Gōjū-ryū

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Goju-Ryu (Kanji)

Gōjū-ryū (剛柔流, in Giapponese sta per "stile duro-morbido", o "scuola (ryū) della durezza (Gō) e cedevolezza (jū)") è uno dei principali stili del karate di Okinawa e rappresenta una combinazione di tecniche "dure e morbide". , che vuol dire duro/sodo, si riferisce a tecniche di mano chiusa con attacchi lineari e diritti; , che vuole dire morbido/molle, assegna tecniche di mano aperta e movimenti circolari. Maggiore enfasi viene data alla respirazione corretta. Il Gōjū-ryū utilizza metodiche che includono la fortificazione e il condizionamento del corpo, approcci di base al combattimento e esercizi con partner.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chōjun Miyagi, allievo di Kanryo Higaonna (fondatore del Naha-te) fondò questo stile. Il termine Gōjū fu tratto dal maestro Miyagi da un precetto di un passaggio intitolato "Kenpo Hakku", in un capitolo del "Bubishi" che recita: «Ho wa gōjū wo tondo su»[1], che significa "La legge dell'universo respira dura e morbida". Il Gōjū-ryū deriva dall'antico Naha-te. Gōjū vuol dire "duro" (Gō) e "morbido" (Jū), ovvero uno stile che abbina tecniche dure a tecniche morbide. Questo stile è quello che ha ricevuto la maggior influenza cinese, poiché Kanryo Higaonna andò nella città cinese di Fuzhou a studiare l'arte del Chi-chi (o "boxe cinese") e il suo allievo Miyagi passò 4 anni (1904-1908) in quella città a studiare quelle forme. Si dice che Higaonna studiò lo stile "appeso" di Shao Lin Chuan, uno degli stili a pugno duro o esterno del Chi-chi; Myiagi studiò quindi lo Shao Lin Chuan ma anche il Pa Kua Chang o della "palma-mano degli 8 trigrammi", uno degli stili a pugno morbido o interno. La dottrina di combinare queste due arti opposte è detta Wu Pei Chi. Avendo appreso questi due stili, insieme al Naha-te di Higaonna, egli trasformò il karate nel karate di stile gōjū-ryū. Il Gōjū-ryū fu riconosciuto stabilmente in Giappone in due occasioni:

  • nel 1933 venne riconosciuto come budō dalla Dai Nippon Butoku Kai, ovvero fu riconosciuto come arte marziale moderna (gendai budo). Il Gōjū-ryū fu la prima scuola di Karate ufficialmente riconosciuta dal budō nel Giappone dal Butoku Kai e unico stile di karate con una piena rappresentazione sia ad Okinawa che in Giappone. Questo riconoscimento mette lo stile Goju-ryu Karate-do fra le moderne arti marziali (o Gendai Budo).
  • nell'anno 1998, quando la Dai Nippon Butoku Kai riconobbe il Goju-ryu Karate-do come un'antica forma di arte marziale (koryū) e come bujutsu (ovvero le arti marziali disarmate).[2][3] Il riconoscimento quale koryu bujutsu indica un cambiamento nella visione della società giapponese nelle relazioni fra Giappone, Okinawa e Cina. Fino al 1998, infatti, solamente le arti marziali praticate in Giappone dai samurai venivano accettate come koryu bujutsu.[senza fonte]
Il fondatore del Gōjū-ryū Chōjun Miyagi (宮城 長順, Miyagi Chōjun, 1888–1953)

Lo studente più promettente di Kanryo Higashionna fu Chōjun Miyagi (1888 – 1953), che cominciò ad addestrarsi sin dall'età di 14 anni. Nel 1915 Miyagi ed il suo amico Wu Xiangui (conosciuto come Go Kenki) andarono a Fuchou alla ricerca dell'insegnante di Higaonna. Stettero per un anno a studiare sotto molti maestri, ma la vecchia scuola chiuse a causa della Ribellione dei Boxer. Al loro ritorno, Higaonna morì. Molti degli studenti di Higaonna continuarono ad addestrarsi con Miyagi e fu a loro che egli presentò un kata chiamato Tensho, che aveva adattato dal Rokkishu, probabilmente la scuola della Gru Bianca del Fujian[4][5].

