Futuro e Libertà per l'Italia

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Futuro e Libertà per l'Italia
Logo Futuro e Libertà per l'Italia.png
Coordinatore Roberto Menia
Stato Italia Italia
Fondazione 13 febbraio 2011
Sede Via Sardegna 27, Roma
Ideologia Conservatorismo liberale,
Liberalismo
[senza fonte]
Collocazione Centro-destra[1]
Coalizione Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012)
Con Monti per l'Italia (2012-2013)
Movimento per Alleanza Nazionale (2013)
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
1 / 73
Seggi Consiglio regionale
2 / 1042
Organizzazione giovanile Generazione Futuro
Iscritti 30 000 (2011)
Colori blu, verde
Sito web www.futuroeliberta.eu

Futuro e Libertà per l'Italia (abbreviato in FLI), detto comunemente Futuro e Libertà, è un partito politico italiano di centrodestra[1] costituitosi inizialmente il 30 luglio 2010 come gruppo parlamentare a seguito di una scissione interna al Popolo della Libertà, e fondato ufficialmente a Milano il 13 febbraio 2011.

Fondato dal Presidente della Camera ed ex leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, FLI ha contribuito ai tentativi di formare nuove coalizioni di centro, dapprima con il Nuovo Polo per l'Italia (2010-2012), e poi aderendo al progetto Con Monti per l'Italia insieme a Scelta Civica e UdC. Dopo la sconfitta elettorale del 2013 e il conseguente addio di Fini, nel novembre 2013 Futuro e Libertà ha partecipato alla fondazione del Movimento per Alleanza Nazionale, unitamente a La Destra, Io Sud e altri movimenti di ispirazione conservatrice.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scissione dal Popolo della Libertà[modifica | modifica sorgente]

La formazione del nuovo gruppo parlamentare scaturisce dal contrasto di linee politiche sorto tra Silvio Berlusconi, presidente del Popolo della Libertà e Presidente del Consiglio, e Gianfranco Fini, cofondatore del PdL e Presidente della Camera dei deputati, e già presidente di Alleanza Nazionale. Il culmine sarà il deferimento ai probiviri di tre fedelissimi di Fini (Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio) e l'approvazione di un documento, redatto dall'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà (con 33 voti favorevoli e 3 contrari), in cui viene sancita l'incompatibilità di Gianfranco Fini con i principi fondanti del partito e viene affermata la sfiducia verso di lui, anche in qualità di Presidente della Camera.[3][4]

I fedelissimi di Fini costituiscono quindi propri gruppi parlamentari alle Camera e al Senato, contando in totale su 33 deputati e 10 senatori, con capigruppo provvisori rispettivamente Giorgio Conte[5] e Mario Baldassarri;[6] Qualche giorno dopo sono formalizzati gli incarichi con portavoce unico dei gruppi Silvano Moffa, capogruppo alla Camera Italo Bocchino e capogruppo al Senato Pasquale Viespoli.

In parlamento, FLI inizia a stabilire rapporti con l'Unione di Centro, l'Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie, dando vita a quella che Pier Ferdinando Casini definì «un'area di responsabilità nazionale»[7] I giornalisti e gli intellettuali hanno definito questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di "terzo polo"[8][9][10].

Il 5 settembre 2010, a conclusione della Festa Tricolore a Mirabello (annuale ritrovo politico e culturale della destra italiana), Fini pronuncia un discorso che chiude definitivamente le porte della riconciliazione tra finiani e PdL e lancia la nascita di FLI come un nuovo partito.[11]

Il 29 settembre 2010 FLI vota la fiducia al Governo Berlusconi IV, risultando, con il suo sostegno, determinante per Berlusconi alla Camera.[12]

Il 5 ottobre 2010, nel corso di una riunione dei gruppi, è stata decisa la trasformazione in partito politico, prevista in un primo tempo per il 27 gennaio 2011, 16º anniversario della Svolta di Fiuggi[13]. Il 10 dicembre successivo è stato annunciato che l'assemblea costituente si terrà invece dall'11 al 13 febbraio 2011.[14] Nel frattempo, il 6 ottobre, su richiesta di Fini, viene designato coordinatore politico-organizzativo del comitato promotore di FLI il deputato e viceministro Adolfo Urso[15], già coordinatore dei Circoli di Alleanza Nazionale prima del congresso costitutivo di AN a Fiuggi.

