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Gatsu

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Gatsu
Gatsu.png
Gatsu nel terzo film
Universo Berserk
Nome orig. ガッツ (Gattsu)
Lingua orig. Giapponese
Autore Kentaro Miura
Studio Oriental Light and Magic
Editore Hakusensha
1ª app. 1991
1ª app. in Young Animal
Editore it. Panini Comics
app. it. agosto 1996
app. it. in Planet Manga
Voci orig.
Voci italiane
Specie umano
Sesso Maschio
Parenti
  • madre (deceduta)
  • Gambino (padre adottivo, deceduto)
  • Sys (madre adottiva, deceduta)
  • figlio deforme
« Con due o tre fratture non posso morire... Se vuoi uccidermi devi ridurmi in pezzi! Come io farò con te! »
(Gatsu al Conte, nel volume 3)

Gatsu (ガッツ Gattsu?), Guts nell'edizione italiana dell'anime, è il protagonista del manga e anime Berserk di Kentaro Miura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu emette il suo primo vagito in una pozza di sangue sotto il corpo della madre, morta impiccata a un albero. Il bimbo viene raccolto da Sys, la compagna di Gambino, capitano di un gruppo di mercenari. La donna lo prende perché ancora scossa dalla perdita del proprio figlio a causa di un aborto. Dopo tre anni, Sys muore di peste e Gambino si occupa con riluttanza di Gatsu che pensa che sia stato il piccolo a portare sventura alla donna. Gambino lo inizia all'arte della guerra, facendogli capire che per sopravvivere bisogna combattere. Gatsu vive la sua prima battaglia a sei anni, mentre a nove anni ne combatte una in prima persona. La sera seguente alla battaglia Gambino vende Gatsu a uno dei suoi mercenari, Donovan, il quale lo violenta. Qualche giorno dopo, durante un attacco dei mercenari di Gambino ad un convoglio di profughi, Gatsu approfitta della confusione per vendicarsi di Donovan colpendolo al cuore con una freccia di balestra. Malgrado la confessione di Donovan, Gatsu non vuol credere che il suo patrigno l'abbia venduto. Due anni più tardi, Gambino, ubriaco e impazzito, tenta di ammazzare Gatsu perché lo ritiene ancora responsabile delle sue sventure (nel frattempo a Gambino è stata anche amputata una gamba, perciò è diventato un peso per tutto il gruppo) e afferma a Gatsu che fu lui a venderlo a Donovan quella notte. Poi egli tenta di attaccare Gatsu e nella collutazione Gatsu uccide involontariamente Gambino ed è costretto a scappare, inseguito dagli altri mercenari. Viene così raggiunto dai suoi inseguitori, i quali lo feriscono con una freccia e Gatsu precipita giù da una scogliera. I mercenari cessano dunque di cercarlo, convinti che Gatsu sia morto. Sebbene gravemente ferito, egli sopravvive e viene raccolto da alcuni nomadi. Per sopravvivere vaga di battaglia in battaglia militando in diversi eserciti mercenari, tra cui quello di Angas.

L'armata dei Falchi[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu da ragazzo

A quattordici anni Gatsu vive ancora come un mercenario. Grazie ai suoi duri allenamenti e alla sua straordinaria forza fisica riesce a brandire una spada più grande di lui. La svolta nella vita di Gatsu avviene dopo che questi sconfigge il guerriero Bazooso, famoso per aver ucciso trenta uomini in una sola battaglia ed un orso bruno a mani nude. Ad assistere allo scontro c'erano alcuni membri della Squadra dei Falchi.
Dopo la battaglia, Kolcas, un bandito membro di quella squadra provoca Gatsu e gli intima di consegnargli tutto quello che ha; lo attacca insieme ad altri due banditi, Dan ed Ell, i quali avranno la peggio e uno di loro viene addirittura ucciso per mano di Gatsu. A quel punto interviene Casca, l'unica donna dell'armata, la quale benché si dimostri molto più forte di Kolcas, non riesce comunque a sconfiggere Gatsu. Casca è sul punto di essere uccisa quando interviene il capo della Squadra dei Falchi, Grifis. Si tratta di un ragazzo più o meno coetaneo di Gatsu e di bell' aspetto, che lo sconfigge con pochi colpi ben assestati. Dopo essersi ripreso, Gatsu sfida di nuovo a duello Grifis scommettendo che se Grifis avesse vinto avrebbe potuto fare quel che voleva con Gatsu. Alla fine però Gatsu è costretto ad arruolarsi nell'armata dei falchi per ordine di Grifis. Con gli altri membri dei Falchi, Gatsu non sembra trovarsi molto a suo agio, soprattutto con Casca e Kolcas; ma dopo la prima battaglia combattuta subito da comandante della retroguardia, Gatsu ottiene il rispetto e la fiducia di tutti i suoi compagni. Tuttavia Casca ancora non vede di buon occhio Gatsu, innanzitutto perché dopo il suo scontro con Grifis fu lei a dovergli stare vicino alcune notti per farlo riprendere dalle ferite ferendola nel suo orgoglio e poi anche perché Gatsu è l'unico membro dei Falchi che Grifis ha voluto ardentemente in prima persona.
Trascorsi tre anni dall'ingresso in squadra di Gatsu, l'Armata dei Falchi annienta i Montoni Neri di Tuder e viene assoldata dalle Midlands per la Guerra dei Cento Anni. Durante un assedio Gatsu fronteggia Zodd detto l'Immortale; lo scontro è tremendo ma quando Gatsu riesce a ferirlo, Zodd si trasforma in un demone ed il giovane non riesce a sconfiggerlo neanche quando viene coadiuvato da Grifis. Ma proprio quando Zodd si appresta a sferrare il colpo di grazia ai due, scorge sul collo di Grifis il Bejelit scarlatto e lo risparmia volando via, ma profetizza a Gatsu che l'amicizia con quell'uomo lo porterà alla morte.