Nel 1925 Miyagi fece una dimostrazione per il principe Chichibu-Nomiya, e poco dopo, nel 1926, fondò l’Okinawa Karate Kenkyu-Kai (Club per la Ricerca del Karate di Okinawa), insieme a Chomo Hanashiro (Shuri-te), Choyu Motobu (Tomari-te) and Kenwa Mabuni. Un anno dopo, Chojun Miyagi dimostrò a Jigoro Kano, tecniche di presa, bloccaggio e proiezioni nonché l’esatto utilizzo del respiro. Kano rimase molto impressionato da questo toudijutsu ed introdusse Miyagi, accompagnato dall’amico Mabuni, in Giappone.

Nel 1933 Chojun Miyagi registrò 'toudi' ufficialmente come Goju-Ryu presso l’istituzione giapponese che regolava il Budo, la prestigiosa Dai Nippon Butokukai, “l’Associazione di tutte le Arti Marziali Giapponesi”.

In seguito a Miyagi fu reso merito dal Ministro dell’Educazione Fisica, ricevette il più alto onore del Dai Nippon Butokukai e fu insignito come rappresentante del dipartimento Butokukai per Okinawa.

Il 25 Ottobre del 1936 Miyagi si riunì con i più insigni maestri di Okinawa e cambiarono il nome toudijutsu in Karate-Do.

Miyagi muore improvvisamente nel 1953, senza nominare ufficialmente un suo erede: ciò ha fatto sì che diversi suoi allievi (diretti o meno) si siano autoproclamati come suoi successori e che all'interno dello stile si sviluppassero diverse correnti.

Di fatto l'unico allievo di Miyagi che ricevette ufficialmente il titolo di successore fu EIICHI MIYAZATO . La decisione venne presa in una riunione nel Febbraio del 1955 dal Comitato Generale del Gojuryu di Okinawa (Goju Kai) formato dai suoi studenti più anziani (tra i quali: Nakaima Genkai, Madanbashi Keiyo, Meitoku Yagi, Iha Koshin) e con la presenza del secondo genitio di Miyagi, Kin e sentita anche la vedova di Miyagi. Questi confermarono che più volte Miyagi gli aveva indicato comunicato come Ei'ichi Miyazato era l'unico che poteva succedergli. Quest'ultimo venne quindi votato quasi all'unanimità (un solo voto contrario) come ufficiale successori di Chojun Miyagi.

EI'ICHI MIYAZATO entrò nel Dojo di Miyagi nel 1935 all'età di 13 anni. Tranne che per una breve pausa durante la seconda guerra mondiale, egli non lasciò mai il suo Maestro fino alla sua morte. Oltre il karate, cominciò a praticare anche Judo, divenendo il campione di Okinawa e 7º Dan (8° post mortem).

Insegnava con Miyagi all'accademia di polizia e quando questo morì continuò lui gli allenamenti al Dojo in Giardino di casa Miyagi.

Dopo la nomina a successore di Miyagi del 1955 e visto il crescente numero degli studenti al giardino, con il permesso della famiglia Miyagi, nel 1956 aprì il suo Dojo Jundokan. JUN 順 che significa "ordine" ma è anche il diminutivo di Chojun Miyagi, DO 道 significa via e KAN 館 casa, ovvero "Casa dove si segue la Via di Chojun Miyagi". Qui si trasferirono tutti gli studenti del garden dojo. Per il Jundokan sono passati migliaia di allievi e si sono formati tutti i più conosciuti Maestri di Goju Ryu del mondo quali, tra gli altri: Seikichi Kinjo, Morio Higaonna, Hyoshio Hichyia, Tetsunosuke Yasuda, Teruo Chinen, Masaji Taira, Tetsu Gima, Masanari Kikukawa e Tsuneo Kinjo.

Miyazato fu fondatore e presidente fino alla sua morte anche della Okinawa Goju Ryu Karate Do Kyokai (OGKK) .

