Funzione misurabile

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In analisi matematica, una funzione misurabile è una funzione tra due spazi misurabili compatibile con la loro struttura di σ-algebra.

La richiesta di misurabilità di una funzione è in genere un'ipotesi di regolarità minima, ed è molto spesso richiesta per l'applicazione dei teoremi e dei metodi dell'analisi matematica e della teoria della misura.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Siano e due spazi misurabili. Una funzione viene detta misurabile o -misurabile se per ogni cioè se per ogni insieme misurabile di la controimmagine è un insieme misurabile di

Utilizzando il linguaggio della teoria delle categorie è possibile definire più concisamente una funzione misurabile come un morfismo di spazi misurabili.

Continuità delle funzioni misurabili[modifica | modifica wikitesto]

Premesso che esistono spazi misurabili che non provengono da spazi topologici, ad esempio gli spazi di probabilità di cardinalità finita, ne consegue che non tutte le funzioni misurabili sono continue. I principali teoremi che definiscono le relazioni fra funzioni misurabili e funzioni continue sono il teorema di Lusin e il teorema di Vitali. Il primo afferma che ogni funzione misurabile è approssimabile da una funzione continua con un errore piccolo a piacere; il secondo ha come conseguenza che esistono sottoinsiemi di che non sono misurabili secondo Lebesgue, assumendo l'assioma della scelta.

Si assume nel seguito che è uno spazio di Hausdorff localmente compatto e che è la misura definita nel teorema di rappresentazione di Riesz, ad esempio la misura di Lebesgue.

Teorema di Lusin[modifica | modifica wikitesto]

Sia una funzione misurabile a valori complessi su e sia un insieme tale che e se non appartiene ad . Sia . Allora esiste una funzione tale che:[1]

Inoltre è possibile scrivere:

Teorema di Vitali[modifica | modifica wikitesto]

Sia a valori reali e sia . Allora esistono due funzioni e su tali che , e tali che è inferiormente limitata e semicontinua, è superiormente limitata e semicontinua, e vale inoltre la relazione:[2]

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

  • Siano e due spazi boreliani, cioè e hanno una topologia, con e le σ-algebre generate dalle relative topologie. Allora ogni funzione continua da a è misurabile.
  • Siano e due spazi boreliani. I limiti puntuali di funzioni misurabili sono funzioni misurabili. Vale a dire, sia una successione di funzioni misurabili (più in generale, si può effettuare la medesima costruzione per una rete), e si supponga che le convergano puntualmente a , cioè che per ogni esista:
Allora è una funzione misurabile.
  • Siano , , degli spazi misurabili, e si supponga che e contengano tutti i singleton,[3] cioè tutti gli insiemi costituiti da un solo elemento. Sia lo spazio misurabile prodotto di per . Se è una funzione -misurabile, allora per ogni fissato la funzione , talvolta detta sezione di lungo e data da:
è -misurabile.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La nozione di funzione misurabile è stata introdotta principalmente con lo scopo di formalizzare la teoria dell'integrazione. Per poter definire l'integrale di una funzione è necessario che essa abbia delle proprietà di regolarità, tra cui, appunto, la misurabilità. Dato uno spazio di misura , per definire l'integrale rispetto a di una funzione a valori reali dovremmo richiedere che tale funzione sia -misurabile (qui è la σ-algebra di Borel dei numeri reali).[4]
  • Le funzioni misurabili giocano un ruolo fondamentale nella teoria dei sistemi dinamici. In questo ambito, esse sono anche definite osservabili del sistema, poiché nella formalizzazione matematica di un fenomeno fisico tramite un sistema dinamico, le funzioni misurabili rappresentano proprio le quantità che possiamo effettivamente "osservare e misurare".

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'identità è una funzione misurabile su un qualsiasi spazio misurabile. Più in generale, essa è misurabile da a se e solo se .
  • Nelle questioni riguardanti la misurabilità di funzioni a valori reali, in genere i numeri reali si considerano implicitamente equipaggiati con la loro σ-algebra di Borel . Ad esempio, dato uno spazio misurabile , una funzione si dirà misurabile se essa è - con la notazione introdotta sopra - -misurabile. Si noti che in questo caso, affinché sia garantita la misurabilità di una funzione a valori reali, è sufficiente che accada per ogni intervallo reale .
  • Se e sono due spazi boreliani, allora ogni funzione continua è misurabile.[5]
è misurabile (rispetto alla σ-algebra di Borel sui numeri reali). Tale semplice osservazione si utilizza, ad esempio, in una possibile definizione di integrale (dapprima esso si definisce per funzioni caratteristiche, quindi si necessita della loro misurabilità).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W. Rudin, Pag. 53
  2. ^ W. Rudin, Pag. 54
  3. ^ Si noti che questa ipotesi è molto debole e generalmente soddisfatta dalle σ-algebre comunemente utilizzate. Essa ad esempio è automaticamente soddisfatta dalle σ-algebre boreliane di spazi T1.
  4. ^ Si noti tuttavia che affinché gli integrali risultino ben definiti, la misurabilità della funzione integranda è una condizione necessaria ma non sufficiente. Infatti, in generale si dovrà assumere che l'integranda sia anche integrabile.Spesso, tuttavia, quest'ultima condizione (l'integrabilità) è verificabile esplicitamente. Ad esempio, se è una misura finita, allora ogni funzioni misurabile e limitata è integrabile.
  5. ^ Si veda il lemma di misurabilità di funzioni continue.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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