Funivia di Posillipo

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Coordinate: 40°49′36″N 14°11′33″E / 40.826667°N 14.1925°E40.826667; 14.1925

Funivia Posillipo Alto-Mostra d'Oltremare
Funivia di Posillipo.JPG
Funivia in movimento sul viadotto di Cavalleggeri
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
Dati tecnici
Tipofunivia
Stato attualedismessa
Apertura1940
Chiusura1961
GestoreMostra SPA
Percorso
Stazione a valleViale Kennedy (angolo via Romolo Gessi)
Stazione a monteVia Manzoni, 308
Tempo di percorrenzaminuti
Lunghezza1629 m
Dislivello104 m
DintorniBagnoli, Edenlandia, giardino zoologico
NoteLa vettura è ancora visibile nei locali della stazione inferiore
Trasporto a fune

« Posillipo, nome soave
di clivi dorati e di ville »

(Gino Doria)

La funivia Posillipo Alto-Mostra d'Oltremare o semplicemente funivia di Posillipo è stato un impianto di trasporto pubblico che a Napoli collegava il quartiere di Posillipo con quello di Fuorigrotta dal 1940 al 1961.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal 1874 l'amministrazione comunale aveva indetto il bando per il traforo della collina Posillipo. Con la seduta del 12 dicembre 1912 il Consiglio municipale di Napoli affidò alla Società Edilizia Laziale la costruzione del Rione Occidentale. Tra le non molte possibili locazioni fu scelta la zona di Campi Flegrei, allora in gran disordine ma relativamente libera. La legge 2677/37 istituiva l'Ente autonomo Mostra Triennale delle Terre d'Oltremare e perciò Vincenzo Tecchio fu nominato commissario governativo.

Il 9 maggio 1940 fu inaugurata la Mostra delle Terre d'Oltremare per un totale di 54 padiglioni dislocati su una superficie di circa 1 066 197 metri quadrati[1]. Al fine di tutelare il paesaggio fu imposto il divieto di fabbricazione su tutta la collina che fa da sfondo alla fontana dell'Esedra. La funivia, che fu progettata da Giulio De Luca e costruita dalla ditta meneghina Ceretti e Tanfani, si snodava per un totale di 1629 m di cui 945 in risalita per un dislivello di 104 m con tre piloni di sostegno.

La stazione inferiore, sita sul viale Kennedy (già tratto della strada statale Domiziana), presso l'ex padiglione del “lavoro italiano in Africa”, è costituita da un edifizio in cemento armato a pianta quadrata, mentre la stazione superiore è sita sulla parte terminale di via Manzoni a 400 m dal Ponte della Vittoria, che scavalca discesa Coroglio e permette l'accesso al parco Virgiliano. L'esercizio della funivia fu aperto al pubblico per un mese soltanto fino al 10 giugno 1940[2] per attendere ancora il 1943 quando la città fu occupata dai tedeschi che la distrussero quasi completamente. Dal 1º ottobre del 1943 al 1945 la Mostra fu adibita ad ospedale, mentre al 1950 si diedero inizio ai lavori di ricostruzione dell'impianto che durarono per due anni.

Finalmente l'8 giugno 1952 avvenne la nuova inaugurazione del complesso espositivo più grande d'Europa. Questo nuovo impianto era dotato, oltre della linea trifase, anche di un gruppo elettrogeno in modo da garantire la continuità della corsa in caso di problemi[3]. L'esercizio fu sospeso il 2 febbraio 1961. La stazione superiore fu poi affittata al ristorante “Gulliver”, prima del fallimento negli anni novanta, mentre in quella inferiore ci sono i Vivai e Centro di Giardinaggio De Luca. Un'altra traccia tuttora esistente consiste in due enormi piloni che sorreggevano una enorme rete di protezione che sovrastava a sua volta l'attuale sottostante Linea 2 della Metropolitana, rete che fu rimossa solo negli anni '70.

Conseguenze della chiusura ed il Piano Regolatore Generale del 1958[modifica | modifica wikitesto]

La Legge Speciale che finanziò il Comune con circa 30 miliardi di lire per opere pubbliche urgenti è stata un'occasione ghiotta per la classe politica dell'epoca ma ben poco resta sullo sviluppo economico della città. Il piano prevedeva la costruzione di altri fabbricati ad uso residenziale al CEP di Fuorigrotta per accogliere ulteriori 30 000 abitanti.