Tra settembre e novembre il partito vede l'adesione dei deputati Chiara Moroni[16], Giampiero Catone[17], Roberto Rosso e Daniele Toto[18]. Lasciano invece FLI i deputati Souad Sbai[19] e Giuseppe Angeli[20].

A novembre viene quindi presentato il simbolo provvisorio di FLI,[21] e viene nominato capo della segreteria politica il 3 novembre il deputato siciliano Carmelo Briguglio.[22].

Fuori dal governo e sfiducia a Berlusconi[modifica | modifica sorgente]

Il Manifesto per l'Italia[23] è presentato a Bastia Umbra (PG) alla prima Convention nazionale di Futuro e Libertà del 6 e 7 novembre 2010, dove Fini, davanti a 7 000 aderenti, annuncia il ritiro della delegazione di FLI dal governo e chiede al Premier Berlusconi di presentare le dimissioni per formare un nuovo governo per arrivare alla fine della legislatura allargando la maggioranza all'Udc.[24] Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio annunciano quindi le proprie dimissioni dagli incarichi governativi[25].

Il 2 dicembre FLI con UdC, ApI, MpA e LibDem presentano una mozione di sfiducia congiunta nei confronti del Governo Berlusconi IV; il numero dei deputati firmatari aggiunto a quelli di Partito Democratico e Italia dei Valori porterebbero alla caduta di Berlusconi[26]; Giampiero Catone però annuncia che non voterà la sfiducia.[27] Il 14 dicembre 2010 alla Camera dei Deputati la sfiducia non viene approvata: 314 votano contro a 311 votano a favore. Determinanti sono state le defezioni finiane di Silvano Moffa, che decide di astenersi, mentre Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Giampiero Catone, che votano contro[28]. I quattro deputati in seguito decidono di lasciare il partito e passano al gruppo misto[29].

Il 15 dicembre 2010 Futuro e Libertà aderisce ufficialmente al Polo della Nazione, ridenominata il 25 gennaio 2011 Nuovo Polo per l'Italia nel corso della riunione di Todi, coalizione nata con l'Alleanza per l'Italia, il Movimento per le Autonomie, l'Unione di Centro, i Liberal Democratici, Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti[30].

L'assemblea costituente[modifica | modifica sorgente]

L'assemblea costituente del partito di FLI è stata celebrata presso Fieramilano l'11, il 12 e il 13 febbraio 2011[14]. Presidente onorario dell'Assemblea Costituente è stato Mirko Tremaglia, Presidente dell'Assemblea Salvatore Tatarella e Segretario Generale Andrea Ronchi.[31]. L'11 viene presentato il nuovo simbolo, senza il nome FINI, che resterà per le campagne elettorali, ma con l'acronimo del partito FLI[32]. Al termine dei lavori è stato approvato il documento programmatico ed è stato eletto all'unanimità Gianfranco Fini come Presidente nazionale di FLI: l'eletto, però, si autosospende, in quanto Presidente della Camera dei Deputati.

Italo Bocchino viene nominato vicepresidente, Roberto Menia coordinatore e Adolfo Urso portavoce[33]. Andrea Ronchi viene eletto Presidente dell'Assemblea Nazionale di FLI[34] e Benedetto Della Vedova capogruppo alla Camera[35].

Nelle settimane successive al congresso fondativo sono usciti dal partito i senatori Pasquale Viespoli, Maurizio Saia[36], Giuseppe Menardi[37] e Francesco Pontone[38]. Con l'uscita dei quattro senatori il numero minimo per costituire un gruppo al Senato viene meno e il gruppo di FLI si scioglie[39]. Fuoriescono nel frattempo anche i deputati Roberto Rosso, Luca Barbareschi, Luca Bellotti e Giulia Cosenza[40][41].

Primi appuntamenti elettorali[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni amministrative della primavera del 2011 sono la prima competizione elettorale a cui il partito di Fini partecipa. Nelle principali città si presenta insieme all'UdC di Casini e all'ApI di Rutelli: i tre partiti candidano a Milano l'esponente di FLI Manfredi Palmeri, che ottiene il 2,69 % e diventa consigliere comunale; a Napoli candidano Raimondo Pasquino e FLI elegge un consigliere comunale, Andrea Santoro.

