Futbol'nyj Klub Spartak Moskva

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F.K. Spartak Moskva
Calcio Football pictogram.svg
Campione di Russia in carica
Spartak Moskva.png
Squadra popolare (Narodnaja komanda)
Spartachi (Spartači), Carne (Mjaso)
Rossobianchi (Krasno-belye)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Pallone con C bianca artistica.png rosso-bianco
Dati societari
Città Mosca
Nazione Russia Russia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Russia.svg RFF
Campionato Prem'er-Liga
Fondazione 1922
Proprietario Leonid Fedun
Presidente Russia Leonid Fedun
Allenatore Italia Massimo Carrera
Stadio Otkrytie Arena
(44.000 posti)
Sito web spartak.com
Palmarès
Titoli nazionali 12 Campionati sovietici
10 Campionati russi
Trofei nazionali 10 Coppe dell'URSS
3 Coppe di Russia
1 Supercoppa di Russia
1 Coppa della RPL
Trofei internazionali 6 Coppe della CSI
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Futbol'nyj Klub Spartak Moskva (in russo: Футбольный Клуб «Спартак» Москва?), meglio noto internazionalmente come Spartak Moskva, è la sezione calcistica della polisportiva russa Spartak Mosca, avente sede nella capitale Mosca.

Nel suo palmarès figurano 12 campionati sovietici (seconda solo alla Dinamo Kiev), 10 campionati russi disputati dal 1992 (con piazzamenti molto buoni, tra cui tre secondi posti di fila), 10 Coppe sovietiche, 3 Coppe di Russia, 1 Supercoppa di Russia e una Coppa delle Federazioni russe (in tutto 13 coppe nazionali). Ha anche raggiunto la semifinale in ognuna delle tre Coppe europee (nella Coppa dei Campioni 1990-1991, nella Coppa delle Coppe 1992-1993 e nella Coppa UEFA 1997-1998).

La grande rivale dello Spartak è il CSKA Mosca, nonostante questa contrapposizione sia relativamente recente, essendo emersa soltanto negli anni ottanta. Una delle rivalità storiche riguarda anche lo Spartak e i vicini della Dinamo Mosca. Anche le partite contro il Lokomotiv Mosca e lo Zenit San Pietroburgo attirano migliaia di persone e sono quasi sempre disputate in stadi pieni. Un'altra storica rivalità si è persa con il crollo dell'Unione Sovietica: quello con la Dinamo Kiev, una delle squadre leader del campionato sovietico che disputa ora il campionato ucraino.

Il soprannome La carne deriva dal cibo inscatolato dalla fattoria collettiva moscovita che per molti anni sponsorizzò il club[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca sovietica (1922-1991)[modifica | modifica wikitesto]

Alle origini del calcio russo la maggior parte delle squadre era creata da reparti di polizia ed esercito o da ferrovieri, che davano alle nuove compagini i nomi Dinamo, CSKA e Lokomotiv. In contrasto con la tendenza, lo Spartak Mosca fu costituito il 18 aprile 1922, su proposta di Ivan Artemjev, come società sportiva di un sindacato operaio che si richiamò a Spartaco, lo schiavo romano che aveva capeggiato una rivolta contro i potenti per la conquista della libertà. Il nuovo club, attivo nel calcio, divenne ben presto "la squadra del popolo". Fu il fondatore Nikolaj Starostin a proporre il nome, dopo aver letto un eponimo su Spartaco scritto da Raffaello Giovagnoli. Sempre a Starostin si deve la creazione del logo dello Spartak[2]. Nel 1935 la squadra entrò a far parte della società sportiva Spartak Mosca.

Nel 1936 lo Spartak era già una potenza calcistica sovietica, avendo vinto la prima edizione titolo sovietico. Nel 1938 vinse campionato e Coppa dell'URSS

Quando, negli anni sessanta, la popolarità del calcio in Russia divenne maggiore, lo Spartak si confermò squadra egemone, vincendo due campionati in quel decennio. Il club fu poi meno vincente negli anni settanta e nel 1976 retrocesse nella seconda divisione sovietica.

Nelle stagioni seguenti, lo stadio fu sempre pieno poiché i tifosi non abbandonarono la squadra nella divisione inferiore. Lo Spartak ritornò nella serie maggiore l'anno successivo e vinse il titolo nel 1979, davanti alla Dinamo Kiev e grazie ai suoi supporter, questo periodo è considerato l'inizio di un nuovo modo di tifare dell'Unione Sovietica.