Gli intrighi a corte[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno delle Midlands la Squadra dei Falchi è vista come una sorta di gruppo di eroi capeggiati dal bel principe azzurro Grifis, ma a corte i Falchi sono mal visti dall'ala conservatrice del panorama politico. Per loro è inammissibile che un uomo di umili origini possa far parte dell'esercito di Midlands. Il ministro Phos, un uomo molto astuto e perspicace, mette il conte Yulius contro Grifis, parlandogli dell'eventualità che Grifis possa un giorno sposare la principessa Charlotte. Yulius minaccia Grifis e tenta di ucciderlo assoldando un arciere. Grifis però si salva e dà l'incarico a Gatsu di assassinare Yulius. Gatsu accetta e dopo essersi sbarazzato del conte Yulius uccide per sbaglio anche suo figlio, il piccolo Adonis ed è poi costretto a fuggire via dal castello sotto una pioggia di frecce uccidendo diversi soldati nel mentre. Nonostante tutto Gatsu decide di rimanere fedele a Grifis, tuttavia si appresta a fare chiarezza sul suo futuro e dopo aver ascoltato un discorso di Grifis che parla di come un amico per lui deve essere un suo pari e che sia pronto a mettere il proprio sogno sopra a tutto, capisce che la sua avventura con i Falchi presto cesserà.
In seguito durante la battaglia contro la Balena Blu di Tuder, Gatsu e Casca cadono in un precipizio, ma si salvano. Trovandosi a parlare da soli riescono ad esprimere tutti i loro sentimenti e le loro emozioni migliorando il loro rapporto. Quando i due finalmente si riprendono dalle loro ferite, cercano di trovare una via di fuga, ma un agguato di Adon Koborwitz impegna Gatsu contro cento soldati di Tuder, i quali vengono tutti sconfitti dal solo guerriero. Questa battaglia diventa una leggenda sui campi di battaglia e Gatsu prende il soprannome di “Ecatombe” e "Squartatore".
Dopo questa battaglia l'armata dei Falchi diventa l'esercito del Falco Bianco di Midlands e a loro viene affidato il compito di conquistare la fortezza di Doldrey. Gatsu si impegna con tutte le sue forze per sconfiggere il generale Bascon del Sacro ordine del Rinoceronte Viola, ma non vi riesce e la sua enorme spada si spezza. A quel punto tutti pensano al peggio, ma una scimitarra lanciata da Zodd (che osservava lo scontro da lontano) sul terreno di battaglia, permette a Gatsu di decapitare Bascon e di determinare la vittoria per Midlands.
Dopo la presa della roccaforte, viene allestito un banchetto in onore di Grifis, il quale grazie a Gatsu riesce a sventare una nuova congiura nei suoi confronti, stavolta ordita da Phos e dalla regina, di cui questi ultimi si occuperà Grifis uccidendo la regina con l'aiuto di Phos (perché Grifis ne teneva in ostaggio la figlia).

