Gambetto di donna

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Gambetto di donna
abcdefgh
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
e7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
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66
55
44
33
22
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Mosse1.d4 d5
2.c4
Codice ECOD06-D69
Evoluzione diApertura di gioco chiuso

Il gambetto di donna è l'apertura del gioco degli scacchi definita dalle mosse

  1. d4 d5
  2. c4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gambetto di donna è una delle aperture più antiche che si conoscano: si sa che Lucena ne parlò in un suo scritto del 1497 ed è già nominata in un manoscritto precedente, conservato a Gottinga.

Durante il primo periodo degli scacchi moderni, le aperture di donna non erano di moda, e il gambetto non divenne popolare finché non fu giocato nel 1873 a un torneo a Vienna. La sua popolarità crebbe molto in seguito alle teorie di Steinitz e Tarrasch sul gioco posizionale.

Il picco di popolarità si ebbe negli anni venti e trenta del XX secolo, e fu giocato in 32 su 34 partite al Campionato del mondo di scacchi del 1934. Da quella volta il giocatore nero ha usato via via più raramente le aperture simmetriche (come sarebbero 1.d4 d5 o 1.e4 e5) tendendo a preferire le difese indiane.

Il gambetto di donna è ancora giocato frequentemente e rimane parte del repertorio di molti grandi maestri: a livello di Campionato del mondo il gambetto di donna rifiutato è stato ad esempio giocato durante il Mondiale 2013, tra Magnus Carlsen e Viswanathan Anand,[1] e in quello 2016, tra Sergej Karjakin e Magnus Carlsen,[2] mentre il gambetto di donna accettato lo è stato nel 3º turno del femminile Knockout del 2017, tra Dronavalli Harika e Sopiko Guramishvili.[3]

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Con 2.c4, il Bianco minaccia di scambiare un pedone d'ala (il pedone c) con un pedone centrale (il pedone d nero) e di dominare il centro con e2-e4. Il tratto c4 non può essere considerato un vero gambetto in quanto il Nero non può pensare di mantenere il vantaggio di un pedone.

Una delle trappole in apertura è: 1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.e3 b5? (il Nero tenta di tenere il pedone mentre dovrebbe svilupparsi con, per esempio, 3...e5!) 4.a4 c6? 5.axb5 cxb5?? 6.Df3! e il Bianco vince un pezzo sul lato di donna nero.

Il gambetto di donna è diviso in due categorie principali basate sulla risposta del Nero: il gambetto di donna accettato e il gambetto di donna rifiutato. Nel primo il Nero gioca 2…dxc4, lasciando temporaneamente il centro, nel secondo il Nero mantiene il suo pedone d5. Spesso il Nero sarà limitato nei movimenti dei suoi pezzi, e potrà svilupparsi più liberamente dopo le spinte di pedone c5 o e5.

Continuazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il gambetto nel gioco degli scacchi è un’idea, che consiste nel cedere un pedone al fine di ottenere un vantaggio diverso da quello materiale, in genere posizionale. Le opzioni per affrontare un gambetto sono tre: accettarlo, rifiutarlo, giocare un gambetto a propria volta (mossa che prende il nome di controgambetto); tuttavia quest’ultima, essendo in ultima analisi un rifiuto della proposta iniziale, rientra nella categoria più generale del rifiuto.

Le continuazioni del Gambetto di Donna si dividono in due categorie: Gambetto di Donna accettato e Gambetto di Donna rifiutato.

Gambetto di Donna accettato[modifica | modifica wikitesto]

Gambetto di Donna accettato
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8
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a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
e7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
c4 pedone del nero
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
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Mosse1.d4 d5 2.c4 dxc4
Codice ECOD20-29

1.d4 d5

2.c4 dxc4

Il Gambetto di donna accettato è nell’Enciclopedia delle aperture scacchistiche con il codice ECO D20-29.

Menzionata da Gioachino Greco nel suo Trattato del nobilissimo gioco de scacchi del 1620, è la risposta statisticamente meno giocata; ciò probabilmente perché accettare un gambetto vuol dire concedere a chi l’ha proposto di ottenere ciò che voleva ottenere. In questo caso una maggioranza di pedoni occupanti il centro e un più rapido sviluppo dei propri pezzi (cosa che soddisfa due dei tre principi fondamentali degli scacchi).

Il Gambetto di donna accettato fece la prima apparizione in partite importanti a Londra nel 1794, quando lo scacchista francese François-André Danican Philidor lo usò in una partita alla cieca come risposta alle mosse dell’avversario: lo scienziato George Atwood[4].

