Fury (film 2014)

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Fury
Fury 2014.jpg
Una scena del film
Titolo originale Fury
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2014
Durata 134 min
Rapporto 2,35:1
Genere guerra, drammatico, azione
Regia David Ayer
Soggetto David Ayer
Sceneggiatura David Ayer
Produttore David Ayer, Bill Block, John Lesher, Ethan Smith
Produttore esecutivo Brad Pitt, Anton Lessine, Sasha Shapiro, Ben Waisbren
Casa di produzione Le Grisbi Productions, Huayi Brothers Media, QED International, LStar Capital, Crave Films
Distribuzione (Italia) Lucky Red Distribuzione
Fotografia Roman Vasyanov
Montaggio Jay Cassidy, Dody Dorn
Effetti speciali Genevieve Bevan-John, Christopher Brennan, Gareth Jolly, Craig Leong, Dan MacIntyre, Ceri Nicholls, Neil Toddy Todd, George Waite
Musiche Steven Price
Scenografia Andrew Menzies
Costumi Anna B. Sheppard
Trucco Robb Crafer, Jo Grover, Uxue Laguardia, Adrian Rigby, Malwina Suwinska, Chiara Ugolini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fury è un film del 2014 scritto, diretto e prodotto da David Ayer, con protagonisti Brad Pitt, Shia LaBeouf e Logan Lerman.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« La guerra crea gli eroi, la storia li trasforma in leggende »

(Tagline del film)

Aprile 1945: le forze alleate stanno avanzando in profondità nella Germania nazista. Tra i numerosi veterani ci sono anche il sergente carrista Don Collier, della 2ª Divisione corazzata, e il suo equipaggio: il cannoniere Boyd Swan, profondamente cristiano e soprannominato "Bibbia", il pilota messicano Trini "Gordo" Garcia e il rude caricatore Grady "Coon-Ass" Travis, con i quali ha condiviso oltre tre anni di servizio nell'Esercito degli Stati Uniti e duri combattimenti nel deserto nordafricano e in Normandia. A bordo del loro carro armato, uno Sherman M4A3E8 dal nome di battaglia Fury, si trovava anche il copilota/mitragliere, che tuttavia muore in una schermaglia all'inizio del film. Al sergente e ai suoi uomini viene perciò assegnata la giovane recluta Norman Ellison, un ragazzo arruolato solo da otto settimane come dattilografo e perciò rimasto sempre nelle retrovie; egli non è mai stato in un carro armato, non ha ricevuto addestramento specifico e non ha mai ucciso un nemico. Al primo incontro con Collier e gli altri carristi Norman è trattato con sufficienza, ironia e aggressività, quindi è costretto a pulire l'interno del carro armato, insozzato da fuliggine, sangue e alcuni resti del mitragliere deceduto. Poco dopo il plotone corazzato cui il sergente appartiene viene inviato al quartier generale del capitano Waggoner, che ha chiesto rinforzi; nel corso della marcia, però, la colonna è sorpresa da un gruppo di ragazzini tedeschi della Gioventù hitleriana armati di lanciagranate Panzerfaust. Norman li intravede ma non avverte nessuno, credendoli innocui e indifesi, così lo Sherman conduttore viene distrutto e il capo plotone, il sottotenente Parker, muore bruciato tra le fiamme del suo carro colpito. Il sergente, infuriato, riprende aspramente il giovane dicendogli che ogni tedesco è un nemico che non può essere risparmiato.

