembre 2020.
  43. ^ (EN) Faith Aquino, Anti-war manga ‘Barefoot Gen’ removed from school libraries, in The Japan Daily News, 19 agosto 2013. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2013).
  44. ^ (EN) Don't curb 'Barefoot Gen': Matsue principals, in The Japan Times Online, 22 agosto 2013. URL consultato il 24 novembre 2020.
  45. ^ (EN) Betsy Gomez, Barefoot Gen Ban Lifted, Comic Book Legal Defense Fund, 28 agosto 2013. URL consultato il 24 novembre 2020.
  46. ^ (EN) Japan school board bows to outcry, drops curbs on anti-war comic, in Reuters, 26 agosto 2013. URL consultato il 24 novembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]