La fine dei Falchi[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu decide poi di lasciare l'Armata dei Falchi per poter essere amico di Grifis seguendo la sua filosofia sull'amicizia (cioè qualcuno che ha i suoi stessi ideali e che metterebbe il proprio sogno anche davanti a lui). Grifis però stravolto dall'idea di perderlo lo costringe a un duello in cui stavolta uscirà vittorioso Gatsu. La prima notte lontano dai suoi compagni Gatsu fa la conoscenza del Cavaliere del Teschio, che preannuncia al guerriero un evento mortale che si verificherà l'anno seguente, durante l'Eclisse. Gatsu passa un anno intero ad allenarsi in montagna, presso Godor il fabbro ed Erika, la sua figlia adottiva. Sceso a valle, partecipa ad una giostra, dove sconfigge Shilat, un guerriero medio orientale. Qui apprende che i Falchi sono diventati banditi e si nascondono lì vicino. Gatsu precede Shilat, a capo di una spedizione contro i Falchi, e salva i suoi compagni dall'assalto a sorpresa, sconfiggendo ancora una volta il guerriero Barkilaka. Il ritorno di Gatsu è una manna dal cielo per i suoi vecchi compagni. Dopo la battaglia Gatsu e Casca chiudono i conti col passato e si abbandonano ad una notte d'amore.
Gatsu viene poi a conoscenza che Grifis è stato fatto prigioniero dal re delle Midlands e insieme a Casca, Judo e Pipin parte alla volta di Windom per salvare il suo ex comandante, rinchiuso da un anno nella Torre della Rinascita, carcere della città. Grazie all'aiuto di Charlotte, accompagnata dalla fedele ancella Anna, il gruppo penetra nel castello e libera Grifis, ridotto ormai a un relitto umano a causa delle atroci torture.
In preda a una grande furia Gatsu si fa strada per la prigione uccidendo decine di soldati e dopo aver sconfitto tutti i membri della corporazione dei Barkilaka, Gatsu e gli altri riescono a fuggire dalla capitale, eccetto la principessa che era stata colpita da un dardo avvelenato e quindi è stata riportata indietro con l'ancella per essere curata. Il Re, furioso, scatena contro di loro Wiald e i Cani Neri. Durante lo scontro Wiald si trasforma, come Zodd in un mostro, stavolta in una forma somigliante ad un gorilla. Gatsu riuscirà con difficoltà a sconfiggerlo ma la sua spada si spezza nuovamente. Wiald, sopravvissuto però, li raggiunge e solo l'intervento di Zodd, che ucciderà definitivamente Wiald, salverà la compagine.

L'Eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Grifis fugge con un carro mentre aveva un'allucinazione in cui lui bambino lo guidava verso "il castello di luce" ma finisce col venire sbalzato fuori dal carro finendo in un lago. Stravolto dalla disperazione Grifis tenta di suicidarsi trapassandosi il collo su una stalagmite di roccia vicino a lui ma in acqua trova il Bejelit. Gatsu è il primo della squadra dei falchi a raggiungerlo e il desiderio di non arrendersi di Grifis attiva il Bejelit e richiama la Mano di Dio, che gli spiegano che avendo il Bejelit scarlatto Grifis ha il diritto di entrare nella Mano di Dio. Dopo che a Grifis viene mostrato chi è veramente e che per realizzare i suoi sogni dovrà sacrificare i suoi compagni egli offre in sacrificio tutti i suoi compagni della Squadra dei Falchi. A Gatsu, come del resto a tutti gli altri, viene impresso un marchio che attira le creature diaboliche chiamate Apostoli, i quali uccidono tutti i membri dei Falchi. Solo Gatsu e Casca si salvano, tuttavia il guerriero perde l'occhio destro e il braccio sinistro, mentre la fanciulla viene violentata da Grifis (che è stato trasformato in Phemt) e perde la ragione. A salvarli e tirarli fuori da quell'inferno sarà il Cavaliere del Teschio, dopo aver avuto al di fuori di esso uno scontro finito in parità con Zodd.
Poco oltre il luogo dell'Eclissi il Cavaliere del Teschio incontra Rickert e grazie alla polvere d'elfo che questi portava con sé riesce a salvare sia Gatsu che Casca. I due vengono portati da Godor il fabbro e messi a riposare in una miniera protetta. Dopo una settimana Gatsu riprende i sensi e si rende conto che tutto ciò è successo realmente; dopo aver compreso ciò che è successo a Casca, Gatsu fugge in preda alla rabbia e alla disperazione finché non cade al suolo stremato. Viene attaccato da degli spiriti che tentano di possederlo, ma arriva il Cavaliere del Teschio che gli lancia la sua spada per difendersi e lo avverte che a causa del marchio che gli è stato impresso sul collo col calare del sole gli spiriti maligni lo attaccheranno per rivendicare ciò che è stato offerto loro. Subito Gatsu comincia a scacciare gli spiriti che gli appaiono, poi quando essi scompaiono capisce che essi si saranno diretti da Casca e il Cavaliere del Teschio lo riporta da lei. Quando la raggiungono però il Cavaliere del teschio nota che gli spiriti non la attaccano e quando Gatsu gli si avvicina Casca abortisce il figlio di lei e Gatsu che viene al mondo in stato embrionale a causa del seme malefico di Phemt.
Aiutato da Rickert e Godor con le armi, Gatsu si prepara ad iniziare il viaggio di vendetta alla ricerca dell'ex compagno d'armi e degli Apostoli. Proprio sull'uscio incontra il primo vero e proprio Apostolo che ha seguito il marchio di Gatsu e Casca. All'inizio Gatsu appare in difficoltà e la spada forgiata per lui da Godor si spezza, tuttavia grazie al cannone nascosto nel braccio meccanico e all'Ammazzadraghi, un enorme spadone che Gatsu raccoglie nella casa di Godor riesce a uccidere il nemico.

