Gabriella Rasponi Spalletti

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Gabriella Rasponi Spalletti (Ravenna, 10 aprile 1853Roma, 29 ottobre 1931) è stata un'attivista e aristocratica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gabriella Rasponi Bonanzi nacque il 10 aprile 1853 a Ravenna; figlia di Cesare Rasponi Bonanzi (1822-1886), vice-console di Francia, deputato e poi senatore del Regno d'Italia, e di Letizia Rasponi Murat (1832-1906), figlia del conte Giulio Rasponi e nipote di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte.[1]

Prima di trasferirsi a Roma al seguito del marito Venceslao Spalletti Trivelli, divenuto Senatore del Regno d'Italia nel 1884, e di aprire le porte del suo salotto capitolino a intellettuali come Marco Minghetti e Ruggero Bonghi, visse a Reggio Emilia.[2]

Nel 1901 fece costruire una villa vicino al Quirinale. L'edificio, noto come Villa Spalletti Trivelli, è un villino urbano con giardino all'italiana che ospita oggi un hotel di lusso dallo stesso nome.[3]

Morì il 29 ottobre 1931 a Roma.

Scuola di modano e ricamo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1897 organizzò un laboratorio di merletto a filet in una delle sue ville a Quarrata. Il laboratorio, nato con l'obiettivo di migliorare la vita delle operaie, si trasformò successivamente in uno dei primi istituti professionali per donne in Italia. Le opere prodotte nel laboratorio, finanziato da Gabriella Rasponi Spalletti, ebbero presto successo, tanto da essere commercializzate a partire dal 1903 dalla ditta "Francesco Navone" e da essere esposte a Roma (1902), Siena (1904), Genova (1905) e, all'estero, all'Esposizione universale di Saint Louis del 1904, nella quale si aggiudicarono il Gran Premio. Nel 1912 la scuola diventò una cooperativa e prese il nome di Scuola di modano e ricamo Contessa Spalletti, Lucciano - Quarrata.[4] Nel 1924 della società di mutuo soccorso facevano parte 450 socie.

Consiglio Nazionale delle Donne Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Gabriella Rasponi Spalletti fu anche presidente del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane, sostenendo il suffragio universale e istituendo un Comitato di sostegno per le vittime del terremoto di Messina del 1908. Per quest'ultima iniziativa la regina Elena le conferì la missione ufficiale di tutrice di minori. Fu la prima donna a ottenere questo incarico.[5]

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe cinque figli:

  • Giambattista Spalletti Trivelli (1890 - 1967);
  • Cesare Spalletti Trivelli (1892 – 1966);
  • Maria Luisa Spalletti Trivelli (1871 – 1875);
  • Carolina Spalletti Trivelli (1873 – 1940).
  • Rosalia Spalletti Trivelli

Note bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rasponi Spalletti, Gabriella in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 27 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 26 novembre 2019).
  2. ^ Spalletti Rasponi Gabriella, su Pari opportunità. URL consultato il 27 maggio 2020.
  3. ^ Villa Spalletti Trivelli, su villaspallettitrivelli.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  4. ^ www.comunequarrata.it, http://www.comunequarrata.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2338/UT/systemPrint. URL consultato il 27 maggio 2020.
  5. ^ Spalletti Rasponi Gabriella, su Pari opportunità. URL consultato il 27 maggio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Gabriella Spalletti Rasponi, Il voto alla donna, Roma, s.n., 1920.
  2. Umberto Foschi, La contessa Gabriella Spalletti Rasponi, pioniera del femminismo italiano, Cesena, Stilgraf, 1997.
  3. Nel fausto giorno delle nozze del conte Venceslao Spalletti-Trivelli di Reggio nell'Emilia colla contessa Gabriella Rasponi di Ravenna, Reggio nell'Emilia, pei tipi di Stefano Calderini, 1870.
  4. Consiglio nazionale delle donne italiane, Egregia signora, il patriottico slancio con la quale le donne italiane, Gabriella Spalletti Rasponi (ed.), Torino, Tipografia Del Signore, 1914.
  5. Cenni biografici degli scrittori ed illustri personaggi che fiorirono nella nobil casa Rasponi di Ravenna: dedicati al conte Cesare Rasponi quando la figlia sua Gabriella maritavasi al conte Venceslao Spalletti-Trivelli di Reggio nell'Emilia, Andrea Ferretti (ed.), Reggio nell'Emilia, Calderini, 1870.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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