Fusi orari dell'Europa

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I fusi orari in Europa sono determinati in parte dalle singole legislazioni nazionali ed in parte dall'Unione europea.

Norme[modifica | modifica wikitesto]

Come riconosciuto dalle autorità comunitarie, la determinazione del fuso orario di appartenenza di ogni Stato europeo è determinata dai singoli parlamenti nazionali.[1] La situazione del continente, con l'esclusione quindi dei territori d'oltremare, prevede tre fasce temporali:

Diversa è la legislazione sull'ora legale, che è imposta in maniera unica dall'Unione europea dal 1996, durando da fine marzo a fine ottobre.[2] Il parlamento Europeo, dopo un sondaggio consultivo via internet[3] tenutosi a livello europeo nel 2018, ha preso atto della volontà della maggioranza a favore dell'abolizione del cambio ora solare-legale 2 volte l'anno. La Commissione europea ha quindi sancito l'ultimo cambio ora nel 2019. La scelta di mantenere l'ora solare o l'ora legale sarà di competenza dei singoli Paesi e verrà presa entro la primavera 2019, per poi procedere all'ultimo cambio ora a marzo 2019, per quei paese che decideranno di mantenere l'ora legale, e a ottobre 2019 per quei paesi che opteranno invece per l'ora solare tutto l'anno.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UE, su eur-lex.europa.eu.
  2. ^ UE, su eur-lex.europa.eu.
  3. ^ Referendum consultivo ora solare e legale in UE, su ec.europa.eu.
  4. ^ UE abolito il cambio d'ora solare e legale, su nationalgeographic.it. URL consultato il 21 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2018).
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