Furia spagnola

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La Furia spagnola – La distruzione di Anversa 1576 (Hans Collaer, 1577)
Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

La cosiddetta Furia spagnola fu una sequenza di sanguinosi e vendicativi saccheggi delle città nei Paesi Bassi (le Diciassette Province) effettuati dalla truppe spagnole regolari e ammutinate, verificatosi negli anni dal 1572 al 1579, durante la Rivolta dei pezzenti.

La più famosa Furia spagnola fu il sacco di Anversa nel 1576. A volte questa con questa singolare espressione ci si riferisce all'intera campagna militare delle truppe ammutinate del 1576, e per i saccheggi delle città del 1572.[1] [2] [3]

Premesse: un decennio di sconvolgimenti[modifica | modifica wikitesto]

Diverse richieste di attenuazione della coercizione religiosa nei Paesi Bassi meridionali, tra cui una petizione originata da un patto di nobili, nell'inverno del 1565-1566, erano state respinte. L'estate poi portò rinnovati violenti scoppi di iconoclastia, tra cui il Beeldenstorm calvinista (attacchi iconoclasti nel 1566) con deturpamento di statue e decorazioni cattoliche in monasteri e chiese. La battaglia di Oosterweel nel marzo 1567 fu la prima risposta militare spagnola ai tanti disordini, e un preludio o l'inizio della Guerra degli ottant'anni.[Note 1] Il Re di Spagna nominò capitano generale Fernando Álvarez de Toledo duca d'Alba; il Duca di ferro con 10,000 uomini effettua il primo uso militare del cammino spagnolo. Gli furono concessi poteri superiori a quelli della sorellastra del re Margherita di Parma, che aveva manovrato sia Granvella che Guglielmo d'Orange, il Silenzioso dietro le quinte, durante il tentativo di conciliare le priorità locali con gli ordini spagnoli. Al loro incontro, giudicando l'inflessibilità del duca su posizioni estreme, la duchessa si dimise. Il duca d'Alba sostituì Margherita come governatore generale delle Diciassette Province, ed istituì il Consiglio dei torbidi nel settembre dello stesso anno. Questo tribunale di stile corte marziale spesso condannava a morte gli oppositori politici e religiosi riformisti: più di 1.000 esecuzioni fecero in modo che venisse chiamato il "Consiglio di sangue".

Dispiegamento dell'esercito delle Fiandre di Don Fadrique, 1572
Massacro di Naarden, 1º dicembre 1572,
Soldati spagnoli trucidano civili locali
(incisione del XVII secolo di J. Luyken) British Museum, Londra

I Geuzen (pezzenti di mare) scacciati dai porti inglesi conquistarono Brielle il 1º aprile 1572. Questa base d'appoggio innescò la ribellione anti-realista nelle contee di Zelanda e di Olanda. Altre città dei Paesi Bassi che mostrarono segni di ribellione contro l'aumento della tassazione e della persecuzione di protestanti, o che non fornivano appoggio alle truppe dell'uno e dell'altro contendente,[4] furono costrette con la forza al cattolicesimo e alla totale obbedienza politica alla corona spagnola.[5]

Furie Spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Dai Militari sottopagati sotto un comando regolare[modifica | modifica wikitesto]

In genere non era raro il saccheggio di una città conquistata, ma il governatore Fernando d'Alba portò la pratica a un livello superiore impostando intenzionalmente esempi terrificanti contro coloro che avevano simpatie per i ribelli.[6][7]

  • La furia spagnola a Mechelen fu il primo evento che divenne noto con questo termine. Dopo che il lieutenant di Orange Bernard de Merode aveva preso la città e controllato Mechelen per un mese, lui e i suoi uomini lasciarono la città perché era in arrivo un forte contingente spagnolo. Nonostante l'accoglienza di queste truppe da parte della popolazione recitando salmi di penitenza in segno di resa, dal 2 ottobre 1572, sotto il comando del figlio del Governatore Alva (non chiamato 'Alba' in quei luoghi),[Note 2] Fadrique duca d'Alba, per tre giorni la città fece saccheggiare dalle sue truppe di massacratori, con stupri e saccheggi. Alva riferì al re Filippo II che "nessun chiodo è stato lasciato nel muro".[8][9][10]
  • L'Armata delle Fiandre che aveva saccheggiato Mechelen, riconquistò Diest e Roermond, marciò su Gheldria e in novembre riconquistò facilmente Zutphen, che era stata presa da Orange a giugno. Don Fadrique ordinò ai suoi uomini di giustiziare la guarnigione e permise loro di uccidere e saccheggiare la città. Dopo la furia spagnola a Zutphen del 15 novembre, le contee del nord capitolarono.[11]
  • In dicembre a Naarden nei Paesi Bassi, gli abitanti negoziarono la resa ma la città fu comunque saccheggiata e bruciata, e solo 60 persone sopravvissero alla furia spagnola a Naarden.[11]
  • La "furia spagnola" ad Haarlem, nel 1573, fece seguito all'Assedio di Haarlem di sei mesi.[12]

