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Geely Automobile

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Geely Automobile Holdings Ltd
吉利控股集团
201607 Geely Corp.jpg
StatoCina Cina
Forma societariaHolding
Borse valoriBorsa di Hong Kong: 0175
ISINKYG3777B1032
Fondazione1986 a Taizhou
Fondata daLi Shufu
Sede principaleHangzhou
Persone chiave
SettoreMetalmeccanica
Prodotti
Dipendenti30 000
Sito web
La Geely LC (2011)
La Geely MK

Geely Auto Group (Geely Automobile Holdings Limited Cinese semplificato: 吉利汽车; Cinese tradizionale: 吉利汽車; pinyin: Jílì Qìchē) (SEHK: 0175) è un produttore di automobili cinese fondato nel 1997 e con sede a Hangzhou, nel Zhejiang. Con 12 impianti produttivi e più di 30.000 dipendenti è tra i principali produttori privati di auto in Cina insieme a BYD Auto, Chery e Great Wall. Dal 2005 il titolo è quotato alla Borsa di Hong Kong con una capitalizzazione di mercato di circa 30 miliardi di dollari (dicembre 2017). Dal febbraio 2017 è un componente dell'Indice Hang Seng.

Geely Auto Group opera con due brand differenti: Geely per il segmento mass e Lynk&Co (in joint venture con Volvo) per il segmento premium. La società madre è la Geely Holding Group (Cinese semplificato: 吉利控股集团; Cinese tradizionale: 吉利控股集團; pinyin: Jílì Kònggǔ Jítuán) che ha cominciato la sua attività nel 1986 a Taizhou nella provincia di Zhejiang.

Possiede il produttore svedese di autovetture Volvo Cars,[1] la londinese The Electric Vehicle Company, il 49,9% della casa automobilistica malese PROTON Holdings,[2] il 51% della britannica Lotus Auto.[2] Dal dicembre 2017 è il maggiore azionista di Volvo Group con l'8,2% del capitale[3] e dal febbraio 2018 è il maggior azionista della Daimler AG con il 6,69%.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 Li Shufu, laurea in ingegneria alla Yan Shan University, fonda a Taizhou con i soldi presi in prestito dalla famiglia[5] un'azienda che produce frigoriferi e la chiama Geely che in mandarino significa "fortunato".[5] Dopo l'acquisto di un'impresa fallimentare gestita dallo stato, a metà degli anni novanta Geely inizia a fabbricare motocicli. Nel 1998 comincia a produrre anche piccoli furgoni e un anno più tardi ottiene l'approvazione statale per la produzione di automobili che inizia nel 2002. Nel 2004 Geely Auto è quotata alla Borsa di Hong Kong e si presenta con uno stand al Salone di Francoforte del 2005 e poi nel 2006 anche al Salone dell'auto di Detroit.[5]

Nel 2007 crea una joint venture con Manganese Bronze, un produttore britannico di London Black Cabs. Sei anni più tardi, nel 2013, acquisisce Manganese Bronze Holdings, operando inizialmente come The London Taxi Company e successivamente come London EV Company. In joint venture con Shanghai LTI Automobile Components Co Ltd realizza a Fengjing, nei pressi di Shanghai, il TX4, un London Black Cab autorizzato. Saranno poi esportati kit completi per il montaggio nel Regno Unito.

Nel 2008 Geely avvia i contatti con Ford per una possibile acquisizione di Volvo Cars. L'accordo è raggiunto nel marzo 2010 e completato all'inizio di agosto.[1] Quell'anno le vendite totali di oltre 415.000 unità danno all'azienda una quota di mercato inferiore al 2%. Alla fine del 2012 inizia a vendere nel Regno Unito auto progettate e costruite in Cina, il primo modello è Emigrand EC7.[6]

Nel 2009 Geely acquista la Drivetrain Systems International Pty Ltd, un produttore di trasmissioni globali con sede in Australia.

Nel 2013 rileva la londinese The Electric Vehicle Company. Nel maggio 2017 acquisisce il 49,9% del capitale della casa automobilistica malese PROTON Holdings per facilitare la crescita delle esportazioni nei mercati con la guida a destra e il 51% della casa automobilistica sportiva inglese Lotus Auto che è nel portafoglio della Proton.[2] Sempre nel 2017, in novembre, rileva anche Terrafugia,[7] una start up americana fondata nel 2006 da un gruppo di laureati al MIT e con sede nel Massachusetts che progetta "macchine volanti", cioè aerei che possono ripiegare le ali e viaggiare per strada. Un mese più tardi, nel dicembre 2017, investe 3,25 miliardi di euro nella società svedese di autocarri e costruzioni Volvo Group, ex società madre di Volvo Cars.[3] Diventandone il singolo maggior azionista con l'8,2% del capitale e il 15,6% dei diritti di voto.

Il 23 febbraio 2018 acquista per 7.3 miliardi di euro il 6,69% della Daimler AG, diventandone il maggiore azionista davanti al fondo sovrano del Kuwait (6,8%), BlackRock (6%), l'Associazione Renault-Nissan-Mitsubishi (3,1%).[4]

Impianti[modifica | modifica wikitesto]

Con sede a Hangzhou, Zhejiang, Geely ha impianti di produzione a Lanzhou, Gansu (completato nel 2006 e poi ampliato nel 2010); Xiangtan, Hunan; Jinan, provincia di Shandong; Linhai, Luqiao e Ningbo nel Zhejiang.

A partire dal 2011 due impianti di produzione Volvo sono stati progettati a Daqing e Chengdu. Almeno quattro fabbriche estere assemblano i modelli Geely: in Indonesia (parte della sua produzione è stata in seguito importata in Cina), Sri Lanka (in collaborazione con Micro Cars), Malesia, Russia (l'assemblaggio è controllato dall'azienda locale Derways), Ucraina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Chris V. Nicholson, Geely of China Completes Acquisition of Volvo, The New York Times, 2 agosto 2010. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  2. ^ a b c Geely dopo Volvo acquista la malese Proton e la britannica Lotus, su ansa.it, 24 maggio 2017. URL consultato il 2 maggio 2018.
  3. ^ a b La cinese Geely continua la scalata in Volvo: ora è azionista di maggioranza del segmento truck, su lastampa.it, 22 dicembre 2017. URL consultato il 2 maggio 2018.
  4. ^ a b Il colosso cinese ha acquistato per 7,3 miliardi di euro il 6,69% di Daimler, su omniauto.it, 24 febbraio 2018. URL consultato il 2 maggio 2018.
  5. ^ a b c (EN) SPECIAL REPORT-Saving Volvo:Geely buys brand and management test, Reuters, 22 luglio 2010. URL consultato il 10 maggio 2018.
  6. ^ (EN) Geely cars to be sold in the UK, The Telegraph, 5 dicembre 2011. URL consultato il 10 maggio 2018.
  7. ^ Geely, proprietaria cinese della Volvo, compra l'auto volante Terrafugia, su lastampa.it, 14 novembre 2017. URL consultato il 2 maggio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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