Nel 1988 riceve il 10°DAN e viene riconosciuto Patrimonio Nazionale Vivente dal Governo Giapponese.

Morì nel 1999. Oggi il Jundokan é portato avanti dal figlio Yoshihiro Miyazato sotto la direzione tecnica del M° Tetsunosuke Yasuda (10º Dan).

Oltre a Miyazato, gli allievi più conosciuti di Miyagi furono:

SEIKO HIGA: Nacque nel 1898 nella città di Naha. All'età di 13 anni cominciò a frequentare il Dojo di Kanryo Higaonna e vi rimase fino alla morte di quest'ultimo nel 1917 e continuò la pratica con Chojun Miyagi. Aprì un suo Dojo indipendente ad Okinawa: a Kumoji, nel 1931. Ottenne il grado di renshi dal Dai Nippon Butokukai. Alla fine della seconda guerra mondiale sua moglie muore ed egli si trasferisce nella casa del suo studente Seikichi Toguchi (fondatore della corrente Shoreikan) ed assieme a Lui apre nel 1947 l'Higa Dojo a itoman. Muore il 16 aprile 1966, all'età di 68 anni. Higa dedicò letteralmente la sua vita al karate.

JINAN SHINZATO: Uno dei primi allievi di Miyagi nacque a Kume, Naha, nel 1901. Crebbesotto l'insegnamento del M°Miyagi. Entrò in polizia, dove studiò anche il Judo. Nel 1939 ricevette il titolo di renshi dal Dai Nippon Butokukai e più tardi, dopo aver lasciato il corpo di polizia insegno nei club di karate e di judo della Scuola Commerciale della prefettura. Era l'allievo più promettente di Miyagi, lo stesso che ispirò Miyagi nella coniazione del nome Goju Ryu. Jinan Shinzato sarebbe probabilmente stato l'erede designato di Miyagi, ma rimase ucciso a Kin nella parte settentrionale di Okinawa durante la battaglia di Okinawa del 1945.

MEITOKU YAGI: Nacque nel 1912. Cominciò a praticare Karate all'età di 13 anni, presentato al M° Miyagi da un suo zio. Continuò ad allenarsi sotto Miyagi fino al quando, con il permesso di questo, aprì un suo Dojo (il primo autorizzato da Miyagi). Dopo la morte di Miyagi denominò la sua scuola "Meibukan", di fatto creando un'altra corrente in seno al Goju Ryu. Dopo Insegna in un piccolo Dojo di legno a Kume, Naha.

GOGEN YAMAGUCHI: nacque nel 1909 nella prefettura di kagoshima in Giappone e morì nel 1989 a Tokyo. Cominciò la pratica del karate mentre era studente della Ritsumeikan University di Kyoto. Yamaguchi conobbe uno studente di nome Jitsuei Yogi che era stato allievo del maestro Miyagi a Okinawa e assieme a lui creò in seno all'università un nuovo Goju- Ryu karate club di cui Yogi divenne l'insegnante. Il Maestro Miyagi visitò Kyoto due volte e vi tenne stages.

Yamaguchi ha rivendicato di essere il successore di Miyagi, ma quando nel 1978 vari studenti di Miyagi provenienti da Okinawa (Toguchi, Yagi..) assieme a molti Maestri giapponesi di Goju-Ryu parteciparono al 25° memoriale in onore del loro Maestro, lo stesso Yamaguchi pubblicamente riconobbe di non essere stato allenato molto a lungo dal Maestro Miyagi ma solatamente che quest'ultimo gli aveva chiesto specificamente di aiutarlo a promuovere il Goju-Ryu in giappone.

Per questo motivo il Goju-Ryu insegnato in Giappone e derivante dalla Scuola del Maestro Yamaguchi differisce dall'insegnamento del M° Miyagi, al punto che lo stesso ha creato una sua corrente di stile chiamata "Goju Kai".

L'insegnamento del Maestro Gogen Yamaguchi è proseguito con l'opera del figlio Gosei Yamaguchi, fondatore della GojuKai.