Il Guerriero Nero[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo viaggio, Gatsu si imbatte in Puck, un elfo che era diventato, suo malgrado, il bersaglio di una gara di coltelli di un gruppo di loschi individui e lo salva. Puck pare subito affezionarsi a lui e comincia a seguirlo, non senza il disappunto dello stesso Gatsu. Tuttavia le incredibili capacità curative di cui è dotato l'elfo fanno capire al guerriero che esso può essere un valido aiuto. Poco dopo Gatsu viene incarcerato e appena libero si scontra con il signore del castello di Koca, un tiranno locale che si rivela essere un Apostolo capace di assumere le sembianze di un rettile. Gatsu con non poca fatica, alla fine riesce ad avere la meglio su Koca e ad eliminarlo dalla faccia della terra, non prima, però, di avergli chiesto invano informazioni sui cinque della Mano di Dio.
Ripreso il suo cammino, Gatsu si imbatte in un monaco e in sua figlia Colette, seguiti da Puck. Il monaco a causa del maltempo offre a Gatsu un passaggio e questi accetta, non prima però di avere messo in guardia l'uomo di chiesa sul rischio che poteva esserci ad aiutare una persona dannata quale era lui. Purtroppo l'avvertimento che Gatsu aveva fatto al monaco non tarda ad avere un triste riscontro. Infatti il carro viene attaccato da un gruppo di spiriti maledetti morti su un campo di battaglia che in breve uccidono la povera Colette ed attaccano Gatsu. Poco dopo sarà la stessa Colette, o meglio il suo cadavere posseduto, ad uccidere il padre ed a costringere Gatsu ad eliminarla una seconda volta.

Gatsu continua imperterrito il suo viaggio, tenendo a freno le proprie emozioni e si sposta in un altro villaggio, dove assiste all'esecuzione di una donna accusata di eresia. È lo stesso Gatsu che raccoglie la testa della sventurata e le dipinge il marchio sacrificale sulla fronte, usando il suo stesso sangue. Subito dopo lancia la testa della donna verso colui che ne aveva ordinato l'esecuzione, il Conte. Quest'uomo osserva il marchio sulla fronte della ragazza e dà subito ordine alle sue guardie di dare la caccia all'uomo che lo ha disegnato. Per Gatsu è tempo di combattere ancora; affronta e sconfigge senza patemi Zondark, il capitano delle guardie, ma preferisce fuggire dal momento che arrivano numerosi soldati a circondarlo. Un aiuto inaspettato giunge a Gatsu: un uomo nascosto nelle fognature gli apre un passaggio e lo conduce in una sorta di studio alchimistico nascosto dove, dopo avergli rivelato di chiamarsi Vargas, gli racconta la sua storia e i patimenti subiti per mano del conte. A Gatsu non sembra interessare molto la storia di Vargas, tuttavia egli possiede un Bejelit, che era stato sottratto proprio al Conte.

Il Guerriero Nero

Gatsu spiega a Vargas il potere di quel talismano e subito dopo affronta nuovamente Zondark rinforzato dal conte, sconfiggendolo di nuovo. Lo scontro è talmente violento che l'abitazione di Vargas crolla, ma Gatsu riesce comunque a prendere con sé il Bejelit di Vargas, il quale viene catturato a poi decapitato. Gatsu è fortemente intenzionato ad uccidere il Conte e riesce a penetrare nel castello del nobile dove prima si scontra per la terza volta con Zondark, stavolta uccidendolo, e poi arriva a scontrarsi con il Conte che non manca di mostrargli la sua vera natura demoniaca. Il Conte si trasforma in un mostro tentacolare, capace di rigenerarsi in ogni sua parte e per il Guerriero Nero comincia una durissima battaglia. Gli effetti del terribile scontro tra Gatsu ed il Conte si ripercuotono anche sul castello di quest'ultimo e proprio quando sembra che per Gatsu non ci siano più speranze, compare Teresia, la figlia del Conte, la quale rimane scioccata nel vedere l'orribile aspetto del padre. Tutto ciò viene ad essere un incredibile diversivo per Gatsu che, prendendola in ostaggio riesce ad infliggere dei colpi mortali al Conte. Quest'ultimo, ormai agonizzante, invoca i cinque della Mano di Dio. Appena compare Phemt, Gatsu vi si scaglia contro, venendo però sbalzato via come una foglia dal solo sguardo di quest'ultimo. I cinque dicono al Conte che sono pronti a donargli nuova forza, ma questi dovrà offrire loro un sacrificio. Il Conte subito offre Gatsu, ma i cinque non glielo permettono, in quanto Gatsu è stato già offerto una volta. Il Conte non ha però il coraggio di sacrificare sua figlia e, interrompendo il flusso del Karma, muore. Gatsu cerca ancora una volta di aggredire Grifis ma con i medesimi risultati nulli di prima. Con il Conte morto e i cinque arcidemoni andati via, resta solo la piccola Teresia che giura vendetta al Guerriero Nero.

