Galleghi

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Galiziani
Gaiteiros em romaria galega.jpg
Gaiteiros galiziani
 
Luogo d'origineFlag of Galicia.svg Galizia
(Spagna Spagna)
Popolazione~10 milioni
Linguagallego, spagnolo
ReligioneCattolicesimo
Gruppi correlatiportoghesi, spagnoli
Distribuzione
Spagna Spagna[1]
Flag of Galicia.svg Galizia
Resto della Spagna
 
2.737.370
374.307
Argentina Argentina 118.085 - 1.000.000.[1]
Venezuela Venezuela 33.443[1]
Brasile Brasile 29.601- 7.000.000.[1]
Svizzera Svizzera 29.075.[1]
Uruguay Uruguay 28.470[1]
Francia Francia 16.026[1]
Germania Germania 13.254[1]
Cuba Cuba 11.114.[1]
Regno Unito Regno Unito 10.051.[1]
Messico Messico 9.482.[1]
Portogallo Portogallo 2.787.[1]

I galleghi (anche chiamati galeghi, gaglieghi[2] o galiziani[3]; in gallego galegos, in spagnolo gallegos) sono il gruppo etnico correlato alla Galizia, regione storica e amministrativa situata nel nordovest della penisola iberica.

A causa della lunga associazione alla Spagna, lo spagnolo è ampiamente parlato tra i galleghi, sebbene sia diffuso anche l'utilizzo del gallego[4], che in Galizia ha status di lingua ufficiale accanto allo spagnolo.

L'identità celtica[modifica | modifica wikitesto]

Croce intrecciata, Santiago de Compostela

Nel XIX secolo un gruppo di scrittori e studiosi romantici e nazionalisti, tra i quali Eduardo Pondal e Manuel Murguía[5], guidò in Galizia una "rinascita celtica" inizialmente basata sulle testimonianze storiche di antichi autori romani e greci (Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Strabone e Tolomeo), che scrissero dei popoli celtici che abitavano la Galizia; questo revival fu anche basato su dati linguistici e onomastici[6], e sulla somiglianza di alcuni aspetti della cultura e della geografia della Galizia con quelli dei paesi celtici come Irlanda, Bretagna e Gran Bretagna[7][8]. Le somiglianze includono leggende e tradizioni, arti decorative e popolari e musica[9], ma anche il verde paesaggio collinare o l'ubiquità delle fortezze dell'età del ferro, megaliti neolitici e coppe e anelli dell'età del bronzo. Lo strumento musicale tradizionale galiziano, la gaita, appartiene alla famiglia delle cornamuse, preponderanti nelle tradizioni musicali scozzese e irlandese.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo questa rinascita ha permeato la società galiziana: nel 1916 Os Pinos, una poesia di Eduardo Pondal, fu scelta come testo del nuovo inno galiziano. La poesia contiene alcuni espliciti riferimenti ai Celti, come "figli dei nobili Celti" o "della patria di Breogán"[10] Il passato celtico è divenuto parte integrante dell'auto-percepita identità galiziana [11]: di conseguenza un numero importante di associazioni culturali e società sportive ricevettero nomi legati ai Celti, tra cui Celta de Vigo, Céltiga FC o Fillos de Breogán. Dagli anni '70 sono popolari anche alcuni festival culturali e musicali di stampo celtico, tra cui il più notevole è il Festival Internacional do Mundo Celta de Ortigueira, e allo stesso tempo gruppi musicali e interpreti popolari galiziani sono diventati partecipanti abituali ai festival celtici altrove, come nel Festival interceltico di Lorient[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Censo electoral de galegos residentes no estranxeiro a 1 de abril de 2008, segundo país de residencia e provincia de inscrición Archiviato il 3 febbraio 2009 in Internet Archive.
  2. ^ Il DOP dà la forma prioritaria gallego e accetta le varianti galego e gagliego; non riconosce la forma galiziano. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "gallego", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Galiziano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 5 luglio 2016.
  4. ^ Persoas segundo a lingua na que falan habitualmente. Ano 2003, su Ige.eu. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  5. ^ F. J. (coord.) González García, Los pueblos de la Galicia céltica, Madrid, Ediciones Akal, 2007, pp. 19–49, ISBN 978-84-460-2260-2.
  6. ^ John T. Koch editor, Celtic culture a historical encyclopedia, Santa Barbara, Calif., ABC-CLIO, 2006, pp. 788–791, ISBN 1-85109-445-8.
  7. ^ Alfredo González-Ruibal, Artistic Expression and Material Culture in Celtic Gallaecia, in E-Keltoi, vol. 6, 20 dicembre 2004, pp. 113–166.
  8. ^ Marco V. García Quintela, Celtic Elements in Northwestern Spain in Pre-Roman times (PDF), in E-Keltoi, vol. 6, 10 agosto 2005, pp. 497–569. URL consultato il 10 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2015).
  9. ^ Manuel Alberro, Celtic Legacy in Galicia (PDF), in E-Keltoi, vol. 6, 6 gennaio 2008, pp. 1005–1034. URL consultato il 10 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2011).
  10. ^ Himno Gallego, su himnogallego.com. URL consultato il 10 maggio 2014.
  11. ^ F. J. (coord.) González García, Los pueblos de la Galicia céltica, Madrid, Ediciones Akal, 2007, p. 9, ISBN 978-84-460-2260-2.
  12. ^ Alain Cabon, Le Festival Interceltique de Lorient : quarante ans au coeur du monde celte, Rennes, Éditions Ouest-France, 2010, p. 28, ISBN 978-2-7373-5223-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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