Allievo di rilievo del Maestro Yamaguchi, e fondatore a sua volta di una corrente di Goju-Ryu è il Maestro Ghonnoyoe Yamamoto.


Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Molta enfasi viene data alla respirazione: la respirazione ibuki. Le contrazioni muscolari, i movimenti lenti e potenti caratteristici di questo stile richiedono grande vigore fisico. La respirazione delle tecniche go viene detta respirazione solare (ibuki yoo), mentre quella delle tecniche ju viene detta respirazione lunare (ibuki in).

La respirazione solare (go) solitamente è poco utilizzata e avviene con la parte più bassa dei polmoni, mediante l'abbassamento dei fasci addominali e l'ispirazione nasale. L'espirazione tramite la bocca, avviene in maniera rumorosa con l'aria espulsa per la contrazione addominale e la rotazione in avanti del bacino. Tutti i muscoli e tutto il corpo sono contratti al massimo (contrazione kime). Il kata che esprime al meglio questa respirazione e le tecniche go è il kata Sanchin.

La respirazione lunare (ju) è invece molto più morbida, sempre addominale ma meno profonda e quindi meno rumorosa ed è quindi usata nelle tecniche morbide e sciolte. Il kata che esprime al meglio questa respirazione e le tecniche ju è il kata Tensho.

La fascia addominale (chiamata tanden) è quindi il centro di gravità dell'uomo, il fulcro della vita, il punto da cui si sprigiona l'energia interiore (ki o secondo altre scritture qi o ci) ed è quindi la parte del corpo che va allenata maggiormente. Sempre dal tanden nasce la kime, ovvero la contrazione; l'apice della kime si raggiunge con il kiai, un urlo di sfogo dato dall'unione (ai, contrazione del verbo awaso) dell'energia/spirito (ki), ovvero è l'arte di concentrare la propria energia mentale su di un unico punto del bersaglio col fine di distruggerlo. Il kiai si manifesta come un breve ma intensissimo urlo originato da una contrazione addominale che svuota i polmoni con l'effetto di esaltare un colpo sferrato.

Inoltre, nel Goju-ryu, al fine di conservare l'equilibrio e di ottenere tecniche più penetranti, per ogni movimento si rende necessario un contro-movimento opposto in modo da ottenere una coppia di forza. I movimenti sono molto circolari, basati sul principio del combattimento a corta distanza (leve) e sfruttamento della forza dell'avversario (come nel JuJitsu). Questo stile presenta posture raccolte e con molta retroversione del bacino.

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Miyagi credette che "lo scopo ultimo del karate-do era quello di creare la persona, conquistare la miseria umana e trovare la libertà spirituale".[6] Egli dichiarò che era importante, per l'equilibro dell'allenamento all'autodifesa, "l'allenamento della mente, o con la coltivazione del precetto karate-do ni sente nashi ('Non c'è un primo attacco nel karate')", enfatizzando inoltre l'importanza della "coltivazione dell'intelletto prima della forza".[7] È lo stile che si è modernizzato di meno in quanto secondo le credenze del Goju-ryu, la sfera del karate è rappresentata da una mano e le competizioni sportive sono viste come il mignolo di essa.

Kata / Kata Bunkai[modifica | modifica wikitesto]

Kata vuol dire forma ed è formato da una serie movimenti che simulano un combattimento con uno o più avversari immaginari. I kata di Okinawa tendono tradizionalmente a preservare una serie di tecniche e principi di combattimento, e sono serviti come basi per molti sistemi di combattimento Okinawensi. Kata Bunkai significa letteralmente "kata smontato", cioè applicato. Ovvero è un kata, solo che mentre i kata normali vengono svolti con un avversario (o più) immaginario, il kata bunkai viene svolto con avversario (o più) vero, pertanto si ha bisogno di un partner.

I Kata del Karate Goju ryu tramandati dal fondatore Chojun Miyagi e da altri grandi maestri[8][modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Kata_del_karate § Goju-Ryu.