Nel tentativo di educare il ragazzo alla cruda realtà della guerra, Collier inizia dunque a prendersi cura di lui come se fosse suo figlio, sebbene con metodi poco ortodossi: dopo aver sgominato, nel corso dell'avanzata, alcune postazioni anticarro tedesche che tenevano sotto tiro una strada, dà a Norman il proprio revolver per uccidere l'unico tedesco caduto prigioniero; il ragazzo si rifiuta ripetutamente e il sergente, dopo averlo placcato, gli forza l'arma in mano e gli fa premere il grilletto, lasciandolo scioccato. Il giorno successivo il plotone e un gruppo di fanteria assaltano un villaggio tedesco e, nel corso del combattimento, Norman uccide con la mitragliatrice alcuni serventi tedeschi a un pezzo anticarro nascosto in un negozio. Il legame tra lui e Collier si fa più forte e insieme perquisiscono una casa, dove trovano due donna, Irma e la sua cugina più giovane, Emma, con la quale Norman ha un rapporto sessuale; poco dopo Collier e Norman si apprestano a consumare un pasto a base di uova, regalate alle donne dallo stesso Collier, creando un ambiente il più possibile sereno. Seduti a tavola vengono però raggiunti dall'equipaggio, che entra nella casa alla ricerca della giovane recluta per offrirgli una donna che lo aspetta nel carro, ma rendendosi conto della situazione e risentendosi della paterna benevolenza del sergente verso Norman e della tolleranza verso le tedesche, fanno di tutto per rovinare e guastare la situazione. La tensione fra l'equipaggio è altissima ma la situazione viene interrotta perché Collier è convocato dal capitano per ricevere ordini sulla successiva missione: portare un plotone di quattro Sherman (Fury e altri tre mezzi) a presidio di un crocevia strategico, con lo scopo di proteggere un percorso per la fornitura di treni, presso la ferrovia del distretto della Ruhr vicino al fiume Weser. Durante i preparativi per la partenza, alcuni tiri d'artiglieria sconvolgono il centro del paese e colpiscono in pieno l'abitazione delle due donne, uccidendole. Norman è preso dalla disperazione e, nel tentativo di avvicinarsi al cadavere di Emma, si scontra duramente con Grady, che gli fa rendere conto che è la guerra, nient'altro che la guerra.

Una volta rafforzate le posizioni nel villaggio il convoglio degli Sherman si avvia verso il crocevia. Nel corso della marcia, però, i quattro Sherman s'imbattono in un carro armato pesante Panzer VI Tiger I mimetizzato, che distrugge uno dopo l'altro tre carri armati; Fury riesce a sfuggire al Tiger, a portarsi dietro al corazzato e a distruggerlo. Dopo un breve riposo, i cinque riprendono il viaggio e raggiungono senza altri incidenti l'incrocio: qui il carro incappa in una mina che fa saltare il cingolo destro e danneggia le sospensioni. Mentre cerca di capire l'entità del danno e la possibilità di ripararlo, Collier manda Norman su un'altura boscosa poco distante allo scopo di tenere sotto controllo la zona. Il ragazzo torna di corsa dopo poco tempo e avverte di aver avvistato un battaglione di Waffen-SS, composto da alcune centinaia di soldati. L'equipaggio vuole inizialmente abbandonare il carro e l'incrocio e darsi alla fuga, ma Collier decide di restare e lascia liberi gli uomini di andarsene; tutti però, a partire da Norman, sono combattuti tra la fedeltà al loro leader e la possibilità di sopravvivere. Alla fine decidono di rimanere anche loro e si preparano a fronteggiare i tedeschi, simulando danni ancor più gravi, facendo l'inventario di tutte le armi e le munizioni disponibili e nascondendosi nel carro. Negli ultimi momenti di calma, Collier stappa una bottiglia di whisky e brinda insieme ai suoi soldati, compreso Norman che riceve il soprannome "Macchina". Quando la colonna di SS è ormai dinanzi al carro, l'equipaggio apre il fuoco con tutte le armi di bordo e coglie di sorpresa i tedeschi, infliggendo loro gravi perdite; lo scontro continua violento anche di notte ma, soverchiati dal numero e con sempre meno munizioni, i carristi cadono uno dopo l'altro: Grady rimane ucciso quando una granata di Panzerfaust penetra la torretta e lo trancia; Garcia viene ferito quando sta per lanciare una bomba a mano che ricade nel carro e, per evitare che lo scoppio uccida anche Norman accanto a lui, gli fa da scudo con il proprio corpo; Boyd è raggiunto da un proiettile alla testa mentre è intento a passare munizioni a Collier, uscito dal carro per maneggiare la Browning M2 montata sul tetto della torre. Mentre Norman cerca altre cartucce per il suo mitra, il sergente viene gravemente ferito da un cecchino e ricade nella torretta.