La Santa Catena Ferrea[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu prosegue dunque il suo cammino; una notte si ritrova a riposare sotto un albero riservato ai riti degli eretici, che lo usavano per sacrificare gli uomini, e il richiamo del marchio fa apparire gli spiriti di quelle persone che attaccano dei banditi e una ragazzina di nome Jill; Gatsu si limita così ad uccidere i banditi e a salvare la piccola, che per ringraziarlo lo porta al proprio villaggio. Il Guerriero Nero però è visto in malo modo dagli abitanti a causa dell'elfo che porta con sé; ben presto gli viene spiegato che da alcuni anni gli elfi attaccano e saccheggiano i villaggi limitrofi e per di più rapiscono i bambini. Puck però dice a Gatsu che gli elfi sono di natura pacifica e che quindi è quasi impossibile che siano stati loro a fare ciò, infatti quando questo sciame di esserini attacca il villaggio il marchio sul collo del guerriero comincia a sanguinare; rendendosi conto che essi hanno a che fare con gli Apostoli Gatsu sfodera l'Ammazzadraghi e ne uccide una gran quantità.
Gli esseri uccisi si rivelano essere i bambini e Jill ne riconosce il capo, cioè la sua amica d'infanzia Lucine. Gatsu prende in ostaggio Jill per fuggire dall'assalto dei cittadini e si reca al Villaggio della Nebbia mentre la piccola viene poco dopo presa da Lucine e portata al medesimo posto, la base di Lucine che Gatsu intuisce essere un Apostolo. All'ingresso Gatsu si ritrova ad affrontare vari mostri e i Guardiani, due esseri malefici dall'aspetto di insetti che si rivelano essere molto forti e che Gatsu riesce a sconfiggere a malapena sfruttando contemporaneamente sia il cannone che la spada. Una volta liberatosi di quei due mostri il guerriero si reca dove stanno Lucine e Jill, cioè il luogo dove i bambini rinascono come elfi attraverso dei bozzoli. Gatsu intraprende così lo scontro con l'Apostolo, la quale si rivela essere molto forte provocando seri danni al Guerriero Nero, ma alla fine ella viene colpita mortalmente da quest'ultimo. Dopo essere stato colpito da una freccia scoccata dal padre di Jill, Gatsu fugge prima di poter dare il colpo finale a Lucine. Viene raggiunto da Jill che chiede al Guerriero Nero di portarla con lei perché non vuole più vivere al villaggio dove si sente chiusa. Gatsu gli mostra prima l'oscurità che lo circonda e poi la convince a desistere dal suo proposito. Mentre si incammina nel bosco da solo ha un dialogo con il suo demone interiore, che ha l'aspetto di un lupo nero demoniaco che tenta di convincerlo a diventare un mostro per poter sconfiggere Grifis ma vengono interrotti quando Gatsu sviene per la fatica. Al risveglio trova Puck che cerca di convincerlo a vivere nella sua sacca e Gatsu accetta per poter anche usare la sua polvere d'elfo come medicinale.

Intanto, la Santa Catena Ferrea che è sulle orme del Falco delle Tenebre si imbatte in Gatsu. Questi visibilmente debilitato dallo scontro con Lucine, prima affronta Azan a cui non riesce a prevalere per via delle ferite, poi tenta di prendere in ostaggio Farnese, ma sviene a causa del colpo infertogli da ella e dalla fatica. Gatsu viene dunque fatto prigioniero e portato all'accampamento degli uomini della Santa Sede. Interrogato da Farnese, Gatsu è prima sottoposto a torture, poi costretto a passare la notte fuori, in una cella privo di armi. L'intervento provvidenziale di Puck, permette al guerriero di liberarsi e di rapire Farnese per usarla come ostaggio. La donna è così costretta ad osservare di persona il mondo in cui vive Gatsu e dopo essere salvata da questi, gli si butta addosso a causa di uno degli spiriti che l'ha portata in uno stato di trance. A salvarla è l'arrivo dell'alba, così lo spirito lascia il corpo di Farnese e vengono raggiunti da Serpico, che tenta di attaccare Gatsu, ma rinuncia subito allo scontro a causa delle condizioni precarie della fanciulla.

