Gaston (personaggio)

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Gaston
GastonDisney.png
Lingua orig. Inglese
Autore Andreas Deja
1ª app. 1991
1ª app. in La bella e la bestia
Interpretato da
Voce orig. Richard White
Voci italiane
Specie Umano
Sesso Maschio
Etnia Francese
Luogo di nascita Un villaggio della Francia
Data di nascita XVIII secolo
Professione
  • Cacciatore professionista
  • Ex-capitano dell'esercito (rivelato nel film live-action)

Gaston è un personaggio immaginario ed è l'antagonista principale del film d'animazione Disney La bella e la bestia.

È un cacciatore francese del XVIII secolo e il classico "bullo del paese", bello, prestante e forzuto, ma anche arrogante, maschilista e cinico, intenzionato a tutti i costi a sposare Belle, ma costantemente respinto da lei per via dei suoi difetti. È sempre accompagnato dal suo assistente Le Tont (Le Fou in originale, il cui nome deriva dal francese per "lo scemo"), un omino buffo e maldestro che, nonostante venga spesso maltrattato dal suo capo, non manca comunque di adularlo.

« Salve, Bestia! Io sono Gaston. Mi ha mandato Belle.

Ti sei innamorato di lei?! Pensavi sul serio che lei potesse volerti?! »

(Gaston, prima dello scontro con la Bestia, nel film live-action)

Aspetto fisico e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Gaston si presenta come il tipico "bello del luogo": giovane, di bell'aspetto, muscoloso e alto circa due metri, con lunghi capelli neri (raccolti in una coda di cavallo) e gli occhi azzurri. Altra notevole qualità è la sua impressionante potenza muscolare, tanto da esser capace di sforzi fisici impossibili per qualsiasi persona normodotata: riesce a sollevare una panchina di legno con tre ragazze sedute sopra usando semplicemente una mano, scaraventare l'enorme Bestia fuori dalla stanza (all'inizio dello scontro) o spezzare un doccione di pietra con facilità. È, inoltre, abile nel tiro con l'arco, con l'archibugio e nella caccia (tanto che la locanda del paese è tappezzata dei suoi trofei, tra cui un tappeto di pelle d'orso).

Tuttavia tale prestanza è pari alle sue qualità negative: Gaston è difatti molto pieno di sé, maschilista, superficiale, narcisista, presuntuoso, maleducato e cinico; ostenta ovunque la sua avvenenza fisica e la sua abilità di cacciatore (Le Tont lo definisce "il più grande cacciatore del regno"), ed è convinto che non esista donna al mondo che sia capace di resistere al suo fascino, oltre ad avere delle suddette un'opinione estremamente bassa. Ad esempio, disapprova apertamente la passione di Belle per la lettura, oppure la sceglie come propria sposa semplicemente per il fatto che è la ragazza più bella del paese. Dopo il rifiuto di Belle, Gaston rivelerà una meschinità ancora più profonda di quella già mostrata in precedenza, nonché una certa follia testimoniata dall'ossessione nei confronti della ragazza, ricorrendo a mezzi estremi e riprovevoli come il ricatto e, infine, l'uccisione del "rivale in amore". Durante lo scontro finale con la Bestia, Gaston rivelerà anche una certa codardia dopo che la bestia riesce a sopraffarlo, pregandogli di non ucciderlo, per poi pugnalarlo a tradimento alle spalle.

Nonostante le sue evidenti qualità negative, Gaston è molto popolare, stimato ed ammirato dai suoi compaesani e soprattutto dalle ragazze. Pur essendo inizialmente dipinto da Belle come "un maleducato senza cervello", in seguito Gaston dimostra la sua vera indole, ingegnosa e malvagia, elaborando prima un piano per ricattare Belle e sfruttando poi abilmente il suo carisma nei confronti dei compaesani, guidandoli con maestria fino al castello della Bestia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Gaston è attratto da Belle, ed è fermamente deciso a sposarla, poiché ella è considerata da tutti la ragazza più bella del paese, e quindi la donna giusta per lui. In realtà Belle cerca sempre di evitare le sue avances, considerandolo (non a torto) odioso e superficiale, e lo respinge più volte, arrivando anche ad umiliarlo davanti a tutti i paesani dopo un suo gesto particolarmente molesto: lui piomba difatti a casa sua con l'intenzione di sposarla, addirittura dopo aver imbastito tutti i preparativi per lo sposalizio e cercando infine di baciarla. Belle lo fa quindi appoggiare alla porta di casa, per poi aprirla a sorpresa e facendolo cadere nel fango, mandando a monte la cerimonia e mettendolo in ridicolo.