Incapace di fuggire, ordina a Norman di uscire dalla botola d'emergenza nel pavimento del carro armato e salvarsi; subito dopo alcuni tedeschi riescono a lanciare alcune bombe a mano dalla cupola all'interno del mezzo e l'esplosione uccide Collier. Norman si nasconde nella buca provocata dalla mina anticarro sotto al veicolo, mentre le SS riprendono la loro marcia. Il ragazzo viene scorto da un giovane soldato tedesco che, tuttavia, prova compassione per lui e non avverte i suoi commilitoni. Norman cade addormentato e il mattino seguente rientra nel carro devastato, dove rinviene e copre il cadavere del sergente; sentendo però dei passi sullo scafo metallico, afferra il revolver di Collier pronto a combattere: la cupola viene sollevata e Norman riconosce uno dei soldati che avevano appoggiato Fury nella conquista della cittadina. Sfinito e prostrato, viene fatto salire su un'ambulanza e portato nelle retrovie per ricevere cure mediche; mentre s'allontana, il ragazzo rivolge un ultimo sguardo al veicolo, circondato da cataste di corpi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 aprile 2013 la Sony ha annunciato l'inizio dei provini per assemblare il cast principale del film quando Brad Pitt, che aveva già preso parte dal film di guerra Bastardi senza gloria nel 2009, accettò per interpretare il ruolo principale di Wardaddy. Il 23 aprile dello stesso anno Shia LaBeouf venne unito al cast insieme a Logan Lerman, scelto il 1º maggio per vestire i panni del giovane soldato Norman Ellison; due settimane dopo The Hollywood Reporter annunciò che Michael Peña era occupato in trattative per prendere parte all'equipaggio di Pitt nel film, e alla fine accettò. Infine, il 17 maggio 2014 Jon Bernthal venne scelto come quarto e ultimo personaggio principale, a cui venne assegnata la parte di Grady Travis, un cocciuto e viziato nativo dell'Arkansas.

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prima delle riprese, il regista David Ayer pretese che gli attori si sottoponessero ad un allenamento in un campo di addestramento gestito dalla Navy SEALs, per aumentare la propria massa muscolare e sottostare agli sforzi che avrebbero dovuto subire durante la realizzazione del film. Riguardo a questa scelta, Pitt dichiarò: "È stato un allenamento molto duro: eravamo affamati, avevamo freddo, eravamo sporchi e dovevamo continuare a provare in continuazione: come se non bastasse, dovevamo vivere nella stessa abitazione dove mangiavamo, dormivamo e defecavamo insieme; l'allenamento durò quattro mesi e mangiavamo cibo freddo. Per fare alcune scene dovevamo svegliarci all'alba e lavorare tutto il giorno fino al tramonto". Ayer spiegò questa scelta dicendo: "Posso essere molto crudele come regista e potrei fare di tutto per ottenere quello che voglio".

