Gelatina al caffè
| Gelatina al caffè | |
|---|---|
| Origini | |
| Altri nomi | in inglese: coffee jelly, in giapponese: コーヒーゼリー |
| Luoghi d'origine | |
| Diffusione | Giappone, Stati Uniti d'America |
| Dettagli | |
| Categoria | dolce |
| Ingredienti principali |
|
La gelatina al caffè (in inglese coffee jelly, in giapponese コーヒーゼリー?, kōhī zerī) è un dolce originario dell'Inghilterra e degli Stati Uniti, oggi diffuso principalmente in Giappone. Si prepara mescolando del caffè con un gelificante, generalmente agar agar o colla di pesce, e può essere insaporito con creme dolci a piacere.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le prime ricette della gelatina al caffè risalgono almeno alla prima metà dell'Ottocento e furono pubblicate soprattutto in alcuni libri di cucina inglesi e statunitensi.[1][2][3] Giovanni Vialardi descrisse la gelatina al caffè moka nel suo Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria del 1854.[4] Tali preparazioni prevedevano che il caffè venisse mescolato con gelatina di vitello, colla di pesce o altri chiarificanti.[5]
L'introduzione della gelatina confezionata rese possibile preparare la gelatina al caffè semplicemente mescolando la bevanda al preparato gelificante e versando il composto in uno stampo.[6] Nei primi anni del Novecento si cominciò a promuovere la gelatina al caffè come alternativa più salutare al caffè caldo, poiché si riteneva che la gelatina potesse assorbire l'acidità in eccesso nello stomaco.[7] Nel 1918 la Jell-O lanciò una propria versione del dolce, che ebbe però vita breve.[8] Negli Stati Uniti, la gelatina al caffè è oggi considerata una specialità di Boston, nel Massachusetts,[9] e più in generale della Nuova Inghilterra.[1]
La variante giapponese della gelatina al caffè si sviluppò durante il periodo Taishō (1912-1926), ispirandosi alla ricetta occidentale. Uno dei principali fattori che ne favorì la diffusione in Giappone, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, fu il processo di occidentalizzazione dei costumi.[1][10] Ancora oggi, il dolce è estremamente popolare nel paese ed è facilmente reperibile nei comuni convenience store.[1]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 (EN) Diana Ault, Cook Anime: Eat Like Your Favorite Character—From Bento to Yakisoba: A Cookbook, Simon and Schuster, 2020, p. 124.
- ↑ (EN) D. Hughson, The New Family Receipt Book, W. Pritchard and J. Bysh, 1817, p. 204.
- ↑ (EN) Coffee Jelly Is The Dessert That Just Won't Die, su huffingtonpost.com. URL consultato il 29 maggio 2025.
- ↑ Giovanni Vialardi, Trattato di cucina pasticceria moderna credenza e relativa confettureria, Tip. G. Favale, 1854, p. 472.
- ↑ (EN) G.A. Jarrin, The Italian Confectioner, William A. Ainsworth, 1827, p. 141.
- ↑ (EN) The Settlement Cookbook, su books.google.com. URL consultato il 29 maggio 2025.
- ↑ (EN) Coffee After Dinner, su books.google.com. URL consultato il 29 maggio 2025.
- ↑ (EN) 10 Food Products That (Thankfully) Flopped, su mentalfloss.com. URL consultato il 29 maggio 2025.
- ↑ (EN) Coffee Jelly, su atlasobscura.com. URL consultato il 29 maggio 2025.
- ↑ (EN) Merry I. White, Coffee Life in Japan, University of California Press, 2012, pp. 122–123.
Voci correlate
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