Quando Gatsu ritorna da Godor per farsi riparare la spada, viene a conoscenza del fatto che Casca è fuggita e che potrebbe trovarsi nella vicina Sant'Albione. Durante il tragitto Gatsu si ritrova ad affrontare i Kushan, una stirpe guerriera capitanata dalla vecchia conoscenza Shilat. Per Gatsu, che ormai si è rimesso in forze poiché ha riposato nella grotta di Godor, sconfiggerli è un gioco da ragazzi, tant'è che suscita l'ammirazione di un ragazzino, Isidoro, il quale decide di seguirlo. Oltre ai Kushan, Gatsu ritrova sul suo cammino anche il Cavaliere del Teschio, il quale gli preannuncia l'avvento di una nuova Eclissi ma non così di grande importanza come la precedente.
Gatsu riesce a raggiungere il luogo in cui si trovava Casca e comincia a cercarla, ella però è stata considerata una strega da una setta di eretici dopo che il potere del marchio aveva attirato degli spettri; Il Guerriero Nero salva Luka e un'altra prostituta da alcuni cavalieri dell'ordine e queste ultime lo aiuteranno a cercare Casca. Grazie a Isidoro e a Pack, Gatsu raggiunge Casca che aveva di nuovo attivato il potere del marchio, e si scontra con il Capro, una specie di capo della setta che ha ricevuto strani poteri dall'Apostolo Bejelit; dopo aver ucciso il Capro è Serpico a mettersi sulla strada di Gatsu, affrontandolo su un sentiero di montagna. Serpico però si ritrova in grave difficoltà contro Gatsu che è ancora troppo forte per lui e si ritira, tuttavia quando il Guerriero Nero scende a valle scopre che Casca è stata catturata dalla sacra catena. Con l'aiuto di Luka riuscirà ad introdursi nella Torre della Rinascita, all'interno costringerà Farnese a guidarlo dove si trova Casca, ovvero nella stanza delle torture ma lì vi trova solo Puck che gli spiega che il marchio di Casca si era di nuovo attivato, stavolta evocando gli spiriti sotto forma di un blob che ha cominciato a divorare tutti che incontrava facendo però notare che Casca è l'unica a non essere stata digerita (perché il loro figlio demoniaco la stava proteggendo), Gatsu torna indietro e si confronta con l'inquisitore Mozgus e i suoi sei discepoli, che hanno tutti ricevuti dei poteri grazie all'intervento dell'Apostolo Bejelit. Gatsu affronta i primi quattro sconfiggendoli tutti da solo, ma riportando non poche ferite; una volta raggiunta la cima della Torre, dove Mozgus aveva portato Casca, si appresta ad affrontarlo. A differenza degli altri inquisitori che avevano ricevuto solo le ali, Mozgus è capace di trasformarsi in un vero e proprio Apostolo; dopo un duro scontro Gatsu riesce a sconfiggerlo e a gettarlo dalla torre mentre il corpo di Mozgus comincia a bruciare tra le persone radunatesi di sotto che nel frattempo stanno venendo assaliti dal blob assassino invocato dalla compresenza del marchio di Gatsu e Casca. Dopo la sconfitta di Mozgus e la caduta della torre un avvenimento sconvolge i sopravvissuti: la rinascita di Grifis in forma umana che viene raggiunto da Zodd. I Kushan arrivati lì poco prima tentano di catturarlo ma Zodd lo difende e dopo che il gruppo di sopravvissuti fuggono, osservano Grifis fuggire in volo trasportato da Zodd.

Il nuovo incontro con Grifis[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu ritorna da Erika con Casca e Pack che la trovano vicino alla tomba di Godor, morto poco dopo la sua partenza. Erika avvisa Gatsu che Rickert sta parlando al "cimitero della squadra dei falchi" creato da lui con qualcuno dal volto angelico e dai capelli bianchi, capendo che si tratta di Grifis, Gatsu li raggiunge e ha un dialogo con quest'ultimo che desidera riforgiare la squadra dei falchi. Quando Grifis dice di non provare alcun rimorso per ciò che ha fatto Gatsu si infuria e tenta di attaccarlo ma viene bloccato da Zodd con cui avrà uno scontro durante il quale finiranno per distruggere la caverna degli elfi. Grifis ad un certo punto ordina a Zodd di fermarsi e quest'ultimo gli obbedisce, dopodiché entrambi se ne vanno. Quando Rickert chiede spiegazioni Gatsu gli svela finalmente la verità sugli avvenimenti dell'eclissi fino ad allora tenutagli nascosta. Siccome la caverna, che rappresentava l'unico rifugio sicuro dagli spiriti, è crollata Gatsu riparte con Casca guidato da Pack verso la terra d'origine di quest' ultimo che dovrebbe essere un luogo sicuro per loro, stavolta promettendo di non lasciare Casca mai più. Rickert vorrebbe venire con loro Ma Gatsu glielo impedisce dicendogli che lui ha Erika da proteggere e che lui non odia Grifis. Ma a lungo andare la situazione si fa estenuante per Gatsu, costretto a proteggere sé stesso e Casca dagli spiriti, inoltre a causa dello stress la malvagità intrinseca di Gatsu comincia a prendere il sopravvento e lo porterà a ferire involontariamente Casca provocando la sfiducia di lei nei suoi confronti. Al suo seguito si aggiungeranno il giovane Isidoro e Farnese, seguita dal fidato Serpico, e Gatsu li accetterà perché incapace di gestire ulteriormente la situazione.