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il carro armato Panzer VI Tiger I usato nel film

La troupe iniziò a filmare le prime scene del film nella regione dell'Hertfordshire, in Inghilterra, nel settembre 2013[1]: Brad Pitt fu incaricato di guidare i carri armati direttamente nei luoghi di riprese, visto che erano troppo pesanti per essere spostati su rimorchi. Le riprese principali si sono svolte invece presso la contea dell'Oxfordshire, dove sono state ambientate le scene di guerra[2]: la Pinewood Studios ha dovuto mandare lettere di avvertimento ai piccoli villaggi di Shriburn, Pyrton e Watlington, informandoli che si sarebbero potute verificare rumori di spari ed esplosioni. Il 15 ottobre 2013, uno stuntman è stato accidentalmente pugnalato alla spalla da una baionetta durante le prove sul set nella provincia di Pyrton; fu portato all'ospedale John Radcliffe Hospital di Oxford da un aereo ambulanza. La polizia dichiarò l'episodio come un incidente. Un altro incidente si verificò nel novembre dello stesso anno quando fu girata una scena in cui le comparse indossavano divise della Wehrmacht e della Waffen-SS proprio nel Remembrance Day. Ayer si scusò, e pure la Sony.

Formazione e influenze[modifica | modifica wikitesto]

Fury è un film di guerra che segue le vicende di un equipaggio di cinque uomini in un carro armato durante i giorni finali della guerra in Germania. Ayer dichiarò di essersi interessato di questo argomento leggendo libri autobiografici di Belton Y. Cooper e fin da piccolo, quando gli venivano raccontate storie sul servizio di veterani antenati della sua famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale; Ayer ha anche conservato le uniformi militari utilizzate dai suoi bisnonni in guerra. Il film inoltre presenta il Tiger 131, l'unico Tiger I attualmente operativo (l'unico funzionante su 7 superstiti); si è scelto di girare il film in Gran Bretagna per la grande disponibilità di carri armati rimasti dagli ultimi scontri.

Mentre la trama del film e i personaggi sono frutto di fantasia, durante la Seconda Guerra Mondiale, esistette veramente un comandante di un plotone soprannominato "Wardaddy", a capo di un equipaggio su un carro armato chiamato "Fury", che fu eliminato in Germania dai tedeschi alla fine del 1944.

La trama del film presenta alcune somiglianze con la battaglia di Crailsheim, combattuta in Germania nel 1945: nella seconda parte del film, Fury, intrappolato in una piccola città distrutta, è accerchiato da un plotone tedesco. È quasi esattamente ciò che successe a un M10 Wolverine vicino a Holtzwihr in Lorena, Francia, il 24 gennaio 1945: il suo equipaggio riuscì a respingere un plotone nemico, e non tutti i componenti rimasero uccisi.

Il 26 gennaio, alle pendici sud del bosco Riedwihr, comparvero da Holtzwihr fanti e corazzati tedeschi che attaccarono il 15º Reggimento. Credendo che la situazione fosse senza speranza, il tenente Audie Murphy ordinò ai suoi uomini di ritirarsi nel bosco. Murphy invece entrò in un cacciacarro M10 Wolverine in fiamme, cominciando a sparare con l'arma pesante del mezzo contro i tedeschi e chiedendo del fuoco d'artiglieria sulla loro posizione. I tedeschi non furono in grado di capire da dove il tenente sparasse e, disorientati, furono bombardati da aerei d'attacco al suolo, i quali avevano trovato un'apertura tra le nuvole. Presi in contropiede, i tedeschi si ritirarono oltre Holtzwihr. Murphy, che sopravvisse, venne premiato con la Medal of Honor e con altre onorificenze, risultando poi il soldato americano più decorato nella Seconda Guerra Mondiale; in seguito morì invece accidentalmente nel 1971 in un incidente aereo a soli 46 anni.

Riedwihr fu liberata lo stesso giorno, mentre Holtzwihr il 27 gennaio dal 30º Reggimento, che proseguì verso sud raggiungendo il Canale di Colmar due giorni dopo.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto un grande successo al botteghino. Fury ha guadagnato $ 85,8 milioni di dollari solo in Nord America e $ 126 milioni di dollari in altri territori, per un totale di $ 211 milioni di dollari in tutto il mondo, contro un budget stimato sui $ 68 milioni di dollari.

