Arte del Gandhāra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Gandhāra (arte))

Con arte del Gandhāra si intende comunemente la produzione architettonica, plastica e (seppur in misura minore) pittorica, quasi esclusivamente di soggetto buddhistico e collegata alle fondazioni religiose presenti nella regione omonima, corrispondente all'odierna piana di Peshawar (in senso più ampio, la regione del Gandhāra include i territori degli odierni Pakistan settentrionale e Afghanistan orientale). Cronologicamente, l'arte del Gandhāra si colloca tra gli ultimi decenni del I sec. a.C. e il IV-V sec. d.C. (con echi che giungono fino al VII-VIII sec. d.C.). I materiali utilizzati sono la pietra (schisto e calcare), lo stucco e l'argilla. I rilievi gandharici adornavano i monumenti religiosi buddhisti (stūpa e vihāra) e raffiguravano scene della vita del Buddha e jātaka (storie delle vite precedenti di Siddhārtha).

L'arte del Gandhāra è l'esito di influssi artistici diversi: indiani, iranici ed ellenistici. È su quest'ultima componente che si sono soffermati maggiormente gli studiosi (soprattutto europei), poiché un'arte così "greca" in una regione così remota avrebbe dimostrato la capacità civilizzatrice dell'Occidente in contrapposizione a una presunta arretratezza culturale dell'Oriente. Per decenni, studiosi occidentali e orientali si sono confrontati (a volte anche aspramente) sull'origine dell'arte del Gandhāra e sul predominio di questo o quell'influsso artistico, in particolar modo in riferimento all'immagine antropomorfa del Buddha[1]. Non a caso l'arte del Gandhāra fu definita inizialmente "arte greco-buddhista", "arte romano-buddhista" e finanche "arte greco-romano-buddhista"; si trattava di definizioni coniate dagli studiosi europei e americani, tutte tese a mettere l'accento solo su una delle componenti dell'arte del Gandhāra.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono divers musei nel mondo che espongono l'arte del Gandhara.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Krishan, Y., The Buddha Image: Its Origin and Development, New Delhi, 1996.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Foucher, A., L'art gréco-bouddhique du Gandhâra, 3 vols., Paris-Hanoi, 1905-1951
  • Marshall, J., The Buddhist Art of Gandhāra, Cambridge, 1960
  • Tucci, G., La via dello Swat, Bari, 1963
  • Rosenfield, J.M., The Dynastic Arts of the Kushans, Berkeley-Los Angeles, 1967
  • van Lohuizen-de Leeuw, J.E., New Evidence with Regard to the Origin of the Buddha Image, in Härtel, H. (ed.), South Asian Archaeology 1979, Berlino, 1981, pp. 377-400
  • Bussagli, M., L'arte del Gandhāra, Torino, 1984
  • Tissot, F., Gandhāra, Paris, 1985
  • Nehru, L., Origins of the Gandhāran Style. A Study of Contributory Influences, Delhi, 1989
  • Taddei, M., Arte narrativa tra India e mondo ellenistico (Conferenze IsMEO, 5), Roma, 1993
  • Taddei, M., Gandhāra, Arte del, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani, 1994
  • Filigenzi, A., Gandhara, in Enciclopedia Archeologica, Treccani, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]