Epoca russa (1991-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Una nuova pagina nella storia del club cominciò quando l'URSS si dissolse e il suo campionato sovietico cessò di esistere. Nel nuovo campionato russo lo Spartak, guidato dall'allenatore e presidente Oleg Romancev, dominò e vinse 9 campionati dei primi 13, iniziando una striscia di tre vittorie di fila nel 1992. Nel 1992-1993 raggiunse la semifinale della Coppa delle Coppe (eliminato dall'Anversa) e negli anni a venire rappresentò la Russia anche in Champions League. Nel 1994 ripeté il double, vincendo campionato e Coppa di Russia (battendo ai rigori il CSKA Mosca).

Egor Titov, colonna dello Spartak dal 1995 al 2008

Dopo il terzo posto del 1995, nel 1996, sotto la guida tecnica di Georgij Jarcev - che rimase in carica per una sola stagione prima di cedere il ruolo di allenatore al rientrante Romancev, rimasto comunque presidente del club moscovita - lo Spartak rivinse il campionato, impresa ripetuta nel 1997, 1998, 1999, 2000 e 2001. Nel 1998 centrò nuovamente il double, abbinando al successo in campionato la conquista della Coppa di Russia, oltre ad un buon cammino in Coppa UEFA, dove raggiunse la semifinale e fu eliminata dall'Inter poi vincitrice del trofeo. Nel 1995 debuttò in squadra Egor Titov, destinato a diventare capitano e bandiera del club.

Con l'avvento del XXI secolo la squadra entrò in un periodo di crisi. Nel 2002 la presidenza passò ad Andrej Cervicenko. Nella stagione 2001-2002 lo Spartak ebbe un pessimo rendimento in Champions League, dove finì ultimo nel girone con una differenza reti molto negativa.

I problemi iniziarono quando Nikolai Starostin, il patron del club, morì e lasciò la proprietà a Romancev che vendette le sue azioni nel 2000 al magnate del petrolio Andrej Cervičenko. I due furono ben presto ai ferri corti fino a quando Romancev fu licenziato nel 2003 con il club reduce da alcune stagioni di basso livello. Subentrato a campionato in corso, il tecnico italiano Nevio Scala terminò il campionato del 2003 al 10 ° posto, ma vinse la Coppa di Russia nell'ultima partita con Oleg Romancev come presidente, nel giugno 2003 contro il Rostov (1-0).

Nel 2003 lo Spartak fu autorizzato a mettere una stella dorata sul suo stemma in onore dei primi cinque campionati russi vinti (l'ultimo dei quali nel 1997).

Nella primavera del 2004 Cervičenko cedette le proprie azioni. La nuova proprietà (Cervicenko si fece affiancare da Leonid Fedun, vice-presidente) mise in atto parecchi cambiamenti con l'intenzione di ritornare al vertice del campionato russo[3]. La carica di allenatore passò a Aleksandrs Starkovs e la fascia di capitano a Dmitrij Aleničev e la squadra concluse il campionato 2004 all'ottavo posto. Nel 2005 lo Spartak chiuse il campionato al secondo posto dopo un entusiasmante battaglia, precedendo Lokomotiv, Zenit San Pietroburgo e Rubin per l'ultimo posto utile per la qualificazione in Champions League.

Nell'aprile 2006 tra il capitano l'allenatore le tensioni esplosero dopo la pubblicazione di un'intervista in cui Aleničev criticava l'operato di Starkovs. Il centrocampista si ritirò dall'attività agonistica, mentre Starkovs fu sollevato dall'incarico. Sotto la guida del nuovo allenatore Vladimir Fedotov lo Spartak si piazzò secondo per il secondo campionato consecutivo, stavolta solo per aver ottenuto un minor numero di vittorie rispetto al CSKA Mosca (ambo le squadre conclusero a 58 punti e lo Spartak aveva anche una differenza reti migliore). In Coppa di Russia raggiunse la finale, dove fu sconfitto dalla rivale stagionale, il CSKA Mosca, per 3-0.

Nel giugno 2007, dopo una partenza balbettante in campionato, Fedotov fu licenziato e sostituito dall'ex portiere e capitano dello Spartak Stanislav Čerčesov. Nella seconda parte della stagione la squadra fu anche in lotta per il campionato, perso solo all'ultima giornata con la sconfitta contro lo Zenit, che chiuse con due punti di margine sui rivali moscoviti.