La scelta di non appoggiare il candidato sindaco del PdL Gianni Lettieri a Napoli tuttavia provoca l'uscita dal partito dell'europarlamentare Enzo Rivellini[42].

Dopo il primo turno delle elezioni amministrative, dal momento che il partito non ha dato indicazioni di voto a favore dei candidati del PdL al ballottaggio[43], Andrea Ronchi si dimette da Presidente dell'assemblea nazionale[44]. Al suo posto l'assemblea nazionale del partito elegge all'unanimità l'europarlamentare Salvatore Tatarella nuovo presidente[45].

Dopo la proposta di Angelino Alfano, segretario del PdL, di dare vita a una costituente popolare, e in dissenso con la linea politica del partito, il 9 luglio Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia decidono di trasformare la propria associazione, FareItalia, in movimento politico, uscendo da FLI[46].

Nel luglio 2011 i sei senatori di Alleanza per l'Italia e i sei senatori di FLI formano insieme il nuovo gruppo denominato "Per il Terzo Polo (ApI-FLI)": Francesco Rutelli è il presidente e il finiano Candido De Angelis è il vicepresidente[47].

Il 23 settembre 2011 aderisce a FLI il deputato UdC Deodato Scanderebech[48] e il 2 novembre, dopo le dimissioni del senatore Raffaele Stancanelli, gli subentra l'esponente di FLI Nino Strano, che aderisce al gruppo ApI-FLI al Senato[49].

Nell'ottobre 2011 il Coordinatore Nazionale Roberto Menia nomina due vicecoordinatori: Fabio Granata e Daniele Toto[50].

L'appoggio al Governo Monti e le politiche del 2013[modifica | modifica sorgente]

A seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi e della caduta del Governo Berlusconi IV, Futuro e Libertà decide di appoggiare il governo tecnico presieduto dal neosenatore a vita Mario Monti[51].

Quando il 29 dicembre 2012 Mario Monti annuncia la sua ricandidatura come Premier alle elezioni politiche italiane del 2013 a capo di una coalizione denominata Con Monti per l'Italia, Futuro e Libertà, insieme all'UdC decide di aderivi. FLI presenta quindi liste autonome alla Camera con capolista Fini in tutte le circoscrizioni, mentre si presenta nella lista unitaria al Senato e nella Circoscrizione Estero (sia Camera che Senato). FLI ottiene solo lo 0,47% dei consensi su base nazionale, non raggiungendo il quorum necessario per far accedere i propri candidati; lo stesso capolista, Gianfranco Fini, rimane fuori dal Parlamento per la prima volta dopo quasi trent'anni di presenza ininterrotta. L'unico deputato eletto è Mario Caruso, candidato nella Circoscrizione Estero della Camera nella lista unica Con Monti per l'Italia. Al Senato sono eletti invece due candidati di FLI nella lista Con Monti per l'Italia: Benedetto Della Vedova in Lombardia[52] e Aldo Di Biagio nella Circoscrizione Estero[53].

Le dimissioni di Fini e la nuova fase[modifica | modifica sorgente]

L'8 maggio 2013 l'Assemblea nazionale del partito accetta le dimissioni di Gianfranco Fini dalla presidenza del partito, già presentate all'indomani dell'insuccesso elettorale; con le dimissioni di Fini decade automaticamente anche il vicepresidente nominato, Italo Bocchino.

Il coordinatore nazionale Roberto Menia riceve il mandato dall'Assemblea di assumere le iniziative organizzative, archiviando il partito, per una fase costituente della destra italiana[54].

Alcuni dirigenti decidono quindi di lasciare: Fabio Granata aderisce alla nuova formazione ambientalista "Green Italia"; Carmelo Briguglio decide di entrare in Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale; Francesco Divella fonda "Puglia Protagonista"; Benedetto Della Vedova e Maria Ida Germontani contribuiscono a fondare Scelta Civica, diventandone il primo portavoce politico e la seconda responsabile per le pari opportunità.

Aldo Di Biagio e Mario Caruso seguono infine Mario Mauro nei Popolari per l'Italia.