Gambetto di Donna rifiutato[modifica | modifica wikitesto]

Difesa Marshall
abcdefgh
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
e7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
f6 cavallo del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
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abcdefgh
Mosse1.d4 d5 2. c4 Cf6
Codice ECOD06

Tutte le mosse che sono diverse da 2. …dxc4 rientrano nella categoria del Gambetto di Donna Rifiutato. Si riportano di seguito le continuazioni minori, sulle quali non esiste molta teoria:

ECO D06: 1.d4 d5 2.c4 a6

Esistono risposte diverse da 2. …dxc4 che sono continuazioni importanti, alcune sorrette da un’abbondante letteratura scacchistica.

Tra le più note, ordinate in base al codice ECO:

ECO D06 1.d4 d5 2.c4 c5 (difesa simmetrica o difesa austriaca).

Difesa Čigorin[modifica | modifica wikitesto]

Difesa Čigorin
abcdefgh
8
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a8 torre del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
e7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
c6 cavallo del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
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66
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Mosse1.d4 d5 2.c4 Cc6
Codice ECOD07

ECO D07 1.d4 d5 2.c4 Cc6 (difesa Čigorin) questa difesa prende il nome dallo scacchista russo Michail Ivanovič Čigorin, che la utilizzò per la prima volta contro il primo campione del mondo ufficiale Wilhelm Steinitz nel Campionato del mondo del 1889, anche se la sequenza iniziale di mosse fu diversa: 1.Cf3 d5 2.d4 Ag4 3.c4 Cc6.[8] Čigorin perse la partita e anche il match, ma continuò a giocare la sua difesa anche contro campioni come Pillsbury, contro il quale vinse due volte.[9] La difesa Čigorin non ha avuto molti sostenitori, a parte Smyslov[10] e Miles,[11] probabilmente per via del fatto che la linea principale 3.Cf3 Ag4 4.cxd5 Axf3 5.gxf3 Dxd5 concede troppo: sviluppo prematuro di un pezzo pesante come la Donna, rinuncia del centro, perdita della coppia degli Alfieri[12]. Anche la linea 3.Cc3 concede al Bianco un attacco dirompente, al quale non è sfuggito neanche lo stesso Čigorin.[13]

Controgambetto Albin[modifica | modifica wikitesto]

Controgambetto Albin
abcdefgh
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
d5 pedone del nero
e5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Mosse1.d4 d5 2.c4 e5
Codice ECOD08

ECO D08 1.d4 d5 2.c4 e5 (controgambetto Albin) prende il nome dallo scacchista rumeno Adolf Albin, che lo sfoderò per la prima volta in una partita del 1893 contro Emanuel Lasker.[14] In realtà sarebbe più corretta la denominazione “controgambetto Albin-Cavallotti”, poiché il primo giocatore a introdurre 2. …e5 in un torneo ufficiale fu Mattia Cavallotti.[15] La discussione circa la paternità dell’idea esula dai due contendenti citati, poiché nel 1872 essa fu suggerita da Serafino Dubois nel suo libro Le principali aperture del giuoco di scacchi (volume II, pag. 200).[16] Nonostante non sia mai stato confutato, non è praticato ad alto livello, per via dei vantaggi posizionali nulli che il Nero ottiene sacrificando un pedone; pedone che se anche riuscisse a recuperare, il Nero sarebbe esposto ad un attacco sul lato di Re lungo la diagonale a1-h8.

Difesa Slava[modifica | modifica wikitesto]

Difesa Slava
abcdefgh
8
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a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
e7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
c6 pedone del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
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abcdefgh
Mosse1.d4 d5 2.c4 c6
Codice ECOD10

ECO D10 1.d4 d5 2.c4 c6 (difesa slava) contro il Gambetto di Donna è tra le difese statisticamente più giocata anche ai più alti livelli di competizione, perché permette la fuoriuscita dell’Ac8. Tra i più grandi sostenitori della difesa slava ci sono stati Grandi Maestri internazionali come Portisch, Andersson, Seirawan (che della variante di cambio 3.cxd5 ne hanno fatto una vera e propria arma), il sovietico Jusupov e il campione del mondo Smyslov.[17]

Difesa classica[modifica | modifica wikitesto]

Difesa classica
abcdefgh
8
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a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
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Mosse1.d4 d5 2. c4 e6
Codice ECOD30-D69

ECO D30-D69 1.d4 d5 2.c4 e6 (difesa classica) la mossa 2. …e6 spalanca la finestra su un oceano di varianti. L’idea fece la sua prima apparizione in una partita del match de la Bourdonnais-Marshall del 1843, dove, in una partita, lo scacchista francese Louis-Charles de la Bourdonnais la utilizzò contro il Gambetto di Donna di Marshall. L’appellativo “difesa classica” non è ufficiale, ma sarebbe il nome più appropriato data la sua atemporalità. La mossa 2. …e6 libera la via all’Alfiere camposcuro (Af8), accelerando l’arrocco corto, ma tarpa le ali all’Alfiere campochiaro (Ac8), motivo, quest’ultimo, per il quale ai più alti livelli si preferisce la difesa slava con 2. …c6. Alcune continuazioni di 2. …e6 sono diventate talmente consolidate che hanno assunto denominazioni proprie, come la difesa Tarrasch, la difesa semi-slava e la difesa Ortodossa.