I nuovi compagni[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu e il suo nuovo gruppo nella copertina di uno dei volumi dei manga


Nel nuovo gruppo Farnese si occupa di Casca, Serpico si occupa di cucinare e lavare i vestiti e Gatsu insegna a Isidoro le tecniche di spada. Durante il viaggio vengono a sapere che in quella zona le persone sono vittime degli attacchi dei troll, degli esseri mostruosi che uccidono gli uomini, e mentre il gruppo sta facendo una sosta Casca, Isidoro e Farnese vengono attaccati proprio da essi. Grazie all'intervento di una strega i tre si salvano. Addentrandosi nella foresta il gruppo di Gatsu decide di aiutare un uomo di nome Morgan a trovare una strega che lui aveva visto da bambino. Giunti nel luogo dove Morgan li ha guidati Gatsu e compagni riescono ad oltrepassare la barriera eretta dalla strega grazie al marchio inciso sui corpi dello spadaccino e di Casca. Giunti dinanzi alla dimora della strega il gruppo viene attaccato da dei golem che hanno la particolarità di rigenerarsi; grazie a Casca e all'intuito di Serpico che individua il punto debole dei golem, essi riescono a batterli e a fare la conoscenza della strega Flora e della sua piccola aiutante Shilke, colei che prima aveva aiutato Casca, Isidoro e Farnese.

Nella casa tutti si riposano e si riprendono dalle ferite, e Gatsu ne approfitta per mostrare a Flora il Bejelit, facendosi fornire qualche spiegazione, che però non include il desiderio di Gatsu: quello di richiamare i cinque arcidemoni. Dopo cena Flora ordina a Shilke di aiutare Gatsu e gli altri nella lotta ai troll e viene fornita ad ognuno un'arma magica. A Gatsu viene offerta una piccola ascia bipenne (del cui potere Shilke è stata interrotta da Gatsu prima di poterlo spiegare) che però rifiuta preferendo tenere la sua fidata Ammazzadraghi. Shilke nota un'aura oscura avvolgere la spada di Gatsu sostenendo che la spada ha probabilmente acquistato capacità particolari per essere stata bagnata nel sangue degli Apostoli molte volte. A quest'ultimo e a Casca, Shilke applica inoltre un talismano sul marchio sacrificale per proteggerli dall'attacco degli spiriti malvagi. Ritornati al villaggio di Morgan il gruppo si prepara all'imminente scontro. La lotta contro i troll sarà impegnativa e Gatsu si scontrerà anche contro un orco mentre Serpico affronterà un kreeper; Shilke è dunque costretta ad evocare la Dama del Greto, uno spirito dell'acqua che evocherà un'inondazione che spazzerà via i troll e accidentalmente anche Farnese e Caska. Le due donne vengono catturate dai troll e portate nel Clifoto, un luogo sotterraneo dove prendono vita le creature più disgustose e che fa da nascondiglio ai troll. Gatsu e il resto del gruppo (eccetto Serpico che era stato ferito ed è rimasto al villaggio per curarsi) raggiungono la grotta dove si trovano le donne gli abitanti tenuti prigionieri e dopo averle trovate Gatsu si appresta ad affrontare da solo tutti i mostri per permettere al gruppo e agli abitanti salvati di fuggire. Facendosi pervadere da quell'ebrezza di uccidere che non provava da tanto tempo, Gatsu fa un'ecatombe e crea un cumulo di viscere e interiora dal quale prende forma Slan. Gatsu tenta subito di attaccarla ma lei lo blocca e lo provoca affinché lui liberi la rabbia che gli scorre nelle vene, inoltre tenta di convincerlo ad attivare il Bejelit che Gatsu porta con sé ma arriva il Cavaliere del teschio a salvarlo. Nel mentre che Slan è distratta Gatsu ne approfitta per attaccarla prima col cannone, poi con l'Ammazzadraghi costringendola a ritirarsi. Grazie alla spada del cavaliere del teschio Gatsu viene portato fuori dal Clifoto. Una volta ricongiunti, Gatsu e compagni si recano dalla strega, ma il guerriero si accorge della presenza degli Apostoli.

