Funicolare del Kursaal

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Coordinate: 45°49′24.96″N 8°48′35.25″E / 45.8236°N 8.809791°E45.8236; 8.809791

Funicolare del Kursaal
Varese funicolare Kursaal.jpg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Varese
Dati tecnici
Tipo funicolare
Stato attuale dismessa
Apertura 1911
Chiusura 1944
Gestore SVIE
Percorso
Stazione a valle
Stazione a monte
Lunghezza 182 m
Dislivello 50 m
Pendenza max 29,2%
Trasporto a fune

La funicolare del Kursaal, detta anche del Colle Campigli, era una breve funicolare che permetteva di raggiungere il Kursaal di Varese, posto sulla sommità del colle Campigli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La funicolare del Kursaal venne ideata nell'ambito del progetto del Kursaal di Varese, un grande complesso turistico sito in cima al colle Campigli[1].

Il progetto della funicolare, redatto dall'ingegnere Ernesto Strada, venne presentato nel 1905 ed approvato con Regio Decreto l'anno successivo[2][3]. La linea venne concessa alla Società Anonima "Varese Kursaal", e l'esercizio affidato alla Società Anonima Prealpina per Imprese elettriche[4]; nel 1907 venne emanato un nuovo decreto che affidava l'esercizio alla SVIE, che nel frattempo aveva assorbito la "Prealpina"[4][5].

La costruzione del Kursaal si rivelò tuttavia troppo onerosa per la società promotrice, che nel 1908 fu posta in liquidazione; ad essa subentrò la stessa SVIE, che essendo ben più solida riuscì a portare a termine il progetto[3].

Il complesso del Kursaal, comprendente anche la funicolare, venne infine inaugurato festosamente l'8 luglio 1911[3].

Gli impianti della funicolare vennero completamente distrutti dal bombardamento aereo del 30 aprile 1944, diretto verso la vicina fabbrica Aermacchi[6]. La funicolare non venne più ripristinata.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La stazione inferiore era posta in fregio alla via Sanvito, percorsa dalla tranvia per Masnago esercita anch'essa dalla SVIE; la stazione superiore era posta nel parco del Kursaal[3].

La linea constava di un unico rettilineo, lungo 182,40 metri in orizzontale, e 189,04 in linea inclinata. La pendenza massima era del 292‰ e quella media del 270‰. Il dislivello fra le due stazioni era di 49,62 metri[3].

Il binario, a scartamento metrico, era armato con rotaie del peso di 25 kg/m[3].

Le vetture erano trainate da una fune di 25 mm di diametro, mossa da un macchinario costruito dalla Von Roll, con motori Thomson Houston alimentati a corrente alternata trifase alla tensione di 500 V, di 51 kW di potenza[3].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Erano in servizio due vetture, costruite dalla carrozzeria Macchi di Varese, ciascuna delle quali trasportava 60 persone, di cui 16 sedute; erano verniciate in un'elegante livrea celeste[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Betti Carboncini, op. cit., p. 87
  2. ^ Regio Decreto n° 399 del 28 settembre 1906, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 268 del 17 novembre 1906
  3. ^ a b c d e f g h Betti Carboncini, op. cit., p. 88
  4. ^ a b Betti Carboncini, op. cit., p. 102
  5. ^ Regio Decreto del 14 febbraio 1907, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 200 del 23 agosto 1907
  6. ^ Betti Carboncini, op. cit., p. 99

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Betti Carboncini, Binari ai laghi, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 1992, ISBN 88-85068-16-2.

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