La saturazione della zona Flegrea, la chiusura della funivia e la difficile convivenza con l'impianto Ilva di Bagnoli acuirono ulteriormente i problemi del traffico proveniente dal centro urbano che gravita attraverso le due gallerie[4], su via Caracciolo.

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti di trazione erano dotati di un motore elettrico da 75 HP; le due cabine pesavano, a vuoto, 1400 kg e con una capienza di 20 persone, viaggiavano alla velocità di 5,5 m/s e coprivano il tragitto in circa 6 minuti[5]; la capacità di passeggeri, calcolando i 90 secondi di sosta tra una corsa e l'altra, era di circa 175 unità all'ora. Eccetto la planimetria, non esistono altri grafici a causa dei danni subiti durante l'ultimo conflitto mondiale.

Un ulteriore ostacolo sulla ricerca delle fonti dipende dalla perdita di un'ampia sezione d'archivio aziendale: «un occupante abusivo di un appartamento di proprietà ATAN, annesso al deposito di Posillipo pensò bene, dopo il disastroso terremoto del 1980, di andare ad abitare in una stanza occupata dalla documentazione archivistica distruggendola quasi del tutto»[6]. Al 1957 il traffico di passeggeri raggiunse le 95 491 unità all'anno.

Prospettive sulla funivia Posillipo Alto Mostra d'Oltremare[modifica | modifica wikitesto]

Si è discusso sulla possibilità di riattivare la funivia. I favorevoli all'iniziativa sono dell'opinione che si tratterebbe di una straordinaria occasione di sviluppo e potenziamento del patrimonio locale di strutture sportive, ricreative, culturali e di tutta la zona occidentale e, allo stesso tempo, d'integrazione con l'offerta turistica di Posillipo a pochi passi dall'area archeologica (Grotta di Seiano[7]) e dalle spiagge della Gaiola e di Marechiaro[8]. Per non contare poi l'interscambio con il sistema di trasporti metropolitano[9].

