Gaspare Serenari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gaspare Serenario, Biblioteca comunale di Palermo.

Gaspare Serenari, o Serenario (Palermo, 1707Palermo, 1759), è stato un pittore italiano.

Maternità della Santa Vergine, altare maggiore, chiesa di Santa Teresa alla Kalsa.
Altare di Santa Teresa d'Avila nella Cappella di Santa Teresa d'Avila, chiesa dell'Assunta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Francesco Susinno e frequentatore del laboratorio di Guglielmo Borremans durante il soggiorno palermitano di quest'ultimo. Allievo di Sebastiano Conca a Roma tra il 1731 ed il 1745 presso l'Accademia del Nudo frequentata da studenti provenienti da tutta Europa.

Cominciò l'attività indipendente a Roma, divenendo il 1º marzo 1739 membro dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon. In seguito lavorò in diverse chiese romane realizzando affreschi e quadroni. Su segnalazione dell'arcivescovo di Cosenza, Michele Maria Capece Galeota, fu nominato Cavaliere Lateranense e Conte Palatino da Papa Benedetto XIV. A Roma si annoverano le opere San Camillo nella chiesa di Santa Maria in Trivio, San Camillo de Lellis e San Filippo Neri nella chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, Santa Teresa e San Giovanni nella basilica di Santa Teresa d'Avila su commissione dell'abate Giuseppe Peroni di Parma.

Nel 1750 è nuovamente a Palermo spesso coinvolto in commissioni svolte con la collaborazione di Vito d'Anna. Dopo un ritratto del viceré di Sicilia Eustachio Laviefuille, gli è conferita la carica di "direttore del mosaico della Cappella Palatina". È autore di affreschi a tema religioso per luoghi di culto e dipinti decorativi in vari palazzi nobiliari di Palermo tra cui spicca l'apparato decorativo della cupola della chiesa del Gesù distrutto durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

Uomo altamente onorato morì nel 1759 e fu sepolto nella chiesa della Gancia di Palermo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Agrigento e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Catania e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Palermo e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Galleria Regionale della Sicilia di «Palazzo Abatellis»:

Palazzo Alliata dei Principi di Villafranca:[11][12][13]

  • XVIII secolo, San Dazio presentato alla Vergine, affresco volte Salottino Barocco.
  • 1756, Principessa ammira il Tempio della Gloria, affresco documentato nelle volte del Salone del Principe Fabrizio Alliata Colonna.
  • 1756, Fama segna le Glorie del Principe, affresco documentato nelle volte della Sala dello Stemma.

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 85, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [1], Volume II, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  2. ^ Touring Club Italiano, pp. 189.
  3. ^ Pagina 100, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [2], Volume quinto, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  4. ^ Pagina 149, Gioacchino di Marzo, "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti", Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, Volume I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia.
  5. ^ Pagina 273, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [3], Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  6. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 172.
  7. ^ Pagina 45, Vincenzo Mortillaro, "Guida per Palermo e pei suoi dintorni del barone V. Mortillaro" [4], Palermo, Tipografia del giorn. Letterario, 1836.
  8. ^ Touring Club Italiano, pp. 150.
  9. ^ Touring Club Italiano, pp. 141.
  10. ^ pp. 26 e 83, Cesare Pasca, "Descrizione della imperiale e regal Cappella Palatina di Palermo" [5], Volume unico, 113 pagine, Palermo, Stamperia M. A. Console, 1841
  11. ^ Touring Club Italiano, pp. 143.
  12. ^ Palazzo Alliata di Villafranca [6]
  13. ^ Francesco Alliata, "Il Mediterraneo era il mio regno: Memorie di un aristocratico siciliano" [7], Il Cammello Battriano, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2015, ISBN 978-88-545-1110-1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Melchiorri, Guida metodica di Roma e suoi contorni, Roma, Tipografia di Crispino Puccinelli, 1834.
  • Antonio Nibby, Roma nell'anno MDCCCXXXVIII, Roma, Tipografia delle belle arti, 1839.
  • Stefano Ticozzi, Dizionario dei pittori dal rinnovamento delle belle arti fino al 1800, Milano, Tipografia di Vincenzo Ferrario, 1818.
  • Guida d'Italia - Sicilia, Touring Club Italiano.
  • Gaetano Bongiovanni, Mauro Sebastianelli, San Benedetto abbatte gli idoli. Una pala d'altare restaurata di Gaspare Serenario, Palermo 2014, con bibliografia precedente.
  • Gaetano Bongiovanni, Gaspare Serenario tra Palermo e Catania, in Conversazioni d'arte in Sicilia 2, a cura di M. K. Guida e S. Lanuzza, Messina 2020, pp. 60-69.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN265361752 · ISNI (EN0000 0003 8232 1096 · CERL cnp02061023 · Europeana agent/base/140265 · ULAN (EN500006450 · GND (DE1026780322 · J9U (ENHE987007392539105171 · WorldCat Identities (ENviaf-265361752