Gambara (famiglia)

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Gambara
Coa fam ITA gambarelli.jpg
D'oro al gambero di rosso posto in palo
FondatoreAncilao
Data di fondazioneX secolo

I Gàmbara furono un'antica famiglia di nobili origini di provenienza bavarese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo dei Gambara a Pralboino. L'edificio attuale venne edificato nel Settecento da Alemanno Gambara, che fece distruggere il castello-reggia medievale in cui era nata Veronica

I Gambara discesero in Italia (nel bresciano) durante le invasioni barbariche. Al tempo delle depredazioni magiare difesero strenuamente gli abati del monastero di Leno.

Il primo membro della famiglia di cui si abbiano notizie storiche, Acilao (o Ancilao) (X secolo), difese l'abbazia lenese dagli Ungari, ricompensato dall'abate Donnino con il feudo di Gambara, da cui la famiglia prese il nome. Il gambero rosso dello stemma - che nacque nell'occasione - rimanda chiaramente al crostaceo, la cui assonanza con il cognome dei nuovi feudatari è evidente. Tuttavia, Gambara deriverebbe dal nome di una leggendaria valchiria omonima, calata in Italia assieme ai figli guerrieri per sostenere la spedizione del re Alboino nel VI secolo.[1]

Col passare del tempo il loro prestigio aumentò anche in sincronia con il rapido declino del monastero di Leno; fu così che i Gambara ottennero numerose terre riuscendo a creare una piccola seppur vera e propria organizzazione statale nella zona centro-orientale della Bassa Bresciana, venendosi a scontrare con i Martinengo, che possedevano la zona occidentale della pianura bresciana. A partire dal Quattrocento ebbero come centro principale Pralboino. Gianfrancesco, il padre della celebre poetessa Veronica, fu a servizio dei veneziani, combattendo per loro nella battaglia della Ghiaradadda (1509). Si schierò in seguito con i francesi, ciambellano e gentiluomo da camera di Luigi XII. Dopo aver accresciuto il prestigio familiare, ottenendo possedimenti a Verolanuova e Cremona, ottenne così i feudi di Manerbio e Quinzano.[2]

La famiglia abbandonò solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento l'ultimo comune.

Stemma di famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Pralboino, stemma su Palazzo Gambara

Lo stemma della famiglia Gambara consiste in un gambero di rosso visto di dorso posto in palo su oro.[3]

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Rami[modifica | modifica wikitesto]

Dimore[modifica | modifica wikitesto]

Le dimore nella città di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Insediamenti nella Bassa Bresciana[modifica | modifica wikitesto]

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

  • Gambara, paese della bassa bresciana da dove è originaria la famiglia.
  • Fiume Gambara, canale idrico creato dalla famiglia per migliorare l'irrigazione dei propri terreni.
  • Roggia Gambaresca

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D. Pizzagalli, La signora della poesia. Vita e passioni di Veronica Gambara, artista del Rinascimento, Milano, Rizzoli, 2004, p. 14
  2. ^ F. Balestrini, Veronica Gambara, in AA. VV., Profili di donne nella storia di Brescia, Brescia, Giornale di Brescia, 1986, pp. 146-149
  3. ^ Leone marinato - un sito su araldica, su www.leonemarinato.it. URL consultato il 22 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Gambara di Brescia, Torino, 1835, ISBN non esistente.
  • A.A.V.V., Fasti e splendori dei Gambara, Brescia, 2010, ISBN 978-88-7385-823-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]