Gaio Aquilio Gallo

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Gaio Aquilio Gallo (II secolo a.C.I secolo a.C.) è stato un politico e giurista romano.

Nel 66 a.C. fu nominato pretore. Esperto giureconsulto, introdusse la stipulazione aquiliana come strumento di risoluzione delle controversie sinallagmatiche. Studiò anche determinate fattispecie di truffa, codificate con il procedimento de dolo malo[1] (actio de dolo).

Fu arbitro fra Cicerone e Gaio Calpurnio Pisone in una querela per un'azione di rivendicazione fondata sull'interdetto de vi armata[2].

Seguace e allievo di Quinto Muzio Scevola il Pontefice, fu tra i giureconsulti muciani (contrapposti ai serviani di Servio Sulpicio Rufo)[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marcus Tullius Cicero, Nino Marinone (a cura di), Opere politiche e filosofiche: I termini estremi del bene e del male. Discussioni tusculane. La natura degli dei, in Classici latini, Volume 2: Opere politiche e filosofiche, UTET (Unione tipografico-editrice torinese), 1955
  2. ^ Cicerone difendeva Aulo Cecina e i riferimenti sono nell'orazione ''Pro Aulo Cecina'', 69-71 a.C.
  3. ^ Mario Martelli, Interpres, Volume 26, Salerno editrice, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaio Aquilio Gallo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
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