Gameel Al-Batouti

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Gameel Al-Batouti (in arabo: جميل البطوطي‎, Gāmil el-Bāṭouti; Kafr al-Dabusi, 2 febbraio 1940Oceano atlantico, 31 ottobre 1999) è stato un aviatore egiziano, fu il responsabile del disastro del Volo EgyptAir 990, avvenuto la notte del 31 ottobre 1999 al largo dell'isola di Nantucket.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Al-Batouti nacque il 2 febbraio del 1940 a Kafr al-Dabusi, un cittadina agricola situata sulle sponde del Nilo. Il padre era sindaco, e si occupava dei beni terrieri, mentre la madre come molti membri della famiglia era insegnante di licei. Al-Batouti si laureò nel 1959, presso l'Università del Cairo, dove in seguito si arruolò presso l'aeronautica egiziana. Iniziò a lavorare per un periodo di tempo come istruttore di volo presso l'Egypt Aviation Academy. In seguito alla sua morte i suoi colleghi riferirono che Al-Batouti era un ottimo istruttore. Al-Batouti venne assunto come pilota dell'EgyptAir, nel 1987.

Volo EgyptAir 990[modifica | modifica wikitesto]

La notte del 31 ottobre intorno alle 00:23 ora locale, Al-Batouti cercò di convincere Adel Anwar il pilota più giovane che in quel momento era ai comandi dell'aereo, di alzarsi e lasciarci il posto, dove infine Anwar si convinse e gli lasciò il posto. Poco dopo l'1:00 ai comandi dell'aereo ci sono Al-Batouti e Ahmed El-Habashi un altro pilota di turno (è il primo ufficiale). Ad un certo punto El-Habashi si alzò dal posto dopo aver inserito il pilota automatico. Fu proprio quello l'attimo che Al-Batouti rimase da solo disattivò il pilota automatico tirando tutta in avanti la barra di comando mandando in picchiata l'aereo verso l'oceano ad una velocità superiore ai 900 km orari. El-Habashi rientrò in cabina e quando domandò ad el-Batouti cosa stava accadendo egli pregava in arabo dicendo "affido la mia anima a Dio". Infine l'aereo precipitò sull'oceano dove si disintegrò e causò la morte di tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio. Dopo la tragedia si scoprì che Al-Batouti aveva una figlia affetta da una grave malattia, dove egli si era indebitato non riuscendo a pagarci le cure. Sarebbe dunque un suicidio che trascinò la morte di altre 216 persone.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]