Dal dicembre 1573, il grande ed inefficace dispendio finanziario e le proteste circa l'efferata crudeltà delle spedizioni del Governatore, portarono alla nomina di Luis de Zúñiga y Requesens al posto del duca d'Alba, che tornò in Spagna. Il famigerato 'Consiglio di sangue' cessò di ordinare esecuzioni e già nel giugno 1574 fu ufficialmente abolito da Requesens, sebbene rimase in carica fino all'estate del 1576.

Nell'ottobre del 1576, durante la ribellione della città di Maastricht contro la sua fortezza a causa dei continui esosi pagamenti imposti, i soldati tedeschi della guarnigione spagnola seguirono gli ordini del Consiglio della città e si misero a riposo. Mentre alcune truppe spagnole si attestarono su una delle porte, altri fuggirono con il comandante della guarnigione Francisco de Montesdoca verso la piccola fortificazione a Wyck al centro della città di Maastricht, appena attraversato il ponte sul fiume Mosa. Anche se a Montesdoca fu garantita la sua sicurezza personale durante i negoziati, fu comunque arrestato durante questa disputa. Fu liberato quando dei soldati di rinforzo arrivarono da Dalem e quelli attestati a Wyck conquistarono la città. Poche vite di spagnoli erano state perse, i tedeschi si scusarono, ma dovettero accamparsi nei villaggi vicini.

  • La furia spagnola dell'ottobre 1576 si riferisce alla conseguente punizione della città, con un bagno di sangue e saccheggio.[3][13][14]

[15]

Dalle spedizioni di saccheggio dei militari lasciati senza comando[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte di Requesens nel marzo 1576, il re spagnolo nominò il suo fratellastro, Don Juan, come Governatore generale dei Paesi Bassi ma esitò parecchi mesi prima di notificargli la nomina. Anche dopo, Don Juan non ebbe fretta di procedere nei Paesi Bassi. Gli ufficiali e soldati semplici non pagati e abbandonati, ammutinati, iniziarono una nuova campagna di saccheggi con i comportamenti già visti in precedenza.

  • La "furia spagnola" di Aalst, una città che era sempre rimasta fedele, evidenzia che le rivolte militari che occasionalmente si verificavano dal 1573, erano ormai totalmente sfuggite di mano da luglio 1576.[16][17] La furia incontrollata dei soldati portò al saccheggio di circa 170 luoghi nella Contea del Brabante.[3]
  • La "furia spagnola" di Anversa, il più famoso tra gli eventi con questo nome, conosciuto anche come il sacco di Anversa, si è verificò quando le forze provenienti da Aalst e quelle da Maastricht si incontrarono nel novembre 1576.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Con la Pacificazione di Gand, firmata pochi giorni dopo i fatti di Anversa[17] i Calvinisti e i Cattolici decisero di espellere tutte le truppe spagnole, per le quali avevano in corso negoziati dal sacco di Aalst. Il 12 febbraio 1577, il governatore generale Don Juan aderì all'accordo, firmando l'Editto perpetuo. Pochi mesi più tardi, nonostante i termini pattuiti, Don Juan progettò una nuova campagna contro i ribelli olandesi, che avevano trovato un alleato in Elisabetta I d'Inghilterra.[Note 3] Anche se mai riconosciuta da Re Filippo, una riunione di cattolici insediò suo nipote Mattia d'Austria, duca di Borgogna e Brabante, nella posizione di Governatore dei Paesi Bassi fino al 1581.[Note 4][10][18]

Dall'esercito vittorioso, incontrollata[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Farnese duca di Parma, figlio di Margherita di Parma, riconquistò gran parte dei Paesi Bassi con metodi onorevoli sia nei confronti degli alleati che dei nemici. Subito dopo l'Unione di Arras un paio di settimane dopo, il 23 gennaio 1579, fu siglata l'Unione di Utrecht, con la quale di fatto fu sancita la separazione tra i Paesi Bassi del sud e del nord. Ma la guerra non era finita.