Nel 2008, dopo un avvio di campionato altalenante, alla tredicesima giornata lo Spartak perse per 5-1 in casa contro il CSKA. Čerčesov mise fuori rosa le bandiere Egor Titov e Maksim Kaliničenko (che poco dopo avrebbe lasciato il club), causando l'ora dei tifosi, che chiesero la testa del tecnico e del direttore generale Sergej Šavlo. Ad agosto Šavlo lasciò l'incarico e al suo posto fu nominato Valerij Karpin. Nel play-off di Champions League lo Spartak perse ambo le partite (4-1) contro la Dinamo Kiev e fu eliminata. A Čerčesov successe nel settembre 2008 Michael Laudrup, che portò la squadra all'ottavo posto.

Nell'aprile 2009, dopo aver raccolto quattro punti nelle prime quattro partite di campionato, Laudrup fu licenziato per far posto a Karpin, che contestualmente mantenne la carica di amministratore delegato. Karpin condusse la squadra a un ottimo secondo posto nel campionato 2009 e l'anno successivo ottenne la quarta piazza, oltre a raggiungere i quarti di finale dell'Europa League 2010-2011 (eliminazione contro il Porto poi vincitore del trofeo). In Coppa di Russia la squadra raggiunse la semifinale, dove perse ai rigori contro il CSKA (i tempi regolamentari e supplementari si chiusero sul 3-3). Nel maggio 2012 si concluse una Prem'er-Liga lunga più del consueto, iniziata nel marzo 2011 e conclusa in primavera per consentire l'adattamento del campionato russo ai campionati UEFA. Lo Spartak chiuse il torneo al quarto posto nella prima fase e al secondo posto nella seconda fase (poule scudetto), ottenendo così la qualificazione in Champions League.

Valerij Karpin ha vestito la maglia dello Spartak per quattro anni negli anni '90, prima di esserne l'allenatore in due riprese, dal 2009 al 2012 e dal 2012 al 2014

Nell'aprile 2012 fu reso noto che al termine del campionato 2011-2012 Karpin avrebbe smesso i panni di allenatore, rimanendo comunque direttore generale. Ad allenare lo Spartak fu chiamato, con un contratto biennale, lo spagnolo Unai Emery, reduce dalla positiva esperienza con il Valencia[4]. Sotto la sua guida la squadra condusse per poco tempo la classifica del campionato 2012-2013, prima stagione del campionato russo conclusa con il ritmo autunno-primavera (da luglio 2012 a maggio 2013) e raggiunse la fase a gironi di Champions League eliminando il Fenerbahçe nel terzo turno preliminare. In Champions League i moscoviti conclusero all'ultimo posto nel girone, con una vittoria e 5 sconfitte in 6 partite. I dissapori tra Emery e alcuni calciatori emersero in tutta la loro gravità dopo la pesante sconfitta interna (1-5) nel derby contro la Dinamo Mosca del novembre 2012, che sancì la fine dell'esperienza di Emery sulla panchina dello Spartak[5]. Il giorno dopo la disfatta lo spagnolo fu, infatti, esonerato e sostituito dal rientrante Karpin[6], che a sua volta lasciò il posto di direttore generale al giovane Roman Askhabadze[7]. Karpin portò la squadra al quarto posto in campionato.

Nel marzo 2014, dopo mesi di risultati deludenti, Karpin fu esonerato a nove giornate dalla fine del campionato e fu sostituito dal traghettatore Dmitri Gunko[8], che non tirò fuori la squadra fuori dalla crisi, chiudendo al sesto posto e non riuscendo a qualificare la squadra per le coppe europee dato che il Rostov, giunto settimo, vinse la Coppa di Russia.

Lo Spartak del neo-tecnico svizzero Murat Yakın esordì nel suo nuovo stadio, la Otkrytie Arena, il 5 settembre 2014 (1-1 contro la Stella Rossa). Il nuovo tecnico non andò oltre il sesto posto in campionato. Alla fine della stagione Leonid Fedun diede le proprie dimissioni da presidente del consiglio di amministrazione del club. Lasciarono anche Yakın e il direttore generale Askhabadze, rimpiazzati rispettivamente da Dmitrij Aleničev e Sergei Rodionov. Nello staff tecnico del nuovo allenatore entrarono anche Egor Titov (assistente) e Dmitrij Ananko (allenatore in seconda). Il quinto posto finale garantì la qualificazione per l'Europa League.

