Gabriela Andersen-Schiess

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gabriela Andersen-Schiess
Nazionalità Svizzera Svizzera
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Maratona
 

Gabriela Andersen-Schiess (20 marzo 1945) è un'ex atleta svizzera nota in particolare per il malore che ebbe durante la maratona femminile delle Olimpiadi di Los Angeles 1984.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vittima di un colpo di calore, la maratoneta entrò barcollante nello stadio ed impiegò oltre 5 minuti a compiere l'ultimo giro di pista. Medici e paramedici la seguirono da vicino e stavano per intervenire, ma lei li allontanò con un gesto per evitare la squalifica.[1] L'episodio fu simile a quello accaduto ad inizio secolo all'italiano Dorando Petri. Quando l'atleta crollò subito dopo l'arrivo, i soccorsi furono immediati. Fortunatamente la donna si riprese velocemente, e venne dimessa dopo poche ore.[1]

Gabriela Andersen-Schiess, che aveva allora 39 anni e faceva l'istruttrice di sci, non era in lotta per una medaglia. Aveva già un distacco di venti minuti sulla vincitrice della gara, Joan Benoit, quando entrò nello stadio, e alla fine si classificò al 37mo posto. Le immagini del suo drammatico ultimo giro vennero trasmesse in tutto il mondo, e commossero molte persone[2]. Fu uno dei momenti che vennero maggiormente ricordati di quell'edizione dei Giochi olimpici.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Una svizzera allo stremo imito' Pietri al Coliseum, Corriere.it, 28 luglio 1996.
  2. ^ Un giorno, un'impresa, Fidal.it, 20 marzo 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]