Geert Groote

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Geert Groote, o Geert De Groote, oppure Gerrit o Gerhard Groet, in latino Gerardus Magnus (Deventer, 1340Deventer, 20 agosto 1384), predicatore olandese del secolo XIV e fondatore dei Fratelli della Vita Comune.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il padre aveva una buona posizione sociale in quanto era un ricco mercante per cui Geert Groote crebbe con un'eccellente cultura.

Dopo aver compiuto gli studi primari nella sua città nativa, Geert portò avanti gli studi superiori prima ad Aquisgrana, e poi, ancora quindicenne, a Parigi, dove studiò medicina, teologia e diritto canonico alla Sorbona. Fu allievo di Guglielmo di Occam. Tornò a casa attorno ai 18 anni.

Nel 1362 fu assunto come insegnante alla scuola canonicale di Deventer. Alcuni anni più tardi, nel 1366, un compatriota lo mandò ad Avignone a svolgere una missione segreta presso papa Urbano V.

Lo troviamo poi a Colonia ad insegnare filosofia e teologia, godendosi due prebende e ingenti risorse. Portò avanti una vita di lussi e molto secolarizzata. Cominciò a riflettere sui pericoli di quella vita e su quelli della vanità quando incontrò un suo vecchio compagno di studi della Sorbona, Enrico Egher di Kalcar, priore della Certosa di Munnikhuizen vicino ad Arnhem. Subito Geert rinunciò a prebende, possedimenti e lussi, e si dedicò seriamente alla pratica della vita devota.

In quel periodo visitò spesso il famoso asceta Jan van Ruisbroek, e fu senz'altro dietro consiglio di costui che si ritirò nel monastero di Munnikhuizen, dove passò tre anni in raccoglimento e preghiera. Da quest'esperienza di ritiro uscì nel 1379, diacono e con il permesso di predicare nella diocesi di Utrecht. Tale ministero gli attirò attorno giovani in gran numero. Inviò alcuni di loro alle sue scuole, occupò altri nel lavoro di trascrivere buoni libri, insegnò a tutti la pietà cristiana.

Uno dei suoi discepoli, Florence Radewyns, gli suggerì un giorno l'idea di vivere insieme in povertà e preghiera. Nacquero così a Zwolle i Fratelli della Vita Comune.

I suoi attacchi al vizio, che non risparmiavano né pretimonaci, gli procurano importanti opposizioni che culminarono nel ritiro della licenza di predicare. Si sottomise all'autorità del vescovo, ma si appellò al papa Urbano VI. Allora le sue comunità, che si erano sparse rapidamente in Olanda, bassa Germania e Vestfalia, chiesero e ottennero la sua attenzione. Contemplava di riorganizzare i suoi chierici in una comunità di canonici regolari, ma fu Radewyns, suo successore, che portò a termine questo lavoro due anni dopo a Windesheim.

Prima che arrivasse la risposta del Papa al suo appello, Geert De Groote morì per il contagio della peste nell'assistenza ai malati.

A Groote la letteratura deve molto in generale, sia per la diffusione del sapere che per lo sviluppo della lingua locale nei Paesi Bassi e in Germania.

Tra le sue biografie, la Vita Gerardi Magni di Tommaso da Kempis è un punto di riferimento obbligato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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