In Nord America il film è stato rilasciato ufficialmente il 17 ottobre 2014 e ha incassato $ 1.2 milioni di dollari in un giorno e oltre $ 23.5 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione in 2.489 sale cinema; diventa quindi l'incasso più grande nel Paese di Ayer dopo Fast and Furious e S.W.A.T. Il film ha avuto un buon successo anche in altre nazioni, piazzandosi al primo posto in Australia (2,2 milioni), Finlandia (410mila), Regno Unito (4.2 milioni) e Ucraina (160mila); è arrivato invece al quinto posto in Francia (2.1 milioni di euro).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto da recensioni generalmente positive dalla critica, che ha lodato soprattutto la direzione di Ayer, l'uso degli effetti speciali e l'interpretazione di Brad Pitt e di Logan Lerman. Il sito Rotten Tomatoes ha definito il film "fresco" con il 77% di recensioni positive basate su 221 critiche, dando un voto di 7 stelle su 10. Il sito ha inoltre dichiarato: "Fury è uno dei migliori film di guerra degli ultimi trent'anni: riesce perfettamente a cogliere quelli che son stati gli orrori della guerra, le ambizioni future e i combattimenti nemici".

Secondo Metacritic, il film ha un punteggio di 64 su 100 basato su 47 recensioni, mentre il The Boston Globe ha dato al film 2,5 stelle su 4, apprezzando in particolare la performance di Pitt nei panni del sergente Wardaddy, e il Los Angeles Times lo ha descritto come "una delle migliori interpretazioni di Brad Pitt nella sua carriera".

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

La prima clip promozionale del film viene diffusa il 10 giugno 2014 durante il terzo Electronic Entertainment Expo a Los Angeles[3], mentre il 24 giugno viene diffuso il primo poster ufficiale[4]. Il primo trailer invece viene diffuso il 25 giugno[5].

Il primo poster italiano viene rilasciato il 12 gennaio 2015.[6], mentre il primo trailer italiano viene diffuso il 9 aprile seguente[7].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola, inizialmente programmata per il 14 novembre[3], viene anticipata nelle sale cinematografiche statunitensi al 17 ottobre 2014[8].

In Italia la distribuzione del film era prevista per il 29 gennaio 2015[9] ma non è potuto uscire in quanto la casa di distribuzione Moviemax è fallita poco prima dell'uscita della pellicola.[10][11] Il film è stato distribuito in Italia dalla Lucky Red Distribuzione, il 2 giugno 2015[7].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Info, Internet Movie Database. URL consultato l'11 giugno 2014.
  2. ^ (EN) Location, Internet Movie Database. URL consultato l'11 giugno 2014.
  3. ^ a b Fury: esplosioni, suspence ed emozioni nella prima featurette del war movie con Brad Pitt & Co., bestmovie.it, 11 giugno 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) Poster, comingsoon.net. URL consultato il 24 giugno 2014.
  5. ^ (EN) Trailer, comingsoon.net. URL consultato il 25 giugno 2014.
  6. ^ Valentina D'Amico, Fury: il poster italiano in esclusiva, Movieplayer.it, 12 gennaio 2015. URL consultato il 9 aprile 2015.
  7. ^ a b Filmato audio Lucky Red Distribuzione, FURY - Trailer ufficiale HD - Dal 3 giugno al cinema, su YouTube, 9 aprile 2015. URL consultato il 9 aprile 2015.
  8. ^ Fury anticipato di un mese negli USA, badtaste.it, 12 agosto 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  9. ^ Moviemax conferma l'uscita di 3 nuovi film, lastampa.it, 23 ottobre 2014. URL consultato il 23 dicembre 2014.
  10. ^ Dichiarato il fallimento di Moviemax, badtaste.it, 13 gennaio 2015. URL consultato l'8 maggio 2015.
  11. ^ Fury, mymovies.it. URL consultato l'8 maggio 2015.
  12. ^ (EN) Variety Staff, Teen Choice Awards 2015 Winners: Full List, variety.com. URL consultato il 23 agosto 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]