Gamma Lyrae

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Gamma Lyrae
Gamma Lyrae
Lyra IAU.svg
Classificazione Gigante blu
Classe spettrale B9III
Distanza dal Sole 618 anni luce
Costellazione Lira
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta 18h 58m 56,622s
Declinazione +32° 41′ 22,40″
Dati fisici
Raggio medio 15 R
Massa
Temperatura
superficiale
10.000 K (media)
Luminosità
2100 L
Dati osservativi
Magnitudine app. +3,25
Magnitudine ass. -3,14
Velocità radiale -21,1 km/s
Nomenclature alternative
Sulafat, 14 Lyr, HR 7178, HIP 93194, HD 176437, SAO 67663, NSV 11624.

Coordinate: Carta celeste 18h 58m 56.622s, +32° 41′ 22.4″

Gamma Lyrae (γ Lyr / γ Lyrae) è la seconda stella più brillante della costellazione della Lira, dopo Vega. La sua magnitudine apparente è 3,25[1] e dista 618 anni luce dal sistema solare[2]. Viene talvolta chiamata anche con il suo nome tradizionale di Sulafat, o Sulaphat, di derivazione araba, che significa "tartaruga", in riferimento all'origine leggendaria della Lira, lo strumento musicale[3], o Jugum, dalla corrispondente parola latina che significa "giogo".[4]

Sulafat è conosciuta in particolar modo per due motivi: intanto è un riferimento perfetto per stimare le variazioni di luminosità della nota e vicina variabile Beta Lyrae, la quale al massimo della sua magnitudine splende quasi quanto Sulafat. Inoltre insieme alla stessa Beta Lyrae è un punto di riferimento per trovare la nebulosa planetaria M57, che si trova visualmente a metà strada tra le due stelle.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Come le altre componenti della costellazione della Lira, la stella fa parte del cielo boreale e di conseguenza è maggiormente visibile dall'emisfero boreale della Terra, dove nelle serate estive alle medie latitudini raggiunge lo zenit, ed è visibile già in marzo ad est prima del sorgere del Sole, e resta visibile fino ad autunno inoltrato, quando è visibile a ovest dopo il tramonto. Dall'emisfero australe appare bassa sull'orizzonte nord dalle medie latitudini australi, e nonostante sia possibile vederla anche dalle estreme regioni meridionali del Sud America, la visione è piuttosto difficoltosa ed è ristretta ad un breve periodo dell'anno, nei mesi di luglio ed agosto.

Essendo di magnitudine 3,25, la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una stella gigante, di tipo spettrale B9 III,[5] che ha esaurito l'idrogeno nel suo nucleo ed è uscita dalla sequenza principale. La temperatura superficiale di questa stella è 10.000 K,[6] il che gli conferisce un colore bianco-blu tipico di una stella di tipo B. Il diametro angolare di γ Lyrae è 0,74 ± 0,10 mas[7] che, alla distanza in cui si trova, corrisponde a un raggio di circa 15 volte quello del Sole.[8]

Nel 1909 l'astronomo canadese Samuel A. Mitchell la identificò come binaria spettroscopica, pur non riuscendo a separare le linee di assorbimento delle due componenti, e dedusse un periodo di 25,6 giorni.[9] L'opinione che fosse una binaria spettroscopica era considerata valida fino al 2001,[10] ma attualmente viene considerata una stella singola[11][12] caratterizzata da un'alta velocità di rotazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oja T., UBV photometry of stars whose positions are accurately known. III, Astronomy and Astrophysics Supplement Series, volume=65, numero 2, pag. 405–4.
  2. ^ Extended Hipparcos Compilation (XHIP) (Anderson+, 2012)
  3. ^ The history of the star: Sulaphat constellationofwords
  4. ^ Richard Hinckley Allen, Star-names and their meanings, G. E. Stechert, 1899, pag. 287, books.google.com/books?id=5xQuAAAAIAAJ&pg=PA287
  5. ^ Cowley, A. et al. (April 1969), A study of the bright A stars. I. A catalogue of spectral classifications, Astronomical Journal 74: 375–406
  6. ^ Balachandran, S. et al. (April 1986), The chemical composition of algol systems. III - Beta Lyrae-nucleosynthesis revealed, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 219: 479–494
  7. ^ Richichi; Percheron, I.; Khristoforova, M. (February 2005), CHARM2: An updated Catalog of High Angular Resolution Measurements, Astronomy and Astrophysics 431: 773–777
  8. ^ Kenneth R. Lang, Astrophysical formulae, volume 1, Astronomy and astrophysics library, 3 edizione, Birkhäuser, 2006. Il raggio (R*) è dato da :
  9. ^ Mitchell, S. A. (October 1909), Seven spectroscopic binaries, Astrophysical Journal 30: 239–242
  10. ^ Adelman, Saul J. et al. (June 2001), Elemental abundance analyses with DAO spectrograms. XXV. The superficially normal B and A stars alpha Draconis, tau Herculis, gamma Lyrae, and HR 7926, Astronomy and Astrophysics 371: 1078–1083
  11. ^ Roberts, Lewis C., Jr.; Turner, Nils H.; ten Brummelaar, Theo A. (February 2007), Adaptive Optics Photometry and Astrometry of Binary Stars. II. A Multiplicity Survey of B Stars, The Astronomical Journal 133 (2): 545–552
  12. ^ Eggleton, P. P.; Tokovinin, A. A. (September 2008), A catalogue of multiplicity among bright stellar systems, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 389 (2): 869–879, http://arxiv.org/abs/0806.2878

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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