Galassia a spirale superluminosa

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2MASX J16394598+4609058 (galassia super spirale) (SDSS DR14)

Una galassia a spirale superluminosa, o anche galassia a spirale supermassiccia o galassia super spirale[1], è una galassia di grandi dimensioni, massiccia e luminosa con morfologia insolitamente a spirale[2].

Questa tipologia è stata individuata da un gruppo di astrofisici guidati da Patrick Ogle del California Institute of Technology di Pasadena analizzando il vasto archivio online del NASA/IPAC Extragalactic Database (NED) comprendente oltre 100 milioni di galassie[3]. In questo database, da un campione di circa 800.000 galassie poste a redshift z < 0,3 corrispondente a una distanza entro 1 Gpc (3,5 miliardi di a.l.) circa dalla Terra, sono state estrapolate 53 galassie più luminose che inaspettatamente invece di essere galassie ellittiche sono risultate galassie a spirale[3]. Nessuna di queste galassie si trova nelle nostre vicinanze in quanto la più vicina è posta a circa 1,2 miliardi di anni luce dalla Terra[3].

Tra le caratteristiche più salienti, in confronto con la Via Lattea, sono stati rilevati la luminosità che è da 8 a 14 volte, la massa fino a 10 volte superiore e il disco da 2 a 4 volte maggiore rispetto alla nostra galassia[3]. La più estesa galassia del campione, 2MASX J16394598+4609058, ha un diametro di 134 kpc (circa 440.000 anni luce), quindi circa 4 volte la Via Lattea[3].

Queste galassie super spirali emettono grandi quantità di radiazione infrarossa e ultravioletta, segno di una elevata attività di formazione stellare che è risultata compresa tra 5 e 65 (in media 30) masse solari/anno[3]. Infine, quattro di queste galassie contengono un doppio nucleo galattico probabilmente perché si sta completando un processo di fusione di galassie[3]. Questi dati conducono alla necessità di riconsiderare e approfondire i meccanismi della formazione ed evoluzione delle galassie[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Santorelli, Galassie a spirale supermassicce e loro ricerca nel database WINGS
  2. ^ a b Tony Greicius, Astronomers Discover Colossal 'Super Spiral' Galaxies, su NASA, 16 marzo 2016. URL consultato il 1º giugno 2020.
  3. ^ a b c d e f g Patrick M. Ogle, Lauranne Lanz e Cyril Nader, SUPERLUMINOUS SPIRAL GALAXIES, in The Astrophysical Journal, vol. 817, n. 2, 27 gennaio 2016, p. 109, DOI:10.3847/0004-637X/817/2/109. URL consultato il 1º giugno 2020.

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