Il 9 novembre 2013 Roberto Menia congiuntamente al segretario de La Destra Francesco Storace, al segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, la presidente di Io Sud Adriana Poli Bortone, Domenico Nania in rappresentanza dell'associazioni "Nuova Alleanza", Oreste Tofani in rappresentanza di "Nazione Sovrana", Antonio Buonfiglio in rappresentanza de "Il Popolo della Vita", partecipa alla fondazione del "Movimento per Alleanza Nazionale", federazione di partiti, movimenti e associazioni che si ispirano ad Alleanza Nazionale. Alle elezioni regionali in Piemonte del 2014 si presente unitamente sotto il simbolo di Destre Unite insieme con La Destra di Francesco Storace e la neonata formazione di Destra Sociale Fiamma-Destra Sociale di Luca Romagnoli.

Con l'adesione de La Destra di Francesco Storace a Forza Italia e di Io Sud di Adriana Poli Bortone a Fratelli d'Italia viene (di fatto) meno la federazione del Movimento per An

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

La guida di Gianfranco Fini ha portato il partito su posizioni riconducibili al conservatorismo liberale e al liberalismo.[senza fonte]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Organi nazionali[modifica | modifica sorgente]

Vertici[modifica | modifica sorgente]

Coordinatori regionali[modifica | modifica sorgente]

Il 14 ottobre 2010 l'allora coordinatore Adolfo Urso e l'allora responsabile dell'organizzazione Roberto Menia, hanno nominato i coordinatori regionali dei comitati costituenti[55] Il 13 febbraio 2011 Fini ha proceduto a una riconferma[56]. Nei mesi successivi si è provveduto ad elezione, tramite congressi regionali:

Organizzazione giovanile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Generazione Futuro.

Generazione Futuro è il movimento giovanile di FLI

Nelle istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Camera dei Deputati[modifica | modifica sorgente]

Gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo

XVI legislatura
24 deputati[62]

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Gruppo Per il Terzo Polo (ApI-FLI)

XVI legislatura
7 senatori[63]

Parlamento europeo[modifica | modifica sorgente]

Gruppo del Partito Popolare Europeo

  1. Salvatore Tatarella

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Voti % Seggi
Politiche 2013 Camera 159 332[64] 0,47[64] 0 (+1 all'Estero)
Senato in Con Monti per l'Italia - 1 (+1 all'Estero)

Congressi[modifica | modifica sorgente]

Iscritti[modifica | modifica sorgente]

Organizzazioni d'area[modifica | modifica sorgente]