Nell'agosto 2016 Aleničev non riuscì a qualificare la squadra per la fase a gironi di Europa League (eliminazione già al terzo turno preliminare contro l'AEK Larnaca) e si dimise[9]. Sulla panchina dello Spartak arrivò l'italiano Massimo Carrera. Rinforzata la rosa con gli innesti di talentuosi calciatori stranieri quali Quincy Promes, Fernando, Zé Luís e Lorenzo Melgarejo e gli arrivi dei giovani Roman Zobnin e Il'ja Kutepov, la squadra di Carrera riesce a vincere il titolo dopo sedici anni, con ben 7 punti di vantaggio sulla seconda. Il 7 maggio 2017, a tre giornate dalla fine del campionato, arriva l'aritmetica certezza del successo, complice la sconfitta per 0-1 dello Zenit contro il Tom Tomsk[10]. Il 14 luglio 2017 la formazione guidata da Carrera conquista la prima Supercoppa di Russia nella storia del club, battendo per 2-1 ai supplementari la Lokomotiv Mosca, grazie alle reti di Luiz Adriano e Quincy Promes.[11]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dello Spartak Mosca
  • 1922: il 18 aprile viene fondato il club col nome di Moskovskij kružok sporta Krasnopresnenskogo rajona.
  • 1923: Cambia nome in Krasnaja Presnja.
  • 1926: Cambia nome in Piščevik.
  • 1931: Cambia nome in Promkooperacija.
  • 1936 - 3º in Gruppa A di primavera.
Vince il Gruppa A di autunno (1º titolo).
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS (2º titolo).
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS (3º titolo).
Vince la Coppa dell'URSS (4º titolo).
Finalista in Coppa dell'URSS.
Semifinalista in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS (5º titolo).
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Finalista in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Semifinalista in Coppa dell'URSS.
Finalista in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS (6º titolo).
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
  • 1962 - 2º nel girone B di Klass A, vince il girone finale (8º titolo).
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS (7º titolo).
Semifinalista in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa dell'URSS 1965 (8º titolo).
Quarti di finale in Coppa dell'URSS 1965-1966.
4º turno in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa delle Coppe.
4º turno in Coppa dell'URSS.
Sedicesimi di finale in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Sedicesimi di finale in Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa dell'URSS (9º titolo).
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Finalista in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa delle Coppe.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Trentaduesimi di finale in Coppa UEFA.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa UEFA.
15º in Vysšaja Liga di autunno. Retrocesso in Pervaja Liga.
2º turno in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Semifinale in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa dei Campioni.
Finalista in Coppa dell'URSS.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
2° nel girone 7 di Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa UEFA.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Quarti di finale in Coppa UEFA.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS 1984.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS 1984-1985.
Semifinale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS 1985-1986.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS 1986-1987.
Semifinalista in Coppa delle Federazioni.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Vince la Coppa delle Federazioni.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Semifinalista in Coppa delle Federazioni.
Ottavi di finale in Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale in Coppa dell'URSS.
3° nel Girone B della Coppa delle Federazioni.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Quarti di finale in Coppa dell'URSS.
Semifinale in Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa dell'URSS (10º titolo).
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.

Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
Vince la Coppa di Russia (1º titolo).
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (1º titolo).
3° nel Girone A di Champions League.
Semifinalista in Coppa di Russia.
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (2º titolo).
3° nel Girone B di Champions League.
Finalista in Coppa di Russia.
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (3º titolo).
Quarti di finale in Champions League.
Quarti di finale in Coppa di Russia.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Vince la Coppa di Russia (2º titolo).
Finale in Coppa dei Campioni della CSI.
Secondo turno preliminare in Champions League.
Semifinale in Coppa UEFA.
Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
Finale in Coppa dei Campioni della CSI.
3° nel Girone C di Champions League.
Semifinale in Coppa di Russia.
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (4º titolo).
3° nel Girone G - Prima fase di Champions League.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Quarti di finale in Coppa di Russia.
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (5º titolo).
4° nel Girone C - Seconda fase di Champions League.
Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
Vince la Coppa dei Campioni della CSI (6º titolo).
4° nel Girone H - Prima fase di Champions League.
Vince la Coppa di Russia (3º titolo).
Finale in Coppa dei Campioni della CSI.
4° nel Girone B - Prima fase di Champions League.
Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
Finalista in Supercoppa di Russia.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
Finale in Coppa di Russia.
Semifinale in Coppa di Russia.
Finalista in Supercoppa di Russia.
3° nel Girone B di Champions League.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
5º turno in Coppa di Russia.
Finalista in Supercoppa di Russia.
3º turno preliminare in Champions League.
Sedicesimi di finale in Coppa UEFA.
Quarti di finale in Coppa di Russia.
3º turno preliminare in Champions League.
4° nel Girone D di Coppa UEFA.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
Semifinale in Coppa di Russia.
3° nel Girone F di Champions League.
Quarti di finale in Europa League.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
Play-off in Europa League.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
4° nel Girone G di Champions League.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
Play-off in Europa League.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
Ottavi di finale in Coppa di Russia.
Sedicesimi di finale in Coppa di Russia.
3º turno preliminare in Europa League.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spartak gioca nel nuovo stadio, denominato Otkrytie Arena, vicino all'aeroporto di Tushino. La costruzione è iniziata nel 2010 ed è terminata nel 2014. Prima non aveva mai avuto un proprio stadio e la squadra ha giocato in vari stadi moscoviti nel corso della sua storia tra cui lo Stadio Lužniki, che ufficialmente appartiene ad un'altra squadra moscovita, la Torpedo. Il governo federale nel 2009 ha accettato di concedere gratuitamente il terreno per la costruzione e il club ha provveduto alla costruzione del nuovo stadio.

Trasferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio russo ha sperimentato significativi aumenti di profitto grazie alle sponsorizzazioni delle compagnie straniere e dei produttori di petrolio locali. L'aumento delle entrate finanziarie ha permesso ai team russi di spendere molto nel calciomercato. Anche lo Spartak ha avuto, così, la possibilità di acquistare giocatori conosciuti.

Nel 2004 l'attaccante argentino Fernando Cavenaghi, che aveva segnato 55 gol in 88 partite nel River Plate, fu acquistato dallo Spartak per circa 6,5 milioni di euro, uno degli acquisti più cari nella storia del campionato russo.

Nel 2004 Nemanja Vidić, un giovane difensore con grandi potenzialità, fu scoperto dagli osservatori dello Spartak e acquistato dalla Stella Rossa per 6 milioni di euro. Lo Spartak trasformò il giovane talento in un giocatore solido e questi divenne il trasferimento in uscita più costoso della storia russa. Vidic approdò al Manchester United per 7,5 milioni di euro nel gennaio 2006 disputando alcune partite per il club inglese. L'allenatore del Manchester, Alex Ferguson lo ha descritto come "giocatore ideale per il futuro"; in effetti col tempo Vidic è diventato una bandiera della squadra inglese con le sue 162 presenze in 6 anni.

Ci sono stati anche altri trasferimenti di giocatori importanti, tra i quali l'austriaco Emanuel Pogatetz, passato nel 2005 al Middlesbrough. Nel gennaio 2006 Quincy Owusu-Abeyie, un giovane attaccante cresciuto nelle giovanili dell'Ajax, è stato prelevato dall'Arsenal per circa 1,45 milioni di euro.

Nel marzo 2006 Martin Stranzl è stato preso dallo Stoccarda per rimpiazzare adeguatamente Vidic. Lo Spartak voleva acquistarlo durante la pausa invernale, ma il suo club di appartenenza non voleva lasciarlo andare. Dopo un paio di partite, i buchi nella difesa moscovita erano molto visibili. Questo spinse i dirigenti dello Spartak a tentare di nuovo di acquistare Stranzl. Dopo lunghe trattative, lo Stoccarda accettò di cedere il proprio giocatore, in tempo per essere tesserato dalla Federazione russa. Il trasferimento è costato 3 milioni di euro.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del F.K. Spartak Moskva
Massimo Carrera, allenatore dello Spartak dal 2016
Spartak Moskva.png
Allenatori del F.K. Spartak Moskva

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Oleg Romancev, prima giocatore e poi allenatore più vincente nella storia dello Spartak
Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del F.K. Spartak Moskva

