Fulvio Palmieri

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Fulvio Palmieri (Roma, 19 ottobre 1903Lacco Ameno, 16 agosto 1966) è stato un giornalista, scrittore e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la laurea in lettere, inizia a scrivere su varie testate occupandosi soprattutto di cronache dello spettacolo e della politica.

Viene successivamente assunto dall'EIAR come giornalista e commentatore presso la sede di Roma. Nel 1933 gli viene affidata la realizzazione del Centro Sperimentale Radiofonico, con direttive del Ministero dell'Educazione e del CNR, sulla falsariga del Centro Sperimentale di Cinematografia, e progettato per preparare i futuri addetti alla radiofonia: radiocronisti, annunciatori, presentatori, registi, tecnici del suono, radiotecnici.

Dal Centro usciranno giornalisti come Vittorio Veltroni, Pia Moretti, cronisti come Nicolò Carosio, annunciatori come Vittorio Cramer e Giovanni Battista Arista, registi specializzati in prosa radiofonica come Guglielmo Morandi.

Accanto alla sua carriera di giornalista radiofonico, intraprende la carriera di sceneggiatore cinematografico con il film Un cattivo soggetto di Anton Giulio Bragaglia (1933), al quale farà seguito un grande numero di pellicole sino all'inizio degli anni sessanta. Intervista nel 1937 in collaborazione con Raffaello Guzman, per il settimanale radiofonico Voci del mondo Bruno Mussolini e Attilio Biseo alla partenza del volo dei Sorci Verdi[1].

Insieme a Franco Cremascoli e Mario Ortensi, fa parte di quel gruppo di radiocronisti che, diretti da Vittorio Veltroni, dal 3 al 9 maggio 1938 raccontarono agli ascoltatori le cronache della visita di Adolf Hitler a Roma, Firenze e Napoli.

Nel 1940, con lo scoppio della guerra, Palmieri diverrà una delle voci più ricorrenti dell'EIAR, come commentatore e intervistatore sui diversi fronti del conflitto. Nel 1943 si trasferisce al Nord per proseguire la sua attività di cronista radiofonico nella RSI.

Nel dopoguerra passa indenne tra le varie liste di proscrizione o epurazione e nel 1949 viene richiamato in RAI, dove ritrova Vittorio Veltroni. Nel 1951 diviene direttore del secondo programma radiofonico della RAI, canale dedicato soprattutto a programmi di intrattenimento e di musica. Qui concorrerà a lanciare vari programmi e personaggi come Domenico Modugno, Corrado e autori come Dino Verde, favorendo anche l'ampliamento della prosa alla radio.

Il Comune di Roma gli ha dedicato una strada nel quartiere Portuense.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiati televisivi RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Rocca, Panorama dell'arte radiofonica, Milano: Bompiani, 1938

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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