FLI dispone del sostegno della galassia dei cosiddetti finiani, con l'appoggio esplicito di:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Gli stessi esponenti del movimento si sono definiti di 'centrodestra', o comunque si sono rifiutati di definirsi 'centristi' richiamandosi ai valori del conservatorismo liberale in varie occasioni. Ad esempio cfr.
  2. ^ Nasce il Movimento per Alleanza nazionale. Storace: «Finisca la guerriglia a destra». URL consultato il 12 dicembre 2013.
  3. ^ Berlusconi: «Non abbiamo più fiducia nel presidente della Camera», Corsera.it, 29 luglio 2010.
  4. ^ Pdl: la bozza del documento dell'ufficio di presidenza, Corsera.it, 29 luglio 2010.
  5. ^ giornalettismo - Futuro e libertà per l’Italia: nasce il gruppo alla Camera, 30 luglio 2010
  6. ^ Corriere della Sera - L'esercito di Fini: 33 deputati e 10 senatori
  7. ^ Caliendo: Casini, astenersi prova responsabilità e serietà, 5 agosto 2010.
  8. ^ È partita sul terzo polo. Il Pd: governo alla fine, Bresciaoggi, 5 agosto 2010.
  9. ^ Il "Grande Centro": Cuando Caliendo el sol, sorge il "terzo polo"., Agor@ magazine, 4 agosto 2010.
  10. ^ Terzo Polo: Casini, non è manovra palazzo, si allargherà nel paese, ASCA, 5 agosto 2010.
  11. ^ Fini varca il Rubicone, L'espresso, 6 settembre 2010.
  12. ^ Il Sole 24 ore - A Berlusconi la fiducia con 342 sì. Determinante il voto di Fli e Mpa, 29 settembre 2010
  13. ^ Nasce il partito di Futuro e Libertà Fini: "Non An in piccolo, Pdl in grande", la Repubblica, 5 agosto 2010.
  14. ^ a b Il Congresso costituente di Futuro e Libertà si svolgerà a Milano dall’11 al 13 febbraio
  15. ^ Fli/ Urso nominato coordinatore politico-organizzativo
  16. ^ L'Unità - Chiara Moroni lascia Pdl per Fli, 4 agosto 2010
  17. ^ blitzquotidiano - Giampiero Catone lascia il Pdl e va con Fli: è il deputato numero 36, 23 settembre 2010
  18. ^ adnkronos - Via dal Pdl per approdare in Fli, Toto e Rosso lasciano Berlusconi, 3 novembre 2010
  19. ^ il salvagente - Camera, i finiani restano 35: entra Catone esce la Sbai, 23 settembre 2010
  20. ^ SiciliaInformazioni - PDL, ANGELI LASCIA FLI E TORNA CON BERLUSCONI: “NON SONO IN VENDITA, FINI CAPIRÀ”, 16 novembre 2010
  21. ^ Fini lancia il simbolo E per il premier un nuovo ultimatum
  22. ^ blitzquotidiano - Fli, Carmelo Briguglio nominato capo della segreteria politica, 3 novembre 2010
  23. ^ Il testo del manifesto di Futuro e Libertà per l’Italia, Ultime Notizie, 7 novembre 2010.
  24. ^ adnkronos - "Dimissioni o Fli esce dal governo" E' l'ultimatum di Fini a Berlusconi, 7 novembre 2010
  25. ^ tgcom24 - Governo, rimessi mandati membri Fli, 7-11-2012
  26. ^ il Fatto Quotidiano - Api, Udc, Fli, mozione di sfiducia al governoFini: Berlusconi non ha la fiducia alla Camera, 2 dicembre 2010
  27. ^ lettera43 - Catone (Fli): «Non voterò la sfiducia», 3 dicembre 2010
  28. ^ Gazzetta dello Sport - Anche la Camera con Berlusconi Respinta la mozione di sfiducia, 14 dicembre 2010
  29. ^ il Fatto Quotidiano - Fli spaccata: dopo la sfiducia Moffa, Polidori e Siliquini passano al gruppo misto, 15 dicembre 2010
  30. ^ tgcom24 - Nasce il "Polo della Nazione", 15 dicembre 2010
  31. ^ Corriere della sera - Partitino o primo polo Fli al bivio
  32. ^ Il programma dei lavori del congresso
  33. ^ Il Sole 24 ore - Fli: Bocchino vicepresidente Menia coordinatore e Urso portavoc, 13 febbraio 2011
  34. ^ Lettera43 - Assemblea nazionale Fli: Ronchi è presidente, 20 marzo 2011
  35. ^ DELLA VEDOVA CAPOGRUPPO DI FLI ALLA CAMERA, 25 febbraio 2011
  36. ^ Saia, il tormentone è finito: assieme a Viespoli dice addio a Futuro e Libertà - Corriere del Veneto
  37. ^ GRR - News - La fuga da Futuro e libertà agita la giornata politica
  38. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno - Fli: Pontone lascia, rientra nel Pdl, 17 febbraio 2011
  39. ^ tgcom24 - Fli, si scioglie gruppo al Senato, 23 febbraio 2011
  40. ^ Anche Barbareschi lascia Futuro e Libertà: ''Aderisco al gruppo misto alla Camera'' - Adnkronos Politica
