Gaetano Vasari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gaetano Vasari
Nazionalità Italia Italia
Altezza 169 cm
Peso 62 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante, ala
Ritirato 2012
Carriera
Squadre di club1
1985-1989Cagliari ? (?)
1989-1990 non conosciuta Jatina ? (?)
1990-1993 600px bisection vertical HEX-1D913D Black.svg Partinicaudace 55 (18)
1993-1994 Trapani 33 (11)
1994-1995 Acireale 36 (4)
1995-1997 Palermo 69 (16)
1997-1999 Cagliari 69 (3)
1999-2001 Sampdoria 48 (6)
2001 Lecce 12 (2)
2001-2002 Sampdoria 28 (7)
2002-2003 Cesena 11 (1)
2003-2004 Palermo 25 (1)
2004-2005 Vittoria 32 (1)
2005-2006 Trapani 3 (3)
2010-2012 Flag maroon HEX-7B1C20.svg Palermitana ? (?)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gaetano Vasari – detto Tanino[1] – (Palermo, 1º settembre 1970) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

In carriera ha totalizzato complessivamente 45 presenze e tre reti in Serie A e 242 presenze e 36 reti in Serie B.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È soprannominato Topolino e Speedy Vasari.[2]

Suo padre Ferdinando era un barbiere, e spesso veniva aiutato dal figlio che svolgeva anche lavori garzone di bar, poi come apprendista barbiere proprio nel salone del padre.[3]

Sposato con Maria, ha tre figli: a due figlie femmine si è successivamente aggiunto Ferdinando.[2]

Dopo il ritiro ha comprato il panificio Caldopane nei pressi dello stadio Renzo Barbera.[4][5]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Abile e veloce, nasce come seconda punta e mantiene questo ruolo fin quando, con Gian Piero Ventura a Cagliari, arretra il raggio d'azione di trenta metri diventando un fluidificante offensivo, l'esterno destro del 3-5-2 tipico dell'allenatore genovese.[1]

Con Ignazio Arcoleo diventò un attaccante esterno capace di saltare l'uomo e di convergere al centro cercando eventualmente la conclusione a rete.[6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Notato dal talent scout Andrea Brancato, nel 1985 inizia a giocare nel Cagliari, squadra di Seconda Categoria palermitana (nulla a che vedere con la squadra sarda in cui militerà in seguito),[1][3] quindi passa alla Jatina, in Prima Categoria, nel 1989, guadagnando 20 000 lire a partita più le spese.[6] Suo padre Ferdinando guardava ogni partita del figlio, e il ragazzo esordì a cinque minuti dalla fine di una partita contro i Cantieri Navali: dopo sessanta secondi Vasari segnò il gol vittoria.[2]

Gioca poi con Partinicaudace, in Interregionale,[6] dove guadagna 700 000 lire mensili più 100 000 lire per ogni gol.[2]

Nel frattempo sposa Maria, e per portare avanti la famiglia è in cerca di ingaggi migliori, ma il Modena e il Foggia di Zdeněk Zeman lo scartano.[2] Passa quindi al Trapani per volontà di Ignazio Arcoleo[6] e successivamente si trasferisce all'Acireale (favorito ancora da Arcoleo).[6]

Nella stagione 1995-1996 è al Palermo, in Serie B, dove resta per due stagioni giocando su ottimi livelli[7] nel Palermo dei picciotti ritrovando ancora Ignazio Arcoleo, principale artefice del suo arrivo in rosanero.[6] Per acquistarlo i rosanero spesero più di 200 milioni di lire.[6] Esordisce con il Palermo nella partita di Coppa Italia contro il Parma, segnando la doppietta finale nel 3-0 con cui i rosanero vinsero la partita.[7]

Passa poi al Cagliari, fortemente voluto dall'allenatore Gian Piero Ventura,[1] dove ottiene la promozione in massima serie, e debutta in Serie A al suo secondo anno in Sardegna, il 1998-1999.

Dopo due stagioni si trasferisce alla Sampdoria, in Serie B insieme al mister Ventura. Giocando in maglia blucerchiata risulta ii miglior assistman del campionato.[8]

Nel gennaio 2001 torna in massima serie con la maglia del Lecce. In giallorosso realizza una doppietta in Lecce-Lazio (2-1), ultima giornata del campionato di Serie A 2000-2001: proprio questi due gol permettono ai giallorossi di ottenere la salvezza.

Rientrato dal prestito, Vasari gioca un altro anno con la Sampdoria in Serie B, prima di passare al Cesena in Serie C1, disputando 11 partite con un gol nel 2002-2003.

In procinto di restare ancora a Cesena, riceve un'improvvisa chiamata da parte dell'allora direttore sportivo del Palermo Rino Foschi, che lo convince ad accettare di ritornare nel capoluogo siciliano facendogli di fatto rinunciare all'ingaggio di 500 milioni di lire che percepiva con la società romagnola.[6] Nella stagione 2003-2004, con un contratto a gettoni,[9] partecipa alla storica promozione del Palermo in Serie A, segnando la sua unica rete stagionale nell'ultima partita del campionato contro il Bari (3-0 al Barbera), entrando a partita in corso, che tanto ci teneva a lasciare il segno per dedicare questo traguardo al padre scomparso a causa di un male incurabile.[1][2][10] Si trasferisce poi al Vittoria (in serie C1). Da marzo a giugno 2006 ha militato nel Trapani, in Serie D, dietro desiderio di mister Ignazio Arcoleo, suo ex allenatore. Dopo questa esperienza terminata con una retrocessione nel campionato di Eccellenza, Vasari ha abbandonato il calcio giocato ed ha aperto un panificio a pochi passi dallo Stadio Renzo Barbera di Palermo.[1][6]

Nel 2010 accetta l'offerta di Giuseppe Lo Giudice, Presidente della Palermitana, una squadra dilettantistica di Carini appena promossa in Promozione dopo aver vinto il campionato di Prima Categoria. Insieme a lui in quest'esperienza ci sono anche Antonino Cardinale e Massimiliano La Vardera, che giocarono con Vasari nel Palermo dei picciotti.[11][12]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Trapani: 1993-1994
Palermo: 2003-2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p. 253, ISBN 88-8207-144-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]