Tra il 12 marzo e il 1º luglio 1579 entrambe le parti subirono dure perdite nell'assedio di Maastricht.[Note 5] Gli attaccanti vittoriosi scatenarono quindi una seconda "furia spagnola" a Maastricht, mentre il loro comandante, il governatore del Re Filippo, il duca Alessandro Farnese, era troppo malato per intervenire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Guerra degli 80 anni può essere considerata iniziata con la sconfitta dei ribelli a Oosterweel, o undici giorni dopo, il 13 marzo 1567 quando Gilles van Berlaymont, Statolder, assediò Valenciennes, che si arrese. La prima vittoria dei ribelli, nel maggio 1568 presso Heiligerlee, è dagli olandesi spesso considerata come l'inizio della guerra.
  2. ^ I Duchi d'Alba che hanno svolto un ruolo attivo nei Paesi Bassi del XVI secolo, Fernando e Fadrique Álvarez de Toledo, sono ancora nei Paesi Bassi,, nella lingua attuale, chiamati 'Alva'. Anche se il nome breve di solito è 'Alba' in inglese, quello olandese occasionalmente è preso in prestito dai testi di lingua inglese, per esempio il capitolo "Alva's Throne: Making Sense of the Revolt of the Netherlands" ("trono di Alva: dare un senso alla rivolta dei Paesi Bassi") del Prof. Henk van Nierop in Graham Darby's The Origins and Development of the Dutch Revolt (Origini e sviluppo della Rivolta olandese).
  3. ^ La Regina Maria I d'Inghilterra aveva sposato il Re Filippo II di Spagna per assicurare la continuità della reintroduzione del cattolicesimo in Inghilterra: un erede avrebbe impedito la successione della sorellastra protestante Elisabetta al trono. Quest'ultima fu imprigionata da Maria a seguito della ribellione di Wyatt. Il 29 luglio 1554 Filippo scrive a un corrispondente a Bruxelles, "il matrimonio è concluso per nessuna considerazione carnale, ma per rimediare i disordini di questo regno e per preservare i Paesi Bassi." (Linda Porter (storica) (2007). Mary Tudor: The First Queen. pp. 464. Piatkus Books Ltd, London, UK, 2009. ISBN 978-0-7499-0982-6. p. 320) Nel 1558, 'Maria la sanguinaria' era morta senza l'erede; di fatto aveva mantenuto il trono di un paese in crisi caldo per Elisabetta.
  4. ^ Filippo II nominerà molto più tardi un altro figlio di sua sorella Maria di Spagna e dell'Imperatore Massimiliano II d'Asburgo, il fratello di Mattia, l'Arciduca Ernesto d'Austria come governatore generale dei Paesi Bassi meridionali.
  5. ^ Maastricht fu assediata in molte altre occasioni, resistendo per esempio ad un assedio delle truppe del Principato vescovile di Liegi e Contea di Loon nel 1407–1408, perdendo nell'assedio del 1673 durante la Guerra d'Olanda, e durante l'assedio della sua cittadella fortificata, nel 1748, al termine della guerra di successione austriaca.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti in linea[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Caffin, Charles H, V. The Scientific-Artistic Organization of Holland in the Seventeenth Century, in Art for Life's Sake – An Application of the Principles of Art to the Ideals and Conduct of Individual and Collective Life, The Prang Company, New York–Chicago–Boston–Atlanta–Dallas, USA (ex. University of Toronto Library N7445C25c.1ROBA online by Scribd.com), febbraio 1912, © 1913, p. 38, ISBN 978-1-120-15859-8. URL consultato il 4 agosto 2011.
    «Filippo II di Spagna rispose con l'invio de duca Fernando Álvarez de Toledo e diecimila soldati, che cominciarono la "Furia spagnola", a causa della quale 18.600 persone furono messe a morte, oltre a coloro che furono uccisi durante resistenza armata dei rivoltosi.».