  41. ^ Urso raduna le colombe Fli per tenere a destra il partito - Interni - ilGiornale.it
  42. ^ Rivellini lascia Fli, Muro coordinatore L'eurodeputato: ma non rientro nel Pdl - Corriere del Mezzogiorno, 8 aprile 2011
  43. ^ diarioweb - Bocchino gela Urso-Ronchi: Non siamo la ruota di scorta del berlusconismo, 16 maggio 2011
  44. ^ Rainews24 - Ronchi si dimette da presidente dell'assemblea Fli, 18 maggio 2011
  45. ^ lanotiziaweb.it - Salvatore Tatarella nuovo presidente dell’Assemblea nazionale di Fli, 21 maggio 2011
  46. ^ La Stampa - Urso, Ronchi e Scalia lasciano Fli, 9 luglio 2011
  47. ^ La Politica Italiana - Senato, Nasce gruppo parlamentare Api-Fli-Per il terzo polo, 14 luglio 2011
  48. ^ Scanderebech lascia l'UdC e aderisce a FLI alla Camera - la Politica Italiana, 23/09/2011
  49. ^ Livesicilia - Stancanelli si dimette dal Senato Subentra Nino Strano di Fli
  50. ^ il futurista - Fli: Fabio Granata e Daniele Toto vice coordinatori, 19 ottobre 2011
  51. ^ GOVERNO: Fli; bene Monti, appoggiare misure impopolari - Milano Finanza, 17 novembre 2011
  52. ^ Parlamento, ecco i «trombati»:Fini, Di Pietro, Ingroia e Giannino
  53. ^ Italiani nel mondo, ecco i nuovi eletti all’estero: Camera e Senato
  54. ^ Fli accetta le dimissioni di Fini e si mette nelle mani di Menia in Il Tempo, 9 maggio 2013. URL consultato il 3 giugno 2013.
  55. ^ FLI: nominati coordinatori regionali. Rivellini per la Campania. URL consultato il 15-10-2010.
  56. ^ Fli: Bocchino vicepresidenteMenia coordinatore e Urso portavoce - Il Sole 24 ORE
  57. ^ Veneto7giorni - Fli, il congresso veneto elegge Conte come coordinatore regionale, 10-03-2012
  58. ^ Cronache Marchesi - Fli: primo congresso regionale, Baldassarri coordinatore, 21 gennaio 2012
  59. ^ il futurista - Fli, Toto eletto coordinatore regionale, 28 novembre 2011
  60. ^ La Provincia Messina - L'On. Briguglio eletto coordinatore regionale di Futuro e Liberta', 19 dicembre 2011
  61. ^ Fli: affidato a Gianmario Mariniello il coordinamento nazionale dei giovani | QuiCaserta.it
  62. ^ A fine legislatura ne hanno fatto parte i seguenti 24 deputati: Claudio Barbaro; Italo Bocchino; Giulia Bongiorno; Carmelo Briguglio; Giuseppe Consolo; Giorgio Conte; Benedetto Della Vedova; Aldo Di Biagio; Francesco Divella; Gianfranco Fini; Daniele Galli; Fabio Granata; Donato Lamorte; Roberto Menia; Chiara Moroni; Luigi Muro; Gianfranco Paglia; Carmine Santo Patarino; Flavia Perina; Francesco Proietti Cosimi; Enzo Raisi; Alessandro Ruben; Deodato Scanderebech e Daniele Toto.
  63. ^ Il gruppo al Senato si costituisce il 2 agosto 2010 con dieci membri e si scioglie il 1º marzo 2011. A fine legislatura, hanno aderito a Futuro e Libertà i seguenti 7 senatori all'interno del gruppo Per il Terzo Polo(ApI-FLI) insieme all'API: Mario Baldassarri; Barbara Contini; Candido De Angelis (vice presidente); Egidio Digilio; Anna Maria Mancuso; Maria Ida Germontani; Giuseppe Valditara.
  64. ^ a b Elezioni 2013 Camera Italia, Ministero dell'Interno. URL consultato il 3 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Rossi, Luciano Lanna, Fascisti immaginari. Tutto quello che c'è da sapere sulla Destra, Vallecchi, 2003
  • Susanna Turco, Che fai? Mi cacci?, Marsilio, 2011
  • Gianfranco Fini, L'Italia che vorrei, Rubettino, 2011
  • Gianfranco Fini, Il Futuro della libertà, Rizzoli, 2010
  • Italo Bocchino, Una storia di destra, Longanesi, 2011
  • Fabio Granata, L'Italia a chi la ama. Modello italiano e nuova cittadinanza, Lombardi, 2010
  • Luciano Lanna, Il fascista libertario, Sperling, 2011
  • Giuseppe Giaccio, La metamorfosi della destra. Dal MSI a Futuro e Libertà, MyBook, 2011
  • Alessandro Roveri, Gianfranco Fini: una storia politica. Dal MSI a Futuro e Libertà, libreriauniversitaria.it, 2011
  • Andrea Pannocchia, Alla base del Fini versus Berlusconi, Eclettica, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]