Gelasio di Cesarea

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Gelasio
vescovo della Chiesa cristiana
BishopCoA PioM.svg
 
Incarichi ricopertiVescovo di Cesarea di Palestina
 
Consacrato vescovo367
Decedutopost 395
 

Gelasio di Cesarea (... – post 395) è stato un vescovo e storico greco antico, vescovo di Cesarea in Palestina dal 367 al 394.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era nipote di Cirillo di Gerusalemme[1][2] che lo consacrò vescovo nel 367.[3] Poiché egli era un fervente niceano nel 373[1] gli Ariani, favoriti da Valente, ebbero abbastanza potere da insediare in sua vece Euzoio, il quale era partecipe della loro dottrina. Morto che fu Valente, Gelasio venne ristabilito nella sua sede, che occupò sino al 395.

Egli era uno dei centocinquanta padri che parteciparono al concilio ecumenico di Costantinopoli e partecipò ad un altro concilio tenuto nella stessa città nel 394; morì qualche tempo dopo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Girolamo non pubblicò mai i suoi scritti, anche se aveva uno stile accurato e raffinato,[1] tuttavia, nel V secolo, Socrate Scolastico cita alcune delle sue opere.[4]

Ispirato da suo zio Cirillo,[2] che glielo aveva chiesto quando era sul letto di morte,[4] scrisse una Storia ecclesiastica in tre libri,[2] continuazione di quella di Eusebio di Cesarea che, si ipotizza, potrebbe esserci in parte arrivata nei libri che Rufino aggiunse alla sua traduzione dell'opera di Eusebio e che contengono la leggenda della scoperta della Vera Croce da parte di Elena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tixeront, pp. 210-1.
  2. ^ a b c Tito Orlandi, Cirillo di Gerusalemme nella letteratura copta Archiviato il 19 agosto 2007 in Internet Archive.
  3. ^ Vanzon, tomo III, p. 386.
  4. ^ a b Stephenson, pp. 254-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN22935896 · ISNI (EN0000 0000 1355 2542 · LCCN (ENno2017163975 · GND (DE118690302 · BAV ADV10027140 · CERL cnp00585171