Chojun Miyagi creò i due kata Gekisai e rielaborò moltissimo due kata di origine cinese e da questi creò i kata Sanchin e Tensho. Tutti gli altri kata sono di derivazione cinese e sono stati leggermente modificati da Myiagi.

Fukyu Kata (KATA PROPEDEUTICI)[9] o

  • 1. Gekisai Dai Ichi (Kanji: 撃砕第一; Katakana: ゲキサイダイイチ) - "Distruggere numero 1"
  • 2. Gekisai Dai Ni (Kanji: 撃砕第二; Katakana: ゲキサイダイニ) - "Distruggere numero 2"

Kokyu kata (Kata respiratori) o Kihon Kata (Kata di Base)

  • 1. Sanchin (Kanji: 三戦; Katakana: サンチン) - "Le 3 battaglie"
  • 2. Tensho (Kanji: 転掌; Katakana: テンショウ) - "Ruotare i palmi"

Kaishuu kata (KATA SUPERIORI)[9]

  • 1. Saifa (Kanji: 砕破; Katakana: サイファ) - "Annientamento totale"
  • 2. Seienchin (o Seiyunchin) (Kanji: 制引戦; Katakana: セイユ(エ)ンチン) - "La quiete dentro la tempesta"
  • 3. Sanseru (o Sanseiru) (Kanji: 三十六手; Katakana: サンセイルー) - "36 mani"
  • 4. Shisochin (Kanji: 四向戦; Katakana: シソーチン) - "Quattro monaci tranquilli"
  • 5. Sepai (o Seipai) (Kanji: 十八手; Katakana: セイパイ) - "18 mani"
  • 6. Sesan (o Seisan) (Kanji: 十三手; Katakana: セイサン) - "13 mani"
  • 7. Kururunfa (Kanji: 久留頓破; Katakana: クルルンファー) - "Opporsi alle onde"
  • 8. Suparinpei (o Pechyurin) (Kanji: 壱百零八;Katakana: スーパーリンペイ) - "108 mani"

Yamaguchi Goju Kai kata [JKGA / IKGA][modifica | modifica wikitesto]

Seigokan kata[modifica | modifica wikitesto]

Tada Seigo, il fondatore del Seigokan, creò dei kata aggiuntivi per introdurli come programma educativo allo scopo di allenare gli allievi:[10]

  • Kihon Uke no Kata
  • Kihon Tsuki no Kata

Shoreikan kata[modifica | modifica wikitesto]

Seikichi Toguchi, fondatore del Goju Ryu Shoreikan, creò dei kata aggiuntivi:[11]

  • Hookiyu Kata Ichi
  • Hookiyu Kata Ni
  • Gekiha Dai Ichi
  • Gekiha Dai Ni
  • Gekisai Dai San
  • Kakuha Dai Ichi
  • Kakuha Dai Ni
  • Hakutsuru no Mai

Toguchi inoltre creò i formati "a coppia" per ognuno dei Hookiyu, Gekisai, Gekiha e Kakuha kata, così come per molti dei kata "koryu". [senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su karate-steyr.at. URL consultato il 28 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2014).
  2. ^ sunshine, Arti Marziali, su WebMarziale.com. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  3. ^ (EN) All Goju Ryu Network - Chronology 1950-1999, su gojuryu.net. URL consultato il 2 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2008).
  4. ^ Mark Bishop, Okinawan Karate, 1989, p. 28, ISBN =0-7136-5666-2.
  5. ^ http://www.webmarziale.com/karate/goju-ryu-1.html
  6. ^ McCarthy, 1999: p. 41
  7. ^ McCarthy, 1999: p. 50
  8. ^ D.G. Web, Goju Kai Roma Home Page, su www.gojukairoma.it. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  9. ^ a b Okinawa Gojuryu Karatedo Kugekai, su www.kugekai.com. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  10. ^ Elenco dei Seigokan Kata Archiviato il 9 agosto 2011 in Internet Archive.
  11. ^ All Gojuryu Network, Kata, su gojuryu.net. URL consultato il 14 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2008).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4504595-1