Arrabbiato per l'umiliazione subita, Gaston giura che, in un modo o nell'altro, riuscirà ad avere la ragazza. Dopo che Belle viene fatta prigioniera dalla Bestia in cambio della liberazione di suo padre, Gaston, dopo aver ascoltato le richieste di aiuto di Maurice di liberare la figlia, e convinto che l'anziano uomo sia solo un povero pazzo, decide di ricattare Belle, minacciandola di far rinchiudere suo padre nell'"Asylum de Loons", il manicomio locale gestito dall'infido Monsieur D'Arque, se lei non lo sposerà. Il suo piano andrà storto quando Belle dimostrerà che la Bestia esiste davvero e non è malvagia, ma buona e gentile, e migliore dello stesso Gaston. Il ragazzo, realizza dunque che Belle possa effettivamente provare qualcosa per la creatura e, in preda alla gelosia, convince i paesani che la Bestia è pericolosa per l'incolumità della gente del villaggio e, dopo aver rinchiuso Belle e Maurice nella loro cantina, guida la folla alla volta del castello, per trovare la Bestia e ucciderla. Così, mentre i paesani combattono contro la servitù del castello, Gaston si separa dai compagni per cercare la Bestia e ucciderla personalmente. Trovatosi faccia a faccia con essa, la attacca ferocemente scagliandole una freccia nella schiena, umiliandola verbalmente e tentando di darle il colpo di grazia usando un doccione come se fosse una mazza chiodata. La Bestia, presa dallo sconforto per l'allontanamento di Belle, non si difende in alcun modo ma, il ritorno della sua amata al castello, giunta lì per aiutarlo, le ridà finalmente la forza di reagire, dando vita ad una tremenda battaglia sui tetti del castello. Al termine della lotta, Gaston ha la peggio e viene preso per il collo dalla bestia, che avrebbe intenzione di buttarlo giù dal tetto. Gaston, sconfitto e persa tutta la sua baldanza, implora pietà e supplica l'avversario di non ucciderlo, al che la Bestia, comprendendo di non volere abbassarsi al suo livello e diventare un assassino, decide di risparmiarlo, intimandogli di andarsene. Gaston tuttavia mostra per l'ultima volta la sua scelleratezza, pugnalando la Bestia alle spalle, nel momento in cui questa si ricongiunge con l'amata Belle, felice di averla ritrovata. La sua malvagità verrà presto punita: dopo aver colpito il suo avversario, perde l'equilibrio e troverà la sua fine precipitando nel burrone sottostante al castello.

Caratterizzazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Gaston è ispirato a quello di Splendore, un bellissimo giovane pretendente di Belle che è antagonista della Bestia, nel film francese La bella e la bestia del 1946 di Jean Cocteau.[2] Il carattere, il ruolo e l'aspetto ricordano molto quelli di Brom Bones, antagonista de Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (undicesimo classico Disney).

Nel concept art originale Gaston doveva essere un marchese vestito con abiti settecenteschi e con la parrucca bianca (tipica dell'epoca), affiancato da Madame Marguerite, un'anziana nobildonna sorella di Maurice che sarebbe dovuta essere la co-antagonista insieme al marchese.[3] Quest'ultima venne scartata perché si preferì incentrare la storia sull'interesse di Gaston per Belle. Questo sviluppo è visibile nell'edizione speciale del film, in una scena tagliata che rappresenta l'inizio alternativo del film. In questo caso il personaggio di Gaston ha anche un cognome, "LeGume", in riferimento alla sua scarsa intelligenza.