Vincitori in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

URSS Anatolij Il'in (Melbourne 1956)
URSS Anatolij Isaev (Melbourne 1956)
URSS Anatolij Maslënkin (Melbourne 1956)
URSS Igor' Netto (Melbourne 1956)
URSS Michail Ogon'kov (Melbourne 1956)
URSS Aleksej Paramonov (Melbourne 1956)
URSS Sergej Sal'nikov (Melbourne 1956)
URSS Nikita Simonjan (Melbourne 1956)
URSS Boris Tatušin (Melbourne 1956)
URSS Nikolaj Tiščenko (Melbourne 1956)
URSS Evgenij Kuznecov (Seul 1988)
Argentina Clemente Rodríguez (Atene 2004)
URSS Evgenij Lovčev (Monaco 1972)
URSS Sergej Ol'šanskij (Monaco 1972)
URSS Aleksandr Prochorov (Montréal 1976)
URSS Fëdor Čerenkov (Mosca 1980)
URSS Vagiz Chidijatullin (Mosca 1980)
URSS Rinat Dasaev (Mosca 1980)
URSS Jurij Gavrilov (Mosca 1980)
URSS Oleg Romancev (Mosca 1980)
URSS Sergej Šavlo (Mosca 1980)
URSS Anatolij Maslënkin (Francia 1960)
URSS Anatolij Krutikov (Francia 1960)
URSS Igor' Netto (Francia 1960)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1936 (autunno), 1938, 1939, 1952, 1953, 1956, 1958, 1962, 1969, 1979, 1987, 1989
1992, 1993, 1994, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2016-2017
1938, 1939, 1946, 1947, 1950, 1958, 1963, 1965, 1971, 1991-1992
1993-1994, 1997-1998, 2002-2003
1987
1977
2017

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1993, 1994, 1995, 1999, 2000, 2001

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Semifinalista: 1992-1993
Semifinalista: 1997-1998

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Periodo sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Spartak Moskva.png
Primatisti di presenze
Spartak Moskva.png
Primatisti di reti

Periodo post-sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Spartak Moskva.png
Primatisti di presenze
Spartak Moskva.png
Primatisti di reti

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 2 luglio 2017.

N. Ruolo Giocatore
3 Serbia D Marko Petković
5 Germania D Serdar Tasci
7 Georgia C Jano Ananidze
8 Russia C Denis Glušakov
9 Capo Verde A Zé Luís
10 Paesi Bassi C Quincy Promes
11 Brasile C Fernando
12 Brasile A Luiz Adriano
14 Russia D Georgi Dzhikiya
16 Italia D Salvatore Bocchetti
17 Russia D Georgi Tigiyev
18 Russia C Zelimkhan Bakayev
19 Russia C Aleksandr Samedov
N. Ruolo Giocatore
23 Russia D Dmitri Kombarov
25 Paraguay D Lorenzo Melgarejo
29 Russia D Ilya Kutepov
32 Russia P Artyom Rebrov
38 Russia D Andrey Yeshchenko
40 Russia C Artyom Timofeyev
47 Russia C Roman Zobnin
50 Croazia C Mario Pašalić
57 Russia P Aleksandr Selikhov
69 Russia A Denis Davydov
71 Bulgaria C Ivelin Popov
98 Russia P Aleksandr Maksimenko
99 Brasile C Pedro Rocha

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Spartak Moskva.png
Sponsor ufficiali
Spartak Moskva.png
Fornitori tecnici

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Mara Vorhees, Leonid Ragozin, Moscow, Lonely Planet, 2015.
  2. ^ Storia dello Spartak sul sito della società, (RU) fcspartak.ru [collegamento interrotto]
  3. ^ (EN) Eduard Nisenboim, All-star Spartak rise again, UEFA.com, 16 giugno 2005. URL consultato il 16 aprile 2011.
  4. ^ Spartak Mosca, ufficiale: Unai Emery in panchina, calciomercato.com, 10 giugno 2012.
  5. ^ (EN) Spartak Moscow axes Unai Emery, marca.com, 25 novembre 2012.
  6. ^ (EN) Karpin returns as acting Spartak coach, sportskeeda.com, 27 novembre 2012.
  7. ^ UFFICIALE: Spartak Mosca, Karpin solo allenatore. Il dg diventa Askhabadze, Tutto Mercato Web, 13 dicembre 2012.
  8. ^ (EN) Spartak Moscow fire coach Valery Karpin, armradio.am, 18 marzo 2014.
  9. ^ (EN) Alenichev quits Spartak after Europa League shock, jamaheer.com, 05 agosto 2016.
  10. ^ Russian Premier League, lo Spartak Mosca di Massimo Carrera campione, su SpazioCalcio.it, 7 maggio 2017.
  11. ^ http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/14-07-2017/russia-carrera-vince-anche-coppa-grazie-gol-luiz-adriano-210304394554.shtml?refresh_ce-cp

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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