Difesa Tarrasch[modifica | modifica wikitesto]

Difesa Tarrasch
abcdefgh
8
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a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
c5 pedone del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
c3 cavallo del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
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Mosse1.d4 d5 2.c4 e6 3. Cc3 c5
Codice ECOD32

ECO D32 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 c5 (difesa Tarrasch) nel 1889 il dottor Siegbert Tarrasch affermava che la propria era l’unica difesa sostenibile contro il Gambetto di Donna,[18] mentre Čigorin ne fu un avversatore e José Raúl Capablanca e Aaron Nimzowitsch (quest’ultimo nonostante fosse un rivale teorico di Tarrasch)[19] la inserirono nel loro repertorio.[20][21] Con l’introduzione della variante denominata sistema Schlechter-Rubinstein (4.cxd5 exd5 5.Cf3 Cc6 6.g3) la difesa Tarrasch fu abbandonata per circa cinquant’anni perché considerata rischiosa dal punto di vista posizionale, per poi essere ripresa da Boris Spassky nel match del Campionato del mondo del 1969 contro Tigran Petrosjan[22] e dal leggendario Garri Kasparov nel match del 1983 di selezione dei candidati per il Campionato del mondo dell’anno successivo contro Beliavsky e Korčnoj:[23] i Campioni del mondo russo e azero ridimensionarono la presunta forza della variante con 6.g3. Analisi successive hanno dimostrato che il Nero può avere controgioco.[24]

ECO D38 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 Ab4 (difesa Ragozin).

ECO D40 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 c5 (difesa semi-Tarrasch).

ECO D43 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 c6 (difesa semi-slava) molto solida, in linea con l’idea di liberare la via all’Alfiere camposcuro (Af8) per un arrocco veloce; essendo una variante di 2. …e6, resta il problema della chiusura dell’Alfiere campochiaro (Ac8), ma la semi-slava ha un attacco sul lato di Donna che il Nero può lanciare subito, dato il Re del Bianco non ancora arroccato; l’attacco inizia dopo 5.Ag5 dxc4 6.e4 b5 e si noti che ciò permette al Nero anche di conservare il pedone offerto in gambetto.

ECO D47 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 c6 5.e3 Cbd7 6.Ad3 dxc4 7.Axc4 b5 (difesa di Merano) séguito importante della semi-slava, adottato contro forti giocatori come Carl Schlechter,[25] Ernst Grünfeld e Vjačeslav Ragozin e da forti giocatori, come Akiba Rubinstein[26] e Capablanca.[27]

ECO D50 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 c5 (variante Been-Koomen)

ECO D52 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Cbd7 5.e3 c6 6.Cf3 Da5 (difesa Cambridge-Springs)

ECO D55 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.Cf3 h6 6.Ah4 0-0 7.e3 (variante Neo-Ortodossa).

ECO D56 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 0-0 6.Cf3 h6 7.Ah4 Ce4 (difesa Lasker).

ECO D58 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 0-0 6.Cf3 h6 7.Ah4 b6 (difesa Tartakower)

Difesa Ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Difesa Ortodossa
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a8 torre del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
f8 torre del nero
g8 re del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
d7 cavallo del nero
e7 alfiere del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
f6 cavallo del nero
d5 pedone del nero
g5 alfiere del bianco
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
c3 cavallo del bianco
e3 pedone del bianco
f3 cavallo del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
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Mosse1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 0-0 6.Cf3 Cbd7
Codice ECOD60

ECO D60 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 0-0 6.Cf3 Cbd7 (difesa Ortodossa) prende il nome da una definizione di essa di S. Tarrasch, che parlandone come la più logica difesa contro il Gambetto di Donna la ritenne <<la difesa più ortodossa>>. Apparì la prima volta nel Torneo internazionale di Londra del 1883, quando fu adottata dal reverendo Arthur Bolland Skipworth contro lo scacchista inglese Henry Edward Bird;[28] tuttavia essa divenne popolare poiché fu centrale nel match per il titolo del Campionato mondiale del 1927 che vide Alexander Alekhine contendere il titolo a J. R. Capablanca.[29][30] La difesa ortodossa attualmente è poco adottata, probabilmente per via del lento sviluppo dell’Alfiere campochiaro (Ac8), bloccato dai suoi stessi pedoni e destinato ad essere sviluppato in fianchetto. Inoltre per il Nero non è possibile, dopo dxc4, conservare il pedone preso. Tematica risulta la spinta liberatoria c5, per un attacco sul lato di Donna, dopo 7.Dc2 h6.