L'armatura del Berserk[modifica | modifica wikitesto]

Arrivati sul posto il gruppo di Gatsu osserva che gli Apostoli hanno superato la barriera magica, e guidati da Zodd sono intenti ad attaccare il rifugio della strega Flora. Giunto sul posto vi è anche Il cavaliere del teschio che tenta di proteggere Flora (perché erano vecchi amici). Inizialmente riesce a tenere a bada gli Apostoli dall'attaccare il castello della strega. Zodd tuttavia si fa avanti e comincia a combattere contro di lui riuscendo a tenerlo impegnato. Nel mentre Gatsu affronta Gurnbeld, un fortissimo guerriero ed a causa delle ferite subite Gatsu viene facilmente battuto e rischia di morire. In quel momento Flora invia un messaggio telepatico a Shilke che gli spiega che l'unico modo perché Gatsu sopravviva è di mettergli l'armatura del Berserk. Grazie ai golem che intervengono tenendo impegnati gli Apostoli, Shilke riesce a fare entrare Gatsu nel rifugio e seppur riluttante gli fa indossare l'armatura. Appena indossata, Gatsu viene colto da una irrefrenabile sete di sangue e di istinto omicida che prende letteralmente il sopravvento su di lui e si fionda sugli Apostoli trucidandoli senza pietà. Gurnbeld lo riaffronta ma stavolta è lui ad avere la peggio e viene anche ferito gravemente. Riconoscendo Gatsu come suo rivale egli si trasforma in forma di Apostolo prendendo l'aspetto di un gigantesco drago fatto di cristallo. Gatsu in preda al potere dell'armatura del Berserk continua a combatterlo riuscendo a bloccare i suoi colpi, per poi saltare sulla sua testa impiantandogli la sua spada e riuscendo a infrangere la sua pelle che Gurnbeld afferma sia più dura dell'acciaio. Shilke però spiega che l'armatura del Berserk non rimargina le ferite ma impedisce a Gatsu di provare dolore, inoltre l'armatura può saldare ossa rotte tramite punte di ferro all'interno di essa e pare che il precedente utilizzatore sia morto combattendo fino a rompersi tutte le ossa. Flora invia un messaggio a Shilke chiedendogli di salvare Gatsu e lei con un incantesimo riesce ad entrare nella mente di Gatsu e lo libera dal controllo della bestia furiosa che stava dentro di lui. Flora infine si sacrifica generando un muro di fuoco per permettere a Gatsu ed al gruppo di scappare.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Gatsu è privo di qualunque superpotere. Tutta la sua enorme forza, sia mentale che fisica, viene esclusivamente dal suo continuo addestrarsi fin dalla tenera età. Gatsu è un uomo che ha superato i limiti estremi del corpo umano, infatti nonostante usi armi e armature molto pesanti riesce a muoversi e a combattere contro anche decine di nemici da solo, inoltre ha degli ottimi riflessi. La sua preparazione mentale da guerriero e le sue esperienze passate lo portano ad avere una volontà ferrea e una resistenza al dolore fenomenale, in più sempre per la sua enorme resistenza può sopportare ferite mortali che porterebbero un uomo a morire solo per dissanguamento continuando a combattere a oltranza. Se deve farlo, Gatsu è pronto anche a gettarsi nelle fiamme o a farsi infilzare semplicemente per guadagnare un vantaggio sull'avversario.

Oltre alla titanica spada Ammazzadraghi, nel suo arsenale ha diversi coltelli da lancio, alcune piccole bombe munite di spine per attaccarsi a demoni e/o soldati, una mano meccanica magnetizzata per garantirgli una migliore presa sulla spada sulla quale può essere montata una balestra a ripetizione e al cui interno c'è un piccolo ma potente cannone.

Nome e traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome d'origine è Gattsu, Guts nell'edizione italiana dell'anime, quest'ultima è anche la traslitterazione ufficiale (che vuol dire anche fegato o interiora) usata nell'edizione italiana dei film che più rispetta gli adattamenti originali. Nell'edizione italiana del manga è chiamato Gatsu ma è solito essere pure trasposto come Gats, nel caso della copertina della colonna sonora originale della versione animata. In questa ultima, viene trascritto sia come Gatz, che come Gaz (come nei crediti dei titoli italiani della serie TV). Nella versione portoghese e italiana del manga, invece, diventa appunto Gatsu.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo alcuni la figura del personaggio di Gatsu sarebbe ispirata a quella del mercenario Frisone Pier Gerlofs Donia che visse in Olanda tra il XV e il XVII secolo. Come il protagonista dell'opera di Miura, Pier era molto alto, armato di una Zweihander, una grande spada a due mani, e estremamente feroce in battaglia. Alcune storie narrano di come fosse in grado di maneggiare la sua grande spada con una sola mano, tanto da decapitare più uomini contemporaneamente e che più di una volta abbia spaccato in due gli avversari tagliandoli a metà.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scritto da Zweilawyer, Pier Gerlofs Donia: la Croce degli Olandesi (e il vero Gatsu?), su ZWEILAWYER, 28 giugno 2010. URL consultato il 22 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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