  2. ^ Krüger: "Die 'Spaanse Furie' wütete über mehrere Jahre: Mecheln, Zutphen und Naarden wurden geplündert, ebenso Haarlem, Oudewater und Bommende. Am Schlimmsten aber traf es Antwerpen"
  3. ^ a b c (NL) Van der Schoot, Y., De Hervorming te Brugge (PDF), Protestantse Kerk Brugge, Brugge, Belgium. URL consultato il 31 luglio 2011.
  4. ^ (NL) Coornhert en de Opstand: geen ‘zoete vrijheid’ zonder religievrede (PDF), in Part from introduction to: J. Gruppelaar, Coornhert Politieke geschriften. Opstand en Religievrede, Amsterdam, AUP, 2009, Online by Weet en Durf, Netherlands. URL consultato l'11 agosto 2011.
  5. ^ Baelde (1976) p. 376
  6. ^ Arnade (2008) p. 225–226
  7. ^ Burg (2003, eLibrary 2005) p. 168–169: "a Madrid, Fernando Álvarez de Toledo, 3º duca d'Alba fu accusato di seguire i propri capricci piuttosto che i desideri di re Filippo. Secondo Henry Kamen, Juan de la Cerda, 4' Duca di Medinaceli riportò al Re che “rigore eccessivo, la cattiva condotta di alcuni ufficiali e soldati e la Decima, sono stati la causa di tutti i mali, e non eresia o ribellione.” [...] Uno degli ufficiali del governatore riferì che nei Paesi Bassi “il nome del Casato d'Alba è sinonimo di orrore."
  8. ^ Arnade (2008) p. 226–229 Per il Sacco di Mechelen, Arnade fa riferimento anche a: Marnef, Guido Het Calvinistisch bewind te Mechelen, 1580–85. Kortrijk-Heule, 1987.
  9. ^ (NL) Elsen, Jean, De nood- en belegeringsmunten van de Nederlandse opstand tegen Filips II – Historisch kader (PDF), in Collection J.R. Lasser (New York). Nood- en belegeringsmunten, Deel II, Jean Elsen & ses Fils s.a., Brussels, Belgium, febbraio 2007, p. 4. URL consultato il 1º agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2012).
  10. ^ a b (EN) Allen, Charlotte, First Things – Books In Review: Harline, Craig; Put, Eddy. A Bishop’s Tale: Mathias Hovius Among His Flock in Seventeenth-Century Flanders. Yale University Press. 387 pp., First Things, New York, USA, (c) 2001 upd. July 2002. URL consultato il 19 agosto 2011.
    «La "Furia spagnola", che ha rovinato l'economia di Mechelin, fu seguita dalla "Furia inglese", una invasione nel 1580 effettuata dagli olandesi alleati di Elisabetta I d'Inghilterra, che causò una serie di incendi, saccheggi, e uccisione di preti cattolici.».
  11. ^ a b Arnade (2008) p. 232–244
  12. ^ (NL) De geschiedenis van het duodorp Halfweg en Zwanenburg – Of: de historie van 1 Russische tsaar, 3000 Spaanse soldaten en enkele miljoenen suikerbieten, Vereniging Dorpsraad Zwanenburg-Halfweg, Netherlands. URL consultato il 4 agosto 2011.
  13. ^ (NL) Hooft, Pieter Corneliszoon; ed. Hellinga, W.; ed. Tuynman, P., Nederlandsche Historien, Vol. 11, in Nederlandsche Historien, University Press Amsterdam, Amsterdam, Netherlands, 1972 (Online su Biblioteca digitale della Letteratura olandese, dbnl, 2007), 1642–1647, pp. 463–464. URL consultato il 14 agosto 2011.
  14. ^ Motley (1855) Vol. III, chapter V. 1576–1577
  15. ^ (NL) Don Juan, Municipality of Maastricht, Netherlands, © 2008. URL consultato il 14 agosto 2011.
  16. ^ Baelde (1976) p. 374
  17. ^ a b Morris (1998) p. 273
  18. ^ (EN) Russel, William, Part I. From the Rise of the Modern Kingdoms to the Peace of Westphalia, in 1648, in The history of modern Europe – with..., Vol. III, G.G.J. – J. Robinson – A. Hamilton, London, 1789 (Online by Google books, 2005), pp. 9–11. URL consultato il 18 agosto 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]