  1. ^ (EN) Magnus Carlsen vs Viswanathan Anand - "Norwegian Wood", su chessgames.com. URL consultato il 22 novembre 2020.
  2. ^ (EN) Sergey Karjakin vs Magnus Carlsen - Carlsen - Karjakin World Championship Match (2016), su chessgames.com. URL consultato il 22 novembre 2020.
  3. ^ (EN) Dronavalli Harika vs Sopiko Guramishvili - Women's World Championship Knockout Tournament (2017), su chessgames.com. URL consultato il 22 novembre 2020.
  4. ^ [https://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1292808 George Atwood vs Fran�ois Andr� Philidor (1794)], su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  5. ^ Harry Nelson Pillsbury vs Frank Marshall (1894) Blind Harry, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  6. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  7. ^ Paul F Johner vs Frank Marshall (1929), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  8. ^ Wilhelm Steinitz vs Mikhail Chigorin (1889), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  9. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  10. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  11. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  12. ^ Raymond Keene, Repertorio di aperture per il Bianco, Milano, Edizione italiana, Ugo Mursia Editore, 1986, p. 13.
  13. ^ Frank Marshall vs Mikhail Chigorin (1902), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  14. ^ Emanuel Lasker vs Adolf Albin (1893), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  15. ^ Carlo Alberto Pagni, Scacchi senza quartiere. Incontri per corrispondenza tra circoli nel sec. XIX, Roma, Caissa Italia editore, 2004, p. 194.
  16. ^ Serafino Dubois, Le principali aperture del giuoco degli scacchi sviluppato secondo i due sistemi italiano e francese, Roma, Monaldi ed., 1869, 1872, 1873, opera a dispense in tre volumi interrotto a p. 144 del terzo volume.
  17. ^ Raymond Keene, Repertorio di aperture per il Bianco, Milano, Edizione italiana, Ugo Mursia Editore, 1986, p. 45.
  18. ^ Raymond Keene, Repertorio di aperture per il Bianco, Milano, Edizione italiana, Ugo Mursia Editore, 1986, p. 13.
  19. ^ Aaron Nimzowitsch, Il mio sistema, Milano, Ugo Mursia editore, 2009, pp. 20-22.
  20. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  21. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  22. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  23. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  24. ^ Raymond Keene, Repertorio di aperture per il Bianco, Milano, Edizione italiana, Ugo Mursia Editore, 1986, p. 27.
  25. ^ Carl Schlechter vs Julius Perlis (1906), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  26. ^ Ernst Gruenfeld vs Akiba Rubinstein (1924), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  27. ^ Viacheslav Ragozin vs Jose Raul Capablanca (1936), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  28. ^ Henry Bird vs Arthur Skipworth (1883), su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  29. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.
  30. ^ CHESSGAMES.COM * Chess game search engine, su www.chessgames.com. URL consultato il 28 aprile 2021.

Cinema e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La regina degli scacchi (1983) è un romanzo di Walter Tevis avente per protagonista Beth Harmon, una bambina prodigio degli scacchi. Il titolo originale The Queen's Gambit è l'equivalente in lingua inglese di gambetto di donna, oltre ad essere un gioco di parole (gambit può anche essere usato nell'accezione stratagemma[1]) ad indicare la capacità di affermazione della protagonista in un mondo incentrato sulla figura maschile. Nel 2020 Netflix ha tratto dal romanzo l'omonima serie televisiva.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ gambit, su wordreference.com. URL consultato il 12 novembre 2020.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raymond Keene, Repertorio di aperture per il Bianco, Milano, Edizione italiana, Ugo Mursia Editore, 1986;
  • Carlo Alberto Pagni, Scacchi senza quartiere. Incontri per corrispondenza tra circoli nel sec. XIX, Roma, Caissa Italia editore, 2004;
  • Serafino Dubois, Le principali aperture del giuoco degli scacchi sviluppato secondo i due sistemi italiano e francese, Roma, Monaldi ed., 1869, 1872, 1873, opera a dispense in tre volumi;
  • Aaron Nimzowitsch, Il mio sistema, Milano, Ugo Mursia editore, 2009.