II critici, d'altro canto, sostengono che non si può avere la certezza assoluta dei vantaggi sul traffico veicolare ed, inoltre, ci sarebbero delle pregiudiziali sul rapporto costi/profitti. Resta il fatto che non risulta alcuna funivia nel Piano decennale delle 100 stazioni se non una presunta funicolare da progettarsi in via Tiberio[10][6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Già il 1º maggio era stata inaugurata la nuova linea di filobus che percorreva via Posillipo
  2. ^ La Mostra del lavoro degli italiani nel mondo, invece, continuò fino ad ottobre dello stesso anno
  3. ^ In sei minuti da Posillipo alla Mostra, “Oltremare: rassegna mensile dell'Ente autonomo Mostra d'Oltremare e del lavoro italiano nel mondo”, 1952, pp. 22-23, p. 23
  4. ^ Si tratta della “galleria di Posillipo” o “Laziale” realizzata nel 1925 che collega piazza Sannazaro con piazza Italia e della “galleria 4 giornate” (ex galleria tranviaria) risalente al 1884 che collega piazza Piedigrotta con via Caio Duilio; un'altra “galleria della Vittoria” che collega via Cesario Console con via Chiatamone, fu iniziata nel 1926 e conclusa nel 1927 insieme ad un ascensore che saliva fino a via Monte di Dio.
  5. ^ Prima mostra triennale delle Terre d'Oltremare: Napoli, 9 maggio - 15 ottobre 1940, Genova, Saiga, p. 13, ISBN non esistente
  6. ^ a b Bevere E. (1998), Storia dei trasporti urbani di Napoli, vol. I, p. 26, 532, Cortona, Calosci, ISBN 88-7785-145-7.
  7. ^ Costruita nel I secolo d.C., riscoperta nel 1840, collega Discesa Coroglio con La Gaiola ed è stata interessata dal restauro.
  8. ^ Nonostante la concessione ad una dozzina di società di balneazione, il lido di Bagnoli soffre ancora diversi problemi di inquinamento mai risolti dopo la dismissione dell'Ilva così come fatto notare dalla Procura di Napoli tanto da impedire lo svolgimento della America's Cup, cfr. Riccardo Rosa, Il pasticciaccio brutto dell’America’s cup [collegamento interrotto], su comuneincomune.it, 10 dicembre 2011. URL consultato il 19 dicembre 2011.; la regolamentazione balneare partenopea risale al 1669 quando il viceré Pedro d'Aragona affisse una lapide con la suddivisione delle proprietà, cfr. Inannello A. (2004) Relazione sulla proposta di vincolo paesaggistico per Bagnoli ex legge 1497/39, Napoli, Fondazione Benedetto Croce, p. 19, ISBN non esistente
  9. ^ Linea 2 (Pozzuoli-Gianturco), linea 6 (Augusto-Municipio) e linea Cumana.
  10. ^ Municipio di Napoli (2001) Piano delle 100 stazioni, Napoli, Servizio pianificazione delle infrastrutture di trasporto, Tavola 8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AaVv, (1972) Storia di Napoli, Società editrice storia di Napoli, XXIV voll.
  • Avitabile C., (2009) Per un'ipotesi di riqualificazione della funivia Posillipo - Mostra d'Oltremare[collegamento interrotto], 6 gennaio su Europaconcorsi.com
  • Capasso A., (2001) Trasporto verticale e città: gli impianti di risalita nella mobilità urbana dagli ascensori alle funivie, Napoli, Clean.
  • Funivia di Posillipo, Archivio di Stato di Napoli, Prefettura gabinetto secondo versamento, 989/38.
  • Galdo N., (1958) Relazione illustrativa del nuovo piano regolatore generale di Napoli, Napoli, Arti grafiche SAV.
  • Municipio di Napoli (1973) Variante per la zona occidentale al PRG approvato con DM 1829.
  • Recupito A. (1952) La funivia Posillipo - Campi Flegrei[collegamento interrotto], Milano, Archivio Ceretti-Tanfani.(PDF)
  • Siola U. (1990) La Mostra d'Oltremare e Fuorigrotta, Napoli Electa Gallimard.
  • Storia fotografica di Napoli (1939-1944), IX voll., Napoli, Intra moenia.
  • S.v. “Funivia”, in “Dizionario Enciclopedico Treccani”, vol. V, Milano, Treccani.

Nomografia[modifica | modifica wikitesto]

  • RD 6 agosto 1914 n. 910 Piano Regolatore Generale, Sezione Fuorigrotta-Bagnoli.
  • RD 6 maggio 1937 n. 1756 Istituzione dell'Ente Autonomo Mostra triennale delle Terre d'Oltremare.
  • RD 4 aprile 1938 n. 2215 Statuto dell'Ente Mostra.
  • Legge 29 maggio 1939 n. 1208 Piano Regolatore Generale, Progetto della variante concernente la zona urbana compresa tra Bagnoli e Posillipo.
  • DL 1314/48 Trasformazione dell'Ente Mostra.
  • Legge 167/62 Acquisizione edilizia economica e popolare dell'area occidentale.

Emerografia[modifica | modifica wikitesto]

  • ”il Mattino”, 23 maggio 2010, Così rinasce la prima funivia d'Europa.
  • ”Chiaia Magazine”, 5 maggio 2007, Funivia di Posillipo la stazione rinnegata.(PDF)
  • “Il Mattino”, 6 maggio 2004, È morto Giulio De Luca a 90 anni.
  • ”Il Mattino”, 3 giugno 2003, L'impianto in uso negli anni '30 fu distrutto dai nazisti.
  • ”Il Mattino”, 4 luglio 2002, La funivia dimenticata.
  • ”Il Mattino”, 29 giugno 1952, (in spalla).
  • ”Il Mattino”, 5 giugno 1952, Le comunicazioni con Fuorigrotta.
  • ”Il Mattino”, 10 maggio 1940, Il fantastico spettacolo.
  • ”Il Mattino”, 5 maggio 1940, La città rinnovata e abbellita.
  • ”Il Mattino”, 1º giugno 1940, Il servizio per Posillipo.
  • ”Il Mattino”, 1º maggio 1940, Le prove di collaudo.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]