La sconfitta di Gaston e la sua morte, in origine erano molto differenti: lo scontro finale con la Bestia difatti si sarebbe dovuto svolgere nella foresta e, alla sua conclusione, Gaston sarebbe dovuto precipitare per una scarpata, in fondo alla quale lo attendevano i lupi, che lo avrebbero ucciso.[4] La scena fu scartata perché considerata troppo macabra, venendo però riproposta in Il Re Leone[5] (Scar, sconfitto da Simba, rotola giù da un pendio, dove viene circondato e ucciso dalle iene). Richard White, doppiatore del personaggio, in un'intervista ha dichiarato che non era sicuro che Gaston alla fine del film fosse morto, dal momento che la scena in cui muore è piuttosto ambigua (è possibile intravedere un fiume in fondo al baratro in cui Gaston precipita) e quindi si è spesso discusso sul destino reale del personaggio. In un'intervista nell'edizione DVD del 2002, gli sceneggiatori confermarono la morte del personaggio, fugando quindi ogni dubbio. Prima che Gaston nel finale precipiti dal dirupo si possono notare due teschi nei suoi occhi in più fotogrammi.

Differenze tra il cartone e il film live-action[modifica | modifica wikitesto]

Abbigliamento e arsenale[modifica | modifica wikitesto]

Nel cartone Gaston indossa una maglietta rossa col colletto giallo apribile sul davanti (una sorta di polo), dei calzoni neri attillati, dei guanti gialli, una cintura marrone con la fibbia gialla, degli stivali marroni e un mantello blu (presente nelle sue ultime scene). Nella scena in cui chiede a Belle di sposarlo, Gaston veste un completo vagamente simile a quello che si vede nell'adattamento live-action del 2017. Quando va a caccia Gaston dispone di una faretra colma di frecce, un arco, un archibugio e un pugnale.

Nel film, invece, porta una giacca rossa con bottoni gialli, un panciotto giallo (rosso con ricami gialli nella scena della locanda), una camicia bianca, un cintura nera, dei calzoni marroni e degli stivali neri. Indossa occasionalmente un tricorno nero e un soprabito beige. L'arsenale che qui dispone è diverso: un fucile e una pistola a colpo singolo (tipici dell'epoca), una balestra (sebbene mai usata nel film) e una sciabola moderna (usata durante la sua canzone madre nella taverna).

Uccisione della bestia e caduta fatale[modifica | modifica wikitesto]

Nel Classico originale Gaston pugnala la Bestia nella schiena, causandole un'emorragia fatale. Poi, sorridendo diabolicamente, abbassa la testa per evitare gli artigli del protagonista e, prima di poter colpire una seconda volta, perde l'equilibrio e cade dalla terrazza, precipitando nel fiume sottostante e morendoci.

Nell'adattamento live-action Gaston colpisce alla schiena la Bestia con due pistolate mentre si ritrova sopra un ponte cedevole. La struttura si sbriciola e l'uomo, accortosi tardi del pericolo sotto i suoi piedi, ha quindi un attimo di terrore che lo paralizza e non riesce a salvarsi, cade nel vuoto e muore sfracellandosi contro il suolo in quanto, nel musical, il castello non è circondato da un fiume.

Altre apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nonostante la sua morte nel film, Gaston compare spesso nella serie Disney House of Mouse, pronunciando sempre "Nessuno può -verbo a piacere- come Gaston". La stessa frase lo ha reso praticamente noto a tutti.[6]
  • Gaston appare in un cameo nella prima stagione della serie televisiva C'era una volta, interpretato da Sage Brocklebank, dove è il fidanzato di Belle e viene trasformato in una rosa da Tremotino. Riapparirà nella quinta stagione, interpretato questa volta da Wes Brown.
  • Gaston è interpretato dall'attore Luke Evans nel film La bella e la bestia (2017) di Bill Condon, trasposizione in live action del classico Disney del 1991.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La bella e la bestia, in Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
  2. ^ Rob Young, EXAMINING HOLLYWOOD REMAKES: BEAUTY AND THE BEAST, su Cinelinx.com, Cinelinx.com, 14 febbraio 2016. URL consultato il 1º gennaio 2017.
  3. ^ Stephanie Omanski, MIRROR, MIRROR: 11 EVIL FACTS YOU NEVER KNEW ABOUT DISNEY VILLAINS, su M, 17 dicembre 2014. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  4. ^ Dusty Baxter-Wright, 18 things you didn't know about Beauty and the Beast, su Cosmopolitan, Hearst Magazines UK, 26 maggio 2016. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  5. ^ Anna Klassen, 15 Things You Didn't Know About 'Beauty and the Beast', su Bustle, 13 novembre 2013. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  6. ^ (EN) Gaston, Know Your Meme, 15 aprile 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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