Gambetto di Budapest

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Gambetto di Budapest
abcdefgh
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
d7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
f6 cavallo del nero
e5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Mosse1. d4 Cf6
2. c4 e5
Codice ECOA51 - A52
OrigineTorneo di Berlino 1918
Evoluzione diGambetto di donna

Il gambetto di Budapest è un'apertura degli scacchi caratterizzata dalle mosse:

  1. d4 Cf6
  2. c4 e5

Fu studiato dai maestri ungheresi Abonyi, Breyer e Baracz nel 1917 e introdotto con successo nel 1918 al torneo di Berlino. Il torneo fu vinto da Milan Vidmar, che impiegò questo gambetto contro Akiba Rubinstein vincendo in sole 24 mosse.[1]

La validità di questo gambetto è controversa. Negli anni '20 conobbe una discreta diffusione, con giocatori del calibro di Xavier Tartakower, Geza Maroczy, Richard Réti e Kurt Richter che lo adottarono spesso nei tornei. Attualmente è giocato solo sporadicamente nei tornei ad alto livello.

Il GM Boris Avrukh, in un suo libro del 2010, ha espresso questa opinione: "Il gambetto di Budapest è un'apertura rispettabile, dubito che ci sia una confutazione. Anche nelle linee dove il bianco riesce a mantenere il pedone di vantaggio, il nero ha sempre un notevole controgioco".[2]

Come in molti altri gambetti, la tattica corretta del bianco è di accettare il pedone e di restituirlo a tempo debito in cambio di un vantaggio posizionale.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 1. d4 Cf6 2. c4 e5, non è consigliabile giocare 3. d5 per lo spazio che si concede all'alfiere alfiere camposcuro del nero, per cui di solito il bianco accetta il gambetto con 3. dxe5.

Continuazioni principali:

  • variante Adler:  3…Cg4 4. Cf3[3]
  • variante Rubinstein:  3…Cg4 4. Af4
  • variante Alekhine:  3…Cg4 4. e4
  • variante Fajarowicz:  3…Ce4[4]

Il Bianco deve fare attenzione ad evitare alcuni possibili tranelli, tra cui:

  • 1. d4 Cf6 2. c4 e5 3. dxe5 Cg4 4. Af4 Cc6 5. Cf3 Ab4+ 6. Cbd2 De7 7. a3 Cgxe5 8. Cxe5 Cxe5 9. axb4 Cd3# (Matto di Budapest).
  • 1. d4 Cf6 2. c4 e5 3. dxe5 Cg4 4. Dd4 d6 5. exd6 Axd6 (adesso se 6. Dxg7 Ae5 e la donna non ha scampo) 6. De4+ eccetera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La partita Rubinstein-Vidmar su Chessgames.com
  2. ^ Avrukh, Boris (2010). 1.d4 Volume Two. Quality Chess. p. 91.
  3. ^ Il nome deriva dalla partita Adler-Maroczy, Budapest 1898
  4. ^ Questa variante fu introdotta nella partita Steiner - Fajarowicz, Wiesbaden 1928.

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